Bomba Epstein: i 6 nomi incisi sulla bomba che potrebbe far implodere l'Occidente
Mentre i media mainstream continuano a distrarci con gossip di basso livello su presunti comici e festival del cringe, negli Stati Uniti si sta consumando uno scontro istituzionale senza precedenti che potrebbe riscrivere la storia recente dell’intero Occidente. A scatenare il panico ai piani alti delle élites, è stata a gennaio 2026 l'applicazione dell'Epstein Files Transparency Act – la legge firmata nel novembre 2025 che ha imposto la desecretazione totale degli archivi, costringendo il Dipartimento di Giustizia USA a rilasciare oltre 3 milioni di pagine finora oscurate. Dopo mesi di analisi e approfondimenti sui documenti rilasciati, quello che sta emergendo non è solo uno scandalo sessuale, ma la radiografia di un'osceno ricatto politico su scala globale. I nuovi file FBI confermano ciò che il giornalismo indipendente e investigativo (e figure come l'ex intelligence Ari Ben-Menashe) denunciavano da anni: l'operazione Epstein-Maxwell non era finalizzata al semplice piacere perverso di qualche miliardario, ma serviva a costruire una rete di controllo. Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell (che non era solo sua "complice" ma un vero e proprio gestore) operavano in una zona grigia tra alta finanza e servizi segreti. I documenti evidenziano contatti sistematici con figure apicali dell'intelligence israeliana (Mossad) e statunitense, corroborando l'ipotesi che l'isola di Little St. James fosse una trappola per acquisire materiale ricattatorio su leader mondiali, scienziati e imprenditori. Il fine? Ovvio: orientare decisioni geopolitiche e commerciali. Spesso funzionali alle politiche Israeliane. Ma sono le notizie uscite in queste ore a far tremare di più i palazzi, e spiegano il tentativo di insabbiamento in corso: nonostante l'obbligo di legge, il Dipartimento di Giustizia ha censurato i nomi di 6 individui specifici, descritti nei file come "altamente coinvolti" in atti di violenza diretta su minori. Non si tratta di semplici passeggeri del celebre Lolita Express (l’aereo privato di Epstein che fungeva da taxi per portare i miliardari a sfogare le loro peggiori perversioni sessuali e pedofile nella sua isola). Secondo i deputati Ro Khanna (Democratico) e Thomas Massie (Repubblicano), che hanno visionato i file non censurati e stanno guidando una rivolta bipartisan al Congresso, uno di questi sarebbe un "alto funzionario di un governo straniero" e un altro un cittadino americano con immense protezioni politiche. Massie ha minacciato di avvalersi dell'immunità parlamentare per leggere quei nomi in aula se il DOJ non rimuoverà gli omissis. Chi stanno proteggendo? Mentre personaggi come Bill Clinton, il Principe Andrew (che ha chiuso la causa con la Giuffre nel 2022) e figure del tech vengono citati apertamente, il sistema sta costruendo un muro attorno a questi 6 nomi. Perché? La risposta è nelle testimonianze delle vittime – come Virginia Giuffre e "Jane Doe" – che descrivono non solo abusi, ma un vero e proprio traffico internazionale gestito con coperture diplomatiche. Non parliamo di "feste", ma di crimini atroci contro bambini innocenti, perpetrati per decenni su minori e sotto gli occhi di chi doveva vigilare. Se vi siete mai chiesti perché realtà come
@AllertaMedia
e reporter indipendenti come il nostro Presidente
@GianniMagini
vengano costantemente attaccati, oscurati, censurati e etichettati come "scomodi" (o “cattivi”), la risposta è in queste carte. Il sistema mediatico che oggi tace sui legami tra Epstein e l'intelligence è lo stesso che per anni ha coperto guerre, censure e violazioni dei diritti umani. Lo stesso che sta commettendo e coprendo il genocidio in Palestina. Non possiamo accettare che la "ragion di Stato" o la tutela di carriere politiche valgano più dei diritti umani, della giustizia per centinaia di ragazze a cui è stata rubata la vita. E non possiamo permettere che interi popoli vengano cancellati dalla faccia del pianeta, solo perché un gruppo di depravati e potenti figuri ha gravi problemi mentali che si traducono in ceca sete di sangue e potere. Questa non è una battaglia di destra o di sinistra: è una battaglia di civiltà contro un'élite fatta di mostri che si credono intoccabili. Continueremo dunque a monitorare per voi ogni singolo documento rilasciato: loro hanno i soldi e le coperture, noi siamo il 99% e insieme a voi abbiamo il dovere di lanciare un forte #AllertaMedia.
Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento
5227M.T. wrote: Se si parla di cose futili, si critica perché si distoglie l'attenzione dalle cose serie.La tua affermazione fotografa una realtà che alcuni — non so quanti, ma nello specifico io sì —, possono vivere quotidianamente nel confronto: una sorta di assedio comunicativo dove ogni parola è vivisezionata per trovarvi un difetto.
Se si parla di cose serie, che noia ci sono già altri che parlano di ciò, ci vuole più leggerezza.
Qualsiasi cosa si faccia o si dica, si riesce a trovare contestazione.
Tuttavia, la tentazione di ritirarsi in un silenzio disilluso o stanco è esattamente ciò che chi detiene il monopolio del "politicamente corretto" o della "verità unica" (parlo in generale) si aspetta.
Bisogna essere lucidi nel riconoscere che questa contestazione sistematica non è solo maleducazione, ma uno strumento di potere culturale (…) o almeno, la convinzione da parte di chi contesta qualunque cosa non sia conforme alla sua formazione, che tale sia. Ecco perché, a mio parere, non ci si può permettere il lusso del silenzio, anche a costo di essere sistematicamente attaccati, demoliti con una sorta di pseudo strategia dello sfinimento e del ridicolo. Spesso la critica paradossale (troppo serio / troppo futile) serve a creare un clima di insicurezza intellettuale. (Esagero? In effetti sto dando importanza a qualcosa che non ritengo lo meriti).
