[CDP2026] Farhad

1
Incipit. n.4 

Il mercato è affollato come sempre all’ora di punta, ma Farhad era ancora abbastanza basso e il suo viso abbastanza infantile per passare inosservato. Utile a Dio era il significato del suo nome, ma lui aveva bisogno di essere utile alla sua famiglia e per questo avrebbe infranto una delle regole: non rubare.

La pirzan non gli staccava gli occhi di dosso. Lo aveva visto passare già due volte: non possedevi un banco di frutta al Vakil se ti facevi fregare le arance dal primo che passa. Farhad abbassò lo sguardo e tirò dritto, mescolandosi alla folla. Non aveva nemmeno deciso cosa rubare e già era stato scoperto. Meglio non rischiare. Dopo una decina di passi si voltò per controllare: i riflessi dei tendaggi verdi e turchesi erano accecanti, eppure ebbe la netta impressione che la pirzan gli avesse rivolto un eloquente occhiolino.
Il sole batteva forte su Shiraz, uno strato di polvere e smog gli si era appiccicato sulla fronte. Se avesse passato un dito, sarebbe rimasto il segno. Non voleva tornare a casa a mani vuote ma, al contempo, avrebbe preferito mantenere l’uso di entrambe.
Farhad trasalì: un cane era stato preso a calci da un venditore. I suoi guaiti riecheggiarono in tutto il bazar; i presenti trovarono la scena divertente. L’animale era di una magrezza spaventosa, gli si potevano contare le costole. L’uomo rincorse la bestia travolgendo una cesta di datteri. Il cane aveva le orecchie tirate indietro e un osso tra i denti.
Persino quel cane era riuscito a sgraffignare qualcosa, pensò Farhad. Solo lui non ci riusciva.

Poco distante, una bella donna stava facendo acquisti presso un banco di stoffe: aveva preso un rusari per sé e uno per la figlia, che le stava accanto composta.
“Quanto le devo?” domandò, con il borsellino tra le mani.
“Non mi deve nulla, khanom. Lei è mia ospite.”
“La prego, insisto.”
“Davvero, non posso accettare denaro da lei.”
“Lei è molto gentile, ma per favore…”
Stupida taarof, pensò Farhad. Era al mondo da soli tredici anni e ne aveva già le tasche piene di tutta quella ipocrisia. Si chiese cosa sarebbe successo se la khanom avesse frainteso le parole del commerciante, se avesse ringraziato per il gentile omaggio e fosse andata via.
Forse avrebbe dovuto tentare, ma già sapeva che nel migliore dei casi avrebbe ricevuto lo stesso trattamento riservato a quel povero randagio scheletrico.

Situazione delicata, concluse Farhad. Suo fratello maggiore era sparito dopo le manifestazioni di gennaio. Aveva provato a spiegarlo a casa: in strada dicevano che erano morte migliaia di persone, che l’esercito aveva sparato ad altezza uomo. Ma maman sosteneva che Allah era grande, troppo grande per permettere una simile barbarie.
Come se non bastasse, da qualche settimana gli americani avevano cominciato a esportare la pace. Non bastava la pace di Bibi. Per fortuna Shiraz non era stata colpita; non come Teheran ed Esfahan, almeno. Ma un pezzo di pane adesso costava un milione di rial. Un milione.
Sul Corano era scritto: non rubare, d’accordo. Ma Hafez diceva: ogni cuore ha la sua verità, ascolta il tuo.
E il cuore di Farhad gli stava urlando a chiare lettere che, se non avesse messo al più presto qualcosa sotto i denti, lo avrebbero trovato a cacciare i ratti in riva al fiume. Chissà se il Corano vietasse anche questo. A Shiraz, i ratti erano impressionanti, grossi come gatti. Farhad si accorse di avere l’acquolina in bocca. Si vergognò di sé stesso: non poteva più rimandare, doveva riprovarci.
Maman non lo aveva chiesto espressamente, ma ormai era l’unico uomo di casa. Nonostante la giovane età, era alla costante ricerca di lavoro. Tuttavia, in quel periodo nessuno assumeva ragazzini imberbi come lui: troppo mingherlini per i lavori da uomini, troppo impazienti per un apprendistato. Maman e le sorelle si stavano piano piano abbrutendo: spettava a lui trovare una soluzione.

