Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5401
Alberto Tosciri wrote: Mi chiedi la “soluzione” e citi blocchi o muri. La soluzione non è uno schiocco di dita. Vedi, il problema non è solo come gestire chi arriva, ma cosa offriamo noi come società. Se la nostra unica risposta è l’integrazione “a prescindere”, senza una base valoriale forte in cui integrare, non avremo una convivenza, ma una giustapposizione di ghetti. Paragonare l’attuale Israele al nazismo è un’iperbole retorica che chiude ogni dialogo: se tutto è nazismo, nulla lo è più. La Fallaci non dava “ricette” legislative perché faceva la diagnosi, non la terapia. E la diagnosi era: una società che ha vergogna di se stessa non può integrare nessuno.
Allora ricapitolando: per risolvere il problema dobbiamo prima cambiare la società? Al di là delle varie diagnosi e delle considerazioni di stampo etico-religioso, mi pare di capire che secondo te sia l'unico modo di risolvere il problema. E come la cambiamo, questa società, in tempi brevi, perché il problema incombe? Le iperboli retoriche le lascio ai fascioleghisti: non tutto è nazismo, ma ci sono in giro governi che, di fatto, stanno applicando criteri di stampo nazista, come lo sterminio di un popolo o la filosofia suprematista, che assomiglia tanto all'arianesimo hitleriano. La tecnica di mettere in bocca agli altri cose che non hanno detto, per poterle poi smontare, è abbastanza comune soprattutto nel linguaggio della destra e perciò facilmente individuabile. Saluti. 
Mario Izzi
Sopravvissuti
(in)giustizia & dintorni (trilogia)
Dea
Non solo racconti
[/De gustibus non est sputazzellam (Antonio de Curtis, in arte Totò)]

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5402
@dyskolos
apprezzo molto la lezione di sociolinguistica: non ignoro che le variazioni diatopiche e diacroniche sono il pane quotidiano di chi studia le culture. E io sono solo un autodidatta.  Ma è proprio la diacronia (il mutamento nel tempo) che credo possa tradire il tuo ottimismo.
Il cambiamento non è sempre un'evoluzione verso la laicità: Anche l'Iran di Khomeini è cambiato rispetto all'Iran dello Scià, ma è andato nella direzione opposta a quella sognata.
Prendiamo il tuo esempio: Samira Bensaïd, Eurovision 1980. Un video bellissimo, un pezzo di storia. Ma hai notato un dettaglio? È successo quarantasei anni fa. Quella non era l'alba di un'apertura, era il tramonto di un'epoca. Dopo quel 1980, il Marocco non è mai più tornato all'Eurovision. Se guardiamo alla diacronia, oggi in molti paesi musulmani che negli anni '70 e '80 erano “laicizzati” (penso alle università del Cairo, di Teheran o di Kabul,  al Libano, penso anche a quel fantastico concerto tenuto da Battiato nel 1992 mi pare, in lingua araba, al teatro di Baghdad), il velo è tornato a essere la norma e la Shari'a è tornata al centro del dibattito politico. Il tempo non sta andando verso il tuo “mondo senza confini”, sta tornando verso identità religiose granitiche. La “variazione” di cui parli sta andando, secondo me, in direzione opposta alla nostra.
Dici che l’Europa è forte perché ha “medici, ingegneri, militari, eccetera”. Vero. Ma la forza tecnica non è forza vitale, non è forza morale: Un continente di ottimi medici e ingegneri che però non fanno più figli e non hanno più riti comuni è un continente destinato a essere "ereditato" da chi ha una visione più forte, non importa quanto antica. Possiamo avere i migliori giuristi del mondo, il diritto latino, ma se non fanno figli quei giuristi scriveranno semplicemente le leggi per i nuovi arrivati. La tecnica è uno strumento; l'identità è la mano che lo impugna. Se la mano trema perché ha “vergogna di se stessa” (per citare di nuovo Fallaci, che so non gode molte simpatie), a cosa servono le città, la nostra bimillenaria civiltà, i  brevetti?
Il tuo sogno di un mondo dove tutti si spostano come studenti sardi a Torino è affascinante, l’ho fatto anche io, ma ignora un punto: lo studente sardo condivide con il piemontese un substrato culturale, linguistico e giuridico millenario. Quando  questo trasferimento e incontro o impatto che dir si voglia avviene tra visioni del mondo che si negano a vicenda (laicità vs teocrazia), non ottieni un'universalità, ottieni un conflitto di civiltà.
Infine, sul signore di 93 anni di destra: mi dispiace che la tua esperienza con la famigerata “destra” si appoggi a un social. Ma vedi, il mio discorso non è di destra o di sinistra, non credo, non nel senso letterale ed elettorale (scusa il bisticcio) del termine.  Mi piacciono alcune idee di destra e al contempo anche idee di sinistra.  Sono cristiano, ma considero l’ebraismo e l’islam. È un'analisi demografica e storica. Possiamo continuare a darci dei bolscevichi o dei fascio leghisti rosario-muniti, termini un po’ stancanti e vabbè, giusto per vincere una discussione nel breve termine, o possiamo provare a capire perché, nonostante i nostri “fior fior di medici”, l'Occidente si sente così fragile davanti a chi, pur non avendo i nostri titoli di studio, ha una fede incrollabile nel proprio futuro.
E, aggiungo: hanno una fede incrollabile che gli occidentali non hanno nessuna intenzione, nessuna voglia di difendere a ogni costo quello che si sono guadagnati in oltre duemila anni di storia e di sangue. E che quindi è a portata di mano.
dyskolos wrote: Mi ha sbalestrato il fatto che in un post più su dici che tutto cambia, però qua la visione del mondo non cambia. E vabbuo'.
"Dici che ti ho "sbalestrato" perché prima dico che tutto cambia e poi che la visione del mondo resta uguale. Forse mi sono spiegato male: io non dico che l'Islam sia immobile, dico che non è una fase di passaggio verso la nostra laicità. Cambia, certo, ma la direzione del cambiamento negli ultimi decenni è stata la 're-islamizzazione', non l'occidentalizzazione. Il cambiamento non è un binario unico che porta tutti a diventare come noi; a volte porta esattamente dalla parte opposta. Ed è qui che l'Occidente, convinto che il mondo intero voglia diventare "come noi", pecca di superbia e di mancanza di cognizione.
Si salveranno solo coloro che resisteranno e disobbediranno a oltranza, il resto perirà.
(Apocalisse di S. Giovanni)