L'obiettivo è indurre all'auto-censura o alla ritirata per sfinimento. Se ci si ritira per stanchezza stiamo abdicando, lasciando campo aperto a quell'unico modo di ragionare — oggi quasi sempre identificato con una certa narrazione preponderante — che pretende di stabilire cosa sia degno di essere detto e cosa no. Grossa novità, eh?
Il pluralismo di pensiero può essere inteso come atto di resistenza: In un contesto in cui una sola parte si sente autorizzata a fare da tribunale etico e ideologico, parlare diventa allora davvero un atto di resistenza. Difendere il pluralismo non significa solo "dire la propria", ma impedire, a vari livelli, che si consolidi un'egemonia culturale che non ammette repliche. Se accettiamo di tacere, accettiamo implicitamente che esista una sola strada "giusta" tracciata da altri e che noi siamo nel torto, convinti che parlando susciteremo sempre e solo reazioni avverse.
Si tratta di rompere la bolla del pensiero conforme. Se chiunque provi a scartare di lato rispetto al pensiero dominante viene attaccato o ridicolizzato, i risultati saranno — come purtroppo sono — evidenti nella vita di tutti i giorni di una nazione: una società intellettualmente atrofizzata. Chiunque voglia dire la sua per contrapporsi ha il dovere di rompere questa bolla.
La contestazione che riceviamo non è il segno che abbiamo sbagliato — ne sono convinto — ma la conferma che abbiamo colpito un nervo scoperto di quel conformismo che vuole tutti allineati.
Il senso di inutilità, delusione, addirittura di “colpevolezza” che si prova (sarò mica io quello “sbagliato”, solo io, perché sembra che pensano tutti “uguale”?) non è umanamente possibile, ma diabolico — dal greco diàballo: dividere —, a significare distorsione della percezione della realtà. Lascio perdere il diavolo con le corna, giusto per far ridere fra un Big Bang e un altro).
Questa sensazione di inutilità, delusione, colpevolezza è l'arma più efficace nelle mani di chi non vuole altro che il monopolio delle idee. Non si può permettere che la stanchezza diventi complice dell'omologazione. Continuare a esporre pensieri non allineati, a discutere e a dissentire è l'unico modo per tenere in vita un pluralismo reale, contro ogni pretesa di superiorità morale o ideologica di una parte sola.
Si salveranno solo coloro che resisteranno e disobbediranno a oltranza, il resto perirà.
(Apocalisse di S. Giovanni)
(Apocalisse di S. Giovanni)
Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento
5228Nightafter wrote: Non possiamo accettare che la "ragion di Stato" o la tutela di carriere politiche valgano più dei diritti umani, della giustizia per centinaia di ragazze a cui è stata rubata la vita. E non possiamo permettere che interi popoli vengano cancellati dalla faccia del pianeta, solo perché un gruppo di depravati e potenti figuri ha gravi problemi mentali che si traducono in ceca sete di sangue e potere. Questa non è una battaglia di destra o di sinistra: è una battaglia di civiltà contro un'élite fatta di mostri che si credono intoccabili.Su questo siamo d'accordo. Bisogna vedere quanto il sistema deciderà di mettere da parte la verità per gli interessi di pochi. Purtroppo è sempre una questione di potere: chi più ne ha, più ha la meglio, anche se sono pochi, e gli altri sono tanti. Non mi andrebbe di finire nel tema religioso (non perché non mi piaccia, ma perché si rischia di perdere il senso per divergenze) ma c'è una frase famosa che può essere adattata a queste situazioni: certe persone non avrebbero nessun potere se non gli fosse dato. E chi dà questo potere? Le masse. Ma i cosidetti potenti, che si sentono intoccabili, dovrebbero aver paura dei popoli, perché gli può essere tolto proprio da questi ultimi. Chissà perché però i popoli si sentono impotenti dinanzi ai potenti, che se ci si pensa sono persone come le altre, che si ammalano, muoiono proprio come loro.
@Alberto Tosciri o scrivevo così o scrivevo "o che OO"
Esistono molti mondi: reali, immaginari. Non importa la loro natura: da ognuno di essi si può apprendere qualcosa.
https://www.lestradedeimondi.com/
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento
5229@Alberto Tosciri Fammi capire: l'informazione sarebbe monopolizzata dalla sinistra, che si arroga la supremazia etica e culturale, soffocando il pluralismo e mortificando il legittimo desiderio delle destre di emergere e dire la loro anche in questo campo? E' evidente che viviamo in due mondi diversi, pensa che io vedo ben altro, quasi l'opposto: vedo una destra che è riuscita, dopo ottant'anni di attesa, ad agguantare (riagguantare) il potere (oddio, lo aveva già fatto col Berlusca, quello che di fatto li ha sdoganati, ma quello agiva in maniera troppo soft, vuoi mettere il fascioleghismo attuale, con l'ex generale che inneggia alla Decima MAS) e che, colpo dopo colpo, si prepara a cancellare la democrazia usando i mezzi che la democrazia stessa mette a disposizione. Vedo che a essere tacitati (al momento con scarsi risultati, ma l'obiettivo esiste) sono i media, attaccati ogni giorno come del resto i magistrati, da un governo che non sopporta chi dissente. Entrando nel campo della cultura, se a emergere la destra fa una certa fatica, mi pare ridicolo incolpare di questo la sinistra, semmai è la stessa destra che dovrebbe cercarne le cause al proprio interno. Ma non lo farà, preferendo ostentare il vittimismo meloniano nella farsa che vede il governo attaccare ogni giorno l'opposizione incolpandola dei propri insuccessi. Siamo (ancora) in democrazia, e a chiunque è consentito dire la sua, come mi pare tu faccia spesso. Se ti sembra di non riscuotere i meritati consensi, chiediti perché.
