Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

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M.T. wrote: a Israele viene lasciato fare quello che vuole
Il Governo israeliano dovrebbe subire sanzioni di una certa gravità. Se fossi Meloni, gliene avrei già dette quattro a Natanyahu, e senza mezzi termini o formule di cortesia. Ma come diamine si permettono?! Invadono l'Italia, fanno prigionieri inermi e poi li torturano. Siamo pazzi o che cosa?!
Se la democrazia è così…!
Loro sono senza cervello, come nella storia di Gianni Rodari. Come minimo, vadano a quel paese e ci restino per sempre! Lo promettano davanti al loro dio!
Il Sommo Misantropo

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5656
@dyskolos La presidenta, che finalmente ha trovato il coraggio di condannare apertamente Israele (per il trattamento riservato agli italiani della flotilla, non per il genocidio di Gaza), è in buona compagnia. Ma quelle sue e degli altri governi europei, a parte la Spagna, sono solo vuote parole, che a Netanyeahu & soci gli fanno un baffo. Le ridicole sanzioni ai coloni aggravano l'ignavia e appaiono una presa per i fondelli. La vera azione efficace sarebbe l'interruzione di ogni rapporto, diplomatico e commerciale, con Israele che tutti si guardano bene dal compiere o soltanto minacciare. Strano che Ignazio Benito non sia ancora (nuovamente) intervenuto contro la flotilla. Non si tratta certo di vergogna, un sentimento a lui estraneo: probabilmente gli è solo mancato il coraggio di reiterare certe posizioni. Fascisti si nasce, e lui, modestamente, lo nacque. Per coerenza, dovrebbe passare con Vannacci.
Mario Izzi
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5657
Cheguevara wrote: La vera azione efficace sarebbe l'interruzione di ogni rapporto, diplomatico e commerciale, con Israele
Quelli conoscono solo il Dio Denaro. Vedrai che si daranno una mossa solo se gli tocchi il portafoglio! Pertanto dovremmo inaugurare una nuova forma di diplomazia in cui i soldini contano, eccome! Anche applicando la legge del più forte come fanno loro, se solo si trovasse un modo per salvare il popolo civile. Questo "modo" già c'è: basterebbe la volontà politica di farlo. Ma finché c'è il Principe dei Cialtroni, seduto su quella comoda e ben remunerata poltrocina, non lo faranno mai!
Cheguevara wrote: Strano che Ignazio Benito non sia ancora (nuovamente) intervenuto contro la flotilla. Non si tratta certo di vergogna, un sentimento a lui estraneo: probabilmente gli è solo mancato il coraggio di reiterare certe posizioni. Fascisti si nasce, e lui, modestamente, lo nacque. Per coerenza, dovrebbe passare con Vannacci.
Non lo farà mai! Non conosce la vergogna, ma conosce bene il manuale del perfetto fascista e lui, Ignazio Benito, un fascista perfetto lo è e, come diceva Totò, lo nacque.
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5660
@M.T.
I soliti arricchiti di mer** in cerca di schiavi. L'Italia è un paese finito, io raccomando sempre ai giovani di scappare all'estero dove non esiste "gavetta" bensì stipendio pieno già al primo impiego e, soprattutto, carriera rapida e sicura per i meritevoli. Il Nord Europa offre un buon tenore di vita ma a un ventenne consiglierei di andare in Australia, ma di corsa!

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5661
MadTeacher wrote: I soliti arricchiti di mer** in cerca di schiavi.
Non so quanto quelli sono arricchiti, ma sì, sono in cerca di sfruttamento.
MadTeacher wrote: L'Italia è un paese finito
Purtroppo temo che sia così. Pochissime prospettive, idee di futuro pari a zero, stipendi tra i più bassi d'Europa ma costi tra i più alti d'Europa, politici che si lavano la bocca raccontando una realtà che non esiste.
Esistono molti mondi: reali, immaginari. Non importa la loro natura: da ognuno di essi si può apprendere qualcosa.
https://www.lestradedeimondi.com/

