Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5401
Alberto Tosciri wrote: Mi chiedi la “soluzione” e citi blocchi o muri. La soluzione non è uno schiocco di dita. Vedi, il problema non è solo come gestire chi arriva, ma cosa offriamo noi come società. Se la nostra unica risposta è l’integrazione “a prescindere”, senza una base valoriale forte in cui integrare, non avremo una convivenza, ma una giustapposizione di ghetti. Paragonare l’attuale Israele al nazismo è un’iperbole retorica che chiude ogni dialogo: se tutto è nazismo, nulla lo è più. La Fallaci non dava “ricette” legislative perché faceva la diagnosi, non la terapia. E la diagnosi era: una società che ha vergogna di se stessa non può integrare nessuno.
Allora ricapitolando: per risolvere il problema dobbiamo prima cambiare la società? Al di là delle varie diagnosi e delle considerazioni di stampo etico-religioso, mi pare di capire che secondo te sia l'unico modo di risolvere il problema. E come la cambiamo, questa società, in tempi brevi, perché il problema incombe? Le iperboli retoriche le lascio ai fascioleghisti: non tutto è nazismo, ma ci sono in giro governi che, di fatto, stanno applicando criteri di stampo nazista, come lo sterminio di un popolo o la filosofia suprematista, che assomiglia tanto all'arianesimo hitleriano. La tecnica di mettere in bocca agli altri cose che non hanno detto, per poterle poi smontare, è abbastanza comune soprattutto nel linguaggio della destra e perciò facilmente individuabile. Saluti. 
Mario Izzi
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5402
@dyskolos
apprezzo molto la lezione di sociolinguistica: non ignoro che le variazioni diatopiche e diacroniche sono il pane quotidiano di chi studia le culture. E io sono solo un autodidatta.  Ma è proprio la diacronia (il mutamento nel tempo) che credo possa tradire il tuo ottimismo.
Il cambiamento non è sempre un'evoluzione verso la laicità: Anche l'Iran di Khomeini è cambiato rispetto all'Iran dello Scià, ma è andato nella direzione opposta a quella sognata.
Prendiamo il tuo esempio: Samira Bensaïd, Eurovision 1980. Un video bellissimo, un pezzo di storia. Ma hai notato un dettaglio? È successo quarantasei anni fa. Quella non era l'alba di un'apertura, era il tramonto di un'epoca. Dopo quel 1980, il Marocco non è mai più tornato all'Eurovision. Se guardiamo alla diacronia, oggi in molti paesi musulmani che negli anni '70 e '80 erano “laicizzati” (penso alle università del Cairo, di Teheran o di Kabul,  al Libano, penso anche a quel fantastico concerto tenuto da Battiato nel 1992 mi pare, in lingua araba, al teatro di Baghdad), il velo è tornato a essere la norma e la Shari'a è tornata al centro del dibattito politico. Il tempo non sta andando verso il tuo “mondo senza confini”, sta tornando verso identità religiose granitiche. La “variazione” di cui parli sta andando, secondo me, in direzione opposta alla nostra.
Dici che l’Europa è forte perché ha “medici, ingegneri, militari, eccetera”. Vero. Ma la forza tecnica non è forza vitale, non è forza morale: Un continente di ottimi medici e ingegneri che però non fanno più figli e non hanno più riti comuni è un continente destinato a essere "ereditato" da chi ha una visione più forte, non importa quanto antica. Possiamo avere i migliori giuristi del mondo, il diritto latino, ma se non fanno figli quei giuristi scriveranno semplicemente le leggi per i nuovi arrivati. La tecnica è uno strumento; l'identità è la mano che lo impugna. Se la mano trema perché ha “vergogna di se stessa” (per citare di nuovo Fallaci, che so non gode molte simpatie), a cosa servono le città, la nostra bimillenaria civiltà, i  brevetti?
Il tuo sogno di un mondo dove tutti si spostano come studenti sardi a Torino è affascinante, l’ho fatto anche io, ma ignora un punto: lo studente sardo condivide con il piemontese un substrato culturale, linguistico e giuridico millenario. Quando  questo trasferimento e incontro o impatto che dir si voglia avviene tra visioni del mondo che si negano a vicenda (laicità vs teocrazia), non ottieni un'universalità, ottieni un conflitto di civiltà.
Infine, sul signore di 93 anni di destra: mi dispiace che la tua esperienza con la famigerata “destra” si appoggi a un social. Ma vedi, il mio discorso non è di destra o di sinistra, non credo, non nel senso letterale ed elettorale (scusa il bisticcio) del termine.  Mi piacciono alcune idee di destra e al contempo anche idee di sinistra.  Sono cristiano, ma considero l’ebraismo e l’islam. È un'analisi demografica e storica. Possiamo continuare a darci dei bolscevichi o dei fascio leghisti rosario-muniti, termini un po’ stancanti e vabbè, giusto per vincere una discussione nel breve termine, o possiamo provare a capire perché, nonostante i nostri “fior fior di medici”, l'Occidente si sente così fragile davanti a chi, pur non avendo i nostri titoli di studio, ha una fede incrollabile nel proprio futuro.
E, aggiungo: hanno una fede incrollabile che gli occidentali non hanno nessuna intenzione, nessuna voglia di difendere a ogni costo quello che si sono guadagnati in oltre duemila anni di storia e di sangue. E che quindi è a portata di mano.
dyskolos wrote: Mi ha sbalestrato il fatto che in un post più su dici che tutto cambia, però qua la visione del mondo non cambia. E vabbuo'.
"Dici che ti ho "sbalestrato" perché prima dico che tutto cambia e poi che la visione del mondo resta uguale. Forse mi sono spiegato male: io non dico che l'Islam sia immobile, dico che non è una fase di passaggio verso la nostra laicità. Cambia, certo, ma la direzione del cambiamento negli ultimi decenni è stata la 're-islamizzazione', non l'occidentalizzazione. Il cambiamento non è un binario unico che porta tutti a diventare come noi; a volte porta esattamente dalla parte opposta. Ed è qui che l'Occidente, convinto che il mondo intero voglia diventare "come noi", pecca di superbia e di mancanza di cognizione.
Si salveranno solo coloro che resisteranno e disobbediranno a oltranza, il resto perirà.
(Apocalisse di S. Giovanni)