Mario Izzi
Sopravvissuti
(in)giustizia & dintorni (trilogia)
Dea
Non solo racconti
[/De gustibus non est sputazzellam (Antonio de Curtis, in arte Totò)]
Sopravvissuti
(in)giustizia & dintorni (trilogia)
Dea
Non solo racconti
[/De gustibus non est sputazzellam (Antonio de Curtis, in arte Totò)]
Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento
5230@Alberto Tosciri
Io sono d'accordo con te sul pluralismo, il pensiero unico, l'omologazione e compagnia bella. D'accordo al 1000000000%. Però deve valere per tutti, anche per quelli della tua parte politica: ti sei definito "tradizionalista di destra", d'altronde. Io direi anche sovranista. Va benissimo, ma richiedere il pluralismo in un contesto senza uguaglianza porta proprio a quello che giustamente critichi e alla prevalenza morale di qualcuno. Secondo il mio modestissimo parere, noi come Umanità non siamo abbastanza maturi per quello che dici. Alla fine si creano gruppi di "solidarietà tra simili", in cui, come dicevi prima, l'idea diventa identità e ognuno di noi fa fatica a cambiare idea, ma talvolta lo fa, però è quasi impossibile che qualcuno cambi la propria identità o perlomeno che lo faccia in modo altrettanto semplice che cambiare idea. La conseguenza è che nessuno cambia e tutti invece cercano di approfondire il solco tra ciò che ci unisce e ciò che ci differenzia.
Ti faccio qualche esempio giusto per esemplificare.
Come ti ho detto prima, faccio parte di un gruppo social di sovranisti e ultra-sovranisti, tutti ultra-filoputiniani, e ho notato la "strana" sovrapposizione tra sovranismo, da un lato, e, dall'altro, filoputinismo, novaxismo, sulla-Luna-ci-siamo-mai-stati-ismo, terrapiattismo, complottismo vario (tipo il le-twin-towers-non-possono-essere-state-abbattute-da-una-cosa-che-è-una-scatoletta-di-latta-come-le-scatolette-del-tonno-ismo, "Hai mai visto un grattacielo abbattuto da una scatoletta di tonno!? Ah! L'hai mai visto, zecca?!"). Una volta su quel gruppo (dove si può solo dire "PUTIN SANTO SUBITO"!) qualcuno pubblicò la faccia di Marija Zakharova che derideva l'UE. Allora si parlava della corruzione in Ucraina, ma sappiamo tutti che la corruzione non l'hanno inventata gli Ucraini. Essa esiste da circa 12000 anni e poi lo sappiamo tutti che in Russia non c'è corruzione! Gli Ucraini sono corrotti, ma i Russi no! Figuriamoci! Corruzione in Russia? Giammai! Ma figuriamoci! Ma siccome lì bisogna dire che il regime di Putin ha sempre ragione… Certo, Putin ha sempre ragione, lo sappiamo! Le bombe su Kyiv? No, ma quali bombe? Sono gli Ucraini che se le tirano addosso e poi incolpano i Russi! Poi, appena gli hanno bombardato la chiesa cattolica, lui, ultra-cattolico, ultra-praticante, sempre col rosario in mano, sempre a parlare di Dio e di Gesù, cominciò a dire mezze cose contro i Russi. Peccato che, fino a cinqe minuti prima, mi presentava Putin come uomo buono fedelissimo e devoto della Chiesa ortodossa russa, un uomo di pace, e aggiungeva che un uomo così buono non può tirare bombe su altri! Uhmmmm…Okay! Tutto bene, no? Alla faccia del pluralismo!
Tornando alla signora Zakharova, io dissi che difendevo l'Europa. Apriti cielo! Mi arrivarono insulti da decine di persone! Erano così tante che feci una cosa per la prima volta (parlando di vita, sono nato a Milano nel giorno 11.2.1978 e quindi oggi compio 48 anni): contattai l'ammistratore del gruppo per chiedere una sorta di difesa dalle paroline non proprio gentili dei commentatori. Lui confermò gli insulti gratuiti e mi disse poi tante cose, tra cui che parlo con tutti. Sì, io parlo con tutti, anche con quelli che mi dicono che sono una testa di pene (la parola originaria è di cinque lettere e contiene due Z in mezzo
) e un testicolo (la parola originaria comincia con COG
). Gesù Cristo non faceva così? È strano perché tanti di questi sono, oltre che ultra-filoputiniani e ultra-sovranisti, ultra-cattolici e ultra-praticanti. Questa associazione mi ha sempre stupito: le persone più cattive sono ultra-religiose, mentre io, che religioso non sono, finisco per essere più cristiano dei cristiani
Taccio sul mooooooooltissimo resto, ma ci sarebbe da scrivere per ore.
Una volta mi iscrissi a un gruppo di amici di Matteo Salvini e una signora osservò "Gli islamici di 2000 anni fa sì che erano signori! Quelli di oggi invece fanno attentati!" Io ribattei che 2000 anni fa la religione islamica non esisteva e mi insultarono manipoli di amici di Salvini, ma se loro vogliono restare ignoranti, prego! Mica è sbagliato: gli islamici non facevano attentati 2000 anni fa, vero! Ma non li facevano non perché non erano più gentili, ma perché non esistevano. Nemmeno Maometto era nato a quel tempo. Capperi!