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5403
@Cheguevara

provo a rispondere alle tue osservazioni.
Cheguevara wrote: Allora ricapitolando: per risolvere il problema dobbiamo prima cambiare la società? Al di là delle varie diagnosi e delle considerazioni di stampo etico-religioso, mi pare di capire che secondo te sia l'unico modo di risolvere il problema. E come la cambiamo, questa società, in tempi brevi, perché il problema incombe?
 Sulla soluzione e i tempi brevi: Mi chiedi se dobbiamo prima cambiare la società per risolvere il problema. È un falso dilemma. Non si dovrebbe star fermi ad aspettare che l'Occidente ritrovi sé stesso.
Dico però che qualsiasi soluzione tecnica (muri, decreti flussi o accoglienza illimitata) è un’aspirina somministrata a un malato terminale se la società che la applica non ha più una visione di sé. Non ha più voglia di vivere. Se integri qualcuno in un vuoto di valori, ottieni solo un vuoto più grande. La fretta di chi vuole soluzioni in tempi brevi è la stessa che negli ultimi trent'anni ha prodotto fallimenti a catena: si rincorre l'emergenza perché non si ha il coraggio di guardare la diagnosi.
Cheguevara wrote: Le iperboli retoriche le lascio ai fascioleghisti: non tutto è nazismo, ma ci sono in giro governi che, di fatto, stanno applicando criteri di stampo nazista, come lo sterminio di un popolo o la filosofia suprematista, che assomiglia tanto all'arianesimo hitleriano.
 Dici di lasciare le iperboli agli altri, i famigerati fascioleghisti, ma poi usi termini come “sterminio di un popolo” e “arianesimo hitleriano” per descrivere l'attuale situazione in Israele.
Il Nazismo è stato un progetto di annientamento industriale e sistematico basato su una follia razziale scientificamente pianificata. Usare questi termini per descrivere conflitti etnici e geopolitici odierni (conflitti feroci, disumani e criticabili) non è solo un'iperbole, è un anacronismo morale. Serve a demonizzare l'avversario, non a capire la realtà. Se tutto ciò che è brutale diventa “nazismo”, la parola perde il suo peso storico e smette di essere un monito. 
Non sto dicendo che il nazismo debba essere riabilitato, così ti risparmio, eventualmente, dal dire che ho detto questo.
Cheguevara wrote: La tecnica di mettere in bocca agli altri cose che non hanno detto, per poterle poi smontare, è abbastanza comune soprattutto nel linguaggio della destra e perciò facilmente individuabile. Saluti. 
Già. Facilmente individuabile. La destra.
 E a proposito  di "mettere in bocca cose non dette":  È curioso che tu mi rivolga questa accusa proprio mentre riduci il mio discorso sui valori a una “tecnica della destra”. Non è una questione di schieramento,  e non è neanche detto che chi non è comunista è per forza un nazifascista. Può essere anche qualcos'altro forse di inconcepibile per un comunista.
 È una questione di guardarsi intorno. Dire che una civiltà che non fa figli, che ha vergogna della propria storia e che mette il profitto sopra l'identità è destinata a essere “ereditata” da altri, non è un manifesto elettorale: è matematica sociale.
C’è gente istruita che ci studia sopra, anche se nei talk show vengono attaccati quattro a uno per impedirgli di argomentare e quando cominciano a spiegare c’è la pubblicità.
Puoi chiamarmi “fascio leghista” o usare altri neologismi, se questo ti aiuta a etichettare ciò che ti disturba, ma le etichette non cambiano la realtà dei fatti: l'Occidente è fragile perché è vuoto. In questo vuoto, incompetenti venduti e ignoranti, di tutti gli schieramenti politici immaginabili, promettono assurdità pur di avere lo stipendio e i privilegi di palazzo e il popolo, senza visione, non reagisce. E quando lo fa, fa danni peggio dei politici. E gioisce.
Si otterrebbero più risultati a combattere contro i mulini a vento.