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5403
@Cheguevara

provo a rispondere alle tue osservazioni.
Cheguevara wrote: Allora ricapitolando: per risolvere il problema dobbiamo prima cambiare la società? Al di là delle varie diagnosi e delle considerazioni di stampo etico-religioso, mi pare di capire che secondo te sia l'unico modo di risolvere il problema. E come la cambiamo, questa società, in tempi brevi, perché il problema incombe?
 Sulla soluzione e i tempi brevi: Mi chiedi se dobbiamo prima cambiare la società per risolvere il problema. È un falso dilemma. Non si dovrebbe star fermi ad aspettare che l'Occidente ritrovi sé stesso.
Dico però che qualsiasi soluzione tecnica (muri, decreti flussi o accoglienza illimitata) è un’aspirina somministrata a un malato terminale se la società che la applica non ha più una visione di sé. Non ha più voglia di vivere. Se integri qualcuno in un vuoto di valori, ottieni solo un vuoto più grande. La fretta di chi vuole soluzioni in tempi brevi è la stessa che negli ultimi trent'anni ha prodotto fallimenti a catena: si rincorre l'emergenza perché non si ha il coraggio di guardare la diagnosi.
Cheguevara wrote: Le iperboli retoriche le lascio ai fascioleghisti: non tutto è nazismo, ma ci sono in giro governi che, di fatto, stanno applicando criteri di stampo nazista, come lo sterminio di un popolo o la filosofia suprematista, che assomiglia tanto all'arianesimo hitleriano.
 Dici di lasciare le iperboli agli altri, i famigerati fascioleghisti, ma poi usi termini come “sterminio di un popolo” e “arianesimo hitleriano” per descrivere l'attuale situazione in Israele.
Il Nazismo è stato un progetto di annientamento industriale e sistematico basato su una follia razziale scientificamente pianificata. Usare questi termini per descrivere conflitti etnici e geopolitici odierni (conflitti feroci, disumani e criticabili) non è solo un'iperbole, è un anacronismo morale. Serve a demonizzare l'avversario, non a capire la realtà. Se tutto ciò che è brutale diventa “nazismo”, la parola perde il suo peso storico e smette di essere un monito. 
Non sto dicendo che il nazismo debba essere riabilitato, così ti risparmio, eventualmente, dal dire che ho detto questo.
Cheguevara wrote: La tecnica di mettere in bocca agli altri cose che non hanno detto, per poterle poi smontare, è abbastanza comune soprattutto nel linguaggio della destra e perciò facilmente individuabile. Saluti. 
Già. Facilmente individuabile. La destra.
 E a proposito  di "mettere in bocca cose non dette":  È curioso che tu mi rivolga questa accusa proprio mentre riduci il mio discorso sui valori a una “tecnica della destra”. Non è una questione di schieramento,  e non è neanche detto che chi non è comunista è per forza un nazifascista. Può essere anche qualcos'altro forse di inconcepibile per un comunista.
 È una questione di guardarsi intorno. Dire che una civiltà che non fa figli, che ha vergogna della propria storia e che mette il profitto sopra l'identità è destinata a essere “ereditata” da altri, non è un manifesto elettorale: è matematica sociale.
C’è gente istruita che ci studia sopra, anche se nei talk show vengono attaccati quattro a uno per impedirgli di argomentare e quando cominciano a spiegare c’è la pubblicità.
Puoi chiamarmi “fascio leghista” o usare altri neologismi, se questo ti aiuta a etichettare ciò che ti disturba, ma le etichette non cambiano la realtà dei fatti: l'Occidente è fragile perché è vuoto. In questo vuoto, incompetenti venduti e ignoranti, di tutti gli schieramenti politici immaginabili, promettono assurdità pur di avere lo stipendio e i privilegi di palazzo e il popolo, senza visione, non reagisce. E quando lo fa, fa danni peggio dei politici. E gioisce.
Si otterrebbero più risultati a combattere contro i mulini a vento.

Saluti.
Si salveranno solo coloro che resisteranno e disobbediranno a oltranza, il resto perirà.
(Apocalisse di S. Giovanni)

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5404
Alberto Tosciri wrote: io non dico che l'Islam sia immobile, dico che non è una fase di passaggio verso la nostra laicità. Cambia, certo, ma la direzione del cambiamento negli ultimi decenni è stata la 're-islamizzazione', non l'occidentalizzazione
Sì, lo penso anch'io. Il cambiamento non è sempre favorevole. Lo sa bene chi si occupa di storia dell'informatica.
Però usi una bella parola sopra, cioè "ottimismo". È qui, in gran parte, la differenza tra noi due: tu hai una visione del mondo molto più pessimistica della mia. Tu vedi un Occidente che si sta rovinando e giustamente ti dispiace. Per me, invece, l'Occidente non è poi messo così male: diciamo che sono più ottimista. Per dire, anche all'interno dell'islam esistono visioni del mondo differenti. C'è già un piccolo scontro di civiltà, ma è una cosa "interna". Da fuori la registriamo, ma non possiamo intervenire.
Interessante la cosa dei figli. La sento spesso, ma non la capisco.
Comunque, anche se in futuro le nostre donne decidessero di mettere il velo, io non la vedrei come una cosa negativa: meglio il velo che le unghie lunghe finte.
Nel mio paesello c'è uno che vive in montagna e produce ricotta. Ha delle pecore, le munge con le mani e fa una buonissima ricotta col siero. Mia madre la chiamava mànnara. Credo che sia una parola siciliana, ma non sono sicuro su questo. Se un musulmanino salisse alla sua mannara e cercasse di imporsi, il tizio della mannara gli direbbe "Ma vafancuuuuulu, tu e cu' ti fici veniri ccà! Vatinni e 'un ti fari cchiù abbidiri!". Si difenderebbe in modo simile. Difenderebbe la sua attività e la sua cultura. Non è che gli Europei non si sanno difendere, eh.
Si fanno pochi figli? Male, ma l'Homo Sapiens si è sempre adattato all'ambiente in cui gli toccava vivere e succede anche adesso: non escludo che in futuro le donne si mettano a fare più figli anche per ripicca (come il tizio della mannara). Tu dici che non può succedere e io dico che può succedere. Sono, appunto, più ottimista. Se vedo una donna europea col velo, non dico con orrore e schifo "Oddio! Mo ci vogliono islamizzare!", ma magari le piace. L'importante è che rispetti la legge italiana, che stabilisce il divieto per tutti di travisare il volto nelle foto dei documenti d'identità. Vale a dire che prima ti togli il velo e poi ti fai la foto. Non c'è nessun conflitto. Cambia la legge? Oibò, possibile, tutto cambia. Islamizzazione? Direi di no! Moda? Direi di sì!
Il parlamento sarebbe pieno di musulmani? No, magari il votante dirà "Ebbasta co 'sti musulmani dappertutto! Io non ci voto!". Chiunque dica che gli Europei non si sanno difendere, dice male! Se un musumano entrasse in una chiesa cattolica senza poterlo fare, ci penseranno i fedeli a mandarlo a quel paese! Lui e tutti quelli come lui! Mica gli Europei non sanno difendere la propria cultura!
E se in futuro non ci saranno più religioni, ma solo leggi? Oggi si usa la divinità per giustificare tutto. Persino per tirare bombe: lo vuole Dio o Allah o quello che è. "Non è che Dio ha creato l'Uomo, ma l'Uomo ha creato Dio!", diceva il filosofo. La spiritualità invece non si può impedire: è connaturata all'Uomo. Non confondo le due cose.
Last edited by dyskolos on Tue Mar 31, 2026 9:45 pm, edited 1 time in total.
Il Sommo Misantropo