Te ne dico un'altra. Pochi giorni fa, uno del gruppo "Amici di Matteo Salvini (mai con il PD!)" scrisse una frase e io gli dissi che scritta colì la frase diceva il contrario di ciò che voleva dire. Gli consigliai di togliere il "non" all'inizio o di togliere il punto interrogativo alla fine e sostituirlo eventualmente con un punto esclamativo. Il mio era un breve intervento tecnico! Ebbene, gli altri mi riempirono di insulti chiamandomi anche "zecca rossa". L'autore della frase la corresse (evidentemente capì che il mio intervento era sensato). Tra i vari insulti, c'era più o meno questo (lo addolicisco): "Testa di c… ehmm… testa di organo genitale maschile, non dire caz… ehmm… cavolate, adesso spiegaci la tua c…!" Gliela spiegai con linguaggio tecnico, allora lui mi rispose… No, non mi ha mai risposto: evidentemente il suo interesse principale era dirmi che ero una testa di biiiiip e che sparavo cavolate, mica ragionare sulla frase.
Sono convinto che per certuni la parola "ragionare" è troppo.
Potrei farti miliardi di esempi, ma il nucleo della questione è che la normale reazione agli insulti è andarsene. Ognuno vuole il "quieto vivere" ed è giusto così. Il risultato è che coloro che portano un pensiero divergente dalla massa preferiscono stare in gruppi non repellenti. Quelli che restano invece stanno lì a fare atti di onanismo intellettuale raccontandosi che sono i migliori del mondo e che gli altri sono cazzari di melma. Così io preferisco questo gruppo (Costruttori di Mondi) che non è repellente, altrimenti dovrei stare tutto il giorno ad avere a che fare con sconosciuti che mi danno del testa di biiiiip. Non è bello! E così uno scappa e si aggrega, se vuole, con i simili (che almeno non gli danno del testa di biiiiip ogni trenta secondi) e, di conseguenza, si creano i gruppi di solidarietà tra simili, come dicevo prima. Quindi se dobbiamo fare i pluralisti di pensiero, lo dobbiamo fare tutti.
Altrimenti ci dobbiamo affidare alla democrazia, finché esiste: votiamo e chi prende più voti fa valere la propria proposta. Noi umani non abbiamo tuttora le capacità cognitive per fare i pluralisti. Possiamo solo contarci nelle urne.
Mi dirai "Eh, ma sono solo social", ma nella realtà questo fenomeno sociale c'è, eccome! I social solo lo rendono più evidente. Per me oltre il 95% degli "internauti" è brava gente e va sui social come passatempo, per ridere un po', ma quel meno del 5% rovina tutto
Io sono d'accordo con te sul pluralismo, il pensiero unico, l'omologazione e compagnia bella. D'accordo al 1000000000%. Però deve valere per tutti, anche per quelli della tua parte politica: ti sei definito "tradizionalista di destra", d'altronde. Io direi anche sovranista. Va benissimo, ma richiedere il pluralismo in un contesto senza uguaglianza porta proprio a quello che giustamente critichi e alla prevalenza morale di qualcuno. Secondo il mio modestissimo parere, noi come Umanità non siamo abbastanza maturi per quello che dici. Alla fine si creano gruppi di "solidarietà tra simili", in cui, come dicevi prima, l'idea diventa identità e ognuno di noi fa fatica a cambiare idea, ma talvolta lo fa, però è quasi impossibile che qualcuno cambi la propria identità o perlomeno che lo faccia in modo altrettanto semplice che cambiare idea. La conseguenza è che nessuno cambia e tutti invece cercano di approfondire il solco tra ciò che ci unisce e ciò che ci differenzia.
Ti faccio qualche esempio giusto per esemplificare.
Come ti ho detto prima, faccio parte di un gruppo social di sovranisti e ultra-sovranisti, tutti ultra-filoputiniani, e ho notato la "strana" sovrapposizione tra sovranismo, da un lato, e, dall'altro, filoputinismo, novaxismo, sulla-Luna-ci-siamo-mai-stati-ismo, terrapiattismo, complottismo vario (tipo il le-twin-towers-non-possono-essere-state-abbattute-da-una-cosa-che-è-una-scatoletta-di-latta-come-le-scatolette-del-tonno-ismo, "Hai mai visto un grattacielo abbattuto da una scatoletta di tonno!? Ah! L'hai mai visto, zecca?!"). Una volta su quel gruppo (dove si può solo dire "PUTIN SANTO SUBITO"!) qualcuno pubblicò la faccia di Marija Zakharova che derideva l'UE. Allora si parlava della corruzione in Ucraina, ma sappiamo tutti che la corruzione non l'hanno inventata gli Ucraini. Essa esiste da circa 12000 anni e poi lo sappiamo tutti che in Russia non c'è corruzione! Gli Ucraini sono corrotti, ma i Russi no! Figuriamoci! Corruzione in Russia? Giammai! Ma figuriamoci! Ma siccome lì bisogna dire che il regime di Putin ha sempre ragione… Certo, Putin ha sempre ragione, lo sappiamo! Le bombe su Kyiv? No, ma quali bombe? Sono gli Ucraini che se le tirano addosso e poi incolpano i Russi! Poi, appena gli hanno bombardato la chiesa cattolica, lui, ultra-cattolico, ultra-praticante, sempre col rosario in mano, sempre a parlare di Dio e di Gesù, cominciò a dire mezze cose contro i Russi. Peccato che, fino a cinqe minuti prima, mi presentava Putin come uomo buono fedelissimo e devoto della Chiesa ortodossa russa, un uomo di pace, e aggiungeva che un uomo così buono non può tirare bombe su altri! Uhmmmm…Okay! Tutto bene, no? Alla faccia del pluralismo!