Farhad evitò il banco di frutta dell’ammiccante pirzan e si appostò all’angolo per studiare la situazione. Iniziava a capirlo: non era tagliato per quel genere di cose; a ogni passo sentiva gli sguardi dei bazari posarsi su di lui.
Con la coda dell’occhio colse un movimento, durò un istante. Un uomo dai folti baffi bianchi aveva infilato nella manica una bustina di masghati: gli era bastato uno scatto chirurgico dell'indice. Era passato davanti al bancone e aveva sorriso con educazione al venditore. Nessuno si era accorto di niente.
Ecco come si fa, pensò Farhad.
Provò ammirazione per quell’uomo: non aveva alterato un muscolo, nemmeno un pelo dei suoi folti baffi aveva vibrato. In una frazione di secondo aveva portato a compimento la missione che lui stava pianificando da due ore. Quel tipo era un mago. 
Farhad lo seguì con lo sguardo mentre si allontanava dal bazar: camminava piano, con le mani incrociate dietro la schiena e i sandali impolverati.

Di nuovo quella sensazione di inadeguatezza: lui non era in grado. Era quello il punto. Era costretto a compiere un’azione per cui non era preparato. Non era un dilemma morale, era una questione di abilità. Tutto lì. Un’abilità che non possedeva, che nessuno gli aveva mai trasferito. Altro che scrupoli di coscienza: quelli li avrebbe lasciati ai professori con la pancia piena che avevano tempo per la taarof, i sofismi e le parole complicate.
Forse “non rubare”, più che un comandamento, era un consiglio spassionato. Il gioco non valeva la candela. Se fosse riuscito nell’intento, avrebbe rimandato il problema di un giorno; se avesse fallito… 
Farhad si guardò le mani: tremavano. Il sole e la calca lo stavano soffocando, l’odore del cumino gli diede la nausea. Dovette fare un passo avanti per non perdere l’equilibrio. 

Avrebbe imitato l’uomo dai baffi bianchi, aveva deciso. Non doveva avere paura: bastava un sorriso. Era ovvio che la pirzan avesse subito indovinato i suoi piani: si aggirava tra quei banconi come un terrorista, gli mancava solo un cartello con scritto: Attenzione, dozd in azione. Doveva rilassarsi, togliersi di dosso quella puzza da meschinello, agire come un vero professionista.
In fondo era stato fortunato, aveva visto il maestro all'opera. Queste non erano cose che si insegnavano a scuola. Lui un padre non ce l’aveva e, con ogni probabilità, nemmeno più un fratello maggiore. Nessuno gli avrebbe spiegato come si rubava, come si provvedeva alla propria famiglia. 

Fece un lungo sospiro, asciugò le mani sudate sui pantaloni. Un sonoro e doloroso brontolio dello stomaco gli diede la spinta finale. 
Farhad, Utile a Dio e alla sua famiglia, offrì il suo sorriso più sincero alla giovane khanom che vendeva il pane. Il movimento del braccio fu naturale, sicuro: sfiorò appena il pane e lo fece scivolare nella tasca con un gesto leggero, elegante. Gli sembrò persino di essere stato bravo.
Registrò il sorriso di lei trasformarsi in incredulità, le sopracciglia aggrottate, le labbra comporre la parola: Dozd!
Quattro mani gli bloccarono le braccia; un'altra lo frugò, esibendo vittoriosa la refurtiva a tutti. Lo trascinarono di peso all’uscita del bazar. Le grida e l’odio dei venditori erano tutti rivolti a lui. Qualcuno nominò la polizia, un altro suggerì il linciaggio.
E sì. Stavolta ne fu certo.
La pirzan gli aveva fatto l’occhiolino.
Il Giorno Zero - Distruttori di Terre
https://www.amazon.it/Giorno-Zero-Marco ... 259&sr=8-1

Re: [CDP2026] Farhad

2
Ciao @NanoVetricida,
anche questo racconto mi è piaciuto: ha una scrittura pulita e una bella forza immersiva. Una cosa che funziona particolarmente bene è l’uso delle parole straniere: sono integrate con naturalezza, non spiegate, ma comunque comprensibili proprio perché inserite con cura nel contesto. Non interrompono mai la lettura, anzi contribuiscono a rendere l’ambientazione più viva e credibile, senza effetto “cartolina”.