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5405
Il Parlamento israeliano approva la pena di morte per i prigionieri palestinesi colpevoli di terrorismo: https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/03/31/onu-se-israele-applica-la-pena-di-morte-sara-crimine-di-guerra_87966cd8-0964-4548-884a-435eda4f3fad.html
Esistono molti mondi: reali, immaginari. Non importa la loro natura: da ognuno di essi si può apprendere qualcosa.
https://www.lestradedeimondi.com/

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5406
Alberto Tosciri wrote: non è neanche detto che chi non è comunista è per forza un nazifascista.
E  chi l'ha detto? Non io. Vedi che continui a mettermi in bocca parole che non ho pronunciato? E' evidente che non riesci a farne a meno, è un giochetto talmente d'abitudine che non ti rendi neanche conto di reiterarlo. Secondo te quello di Israele nei confronti del popolo palestinese è un conflitto etnico e geopolitico; secondo me è, a maggior ragione nella fase attuale, un'operazione programmata di pulizia etnica. Chiamarla o meno genocidio è irrilevante, perché non è il gioco di parole che conta, ma la sostanza. Si può filosofeggiarci sopra, si può praticare il benaltrismo, si possono citare storici e opinionisti, ma la sostanza è che il governo israeliano ha programmato, partendo da lontano, col finanziamento di Hamas e la voluta ignoranza di ciò che Hamas andava preparando per il 7 ottobre, il completamento di ciò che cerca di fare da 80 anni: soppiantare il popolo palestinese scacciandolo dalla propria terra e massacrandolo il più possibile. Di tutto il resto, e soprattutto delle analisi a sfondo religioso, mi viene da dire che i fanatismi religiosi, tutti, a partire da quello degli ebrei arrivando a quello dei mussulmani, passando per quello dei cristiani, sono stati per secoli e millenni la copertura di esecrande stragi. Dietro gli esecutori materiali, le caste sacerdotali aventi il monopolio del rapporto con la divinità. Accade dalla notte dei tempi, da quando lo stregone contava più del capo del villaggio. Alla base del sistema c'è la paura della morte esorcizzata con la promessa del paradiso, ma solo per i fedeli che seguono i dettami della religione di turno, s'intende. E, al di sopra di tutto, una montagna di quattrini. E via così.
  
Mario Izzi
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5407
Caro Alberto (@Alberto Tosciri ), e dico caro con sincerità, provo a dare un po' di risposte anch'io. Gli argomenti sono tanti e di grande interesse, anche quelli in cui il mio nome non è citato, tuttavia vorrei provare a esprimere una mia opinione anche in merito a questi.
Ma partiamo dalla citazione. Tu dici che il paradosso al quale siamo arrivati è causato dall'aver perso di vista i valori identitari e aver messo al primo posto il profitto. E su questo sono d'accordo.
Ma chi è stato a farci, via via, svuotare di significato valori e identità, se non la classe politica? Chi è alla ricerca del profitto se non la medesima?
Il profitto, che sia espresso sotto forma di potere incontrastato, denaro, territori da gestire, petrolio, terre rare e tutto quello che vogliamo metterci dentro, è il motore sin dai tempi della scoperta del fuoco, non oggi. E in questo sono d'accordo con @Cheguevara , quando scrive che anche le guerre religiose (che di religioso e sacro avevano ben poco) altro non erano che un pretesto per mascherare una sete di potere e supremazia. Chiunque abbia detenuto potere (stato o chiesa) e ricchezze, nei secoli, ha cercato di espanderli e chi invece non li aveva, di conquistarseli.
La gente comune (a livello mondiale) non ha perso fede e valori, ma ha progressivamente perso fiducia in chi li governava con promesse di equità, mentre nei fatti ha sempre pensato al portafoglio.
Se le persone non fanno più figli, la colpa non è di una fantomatica "nuova mentalità", che porta alla disgregazione della famiglia. Le famiglie disgregate esistevano già, in silenzio, nel disagio, e tali rimanevano per vergogna. Ma non sono istituzioni successive, come il divorzio o la convivenza, ad aver creato una crisi della famiglia. Conosco tantissime persone conviventi con famiglie molto salde e numerose. Di contro, ne conosco altrettante "tradizionali" con figli messi al mondo per "gratificazione personale" (e lo affermo solo perché mi è stato detto da quelle persone) e infelici, devastate.
I figli non si fanno per altri motivi: perché i salari sono bassi, per esempio! Paradossalmente, i figli li facevano i proletari perché erano la loro unica ricchezza, una forza lavoro.
Oggi non c'è lavoro e gli stipendi sono bassissimi, il costo della vita è alle stelle e ciò grazie alle scelte e alle vane promesse dei nostri politici (e parlo in generale) sempre pronti a saper fare di meglio quando sono all'opposizione, ma altrettanto pronti ad omologarsi quando sono al potere.
Le guerre, che solo i capi di stato sono interessati a mandare avanti e per il solito profitto, fanno lievitare i costi delle materie prime. Le persone cosa offrono ai figli, anche a volerli mettere al mondo? Come li crescono e li mantengono? Molti non ne fanno per paura, o per la responsabilità di introdurli in un mondo di guerre e incertezze.
La canzone "Imagine", per me non è così inquietante. Un mondo senza possedimenti, confini, religioni, non è caos e anarchia. Il senso è un altro: se il mondo fosse in uno stato di quiete e pace totale, la religione avrebbe ritrovato la sua radice comune e non esisterebbero "le religioni". I confini sarebbero solo disegnati e le proprietà non avrebbero delimitazioni, per il semplice fatto che non esisterebbe furto e appropriazione di cose altrui. Non perché tutto è di tutti, come in un'enorme e promiscua comunità hippy, ma perché vivendo in pace non ci sarebbe bisogno di rubare, basterebbe chiedere e ricevere senza egoismi. Utopia, è chiaro, perché c'è chi vuole mantenere l'uomo a un livello basso e istintuale, più facile da governare: una bestiola da addomesticare, nella migliore delle ipotesi, o belve da aizzare le une contro le altre per farsi fuori a vicenda, lasciando le proprie mani pulite e piene di denaro.
Le persone non rinnegano la loro identità, i propri valori e la loro religione, solo che sono stati svuotati e resi incongruenti. E quando si parla di "rosario muniti" non è rivolto ai cattolici. Una volta per tutte è bene chiarirlo e ribadirlo. Quel termine identifica una e solo una persona, alias Salvini, che lo ha fatto nelle sue campagne politiche. 
Da persona credente e di matrice cristiana, io mi indigno. Non lo sento simile a me, non mi identifico. Ma non nei valori che pur sbandiera, non mi identifico nella sua ipocrisia.
La politica si appropria dei simboli come fanno le mafie, per fare leva sul sentimento popolare. Il nazismo ha usato simboli di pace, per propagare le sue idee di morte, guerra e potere. Trump, Putin, Netanyahu, usano la religione per giustificare le loro azioni e questo dovrebbe fare inorridire i fedeli.
E il nazismo, oggi, non è un conflitto etnico nato da una difesa identitaria a causa di una caduta di valori, è un piano dietro cui c'è un'architettura di anni e anni, covata dietro le quinte e che ora emerge. Le connessioni stanno vendendo fuori, legate a imprenditoria hi-tech e politica, con la manipolazione mentale di schiere di ragazzetti, oggi adulti votanti. Non c'è nulla di diverso dal nazismo di ieri, cambiano solo i mezzi di manipolazione.
È vero che c'è una crisi di valori e identità, ma generata ad arte. Chi governa crea il disagio e scarica le responsabilità, aizzando la gente per distrarla dalle reali finalità che loro, invece, hanno. È più facile creare un capro espiatorio, che agire con onestà e generare un mondo che sia di tutti, non solo dei potenti!