Tornando alla signora Zakharova, io dissi che difendevo l'Europa. Apriti cielo! Mi arrivarono insulti da decine di persone! Erano così tante che feci una cosa per la prima volta (parlando di vita, sono nato a Milano nel giorno 11.2.1978 e quindi oggi compio 48 anni): contattai l'ammistratore del gruppo per chiedere una sorta di difesa dalle paroline non proprio gentili dei commentatori. Lui confermò gli insulti gratuiti e mi disse poi tante cose, tra cui che parlo con tutti. Sì, io parlo con tutti, anche con quelli che mi dicono che sono una testa di pene (la parola originaria è di cinque lettere e contiene due Z in mezzo
Taccio sul mooooooooltissimo resto, ma ci sarebbe da scrivere per ore.
Una volta mi iscrissi a un gruppo di amici di Matteo Salvini e una signora osservò "Gli islamici di 2000 anni fa sì che erano signori! Quelli di oggi invece fanno attentati!" Io ribattei che 2000 anni fa la religione islamica non esisteva e mi insultarono manipoli di amici di Salvini, ma se loro vogliono restare ignoranti, prego! Mica è sbagliato: gli islamici non facevano attentati 2000 anni fa, vero! Ma non li facevano non perché non erano più gentili, ma perché non esistevano. Nemmeno Maometto era nato a quel tempo. Capperi!
Te ne dico un'altra. Pochi giorni fa, uno del gruppo "Amici di Matteo Salvini (mai con il PD!)" scrisse una frase e io gli dissi che scritta colì la frase diceva il contrario di ciò che voleva dire. Gli consigliai di togliere il "non" all'inizio o di togliere il punto interrogativo alla fine e sostituirlo eventualmente con un punto esclamativo. Il mio era un breve intervento tecnico! Ebbene, gli altri mi riempirono di insulti chiamandomi anche "zecca rossa". L'autore della frase la corresse (evidentemente capì che il mio intervento era sensato). Tra i vari insulti, c'era più o meno questo (lo addolicisco): "Testa di c… ehmm… testa di organo genitale maschile, non dire caz… ehmm… cavolate, adesso spiegaci la tua c…!" Gliela spiegai con linguaggio tecnico, allora lui mi rispose… No, non mi ha mai risposto: evidentemente il suo interesse principale era dirmi che ero una testa di biiiiip e che sparavo cavolate, mica ragionare sulla frase.
Sono convinto che per certuni la parola "ragionare" è troppo.
Potrei farti miliardi di esempi, ma il nucleo della questione è che la normale reazione agli insulti è andarsene. Ognuno vuole il "quieto vivere" ed è giusto così. Il risultato è che coloro che portano un pensiero divergente dalla massa preferiscono stare in gruppi non repellenti. Quelli che restano invece stanno lì a fare atti di onanismo intellettuale raccontandosi che sono i migliori del mondo e che gli altri sono cazzari di melma. Così io preferisco questo gruppo (Costruttori di Mondi) che non è repellente, altrimenti dovrei stare tutto il giorno ad avere a che fare con sconosciuti che mi danno del testa di biiiiip. Non è bello! E così uno scappa e si aggrega, se vuole, con i simili (che almeno non gli danno del testa di biiiiip ogni trenta secondi) e, di conseguenza, si creano i gruppi di solidarietà tra simili, come dicevo prima. Quindi se dobbiamo fare i pluralisti di pensiero, lo dobbiamo fare tutti.
Altrimenti ci dobbiamo affidare alla democrazia, finché esiste: votiamo e chi prende più voti fa valere la propria proposta. Noi umani non abbiamo tuttora le capacità cognitive per fare i pluralisti. Possiamo solo contarci nelle urne.
Mi dirai "Eh, ma sono solo social", ma nella realtà questo fenomeno sociale c'è, eccome! I social solo lo rendono più evidente. Per me oltre il 95% degli "internauti" è brava gente e va sui social come passatempo, per ridere un po', ma quel meno del 5% rovina tutto
Il Sommo Misantropo
Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento
5231dyskolos wrote: sono nato a Milano nel giorno 11.2.1978 e quindi oggi compio 48 anniAuguri!
Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento
5232@Cheguevara
Ritengo tu la conosca meglio di me, la storia, con la tua esperienza.
Ma giusto per parlare, parlo anch'io allora. Risaliamo a monte sull'informazione "monopolizzata" dalla sinistra.
Sai bene che dopo il 1947 De Gasperi “stabilizzò” un certo equilibrio duraturo, non permettendo alle sinistre di governare. Non chiedermi perché non voleva la sinistra al governo.
La DC gestiva il potere politico ed economico, gestione dello Stato, ministeri chiave come Interni, Esteri, Difesa, il legame con gli USA e la ricostruzione industriale.
Ai Comunisti veniva lasciata una sorta di “egemonia culturale”. Poiché non potevano governare per via dei veti internazionali, Yalta, (chissà perché) i Comunisti e i Socialisti si “rifugiarono” nelle scuole, nelle università, nella case editrici e nel cinema.
Alla DC andava bene, non erano lungimiranti, purtroppo; non ci vedevano minacce immediate. Avevano una consistente base elettorale di parrocchie, contadini e piccoli imprenditori.
Finché la DC controllava la spesa pubblica e la Chiesa controllava anche la morale privata e l’istruzione primaria/privata, l’influenza intellettuale dei marxisti nelle università sembrava un prezzo accettabile per mantenere la pace sociale.
Anche perché i Comunisti di allora seguivano la “via italiana al socialismo” di Togliatti, tu m'insegni, che anche a riassumerla sarebbe interessante, perché ripudiava la rivoluzione violenta e rifiutava l’idea stalinista di una direzione internazionale del movimento comunista, rispetto della Costituzione e del regime parlamentare.