Saluti.
Si salveranno solo coloro che resisteranno e disobbediranno a oltranza, il resto perirà.
(Apocalisse di S. Giovanni)

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5404
Alberto Tosciri wrote: io non dico che l'Islam sia immobile, dico che non è una fase di passaggio verso la nostra laicità. Cambia, certo, ma la direzione del cambiamento negli ultimi decenni è stata la 're-islamizzazione', non l'occidentalizzazione
Sì, lo penso anch'io. Il cambiamento non è sempre favorevole. Lo sa bene chi si occupa di storia dell'informatica.
Però usi una bella parola sopra, cioè "ottimismo". È qui, in gran parte, la differenza tra noi due: tu hai una visione del mondo molto più pessimistica della mia. Tu vedi un Occidente che si sta rovinando e giustamente ti dispiace. Per me, invece, l'Occidente non è poi messo così male: diciamo che sono più ottimista. Per dire, anche all'interno dell'islam esistono visioni del mondo differenti. C'è già un piccolo scontro di civiltà, ma è una cosa "interna". Da fuori la registriamo, ma non possiamo intervenire.
Interessante la cosa dei figli. La sento spesso, ma non la capisco.
Comunque, anche se in futuro le nostre donne decidessero di mettere il velo, io non la vedrei come una cosa negativa: meglio il velo che le unghie lunghe finte.
Nel mio paesello c'è uno che vive in montagna e produce ricotta. Ha delle pecore, le munge con le mani e fa una buonissima ricotta col siero. Mia madre la chiamava mànnara. Credo che sia una parola siciliana, ma non sono sicuro su questo. Se un musulmanino salisse alla sua mannara e cercasse di imporsi, il tizio della mannara gli direbbe "Ma vafancuuuuulu, tu e cu' ti fici veniri ccà! Vatinni e 'un ti fari cchiù abbidiri!". Si difenderebbe in modo simile. Difenderebbe la sua attività e la sua cultura. Non è che gli Europei non si sanno difendere, eh.
Si fanno pochi figli? Male, ma l'Homo Sapiens si è sempre adattato all'ambiente in cui gli toccava vivere e succede anche adesso: non escludo che in futuro le donne si mettano a fare più figli anche per ripicca (come il tizio della mannara). Tu dici che non può succedere e io dico che può succedere. Sono, appunto, più ottimista. Se vedo una donna europea col velo, non dico con orrore e schifo "Oddio! Mo ci vogliono islamizzare!", ma magari le piace. L'importante è che rispetti la legge italiana, che stabilisce il divieto per tutti di travisare il volto nelle foto dei documenti d'identità. Vale a dire che prima ti togli il velo e poi ti fai la foto. Non c'è nessun conflitto. Cambia la legge? Oibò, possibile, tutto cambia. Islamizzazione? Direi di no! Moda? Direi di sì!
Il parlamento sarebbe pieno di musulmani? No, magari il votante dirà "Ebbasta co 'sti musulmani dappertutto! Io non ci voto!". Chiunque dica che gli Europei non si sanno difendere, dice male! Se un musumano entrasse in una chiesa cattolica senza poterlo fare, ci penseranno i fedeli a mandarlo a quel paese! Lui e tutti quelli come lui! Mica gli Europei non sanno difendere la propria cultura!
E se in futuro non ci saranno più religioni, ma solo leggi? Oggi si usa la divinità per giustificare tutto. Persino per tirare bombe: lo vuole Dio o Allah o quello che è. "Non è che Dio ha creato l'Uomo, ma l'Uomo ha creato Dio!", diceva il filosofo. La spiritualità invece non si può impedire: è connaturata all'Uomo. Non confondo le due cose.
Last edited by dyskolos on Tue Mar 31, 2026 9:45 pm, edited 1 time in total.
Il Sommo Misantropo

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

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Il Parlamento israeliano approva la pena di morte per i prigionieri palestinesi colpevoli di terrorismo: https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/03/31/onu-se-israele-applica-la-pena-di-morte-sara-crimine-di-guerra_87966cd8-0964-4548-884a-435eda4f3fad.html
Esistono molti mondi: reali, immaginari. Non importa la loro natura: da ognuno di essi si può apprendere qualcosa.
https://www.lestradedeimondi.com/

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