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5663
@M.T. Non se ne può proprio più. Il Paese cammina a grandi passi verso il baratro, mentre la politica continua a pensare soltanto al proprio tornaconto. Ma l'Europa non sta meglio: paralizzata dai suoi stessi regolamenti, ostaggio dei sovranismi, destinata a non contare un tubo in un mondo proiettato sempre più verso l'egemonia della forza, sia militare che finanziaria, mentre i tanto decantati diritti umani, appannaggio dell'Occidente, sono ridotti a un optional per illusi. Il mio cammino è, per condizione anagrafica, non lontano dalla meta finale, motivo per cui probabilmente mi sarà risparmiato il tracollo verso il quale questa umanità sta marciando inesorabilmente. Come tutti i vecchi, rimpiango la gioventù, quella mia, vissuta in tempi di sicuro migliori di quelli destinati oggi ai giovani al cui posto non vorei, invece, trovarmi.
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5664
Cheguevara wrote: Come tutti i vecchi, rimpiango la gioventù, quella mia, vissuta in tempi di sicuro migliori di quelli destinati oggi ai giovani
Pur avendo qualche decina di anni in meno, rimpiango anch'io la mia infanzia. 
... Eppure, certi mali già esistevano e non li si voleva vedere. Da me il caporalato già esisteva, eccome. 
Esisteva per i raccoglitori e le raccoglitrici di frutta, di pomodori,di tabacco. Morti nell'anonimato, nel silenzio, nell'indifferenza. Morti per il caldo, per crisi cardiache, per le botte prese. Ma erano fatte passare per morti naturali, perché erano "lavori usuranti". 
Un po' per paura, un po' per semplice ignoranza, un po' per connivenza.
Da noi si ricorda, adesso, tra le tante morti passate sotto traccia, l'eccidio delle tabacchine del 1960: morte bruciate mentre erano chiuse a lavorare, intrappolate nella fabbrica di lavorazione del tabacco in condizioni inumane. 
La storia si ripete oggi per motivi analoghi.
In Italia si può morire di lavoro, sì!
E se si muore oggi (e se l'Italia oggi è allo sbando) è anche per questo motivo: io credo che la responsabilità sia dei tanti e troppi che allora, durante la mia beata e ignara infanzia, hanno visto, taciuto, sostenuto con colpevolezza.
Siamo ancora in tempo, oggi, per smettere di ignorare e dare dignità a qualsiasi lavoro? 

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5665
@ElleryQ E' ovvio che alla radice dei mali che oggi ci affliggono ci sono proprio quelli della mia generazione, che si sono cullati nel benessere senza pensare a chi sarebbe venuto dopo. Era anche molto più facile che oggi ignorare tanto di ciò che avveniva intorno a noi, i fatti che oggi tramite internet ci vengono sbattuti davanti. Ciò che si sapeva era sempre filtrato dalle opinioni: altro è vedere direttamente i fatti, anche quelli più aberranti. Comunque è meglio sapere, che non sapere o far finta di non sapere. E' per questo che oggi per chi sostiene sfruttatori e criminali non ci sono scusanti.
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5666
ElleryQ wrote: Siamo ancora in tempo, oggi, per smettere di ignorare e dare dignità a qualsiasi lavoro? 
Mi piacerebbe dire di sì, ma ai datori di lavoro interessa solo far soldi e spenderne il meno possibile, con i lavoratori che sono solo carne da macello, mentre ai politici piace dire "c'è lavoro, c'è occupazione", del come si lavora però non si tiene conto. Quindi in pratica, no e temo andrà sempre peggio.  A meno che la gente, tutta, non si rompa le scatole e dica "adesso imprenditori, lavorate voi: se volete i soldi, guadagnatevi col vostro sudore, non con il sangue altrui".
Esistono molti mondi: reali, immaginari. Non importa la loro natura: da ognuno di essi si può apprendere qualcosa.
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5667
Cheguevara wrote: Era anche molto più facile che oggi ignorare tanto di ciò che avveniva intorno a noi, i fatti che oggi tramite internet ci vengono sbattuti davanti.
Non è solo colpa della tua generazione, ma anche di gran parte della mia, che ha portato avanti quel modo di pensare, anziché sovvertirlo.
Sì, certo, in passato c'era meno informazione e meno possibilità di conoscere i fatti. Ma a livello locale, le cose erano e sono state per molti anni sotto gli occhi di tutti, eppure ugualmente tollerate. La mentalità del passato era: "tanto riguarda loro". Non si capiva che un determinato male era sociale e non individuale. Ma anche se fosse stato individuale, quel tipo di male si diffonde e interessa tutti, prima o poi.
Quello che mancava, a mio parere, non era l'informazione. Era il coraggio di reagire, la voglia di farlo e l'avere una visone collettiva. Dall'epoca dei nostri "nonni", in cui c'era una solidarietà profonda, a quella del boom economico in poi, è accaduto qualcosa a livello culturale, che ha creato questa separazione.
M.T. wrote: ma ai datori di lavoro interessa solo far soldi e spenderne il meno possibile, con i lavoratori che sono solo carne da macello, mentre ai politici piace dire "c'è lavoro, c'è occupazione"
Di certo, ai politici piace molto manipolare la realtà. Accade ormai da decenni.
Ricordo ancora quella barzelletta in cui Dio chiamava a colloquio Berlusconi, perché non contento di come stesse andando l'Italia, e lo minacciava che se non avesse preso provvedimenti avrebbe mandato l'intera popolazione a spalare m3rd4 all'inferno.
E Berlusconi, rivolgendosi alla popolazione, diceva di avere due buone notizie: 
"1. Dio esiste ed è apparso proprio a me. 
2. A breve ci sarà lavoro per tutti"!