In parole povere, vorrei dirlo senza intento di scatenare nessuna polemica, al limite un tranquillo mini dibattito, se interessa, se i Comunisti non potevano fare la rivoluzione nelle piazze, l’avrebbero fatta nelle coscienze, formando la futura classe dirigente.
Il risultato fu che si creò un sistema in cui l’amministrazione dello Stato era conservatrice, ma la produzione culturale e l’insegnamento erano decisamente di sinistra o laico progressista.
Non fu firmato niente a tavolino, fu una necessità di convivenza. Entrambe le parti avevano combattuto nella Resistenza e non volevano una guerra civile, anche se con l’attentato a Togliatti ci si andò molto vicino.
Questa divisione ha, a mio parere, creato un’anomalia unica. Per decenni abbiamo avuto uno Stato che parlava democristiano e una cultura che pensava socialista. Un mondo costruito su un paradosso che ha retto fino al crollo del Muro di Berlino.
Il Generale Vannacci viene sempre attaccato su questo punto della X e chi lo attacca si guarda bene dal chiarire quali sono i termini esatti della questione. Ritengo perché non li conosca o anche se li conosce non approfondisce e non è opportuno che altri lo sappiano.
Anche io, come l’amico e conterraneo @Nightafter a leggere certe cose allibisco ma, al contrario di lui, non riesco a sganasciarmi dal ridere. Provo solo amarezza.
Abbiate pazienza se riassumo la storia della X MAS. Nessuno è tenuto a leggerla, anche perché salta fuori subito la mistificazione di cui è stata fatta oggetto e si sa: meglio non sapere.
Questa non è una interpretazione politica, è solo storia, spero che nessuno si senta offeso, parafrasando De Gregori.
Prima dell’armistizio dell’8 settembre 1943 la X MAS era il reparto d’assalto della Regia Marina, esperti in attacchi a navi con barchini biposto e multi posto (detti in gergo: “maiali”), contro la flotta britannica.
Dopo l’8 settembre 1943 il reparto si frammentò. Una parte della X, comandata da Junio Valerio Borghese, decise di continuare la guerra a fianco dei tedeschi, a Salò. Non fu permesso loro di combattere in mare, vennero impiegati a terra nella repressione dei partigiani. E qui la storia, volutamente, va avanti solo con gli eccidi che furono, purtroppo, commessi. Non è certo storia gloriosa.
Ma la storia della X continua ed è a questa che il Generale si riferisce.
Una seconda parte della X, dopo l’armistizio, rimase al Sud, altri furono catturati dagli inglesi. Decisero tutti di unirsi agli alleati per combattere i nazifascisti, formando il reparto Mariassalto e combatterono nella guerra di Liberazione.
Non sto a raccontare tutta la storia, rintracciabile e ben documentata. Furono decorati da alcune MOVM (medaglie d’oro al valor militare) per il loro contributo alla guerra di Liberazione e queste medaglie sono custodite al Vittoriano di Roma, l’Altare della Patria. Sarebbero lì se fossero fascisti?
Ma ritengo sia inutile sgolarsi. Il Generale ha detto X, quindi fascista.
Inutile anche argomentare.
La lunga “stabilizzazione” di De Gasperi del 1947 ha avuto pienamente successo e un’idea, una volta inchiavardata nella mente fin da piccoli, a cominciare dalle scuole, quella rimane.
Cheguevara wrote: Fammi capire: l'informazione sarebbe monopolizzata dalla sinistra, che si arroga la supremazia etica e culturale, soffocando il pluralismo e mortificando il legittimo desiderio delle destre di emergere e dire la loro anche in questo campo? E' evidente che viviamo in due mondi diversi, pensa che io vedo ben altro, quasi l'opposto: vedo una destra che è riuscita, dopo ottant'anni di attesa, ad agguantare (riagguantare) il potereLo so bene che viviamo in due mondi diversi. Per risalire a monte di quello che dici bisogna risalire alla Storia e a me piace la Storia.
Ritengo tu la conosca meglio di me, la storia, con la tua esperienza.
Ma giusto per parlare, parlo anch'io allora. Risaliamo a monte sull'informazione "monopolizzata" dalla sinistra.
Sai bene che dopo il 1947 De Gasperi “stabilizzò” un certo equilibrio duraturo, non permettendo alle sinistre di governare. Non chiedermi perché non voleva la sinistra al governo.
La DC gestiva il potere politico ed economico, gestione dello Stato, ministeri chiave come Interni, Esteri, Difesa, il legame con gli USA e la ricostruzione industriale.
Ai Comunisti veniva lasciata una sorta di “egemonia culturale”. Poiché non potevano governare per via dei veti internazionali, Yalta, (chissà perché) i Comunisti e i Socialisti si “rifugiarono” nelle scuole, nelle università, nella case editrici e nel cinema.
Alla DC andava bene, non erano lungimiranti, purtroppo; non ci vedevano minacce immediate. Avevano una consistente base elettorale di parrocchie, contadini e piccoli imprenditori.
Finché la DC controllava la spesa pubblica e la Chiesa controllava anche la morale privata e l’istruzione primaria/privata, l’influenza intellettuale dei marxisti nelle università sembrava un prezzo accettabile per mantenere la pace sociale.
Anche perché i Comunisti di allora seguivano la “via italiana al socialismo” di Togliatti, tu m'insegni, che anche a riassumerla sarebbe interessante, perché ripudiava la rivoluzione violenta e rifiutava l’idea stalinista di una direzione internazionale del movimento comunista, rispetto della Costituzione e del regime parlamentare.