I punti forti del testo, a mio avviso, sono: ambientazione viva, struttura solida, protagonista credibile, dettagli narrativi efficaci, finale riuscito. Il simbolismo è buono, ma a tratti un po’ sottolineato: il cane = Farhad; l’uomo coi baffi= modello; la pirzan = controllo/giudizio.
Tutto funziona, anche se a volte viene un po’ marcato.

La struttura narrativa è pulita e c’è una progressione chiara: intenzione di rubare, primo fallimento con la pirzan, osservazione della scena del cane e del taarof, contesto familiare e sociale (famiglia, guerra, fame), modello dell’uomo coi baffi, decisione, azione e punizione. Il finale è efficace, rapido, senza diluizioni, con una chiusura circolare perfetta grazie all’occhiolino della pirzan. C’è un buon equilibrio tra ironia e tragedia.

Per quanto riguarda i punti migliorabili, in alcuni passaggi spieghi ciò che è già evidente, e questo interrompe un po’ il flusso narrativo. Inoltre, il blocco centrale è troppo esplicativo: arriva come un blocco informativo e rallenta il ritmo proprio nel momento di maggiore tensione.

Infine, il fatto che il racconto sia più un “momento” che una storia completa non lo considero un limite: funziona bene perché permette di immergere il lettore in un’esperienza, un pensiero o una sensazione. Vediamo le emozioni, i pensieri e le difficoltà di Farhad in tempo reale, e il testo trasmette tensione, precarietà e vulnerabilità. In questo senso, evocare un frammento di vita, un’istantanea intensa, è proprio la forza del racconto.

Re: [CDP2026] Farhad

3
Ciao @Didalinda
sì, ti dico la verità, di solito ci metto poco tempo, un paio di riletture e via 
stavolta mi son perso in ore e ore di paranoie e dubbi atavici, a un certo punto mi sono scocciato e ho premuto invio perché dovevo cucinare il casatiello e la pizza di scarole
Il Giorno Zero - Distruttori di Terre
https://www.amazon.it/Giorno-Zero-Marco ... 259&sr=8-1

Re: [CDP2026] Farhad

4
@NanoVetricida Ah ha ah, anch'io ho fatto la stessa cosa.
Mi ci sono immersa ore e ore, poi ho inviato per togliermelo, ma qualche lettura in piu mi ci voleva. Ma avevo da cucinare...

Re: [CDP2026] Farhad

5
NanoVetricida wrote: Sat Apr 04, 2026 5:35 pm migliaia di persone, che l’esercito aveva sparato ad altezza uomo. 
ad altezza d'uomo
NanoVetricida wrote: Sat Apr 04, 2026 5:35 pmstavano piano piano abbrutendo: spettava a lui trovare una soluzione.
abbruttendo
NanoVetricida wrote: Sat Apr 04, 2026 5:35 pmIn fondo era stato fortunato, aveva visto il maestro all'opera. Queste non erano cose che si insegnavano a scuola. Lui un padre non ce l’aveva e, con ogni probabilità, nemmeno più un fratello maggiore. Nessuno gli avrebbe spiegato come si rubava, come si provvedeva alla propria famiglia. 
Questo è il pezzo più "potente" del racconto.
NanoVetricida wrote: Sat Apr 04, 2026 5:35 pmQuattro mani gli bloccarono le braccia; un'altra lo frugò, esibendo vittoriosa la refurtiva a tutti. Lo trascinarono di peso all’uscita del bazar. Le grida e l’odio dei venditori erano tutti rivolti a lui. Qualcuno nominò la polizia, un altro suggerì il linciaggio.
E sì. Stavolta ne fu certo.
La pirzan gli aveva fatto l’occhiolino.
Un epilogo degno del racconto: Bravo, @NanoVetricida   :)

Una storia di povertà e di tentativi di sopravvivenza dove la scelta estrema spesso è tra rubare o morire.
Di sabbia e catrame è la vita:
o scorre o si lega alle dita.