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5408
@Cheguevara

visto che ci teniamo entrambi alla precisione, userò ancora una volta le tue parole come bussola.

Sulla tecnica del "mettere in bocca parole”:  quando scrivo che “non è detto che chi non è comunista sia nazifascista”, non sto attribuendo a te, persona, una citazione letterale, ma sto descrivendo il perimetro logico entro cui si muove la tua parte politica.
 Il fatto che tu abbia liquidato la mia analisi sulla demografia e sui valori come “linguaggio di destra” conferma il punto: per una certa sinistra odierna, se non si parla il codice del progressismo globale, si finisce automaticamente nel faldone del “nemico”.

 È questa l'incapacità di concepire un'alternativa che intendevo: una forma di intolleranza intellettuale che vi impedisce di vedere il mondo per quello che è, obbligandovi a etichettare come “nazista” o di “destra” chiunque osi guardare alla realtà senza il vostro paraocchi. Paradossalmente, siete voi i primi a non concepire che gli altri possano pensare fuori dai vostri schemi, e per questo diventate intolleranti verso qualsiasi pensiero diverso dal vostro. Che credete sia l’unico.

Su Israele tu definisci il conflitto un’operazione programmata di pulizia etnica. Ma le parole sono sostanza. Se usiamo i termini della Seconda Guerra Mondiale per ogni conflitto moderno, non stiamo capendo la realtà, la stiamo solo colorando con i nostri pregiudizi. La tua lettura di Israele come un piano basato sulla “voluta ignoranza” , lo hai detto tu…  e se non mi credi
Cheguevara wrote: il governo israeliano ha programmato, partendo da lontano, col finanziamento di Hamas e la voluta ignoranza di ciò che Hamas andava preparando per il 7 ottobre, il completamento di ciò che cerca di fare da 80 anni: soppiantare il popolo palestinese scacciandolo dalla propria terra e massacrandolo il più possibile.
è una tesi politica; la mia è un'analisi di civiltà: il fanatismo vince dove trova il vuoto. Tu vedi complotti e quattrini; io vedo civiltà che credono in qualcosa (e sono disposte a tutto per esistere) contro una civiltà, la nostra, che non crede più a nulla e si balocca con l'auto-flagellazione.
Poi sulla religione come “copertura” e “quattrini”, la tua visione delle religioni come semplici strumenti di potere sacerdotale per fare soldi è una lettura illuminista datata. Il sacro, l'identità e l'appartenenza sono motori della storia molto più potenti del portafoglio.  Nessuno ha mai negato che dei miserabili si siano fatti scudo delle religioni per i loro interessi. L'Occidente ha ucciso lo stregone per fare spazio all'amministratore delegato, e ora si stupisce se chi ha ancora una terra o un dio per cui combattere ci guarda come a un guscio vuoto.
Puoi continuare a vedere “giochetti” dove c'è solo un tentativo di analisi da parte mia, ammetto anche imperfetta, ma con una faccia sola. 
Ma resta un fatto matematico: mentre noi discutiamo di quanto siano cattive le religioni e di quanto sia colpa del  “capitale”, il mondo fuori dai nostri confini si muove su binari di fede e identità che noi abbiamo dimenticato. E la storia, di solito, non dà ragione a chi ha ragione moralmente secondo i manuali del politicamente corretto, ma a chi ha più voglia di esistere.

Saluti.
Si salveranno solo coloro che resisteranno e disobbediranno a oltranza, il resto perirà.
(Apocalisse di S. Giovanni)

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5409
Alberto Tosciri wrote: il mondo fuori dai nostri confini si muove su binari di fede e identità che noi abbiamo dimenticato
Tema che si muova più su basi di odio, perché purtroppo è questa la realtà (e sinceramente vedere un israeliano che fa un saluto nazista fa specie e dice tante cose).

Esistono molti mondi: reali, immaginari. Non importa la loro natura: da ognuno di essi si può apprendere qualcosa.
https://www.lestradedeimondi.com/

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5410
M.T. wrote: Tema che si muova più su basi di odio, perché purtroppo è questa la realtà (e sinceramente vedere un israeliano che fa un saluto nazista fa specie e dice tante cose).
Si vabbè... a questo punto non credo più in Dio perché ci sono preti pedofili, non credo più nelle banche perché ci sono direttori e cassieri che rubano, non credo più nella polizia perché ci sono dei corrotti fra di loro, non credo più nelle canzoni perché alcune sono sinceramente oscene e brutte, non credo più nella scuola perché ci sono insegnanti che non insegnano come una volta, non credo nei sindaci perché non tappano le buche davanti a casa mia, non credo... non credo più in questo mondo perché bande di malvagi assassini ammazzano i loro simili...  
Fermate il mondo e fatemi scendere a questo punto. 
Si salveranno solo coloro che resisteranno e disobbediranno a oltranza, il resto perirà.
(Apocalisse di S. Giovanni)

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5411
@ElleryQ

ti ringrazio per il tono sincero e pacato, che apprezzo moltissimo e che permette finalmente un confronto nel merito.
Condivido con te lo sdegno per l'ipocrisia di certi politici che usano i simboli religiosi come clavi elettorali. Su questo non ci piove. Ma permettimi di dissentire sulla tua analisi economica della crisi attuale.

Dici che non si fanno figli perché gli stipendi sono bassi. Se fosse così, i Paesi più ricchi del mondo (Svezia, Germania, Inghilterra), dovrebbero essere pieni di bambini, e i Paesi poverissimi dovrebbero essere deserti. Invece accade l'esatto contrario.
 I nostri nonni facevano figli nella miseria nera, sotto le bombe, perché avevano una speranza. Noi oggi abbiamo paura di perdere il nostro tenore di vita, il che è legittimo, ma rivela che il problema non è nel conto in banca, ma nel cuore: abbiamo smesso di credere che il futuro meriti di essere vissuto.

Se tutto fosse solo profitto e manipolazione dei potenti, la storia sarebbe molto semplice. Ma la storia la fanno le idee, le fedi e le identità. Ridurre la religione a “copertura per fare soldi” significa negare la parte più profonda dell'essere umano. Il potere si appoggia alle fedi, certo, ma le fedi esistono perché l'uomo ha bisogno di un significato che superi il consumo. Se svuotiamo tutto, restiamo solo “bestiole da addomesticare”, proprio come dici tu. Ma siamo noi che ci stiamo lasciando addomesticare dal nichilismo, non solo i politici cattivi.