In parole povere, vorrei dirlo senza intento di scatenare nessuna polemica, al limite un tranquillo mini dibattito, se interessa, se i Comunisti non potevano fare la rivoluzione nelle piazze, l’avrebbero fatta nelle coscienze, formando la futura classe dirigente.
Il risultato fu che si creò un sistema in cui l’amministrazione dello Stato era conservatrice, ma la produzione culturale e l’insegnamento erano decisamente di sinistra o laico progressista.
Non fu firmato niente a tavolino, fu una necessità di convivenza. Entrambe le parti avevano combattuto nella Resistenza e non volevano una guerra civile, anche se con l’attentato a Togliatti ci si andò molto vicino.
Questa divisione ha, a mio parere, creato un’anomalia unica. Per decenni abbiamo avuto uno Stato che parlava democristiano e una cultura che pensava socialista. Un mondo costruito su un paradosso che ha retto fino al crollo del Muro di Berlino.
Cheguevara wrote: vuoi mettere il fascioleghismo attuale, con l'ex generale che inneggia alla Decima MAS) e che, colpo dopo colpo, si prepara a cancellare la democrazia usando i mezzi che la democrazia stessa mette a disposizione.Al tempo. (E tu, che hai fatto l’Ufficiale di leva, ricorderai bene cosa vuol dire).
Il Generale Vannacci viene sempre attaccato su questo punto della X e chi lo attacca si guarda bene dal chiarire quali sono i termini esatti della questione. Ritengo perché non li conosca o anche se li conosce non approfondisce e non è opportuno che altri lo sappiano.
Anche io, come l’amico e conterraneo @Nightafter a leggere certe cose allibisco ma, al contrario di lui, non riesco a sganasciarmi dal ridere. Provo solo amarezza.
Abbiate pazienza se riassumo la storia della X MAS. Nessuno è tenuto a leggerla, anche perché salta fuori subito la mistificazione di cui è stata fatta oggetto e si sa: meglio non sapere.
Questa non è una interpretazione politica, è solo storia, spero che nessuno si senta offeso, parafrasando De Gregori.
Prima dell’armistizio dell’8 settembre 1943 la X MAS era il reparto d’assalto della Regia Marina, esperti in attacchi a navi con barchini biposto e multi posto (detti in gergo: “maiali”), contro la flotta britannica.
Dopo l’8 settembre 1943 il reparto si frammentò. Una parte della X, comandata da Junio Valerio Borghese, decise di continuare la guerra a fianco dei tedeschi, a Salò. Non fu permesso loro di combattere in mare, vennero impiegati a terra nella repressione dei partigiani. E qui la storia, volutamente, va avanti solo con gli eccidi che furono, purtroppo, commessi. Non è certo storia gloriosa.
Ma la storia della X continua ed è a questa che il Generale si riferisce.
Una seconda parte della X, dopo l’armistizio, rimase al Sud, altri furono catturati dagli inglesi. Decisero tutti di unirsi agli alleati per combattere i nazifascisti, formando il reparto Mariassalto e combatterono nella guerra di Liberazione.
Non sto a raccontare tutta la storia, rintracciabile e ben documentata. Furono decorati da alcune MOVM (medaglie d’oro al valor militare) per il loro contributo alla guerra di Liberazione e queste medaglie sono custodite al Vittoriano di Roma, l’Altare della Patria. Sarebbero lì se fossero fascisti?
Ma ritengo sia inutile sgolarsi. Il Generale ha detto X, quindi fascista.
Inutile anche argomentare.
La lunga “stabilizzazione” di De Gasperi del 1947 ha avuto pienamente successo e un’idea, una volta inchiavardata nella mente fin da piccoli, a cominciare dalle scuole, quella rimane.
Cheguevara wrote: Entrando nel campo della cultura, se a emergere la destra fa una certa fatica, mi pare ridicolo incolpare di questo la sinistra, semmai è la stessa destra che dovrebbe cercarne le cause al proprio interno.Non è colpa della sinistra ma sempre di quella sorta di "equilibrio del 1947" al quale accennavo sopra. Da allora la pianticella è bella cresciuta, con innumerevoli rami e diramazioni. Inutile potarla: è florida.
Cheguevara wrote: preferendo ostentare il vittimismo meloniano nella farsa che vede il governo attaccare ogni giorno l'opposizione incolpandola dei propri insuccessi.Non basta sentire decine, forse centinaia di volte al giorno, dappertutto, il nome del Presidente del Consiglio esibito a ogni piè sospinto? Assieme a vari delitti del passato e attuali, riesumati di continuo per fare audience nei talkshow, una delle cose più seguite dagli italici, che non vedono l’ora di sapere chi è il colpevole, anche se lo sanno già. Per poi attaccarsi ad altri talkshow.
Cheguevara wrote: Siamo (ancora) in democrazia, e a chiunque è consentito dire la sua, come mi pare tu faccia spesso.Dai, va bene. Non mi risulta che oggi in Italia ci siano combattenti della libertà che vivono di stenti sui monti scendendo in pianura a… farsi donare volontariamente da mangiare dalla povera gente, che non vede l'ora di privarsi di tutto per darlo a loro che ci difendono.
Cheguevara wrote: come mi pare tu faccia spesso.Assieme a te. E ti invidio per la tua presenza fissa. Io non sempre ho tempo. Oggi, ad esempio, ho tagliato una montagna di legna con la motosega e sono stanchissimo.
Cheguevara wrote: Se ti sembra di non riscuotere i meritati consensi, chiediti perché.Non me lo chiedo invece, perché non mi aspetto e non voglio niente. Spero solo un giorno, nell'imminente crollo della Baliverna, di contribuire togliendo anche io un mattoncino. Ma essenziale.
Si salveranno solo coloro che resisteranno e disobbediranno a oltranza, il resto perirà.
