ElleryQ wrote: E se non è di troppo disturbo per @Alberto Tosciri, invece, la mia curiosità su quello che ha scritto qui verte su Evola. Se non ricordo male, alcuni concetti di natura Cristiana erano da lui avversati. Tra questi il concetto tradizionale di famiglia, matrimonio e monogamia (e non solo, in realtà). Estendendo il suo pensiero dal Cristianesimo all'esoterismo. Mi chiedo, quindi, per un cattolico, quale sia l'aspetto più apprezzabile del suo pensiero (pura curiosità, senza un intento inutilmente polemico).
Non è affatto di disturbo, anzi, è uno spunto di riflessione notevole. Ho sempre cercato di fare a meno di citazioni e studi fatti qua e là da parte mia, non ho nessun titolo, esperienze o pubblicazioni, solo desiderio di conoscere, con il quale nel tempo mi sono fatto delle mie opinioni e non ho mai avuto alcun desiderio di atteggiarmi ad alcunché. Nel passato ci ho provato ad argomentare, con riferimenti storici su argomenti del recente passato ma ahimè, mal me ne incolse. Ricorderai.
Gli italiani non amano il confronto. Solo davanti alle partite di calcio e a festival vari. Oltre che su ideologie, di destra e sinistra, che hanno sempre miseramente fallito sia con l'Uomo che con la Storia. E si scannano ugualmente...
Sai, anche se
@Cheguevara , nel topic di Ligotti mi dice che, dissentendo giustamente da me (e io non devo convincere nessuno di un bel niente, dico quello che penso, come tutti) mi rimanda, con il suo giusto tono, al “l
ungo elenco di grandi menti culturali di “destra” da me citato, da D’Annunzio a Evola, come a dire: ma guarda che elemento… cerco di vedere oltre.
A te,
@ElleryQ preciso subito che non mi considero per niente un "fanatico" di Evola.
L’ho citato perché per quel periodo era una mente notevole, come gli altri che ho citato e i molti tralasciati, checché se ne dica, checché, citando Totò, a proposito una volta tanto.
Preferisco altri filosofi e la maggioranza appartengono alla Chiesa, come San Giovanni della Croce
, Santa Teresa D'Avila, e Santa Teresa di Lisieux, per dire i primi che mi vengono in mente (ma poi perché lo dico a fare…) ma leggo anche Evola con l'occhio di uno che cerca somiglianze con il mio pensiero e anche se l' ho definito “inquietante” (e lo è), è sempre preferibile, dal mio punto di vista, a certi personaggi odierni, inqualificabili, ma loro sì oltremodo inquietanti, che compaiono in televisione tutti i giorni, con lauti stipendi, e che se avessero il potere reale di governare ridurrebbero la gente letteralmente alla fame, per non dire di peggio.
Ma si sono comunque avviati bene. Che governino o meno.
È vero, come dici, che Evola avversava molti aspetti del Cristianesimo (specie quelli che lui definiva "lunari" o eccessivamente sentimentali). Tuttavia, da cristiano, trovo che ci siano punti di convergenza strutturali che vanno oltre la polemica superficiale.
Il mio apprezzamento parte dal recupero evoliano della spiritualità medievale. In opere come il De Laude Novae Militiae di San Bernardo di Chiaravalle, Evola vedeva la sintesi perfetta tra azione e contemplazione. Per un cristiano, il Cavaliere Templare non è un “assassino sacro”, ma l'esempio massimo di dedizione a Dio attraverso il sacrificio di sé.
Evola dice che la fede non è solo "buonismo" come può essere parafrasando il linguaggio odierno, ma una militia interiore ed esteriore.
San Bernardo usava il termine “malicidio” per spiegare il ruolo dei veri guerrieri cristiani, milites christi, che non potevano commettere omicidio (quinto comandamento), però l’estirpazione del male era superiore. Quindi uccidere il male nell’infedele si poteva fare. Aberrante? Inascoltabile? Ingiustificabile a prescindere? Ma certamente. Almeno quanto è aberrante, inascoltabile, ingiustificabile a prescinde la giustificazione che occidentali rinnegati, di lontana e indegna ascendenza cristiana, esternano nell’approvazione delle uccisioni da parte dei musulmani nei confronti di qualunque occidentale perché non è musulmano.
Si dovrebbe essere perlomeno pari, conoscendo i presupposti. Ma i presupposti non sono conosciuti, in Occidente, dove impera la stupidità, pur con tanto di lauree con 110 e lode.
(Scusa l’enfasi. Sto rileggendo la Rabbia e l’Orgoglio della Fallaci).
Sono certo che Evola non avrebbe certo apprezzato, come nemmeno io, le “scuse” che papa Giovanni Paolo II fece ai musulmani per le uccisioni che operarono i Crociati e i Templari in Terra Santa, omettendo di dire che i musulmani l’avevano conquistata la Terra Santa, macellando i cristiani, uccidendoli e stuprandoli sugli altari. Questo neanche i cristiani di oggi lo sanno. Bisogna perdonare.
Poi Evola criticava il Modernismo, mi va bene, nel rifiuto radicale del materialismo e del relativismo moderno. Entrambe le cose vedono l'uomo non come un animale economico, un consumatore, ma come un essere orientato verso l'Alto.
Sulla Famiglia la sfida è interessante. Evola criticava la famiglia "borghese" e il matrimonio ridotto a contratto sociale o sentimentale. Ma anche il cattolicesimo tradizionale rifiuta l'idea che il matrimonio sia basato sulla volubilità dei sentimenti. Per il cattolico è un Sacramento (un impegno davanti all'Assoluto), per Evola doveva essere un'unione di carattere rituale e sacrale. Paradossalmente, il cattolico che vive la monogamia come una disciplina spirituale e un sacrificio della propria volontà, incarna quell'ideale di ascesi attiva che Evola ammirava, contrapponendolo all'edonismo moderno che cambia partner non appena finisce l'emozione del momento. (Ma per piacere…)
In sintesi, quello che apprezzo di Evola è la capacità di descrivere un mondo dove la vita quotidiana è subordinata a una realtà superiore e gerarchica. È un richiamo alla serietà del sacro che, a mio avviso, può aiutare un credente a riscoprire le radici più profonde e meno “annacquate”, direi anche mistificate, della propria tradizione.
Già: la Tradizione. Che termine "blasfemo". In questo mondo di ladri, parafrasando Venditti.
Si salveranno solo coloro che resisteranno e disobbediranno a oltranza, il resto perirà.
(Apocalisse di S. Giovanni)