Se le fedi, come quella cristiana, non servono a niente, te la senti di confermare che la battaglia di Lepanto nel 1571 e la battaglia di Vienna dell’11 settembre 1683,  che impedirono ai musulmani di dilagare in Europa all’epoca, siano stati dei massacri inutili, in nome della fede e della civiltà cristiana? In Occidente consideriamo le date storiche come polverosi e inutili capitoli di libri,  che molti nemmeno hanno mai aperto, altri nel mondo  usano certe date come bussole per per le loro azioni, motivazioni e rivendicazioni. 
 La nostra amnesia è la nostra debolezza, mentre la memoria degli altri è la loro forza. Pensa infatti: 11 settembre. Un caso? Non credo.

Sulla canzone Imagine  tu vedi in quella canzone un mondo di quiete. Io ci vedo un deserto. Un mondo senza confini e senza religioni è un mondo senza colori, dove l'unica identità rimasta è quella di consumatore. La pace non si ottiene cancellando le differenze (come cantava Lennon), ma rendendo le differenze  di tutti un valore. Se ci togliamo tutto quello per cui vale la pena vivere e morire, cosa resta? Resta il nulla. E nel nulla, come dicevo anche a  @Cheguevara entrano civiltà più forti, che hanno ancora fame e fede.

In quanto a nazismo e complotti, definire il mondo di oggi "nazismo hi-tech" o frutto di un piano covato dietro le quinte sposta la responsabilità sempre fuori da noi. È troppo facile dare la colpa a un'architettura segreta.  Il famoso complotto. La verità è più amara: la nostra civiltà sta evaporando perché ha deciso che nulla è vero, nulla è sacro e tutto è in vendita. I politici sono lo specchio di questo vuoto, non i registi occulti.
Si salveranno solo coloro che resisteranno e disobbediranno a oltranza, il resto perirà.
(Apocalisse di S. Giovanni)

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5412
Se posso aggiungere un tassello alla conversazione, secondo me il problema non è né solo economico né solo “di valori”. In Paesi come l’Italia e in generale in tutta l’Europa si fanno meno figli perché la società è cambiata completamente.
Una volta i figli erano anche una forma di sicurezza: si diventava adulti prima, si lavorava prima, si usciva di casa prima e un figlio diventava autonomo molto prima. Oggi succede l’opposto: il primo figlio arriva sempre più tardi e quando arriva a 31–33 anni spesso il secondo non arriva più, non perché non lo vuoi, ma perché non ce la fai più tra lavoro, costi e stanchezza.
In più nei Paesi poverissimi non si fanno figli perché “hanno più valori”, ma perché i figli sono spesso l’unica sicurezza quando si invecchia, aiutano davvero la famiglia e la società si aspetta ancora che tu diventi genitore. Nei Paesi ricchi invece i figli non servono per sopravvivere, costano moltissimo e diventano una scelta personale, non un obbligo sociale.
Quindi secondo me la verità sta nel mezzo: non è solo una questione di soldi e non è nemmeno solo una questione di valori. È proprio il modo in cui funziona la società oggi che rende molto più difficile fare figli rispetto a 40 o 50 anni fa.

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5413
Rieccomi a te, @Alberto Tosciri.
Io credo che tra quello che pensi tu e quello che penso io, ci siano dei punti di contatto, anche se non sullo stesso piano.
Sono realtà non del tutto parallele, ma con delle intersezioni.
Provo a rispondere:
Alberto Tosciri wrote: i Paesi più ricchi del mondo (Svezia, Germania, Inghilterra), dovrebbero essere pieni di bambini, e i Paesi poverissimi dovrebbero essere deserti. Invece accade l'esatto contrario.
Questi paesi sono i più ricchi del mondo per PIL e risorse, è vero. Il che vuol dire che lo sono in apparenza. Se andiamo ad esaminare la questione più nel dettaglio, la distribuzione della ricchezza è fortemente sproporzionata, per cui esiste una fascia di popolazione molto ricca e fasce che vivono nella miseria (in Inghilterra c'è un alto tasso di miseria infantile, per esempio).
Un tempo, i "poveri" facevano più figli per avere braccia aggiuntive per lavorare, come dicevo erano l'unico reddito. Oggi, fare molti figli significa avere a proprio carico molti individui da crescere, istruire, vestire (e "accessoriare", possibilmente come gli altri coetanei se non li si vuole emarginati e vittime di bullismo), sfamare, eccetera.
Bisognerebbe chiedere alle famiglie delle classi di reddito alte perché di figli ne fanno pochi.
I paesi poverissimi fanno figli per il motivo su citato (ovvero il nostro del passato). Su cosa si regge l'economia di quei luoghi poverissimi? Sempre guardando la realtà e la popolazione più estesa, non le caste.
Alberto Tosciri wrote: I nostri nonni facevano figli nella miseria nera, sotto le bombe, perché avevano una speranza.
Certo, la speranza di ricostruire e per ricostruire servivano nuove forze e nuove braccia. Ma la miseria più nera, purtroppo, oggi produce anche criminalità, non solo virtù e speranze.
Alberto Tosciri wrote: Ma la storia la fanno le idee, le fedi e le identità. Ridurre la religione a “copertura per fare soldi” significa negare la parte più profonda dell'essere umano. Il potere si appoggia alle fedi, certo, ma le fedi esistono perché l'uomo ha bisogno di un significato che superi il consumo. Se svuotiamo tutto, restiamo solo “bestiole da addomesticare
La religione non è una copertura per fare soldi, in sé. Se gli insegnamenti religiosi fossero stati divulgati sempre nella maniera giusta e non distorti, occultati, reinterpretati, per tenere le masse al di sotto e più facilmente governabili, oggi la Fede sarebbe la nostra più grande ricchezza e il mondo si sarebbe evoluto, anziché ritrovarsi allo stesso punto ogni cent'anni. È solo un mondo tecnologizzato e sfruttato, non un mondo evoluto. Ci sono scoperte e invenzioni di straordinaria utilità, questo è indubbio, ma quanto sarebbe più bello il progresso se in equilibrio con la natura e con un essere umano più consapevole, ricco di quei Valori che ci sono stati sottratti.
Alberto Tosciri wrote: Se le fedi, come quella cristiana, non servono a niente, te la senti di confermare che la battaglia di Lepanto nel 1571 e la battaglia di Vienna dell’11 settembre 1683,  che impedirono ai musulmani di dilagare in Europa all’epoca, siano stati dei massacri inutili, in nome della fede e della civiltà cristiana? 
Certo che le fedi servono, ma se servono a farsi la guerra e a prevaricare, c'è un gran fallimento. E non è la religione in sé ad aver fallito, non chi ha fondato e cercato di divulgare quegli insegnamenti in maniera coerente, né chi ci ha creduto. Ha fallito chi aveva la responsabilità di fare evolvere il genere umano attraverso di essi e invece li ha usati e li usa per i propri scopi.
Il fallimento dei fedeli di oggi, e dell'umanità intera, è un effetto secondario di quel fallimento più grande.
E non perché è più facile scaricarsi la coscienza attribuendo ai "potenti" la responsabilità, al contrario: svegliarsi e lottare è quello che auspico, ma dalla giusta parte e senza armi. Basta una Coscienza davvero consapevole.
Alberto Tosciri wrote: Sulla canzone Imagine  tu vedi in quella canzone un mondo di quiete. Io ci vedo un deserto. Un mondo senza confini e senza religioni è un mondo senza colori, dove l'unica identità rimasta è quella di consumatore. La pace non si ottiene cancellando le differenze (come cantava Lennon), ma rendendo le differenze  di tutti un valore
Lennon non ha mai parlato di cancellare le differenze. La pace che auspicava era una pace fatta da popoli differenti, ognuno con le proprie peculiarità e identità, ma in armonia. Senza il bisogno di affermare la propria razza sulle altre. 
Coesistere non vuol dire omologarsi, ma essere in grado di fare della diversità ricchezza, senza sfruttare alcuni a beneficio di altri.
Alberto Tosciri wrote: La verità è più amara: la nostra civiltà sta evaporando perché ha deciso che nulla è vero, nulla è sacro e tutto è in vendita. I politici sono lo specchio di questo vuoto, non i registi occulti.
Per me i politici non sono affatto lo specchio, soprattutto perché oggi sono davvero pochi quelli che governano come rappresentanti del popolo. C'è chi si impone, chi usurpa, chi si disegna leggi elettorali apposite per essere eletto a prescindere, c'è chi ha indotto la popolazione a non votare per sconforto e ripicca e c'è chi di questo vuoto ne ha fatto una strategia e un palazzo.
Noi siamo lo specchio di ciò che loro hanno voluto e continueremo ad esserlo seguitando a dormire, o a giocherellare sui social e sui mondi virtuali, mentre quello fisico si sfalda nel nulla.