Poeta con te - Tre spunti di versi

Re: [CDP2026] Farhad

7
Ciao @NanoVetricida;
ottimo racconto, mi è piaciuto molto: scorrevole, leggero ma non banale, trama non originalissima ma sviluppata in maniera efficace.
Mi hai fatto ricordare che vorrei imparare il persiano; difficile a farsi, però :-D

L'unica parte che non ho ben capito è il finale, mi sfugge il peso specifico dell'occhiolino della pirzan in quel momento cruciale, ma di certo mi devo essere perso qualcosa.
Ho trovato particolarmente riuscito lo sviluppo psicologico che accompagna la trama, Farhad è ben caratterizzato, credibile nella sua ingenuità e nel suo conflitto interiore tra scrupolo morale a pragmatismo forzato. Anche i personaggi secondari, pur tratteggiati in poche righe, risultano vivi e funzionali. Ho apprezzato anche come hai fatto emergere il contesto sociale senza appesantire la narrazione. Forse in alcuni punti avresti potuto limare leggermente qualche passaggio introspettivo, ma si tratta di gusti e scelte personali.

Ciao, a rileggerci!

Re: [CDP2026] Farhad

8
Ciao @Jack Cupo
grazie per la lettura e il generoso commento 
la battutina mi ha strappato un paio di grugniti, lo ammetto
Sono d'accordo, anche io rileggendo avrei asciugato un paio di parti prima del finale, 
purtroppo con questo pezzo mi sono un po' arenato e sono stato impulsivo nel volerlo chiudere in fretta
Per quel che riguarda il finale è volutamente un po' aperto, forse la vecchia aveva cantato il povero farhad agli altri bazari, o forse gli ha soltanto voluto dire "ben ti sta", chi può dirlo
  
Il Giorno Zero - Distruttori di Terre
https://www.amazon.it/Giorno-Zero-Marco ... 259&sr=8-1

Re: [CDP2026] Farhad

9
Bella @NanoVetricida  :sorrisoidiota:
Anche a me è piaciuto come hai integrato le parole straniere nel testo, mi è sembrata una scelta intelligente per far calare il lettore nella scena senza destabilizzarlo troppo. Il conflitto di Farhad è ben esplorato, così come i cenni alla sua situazione familiare e a quella politica. Personalmente avrei reso più breve qualche blocco informativo, ma è una preferenza soprattutto dettata dal fatto che ci troviamo in mezzo a una scena ad alta tensione quindi il bisogno impellente del lettore è sapere se Farhad se la caverà e come. A proposito di tensione, l’hai costruita bene. Il racconto tiene sulle spine fino all’ultima riga. Mi è piaciuto molto, complimenti!  :libro:

Re: [CDP2026] Farhad

10
Bella @sbatti
Grazie per le belle parole 
ho rubacchiato la tecnica ad alcuni libri tipo Mille splendidi soli o i Disorientati di Amin Maloouf, ho pensato che potesse essere simpatico 
pensa, io quel blocco informativo l'avrei ampliato volentieri inserendo anche il coniglio gigante che voleva radere al suolo un'intera civiltà, aveva un sapore così donnydarkiano, ma l'amicone ha aspettato che postassi per dare il meglio di sé 
Il Giorno Zero - Distruttori di Terre
https://www.amazon.it/Giorno-Zero-Marco ... 259&sr=8-1

Re: [CDP2026] Farhad

11
ciao @NanoVetricida.