Imprenditori "sani" ce ne sono stati e ce n'è, per fortuna. Pochi, oberati, quelli che hanno la peggio fra imposte e tassazioni, eppure restano onesti. Preferiscono andare avanti finché possibile, magari fallire, ma da uomini onesti!
Pochi, rari, ma ci sono. Ed è forse dal sostenere questi, anziché penalizzarli,  che si dovrebbe ripartire.

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5668
Cheguevara wrote:  E' ovvio che alla radice dei mali che oggi ci affliggono ci sono proprio quelli della mia generazione, che si sono cullati nel benessere senza pensare a chi sarebbe venuto dopo.
Lo zio Che si riferisce alla vecchia mentalità della "gavetta"? :D
Oggi si sta anche pagando scelte imbecilli attuate negli anni 70-80, con politiche economiche iper espansive fatte per ottenere un benessere momentaneo senza considerare il lungo termine. Tanto, ci penseranno i posteri a ripagare i debiti... solo che poi col brusco calo della natalità ci si è trovati tutti in braghe di tela.
Alcuni sostengono che ci vorrebbe un grande reset - anche se non ho mai capito bene in cosa dovrebbe consistere...

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5669
ElleryQ wrote: Imprenditori "sani" ce ne sono stati e ce n'è, per fortuna.
Senza dubbio. Ma una caratteristica peculiare dell'imprenditoria italiana, grande, media o piccola che sia, è quella di non investire mezzi propri nell'azienda, preferendo fare debito. Gli utili quando ci sono, vengono prelevati e destinati a speculazioni finanziarie oppure, per i piccoli, al benessere personale: ville, auto di lusso, stile di vita. E sto parlando di imprenditori "onesti". Quelli disonesti, e sono tanti, tirano fuori il danaro dall'azienda lasciandola fallire, salvo poi ricominciare il giochino con diversa ragione sociale. So di cosa parlo: ho passato una vita tra le imprese, prima come bancario, poi come consulente e analista di bilancio. E' ovvio che non tutti gli imprenditori si comportano a questo modo, ma ti assicuro che i cosiddetti "illuminati" sono davvero pochi, in percentuale, rispetto alla gran massa. E' un  aspetto che nei vari talk show viene abitualmente trascurato.
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

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MadTeacher wrote:
Lo zio Che si riferisce alla vecchia mentalità della "gavetta"? :D
Oggi si sta anche pagando scelte imbecilli attuate negli anni 70-80, con politiche economiche iper espansive fatte per ottenere un benessere momentaneo senza considerare il lungo termine. Tanto, ci penseranno i posteri a ripagare i debiti... solo che poi col brusco calo della natalità ci si è trovati tutti in braghe di tela.
Alcuni sostengono che ci vorrebbe un grande reset - anche se non ho mai capito bene in cosa dovrebbe consistere...
La gavetta non c'entra, anche se io sono uno di quelli che la gavetta l'hanno fatta, eccome. Per quanto riguarda le politiche espansive fatte a debito, perché fermarsi agli anni '80? Il cavaliere del bunga-bunga, dal '94 al 2011, ha contribuito a incrementare il pubblico indebitamento quanto e più dei suoi predecessori, con l'aggravante che il benessere ottenuto, tutt'altro che momentaneo, è stato soltanto quello proprio e delle proprie imprese, che prima della sua "discesa in campo" erano sull'orlo del fallimento. Ma la vulgata lo presenta come grande imprenditore e, post mortem, come grande statista. E il popolo cojone, come al solito, abbocca.
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