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5414
Come ho detto più volte, le mie materie universitarie preferite erano "antropologia culturale" e "psicologia sociale". Ho studiato anche tanta sociologia e, soprattutto, MICROsociologia. Quest'ultima, come sai, si occupa dei dettagli, per così dire. Tu parli di islamizzazione dell'Europa e io microsociologicamente vorrei sapere come avviene. Microsociologicamente, ti ho parlato della mànnara, dove mi portava mia madre quando ero bambino, quindi parlo di oltre 40 anni fa: oggi è illegale e infatti non esiste più in quanto va contro le moderne leggi sulla sicurezza alimentare. Il tizio della mannara, se un musulmanino saliva alla sua mannara e gli diceva "Qui da oggi comando io!", come minimo gli tirava dietro un grosso sasso e lo mandava al diavolo malamente e forse aggiungeva "Tornatene a casa tua, maomettano del c***o, e non venire più a fracassarmi i cabbasisi quassù da me!" Non è vero che gli Europei non sanno difendere la propria cultura. Non capisco perché ti sei costruito questa narrazione (come si dice oggi, e vabbuo') così pessimistica.
Alberto Tosciri wrote: La pace non si ottiene cancellando le differenze (come cantava Lennon), ma rendendo le differenze  di tutti un valore
Anche su questo sono d'accordo con te: sarà la terza o quarta volta che lo noto. Perché è così: tu ti sei definito "tradizionalista" e io "un po' all'antica". Non è proprio la stessa cosa, ma i due concetti non differiscono di molto e abbiamo parecchi punti di contatto. Pensa che io sono di sinistra e tu di destra, come hai scritto. Delle due l'una: o io sto diventando tosciriano o tu stai diventando dyskoliano :asd: (due neologismi inventati adesso :D ) E se non fossimo né l'uno né l'altro? Questo è il punto di Imagine. No religions, but religion. Ognuno creda a ciò che vuole!
Battute a parte, come sai io sono un grande appassionato di Eurovision Song Contest. Una delle cose che più amo è proprio sentire le differenze culturali e musicali (che poi sono la stessa cosa): se non ci fosse l'ESC, a me che non sono un "musicilogo" chi mi ci porteterebbe a sentire musica azera o armena o lituana o lettone? L'anno scorso è stata criticata la cantante spagnola (Melody) perché non parlava in inglese ma solo in spagnolo. Lei si difendeva con frasi come "Ma io sono spagnola! Perché mai devo parlare la lingua di altri? Al mio paese si parla in spagnolo, eh!" Per me aveva ragione (è successo tante volte in passato, vedi Grecia e Lituania per esempio non esaustivo). Difendeva la propria cultura. Invece, secondo Emmettì, la musica è di qualità solo se non si notano differenze etniche. Si discute, si dibatte, eccetera, e lui è di sinistra come me, ma in questo io mi sento più vicino a te che sei di destra. Non è un problema o una stranezza. L'Italia è un paese in cui si discute molto. L'Europa è così. Noi Europei sappiamo difenderci culturalmente.
Poi non capisco perché la cosa va a senso unico: l'Europa cristiana si islamizza, okay, però perché non si cristianizzano gli islamici? Noi siamo abbastanza forti per difendere la nostra cultura! Non esiste una cultura europea? Vero, ma esistono tanti elementi culturali che ci uniscono. Intanto in Giappone (tanto per uscire dall'Europa) ci copiano: vedi i matrimoni con rito cristiano. L'arredamento: europeo o tradizionale giapponese? Ormai laggiù sempre più gente (almeno l'85%) preferisce l'arredamento di casa all'europea. Non è arroganza occidentale, come dici sopra. È libera scelta.
A me piace la commistione, o contaminazione, fai tu, di culture. Nella musica è già così, e va benissimissimo.
Alberto Tosciri wrote: per una certa sinistra odierna, se non si parla il codice del progressismo globale, si finisce automaticamente nel faldone del “nemico”.
Parlo per me. Per me non è così per quanto ho scritto sopra e per altro. Non faccio parte di quella "sinistra odierna". Lungo l'asse localismo-mondialismo, io mi dichiaro glocalista. A volte faccio l'esempio dei cosiddetti ristoranti etnici, ma ora mi siddija.


A quello che diceva Didalinda, io aggiungerei la diffusione dei contraccettivi.


