Come ho detto più volte, le mie materie universitarie preferite erano "antropologia culturale" e "psicologia sociale". Ho studiato anche tanta sociologia e, soprattutto,
MICROsociologia. Quest'ultima, come sai, si occupa dei dettagli, per così dire. Tu parli di islamizzazione dell'Europa e io
microsociologicamente vorrei sapere come avviene. Microsociologicamente, ti ho parlato della
mànnara, dove mi portava mia madre quando ero bambino, quindi parlo di oltre 40 anni fa: oggi è illegale e infatti non esiste più in quanto va contro le moderne leggi sulla sicurezza alimentare. Il tizio della
mannara, se un musulmanino saliva alla sua
mannara e gli diceva "Qui da oggi comando io!", come minimo gli tirava dietro un grosso sasso e lo mandava al diavolo malamente e forse aggiungeva "Tornatene a casa tua, maomettano del c***o, e non venire più a fracassarmi i cabbasisi quassù da me!" Non è vero che gli Europei non sanno difendere la propria cultura. Non capisco perché ti sei costruito questa narrazione (come si dice oggi,
e vabbuo') così pessimistica.
Alberto Tosciri wrote: La pace non si ottiene cancellando le differenze (come cantava Lennon), ma rendendo le differenze di tutti un valore
Anche su questo sono d'accordo con te: sarà la terza o quarta volta che lo noto. Perché è così: tu ti sei definito "tradizionalista" e io "un po' all'antica". Non è proprio la stessa cosa, ma i due concetti non differiscono di molto e abbiamo parecchi punti di contatto. Pensa che io sono di sinistra e tu di destra, come hai scritto. Delle due l'una: o io sto diventando
tosciriano o tu stai diventando
dyskoliano 
(due neologismi inventati adesso

) E se non fossimo né l'uno né l'altro? Questo è il punto di
Imagine. No
religions, but
religion. Ognuno creda a ciò che vuole!
Battute a parte, come sai io sono un grande appassionato di Eurovision Song Contest. Una delle cose che più amo è proprio sentire le differenze culturali e musicali (che poi sono la stessa cosa): se non ci fosse l'ESC, a me che non sono un "musicilogo" chi mi ci porteterebbe a sentire musica azera o armena o lituana o lettone? L'anno scorso è stata criticata la cantante spagnola (Melody) perché non parlava in inglese ma solo in spagnolo. Lei si difendeva con frasi come "Ma io sono spagnola! Perché mai devo parlare la lingua di altri? Al mio paese si parla in spagnolo, eh!" Per me aveva ragione (è successo tante volte in passato, vedi Grecia e Lituania per esempio non esaustivo). Difendeva la propria cultura. Invece, secondo
Emmettì, la musica è di qualità solo se non si notano differenze etniche. Si discute, si dibatte, eccetera, e lui è di sinistra come me, ma in questo io mi sento più vicino a te che sei di destra. Non è un problema o una stranezza. L'Italia è un paese in cui si discute molto. L'Europa è così. Noi Europei sappiamo difenderci culturalmente.
Poi non capisco perché la cosa va a senso unico: l'Europa cristiana si islamizza, okay, però perché non si cristianizzano gli islamici? Noi siamo abbastanza forti per difendere la nostra cultura! Non esiste una cultura europea? Vero, ma esistono
tanti elementi culturali che ci uniscono. Intanto in Giappone (tanto per uscire dall'Europa) ci copiano: vedi i matrimoni con rito cristiano. L'arredamento: europeo o tradizionale giapponese? Ormai laggiù sempre più gente (almeno l'85%) preferisce l'arredamento di casa all'europea. Non è arroganza occidentale, come dici sopra. È libera scelta.
A me piace la commistione, o contaminazione, fai tu, di culture. Nella musica è già così, e va
benissimissimo.
Alberto Tosciri wrote: per una certa sinistra odierna, se non si parla il codice del progressismo globale, si finisce automaticamente nel faldone del “nemico”.
Parlo per me. Per me non è così per quanto ho scritto sopra e per altro. Non faccio parte di quella "sinistra odierna". Lungo l'asse localismo-mondialismo, io mi dichiaro
glocalista. A volte faccio l'esempio dei cosiddetti ristoranti etnici, ma ora mi
siddija.
A quello che diceva Didalinda, io aggiungerei la diffusione dei contraccettivi.
Sopra critichi l'espressione
fascio-leghismo, che io e Cheguevara usiamo spesso. Volevo dire che è una descrizione "naturalistica", perché, quando ci sono elezioni politiche, i fascisti di CasaPound (e altri) si alleano con i leghisti e li sostengono. Evidentemente c'è una coincidenza di valori almeno minima. Quindi
fascioleghisti va bene per me.