Sai cosa non mi convince? Che nei paesi musulmani, gli orfani, vengono adottati dalla famiglia degli zii.. Non si lasciano i ragazzini a risolvere attraverso il furto le necessità familiari.. Però, vi è da dire che non è improbabile, un ragazzetto che vuole intraprendere la via del furto per necessità! Ci mancherebbe. Forse, se eliminavi la causa, ossia la fame, indirizzandola ad una causa più venale, il racconto sarebbe andato meglio, a mio parere.
Magari qualcosa che poteva attirarlo data la sua età, un gioco proibito, un oggetto del desiderio. La causa "fame" mira a questioni etiche molto più accettabili che il furto vero e proprio di una cosa che non puoi comprare.. Vi è una grande differenza dal punto della gravità del gesto.
Poi, solo dopo la parte centrale si immagina il luogo, anche se ci siano nomi che indirizzano; ma la questione è che fai un collegamento con la guerra:
NanoVetricida wrote: Sat Apr 04, 2026 5:35 pmCome se non bastasse, da qualche settimana gli americani avevano cominciato a esportare la pace. Non bastava la pace di Bibi. Per fortuna Shiraz non era stata colpita; non come Teheran ed Esfahan, almeno. Ma un pezzo di pane adesso costava un milione di rial. Un milione.
L'affermazione è un fuori programma, che la voce narrante si prende come licenza a derapare.. :asd:
ma sì! Bisogna essere coraggiosi e esporsi.. io la penso esattamente così, come l'hai mostrata tu. Per il resto, andrebbe tutto bene, se il momento catartico del "riesco o non riesco" non fosse così insistente.. Ciao e a presto.
Viaggio sconsolato tra i ricordi dello Stato.
Tratti di pioggia sopra Auschwitz. Tra oblio e orgoglio.
Io malata in fuga.

Re: [CDP2026] Farhad

13
    @NanoVetricida Fluisce questo racconto a metá fra mille e una notte  e l'attualitá piú tremenda.Mi piace il tuo personaggio giovane e imbranato, la prova che lo aspetta, che lui ritiene di dover fare per diventare adulto e responsabile. Il contrasto dolceamaro fra bene e male, fra bisogno e morale e l'imbranata ingenuità lo rendono amabile e affascinante.Grazie per la lettura!

Re: [CDP2026] Farhad

16
Ciao @NanoVetricida, bel racconto. Con chiusura circolare e un'ottima caratterizzazione del mercato con gli episodi della vita quotidiana (la mediazione del prezzo tipico dei mediorientali, l'episodio del cane, le spezie). 
Forse io, personalmente, avrei messo più l'accento sulle spezie e i loro odori: cannella, cardamomo, pepe nero, noce moscata, curcuma per fare un parallelo tra la varietà del bazar e i colori e i profumi accesi delle spezie, a dare un tocco di folklore in più e anche per dare più spinta al pezzo in cui il ragazzino si sente girare la testa, per la nausea e per i profumi.
Questa è l'unica cosa che mi viene in mente che potrebbe esserti utile, a meno che non mi meriti un calcio nelle costole come un cane rognoso per averti fatto un appunto!
Ciao a rileggersi.
When people talk, listen completely. Most people never listen. - E. Hemingway

Re: [CDP2026] Farhad

17
Ciao @Strikeiron
Grazie per il passaggio
ma lo sai che, ora che mi ci fai riflettere, c'era una parte in cui parlavo di spezie gialle e blu e chissà perché, nella furia del bastabastatagliatutto, ho ingiustificatamente eliminato?
Complimenti per l'occhio lungo, stavolta niente calcione, ma gira al largo dal mio banco  :D  
Il Giorno Zero - Distruttori di Terre
https://www.amazon.it/Giorno-Zero-Marco ... 259&sr=8-1

Re: [CDP2026] Farhad

18
La trama da sviluppare era il furto: il risultato è simpatico, la scrittura gradevole, indovinate le "scenette" di colore.
 Ogni tanto si avverte il narratore esterno,  anch'io ho pensato  che l'abbandono totale del ragazzino riesca un po' inverosimile, ma l'incipit lo prevede. 
Non mi è chiara questa situazione  Maman e le sorelle si stavano piano piano abbrutendo e il senso dell'occhiolino.
Comunque una buona prova!
...si sappia che dei desideri alcuni sono naturali, altri vani: e, dei naturali, necessari gli uni, solo naturali gli altri (Epicuro)

Re: [CDP2026] Farhad

19
Ciao @sefora2
Maman e le sorelle soffrono i tempi duri e la perdita del fratello maggiore 
L'occhiolino è per dimostrare che la sfida di Farhad era già persa in partenza, la pirzan aveva intuito le sue intenzioni già all'inizio del racconto 
Grazie mille per il commento
A presto 
Il Giorno Zero - Distruttori di Terre
https://www.amazon.it/Giorno-Zero-Marco ... 259&sr=8-1

Re: [CDP2026] Farhad

20
Ciao @NanoVetricida,

hai scritto un bel racconto.
A me è piaciuta l'indecisione del bambino perché ha alimentato la tensione del brano, ha reso tangibile la sua paura di fallire. Farhad si fa carico di una grossa responsabilità e la decisione di agire può compromettere ulteriormente la situazione in famiglia. Cerca il momento giusto per agire, quello che gli dà la più alta possibilità di successo e ciò richiede tempo e tentennamenti.