Sopra critichi l'espressione fascio-leghismo, che io e Cheguevara usiamo spesso. Volevo dire che è una descrizione "naturalistica", perché, quando ci sono elezioni politiche, i fascisti di CasaPound (e altri) si alleano con i leghisti e li sostengono. Evidentemente c'è una coincidenza di valori almeno minima. Quindi fascioleghisti va bene per me.
Il Sommo Misantropo

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5415
Alberto Tosciri wrote: la storia, di solito, non dà ragione a chi ha ragione moralmente secondo i manuali del politicamente corretto, ma a chi ha più voglia di esistere.
Allora darà ragione a coloro che, pur di continuare a esistere, affrontano il rischio di morire nel deserto, nei lager e per mare e, gli scampati arrivati a destinazione, di trovarsi davanti muri e altri lager, imposti da chi professa che bisogna amare il proprio prossimo come se stessi. Vedi, io sono una persona con grossi limiti: per esempio sono portato a sintetizzare e semplificare, mi piacciono le strade dritte, senza curve e inversioni a "u". Nelle disquisizioni teo-filosofiche miranti a giustificare o a rivestire di ragionamenti le peggiori nefandezze, io mi perdo. Il nero non diventerà mai bianco, al massimo grigio o marrone. Detto questo, vedo che neghi di manipolare le parole manipolando le parole, quelle degli altri e anche le tue. E' una tua caratteristica diversa dalle mie, e te ne do atto. 
Due rette parallele non si incontreranno mai, neanche nell'infinito, con buona pace delle convergenze del pur grande statista Aldo Moro, mai troppo compianto. A ucciderlo furono i brigatisti che la sinistra riuscì a mettere alla porta, cosa mai fatta dalla destra con i NAR, sulla cui colpevolezza nella strage di Bologna, accertata in decenni di inchieste e con sentenza definitiva, continua a nicchiare. E' questa, come tante altre, la differenza tra la destra e la sinistra cui mi onoro di appartenere.
Mario Izzi
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5416
Alberto Tosciri wrote:
Si vabbè... a questo punto non credo più in Dio perché ci sono preti pedofili, non credo più nelle banche perché ci sono direttori e cassieri che rubano, non credo più nella polizia perché ci sono dei corrotti fra di loro, non credo più nelle canzoni perché alcune sono sinceramente oscene e brutte, non credo più nella scuola perché ci sono insegnanti che non insegnano come una volta, non credo nei sindaci perché non tappano le buche davanti a casa mia, non credo... non credo più in questo mondo perché bande di malvagi assassini ammazzano i loro simili...  
Fermate il mondo e fatemi scendere a questo punto. 
Sorvolando sulla reazione isterica, il "un israeliano che fa un saluto nazista" non è riferito solo a uno come numero, ma a una governance e a una parte della popolazione che la sostiene e che stanno facendo la stessa cosa che fecero i nazisti nella seconda guerra mondiale. Dalla storia non s'impara nulla e questo è sottolineato proprio dal fatto che chi è stato vittima ora è allo stesso modo carnefice di chi l'ha perseguitato.

Hai guardato il video? Un terrorista che fa una legge contro il terrorismo ma solo di una parte, mentre quell'altra la lascia impunita, anzi, la protegge?
Esistono molti mondi: reali, immaginari. Non importa la loro natura: da ognuno di essi si può apprendere qualcosa.
https://www.lestradedeimondi.com/

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5417
dyskolos wrote: Come ho detto più volte, le mie materie universitarie preferite erano "antropologia culturale" e "psicologia sociale". Ho studiato anche tanta sociologia e, soprattutto, MICROsociologia. Quest'ultima, come sai, si occupa dei dettagli, per così dire. Tu parli di islamizzazione dell'Europa e io microsociologicamente vorrei sapere come avviene.
io non ho studiato.  Ti do il tanto di fare una diagnosi.
Se un giorno si e l'altro pure, giornali e tv, ti insinuano, ti mostrano che nella tale scuola elementare o media, in Italia, tolgono il crocifisso,  (non da adesso, da molto ormai, perché se lo lasciano mettono sotto inchiesta il preside), eliminano il presepe o lo stravolgono in vari modi, tolgono dalle mense scolastiche qualsiasi traccia di carne di maiale: addirittura in certi posti  del centro Italia l'hanno levata dai tortellini...  con l'approvazione pure di certi paciosi personaggi ecclesiastici che non definisco cristiani, un piccolo passo avanti nella civiltà, naturalmente... se ti informano che  maestre o professoresse  entusiaste /esaltate accompagnano i bambini italiani in visite "culturali" in moschee, dove imam che non hanno studiato teologia islamica spiegano l'Islam (ricorda che islam in arabo significa sottomissione. Ad Allah e alle sue leggi) e vedi le foto  e i filmati dei bambini italiani seduti scalzi davanti all'imam (e questo ci sta, anche io mi sono tolto le scarpe entrando nelle moschee) e vedi i bambini  (italiani) inginocchiati nell'atto della preghiera, rivolti verso la Mihrab che indica la Mecca, con le facce rese irriconoscibili alle telecamere, perché i figli so' piezz'e e' core, non devono essere riconoscibili... tu questo come lo chiami? Gita culturale? Va benissimo. Ma perché i bambini musulmani non vengono mai accompagnati in gite culturali nelle nostre cattedrali? Perché? Perché? Lo so: domanda sciocca e provocatoria. Nevvero?
Se si facesse  questa domanda qualche esaltato/a italiano/a griderebbe allo scandalo, alla coercizione, repressione, razzismo e chi più ne ha più ne metta.

Ecco, le cose sono due: o io sono di certo pazzo e ho gli incubi,  (in effetti li ho: incubi da reduce di guerra) oppure penso che microsociologicamente questi siano solo piccoli passi verso una iniziale, subdola, non richiesta, non necessaria al nostro mondo, islamizzazione "dolce" di quelli che un tempo erano cristiani. E meglio iniziare da bambini.  Penso che a parlare di questo non si corra il rischio di essere tacciati di fascismo, ma sono troppo ottimista sull'intelligenza altrui. Non che io sia un genio. Sono solo stanco, con tutte queste sigle del kaiser che ci hanno ammorbato l'esistenza, fra un referendum, una propaganda elettorale e un talk show di personaggi a senso unico, inqualificabili che fin dal mattino ti fanno andare di traverso la colazione davanti alla tv, con il green, l'integrazione e pane e libertà per tutti e chiudiamo le galere.
Infatti esco sempre per ordinare un cappuccino e un croissant al bar e anche lì non è sicuro; ogni tanto  senti colossali idiozie,  affermazioni e convincimenti  da talk show anche da gente di una certa età. Una volta il mondo era bello e vario, ora è brutto e a senso unico

O forse sono io che sono fuori posto. Propendo per questa soluzione. Non è un'offesa essere fuori posto in un mondo  simile.
Si salveranno solo coloro che resisteranno e disobbediranno a oltranza, il resto perirà.
(Apocalisse di S. Giovanni)

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5418
Alberto Tosciri wrote: O forse sono io che non sono fuori posto. Propendo per questa soluzione. Non è un'offesa essere fuori posto in un mondo  simile.
Anch'io ho spesso questa sensazione. Bisognerebbe comunque rispettare le culture per via di leggi, non di precetti religiosi.
Alberto Tosciri wrote: tu questo come lo chiami? Gita culturale? Va benissimo.
Sì, va benissimo anche per me. Io non ho paura degli scambi culturali, anzi penso che dagli incontri culturali venga il meglio, anche a livello di cose neurologiche. Anche i singoli bambini ne guadagnano. Mi viene in mente Alessandro Mahmood, figlio di madre sarda e padre egiziano, che rappresentò l'Italia all'Eurovision del 2019 a Tel Aviv con la bellissima canzone "soldi", chiudendo al secondo posto (dopo i Paesi Bassi con Duncan Laurence, bellissima canzone). In questa lui aggiunse alcune parole in arabo e fu molto criticato. Io pensavo "Ma come? Se ci infilano l'inglese a forza non dicono niente, mentre con l'arabo protestano? Viva l'arabo!" Si discute, caro amico, si discute e non vedo nessuna islamizzazione forzata.
A dirla tutta, Mahmood rappresentò l'Italia (con Blanco) anche all'ESC2022 a Torino arrivando sesto.
Alberto Tosciri wrote: Ma perché i bambini musulmani non vengono mai accompagnati in gite culturali nelle nostre cattedrali? Perché? Perché? Lo so: domanda sciocca e provocatoria
Domanda normale e ordinaria. Non farei però "mal comune, mezzo gaudio". Non accompagnare bambini musulmani nelle nostre cattedrali è un errore, a mio modo di vedere, ma non possiamo giustificare eventuali nostri errori con il fatto che certuni sbagliano. In altre parole, non possiamo dire "Certuni sbagliano? Allora sbagliamo anche noi!"
Alberto Tosciri wrote: (in effetti li ho: incubi da reduce di guerra)
Hai la "sindrome post-traumatica da stress"? Questo contribuisce a spiegare il tuo pessimismo :-)
Alberto Tosciri wrote: Infatti esco sempre per ordinare un cappuccino e un croissant al bar e anche lì non è sicuro; ogni tanto  senti colossali idiozie,  affermazioni e convincimenti  da talk show anche da gente di una certa età
Ma almeno il cappuccino e il croissant sono buoni? Li fanno bene nel tuo bar? Lascia stare le cavolate degli altri :-)
Alberto Tosciri wrote: inqualificabili che fin dal mattino ti fanno andare di traverso la colazione davanti alla tv, con il green, l'integrazione e pane e libertà per tutti
Parlavamo di cavolate, no? :-)

Ti metto il video di Mahmood, madre sarda e padre egiziano…
Il Sommo Misantropo

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5419
@dyskolos

L'ho detto anche altre volte: io non ho nulla contro gli arabi, tutt'altro. Da giovane parlavo e scrivevo correntemente l'arabo standard, ora un po' meno. Ho vissuto in Medio Oriente, in scuole militari arabe per perfezionarmi, tanti anni fa. Ma ancora ricordo quella bellissima lingua, quei bellissimi posti e ho conosciuto persone splendide.
dyskolos wrote: Hai la "sindrome post-traumatica da stress"? Questo contribuisce a spiegare il tuo pessimismo :-)
dispensami dal parlarne, ti prego. Come molti ex militari detesto la guerra con tutte le mie forze.
Pessimista lo sono sempre stato, ad ogni modo.  
Si salveranno solo coloro che resisteranno e disobbediranno a oltranza, il resto perirà.
(Apocalisse di S. Giovanni)

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5421
@bwv582 e oltre a "riportare l'Iran all'età della pietra", come afferma, riporterà quanto prima l'Italia ai tempi delle targhe alterne!
Mi ha colpito, inoltre, un'altra frase dell'articolo:
  wrote:è bastato a spingere nuovamente in rialzo le quotazioni del greggio, dopo il discorso.
Gli analisti hanno notato e verificato quanto le decisioni strategiche e le dichiarazioni di Trump abbiano effetto soprattutto sulle quotazioni azionarie e sembrino mirate proprio a favorire determinati imprenditori.
Se non c'è il denaro dietro a queste scelte...
Lascio qui un altro link alla stessa testata:

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5422
bwv582 wrote: La frase "riporteremo l'Iran all'età della pietra a cui appartiene" in un discorso ufficiale si commenta da sola.  :s 

Ne cito una di fonte, ma credo che tutte le testate maggiori riportino queste parole
https://www.ilsole24ore.com/art/trump-c ... fresh_ce=1
Il discorso di un soggetto afflitto da delirio di onnipotenza e annebbiato da demenza senile. Gli yes-men del suo entourage e i paperoni che lo finanziano lo abbandoneranno presto se, come è ormai prevedibile, perderà le elezioni di medio termine. L'impeachment è dietro l'angolo: nell'interesse del mondo intero speriamo che si verifichi quanto prima.
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5423
ElleryQ wrote: @bwv582 e oltre a "riportare l'Iran all'età della pietra", come afferma, riporterà quanto prima l'Italia ai tempi delle targhe alterne!
Mi ha colpito, inoltre, un'altra frase dell'articolo:
Gli analisti hanno notato e verificato quanto le decisioni strategiche e le dichiarazioni di Trump abbiano effetto soprattutto sulle quotazioni azionarie e sembrino mirate proprio a favorire determinati imprenditori.
Se non c'è il denaro dietro a queste scelte...
Lascio qui un altro link alla stessa testata:
Aggiotaggio e insider trading vengono abitualmente praticati da Trump e sodali, che continuano ad arricchirsi a spese del parco buoi. Mezzi illegali, che nessun magistrato ha osato impugnare.
Mario Izzi
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5424
Cheguevara wrote: Il discorso di un soggetto afflitto da delirio di onnipotenza e annebbiato da demenza senile
Io pensavo (anzi, speravo) che non fosse affetto da demenza, ma gli ultimi sviluppi della situazione mi portano a pensare che lo sia. The Donald ha quasi ottanta anni e quindi non è nemmeno fuori età. Addirittura ricordo una recente intervista in cui fu sostituito dalla moglie Melania, che ripeteva "Mio marito fa…", "Mio marito dice…", "Mio marito pensa…". Sì, ma il "mio marito" addò sta? La demenza è una malattia progressiva: si comincia con una cosa appena accennata e dopo, col tempo, si arriva a cose serie. Evidentemente si stanno accorgendo ora della progressione, ora che è ormai troppo tardi, e allora cercano di sostituirlo più che possono per evitate ulteriori brutte figure. Forse si auguravano che non fosse demente e aspettavano (che non si sa mai), ma poi la realtà si impone. Come avviene di solito con le malattie progressive, quando te ne accorgi è già troppo tardi. Pensate a malattie come il cancro al pancreas o ai reni (e altro). Queste sono asintomatiche inizialmente, ma poi compaiono i primi sintomi e, quando li vedi, è già troppo tardi.
Lo dichiarino demente, così la carica passa pro tempore a JD Vance e lì ne vedremo delle belle e forse rimpiangeremo il vecchio Donald. Tra i due non so chi è meglio, effettivamente :asd:
Cheguevara wrote: Aggiotaggio e insider trading vengono abitualmente praticati da Trump e sodali, che continuano ad arricchirsi a spese del parco buoi
Per sfotterlo bonariamente, lo potremmo chiamare Mushroom Donald, visto che dove ci sono soldini lui spunta come i funghi (mushrooms nella sua lingua) :D :D :D 
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5425
Il paese dei valori della famiglia: https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/01/claudia-conte-relazione-piantedosi-nomina-consulenza-commissione-sicurezza-camera/8343002/
Notizia che fa tanto scalpore in Italia, mentre i problemi veri e reali sono altri.
Esistono molti mondi: reali, immaginari. Non importa la loro natura: da ognuno di essi si può apprendere qualcosa.
https://www.lestradedeimondi.com/

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