Direi che hai dilatato l'attimo e sei stato bravo.

L'unico punto che mi è piaciuto meno è quando osserva il "modello di ladro":
NanoVetricida wrote: Sat Apr 04, 2026 5:35 pmProvò ammirazione per quell’uomo: non aveva alterato un muscolo, nemmeno un pelo dei suoi folti baffi aveva vibrato.
L'ho trovata una descrizione esagerata considerato che non poteva essergli accanto. Almeno il pelo lo avrei evitato :D
"Fare o non fare, non c'è provare." Yoda - Star Wars

Re: [CDP2026] Farhad

22
Ciao@NanoVetricida

Racconto molto immersivo e teso, con un’ambientazione che funziona davvero bene: il bazar di Shiraz è vivido, quasi sensoriale.
 Si sentono il caldo, la polvere, gli odori, il rumore della folla. Questo rende la storia immediatamente concreta e dà forza alla vicenda di Farhad, che resta sempre al centro senza essere mai schiacciato dal contesto.
Il punto di vista è uno degli aspetti migliori: la realtà ci arriva filtrata attraverso la mente di un ragazzo tredicenne, e questo si riflette bene sia nel linguaggio sia nei pensieri. La sua logica è semplice ma tagliente, soprattutto quando riduce il dilemma morale a una questione di abilità nel rubare, per quanto consapevole che il Corano proibisce il furto. È un passaggio molto riuscito, perché ribalta le aspettative del lettore in modo credibile.
Molto interessante anche l’uso di elementi culturali come la taarof: non è spiegata didascalicamente, ma emerge attraverso lo sguardo insofferente di Farhad. Questo evita l’effetto “lezione” e rafforza l’autenticità del mondo narrato.

A mio parere trovo però che sia un po’ arduo che un ragazzo iraniano definisca "stupida" la taarof, concetto culturale fondamentale in Iran e in tutto il mondo musulmano, ma anche in molti nostri mercati del Meridione. È una forma di cortesia rituale, un gioco sociale per parlare, per trattare, per dilungarsi. Può definirla stupida un ragazzo occidentale cresciuto ad hamburger e connessione permanente, che non capisce l’importanza, la bellezza della parola, del rapporto diretto con i propri simili.

NanoVetricida wrote: Sat Apr 04, 2026 5:35 pmCome se non bastasse, da qualche settimana gli americani avevano cominciato a esportare la pace. Non bastava la pace di Bibi. Per fortuna Shiraz non era stata colpita; non come Teheran ed Esfahan, almeno. Ma un pezzo di pane adesso costava un milione di rial. Un milione.
Sul Corano era scritto: non rubare, d’accordo. Ma Hafez diceva: ogni cuore ha la sua verità, ascolta il tuo.
Mi è piaciuta l’ironia circa “l’esportazione della pace”

Allo stesso modo, i riferimenti alla situazione politica e sociale, pur restando sullo sfondo pesano tantissimo, soprattutto nella sparizione del fratello e nella povertà crescente.
La scena del “maestro” dai baffi bianchi è un ottimo snodo narrativo: crea aspettativa e illusione di apprendimento, che poi viene brutalmente smentita. Il finale, infatti, è molto efficace proprio perché chiude il cerchio sull’occhiolino della pirzan: un dettaglio apparentemente marginale che diventa chiave di lettura retroattiva. È una chiusura amara, quasi beffarda, e funziona.

Se proprio devo trovare un punto migliorabile, direi che in alcuni passaggi il flusso di pensieri tende a essere leggermente ridondante: Farhad torna più volte sul concetto della propria inadeguatezza e sul bisogno di agire. È coerente con lo stato d’ansia, ma forse si potrebbe limare un po’ per rendere il ritmo ancora più tagliente, soprattutto nella parte centrale.
Nel complesso, però, è un racconto molto riuscito: compatto, coerente e con un protagonista che resta impresso. La scelta di non offrire vie d’uscita o consolazioni facili è coraggiosa e paga.
Si salveranno solo coloro che resisteranno e disobbediranno a oltranza, il resto perirà.
(Apocalisse di S. Giovanni)

Re: [CDP2026] Farhad

23
Ehilà @Alberto Tosciri
Grazie per il passaggio e per le belle parole
Sì, sono d'accordo sulla ridondanza nella parte centrale, c'erano dei punti da limare un po'... sono stato frettoloso  
Per quel che riguarda la "stupidità" della taarof, non so, io ci sono stato in Iran, ho conosciuto tanti giovani che, pur essendo religiosissimi, si rendevano conto di vivere in un paese di svitati. 
Diciamo che io volevo solo esprimere l'insofferenza del ragazzo in un momento di tensione. 
Grazie per il bel commento. 
Il Giorno Zero - Distruttori di Terre
https://www.amazon.it/Giorno-Zero-Marco ... 259&sr=8-1

Re: [CDP2026] Farhad

24
NanoVetricida wrote: Sun Apr 12, 2026 6:22 pmSì, sono d'accordo sulla ridondanza nella parte centrale, c'erano dei punti da limare un po'... sono stato frettoloso  
Per quel che riguarda la "stupidità" della taarof, non so, io ci sono stato in Iran, ho conosciuto tanti giovani che, pur essendo religiosissimi, si rendevano conto di vivere in un paese di svitati. 
Diciamo che io volevo solo esprimere l'insofferenza del ragazzo in un momento di tensione. 
Si anchio sono stato in Medio Oriente; quel modo di parlare, di dilungarsi, di contrattare, al mercato, è un modo tipico di fare.
Se ti dicono che una cosa costa 100 e tu paghi e te ne vai senza ribattere, si offendono perché non hai replicato, non ti sei degnato di contrattare, di rivolgere la parola al venditore, in modi più o meno plateali, come se non volessi avere a che fare con lui... è un modo di fare caratteristico. 
La religione penso che non c'entri molto in questi casi. Anche in alcuni mercati del nostro sud è un'abitudine contrattare, parlare, dilungarsi.
Si salveranno solo coloro che resisteranno e disobbediranno a oltranza, il resto perirà.
(Apocalisse di S. Giovanni)

Re: [CDP2026] Farhad

25
@Alberto Tosciri
Ma sai, io non sono un esperto, però credo che siano due cose un po' diverse: mentre in tutto il mondo arabo, e di conseguenza anche nel sud italia, c'è l'abitudine di contrattare sul prezzo (io sono di napoli, conosco gente che ancora chiede lo sconto se va a comprare un bullone al ferramenta) la taarof credo che sia una pratica solo degli iraniani, che sono musulmani ma - ci tengono a sottolineare - non arabi. E' una forma di cortesia smodata che poco c'entra con la contrattazione del prezzo. Se tu prendi un taxi, il tassista ti dice: non mi devi niente, tu devi insistere tre o quattro volte. Ovviamente, se fai finta di niente e non paghi quello ti insegue e ti dice che c'è stato un equivoco... se prendi un taxi al cairo (o anche a Napoli  :D ) quello cerca solo di fregarti sul prezzo, poi in base a quanto sei sveglio riesci a ottenere il prezzo giusto.  
Quando andai in iran non potevo comprare un pacchetto di sigarette che qualche amico conosciuto da appena due ore, pur non fumando, insisteva per comprarlo lui, perché ero suo ospite, perché in iran così si fa. Lo pagava e solo dopo giorni e giorni di insistenza accettava i soldi. Ed è tutto così, è bellissimo, ma alienante.  
Il Giorno Zero - Distruttori di Terre
https://www.amazon.it/Giorno-Zero-Marco ... 259&sr=8-1

Return to “Contest di Pasqua 2026”