(Apocalisse di S. Giovanni)
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento
5233Ciao @dyskolos
Ciao Dyskolos, innanzitutto auguri per i tuoi 48 anni!
Ti leggo e, pur partendo da posizioni politiche diverse — io mi definisco di una destra “normale”, pragmatica e, proprio per questo, priva di ambizioni di “golpe” o marce "trionfali" al passo dell’oca — trovo molti punti di contatto nella tua analisi.
Tuttavia, la tua conclusione non mi convince del tutto, anche se sono sempre propenso a rivedere le mie posizioni se la logica lo richiede. Lo so, in passato ho avuto comportamenti “sopra le righe”, ma come dice Qoelet, c’è un tempo per ogni cosa: oggi è il tempo della riflessione, non della clava. (Ma non ho mai usato la clava, a dire il vero...)
Tu descrivi l'inferno dei social: quel groviglio dove il sovranismo si sposa al complottismo più becero e l’insulto sostituisce il congiuntivo. Ma lasciatelo chiedere: perché vai in quei siti a farti sangue amaro? Molla tutto, alleggerisciti l’anima. Io, oltre a questo forum, che frequento dal 2009 quando si chiamava ancora WD, seguo siti di storia, uno di uniformologia, da sempre una mia passione, da bambino, quando disegnavo centinaia di soldatini e collezionavo fumetti di guerra, e alcuni di letteratura. Oltre a vari siti religioso/culturali di storia biblica, materia che mi ha sempre affascinato e interessato. Non amo la contrapposizione violenta; a volte esco dai binari per carattere, ne sono consapevole, ma cerco di tornare subito sulla rotta dei fatti.
Vedi, il problema, ritengo, non è la mancanza di "maturità" dell'umanità, ma la natura di quei contesti: non sono luoghi di pensiero, sono sfogatoi identitari. Non mi iscriverei mai a un sito di “sola destra” o “sola sinistra”: le mie idee non combaceranno mai col pacchetto predefinito. Se correggi un “non” a chi usa il linguaggio come un’arma impropria, lo privi del suo unico scudo e lui reagisce aggredendo. Non è un problema di schieramento, è un degrado culturale trasversale che ha abolito il principio di realtà.
Per questo non concordo del tutto quando dici che l'umanità non è matura per il pluralismo. Il pluralismo non richiede di cambiare identità, a mio parere richiede di accettare l’esistenza dell’altro e, soprattutto, della verità dei fatti. Il fatto che tu sia qui su Costruttori di Mondi a parlarne, e che io ti stia rispondendo con rispetto pur partendo da idee in parte opposte (classificazione che non amo, credimi), è la prova che il pluralismo è vivo e vegeto dove c’è cultura.
Il rischio della tua tesi è che, per colpa di una minoranza di urlatori analfabeti, si finisca per rinunciare al dialogo delegando tutto al “contarsi nelle urne”. Ma il voto senza il ragionamento è solo un censimento della rabbia. La soluzione non è rintanarsi tra i simili, ma pretendere che il dibattito torni ai fatti — come la data di nascita dell'Islam o la dinamica di un crollo. Io adoro i fatti, specie quando non sono mistificati, perché sono l'unico terreno su cui una destra seria e una sinistra onesta possono ancora stringersi la mano senza darsi del "testa di biiiiip".
Ciao Dyskolos, innanzitutto auguri per i tuoi 48 anni!
Ti leggo e, pur partendo da posizioni politiche diverse — io mi definisco di una destra “normale”, pragmatica e, proprio per questo, priva di ambizioni di “golpe” o marce "trionfali" al passo dell’oca — trovo molti punti di contatto nella tua analisi.
Tuttavia, la tua conclusione non mi convince del tutto, anche se sono sempre propenso a rivedere le mie posizioni se la logica lo richiede. Lo so, in passato ho avuto comportamenti “sopra le righe”, ma come dice Qoelet, c’è un tempo per ogni cosa: oggi è il tempo della riflessione, non della clava. (Ma non ho mai usato la clava, a dire il vero...)
Tu descrivi l'inferno dei social: quel groviglio dove il sovranismo si sposa al complottismo più becero e l’insulto sostituisce il congiuntivo. Ma lasciatelo chiedere: perché vai in quei siti a farti sangue amaro? Molla tutto, alleggerisciti l’anima. Io, oltre a questo forum, che frequento dal 2009 quando si chiamava ancora WD, seguo siti di storia, uno di uniformologia, da sempre una mia passione, da bambino, quando disegnavo centinaia di soldatini e collezionavo fumetti di guerra, e alcuni di letteratura. Oltre a vari siti religioso/culturali di storia biblica, materia che mi ha sempre affascinato e interessato. Non amo la contrapposizione violenta; a volte esco dai binari per carattere, ne sono consapevole, ma cerco di tornare subito sulla rotta dei fatti.
Vedi, il problema, ritengo, non è la mancanza di "maturità" dell'umanità, ma la natura di quei contesti: non sono luoghi di pensiero, sono sfogatoi identitari. Non mi iscriverei mai a un sito di “sola destra” o “sola sinistra”: le mie idee non combaceranno mai col pacchetto predefinito. Se correggi un “non” a chi usa il linguaggio come un’arma impropria, lo privi del suo unico scudo e lui reagisce aggredendo. Non è un problema di schieramento, è un degrado culturale trasversale che ha abolito il principio di realtà.
Per questo non concordo del tutto quando dici che l'umanità non è matura per il pluralismo. Il pluralismo non richiede di cambiare identità, a mio parere richiede di accettare l’esistenza dell’altro e, soprattutto, della verità dei fatti. Il fatto che tu sia qui su Costruttori di Mondi a parlarne, e che io ti stia rispondendo con rispetto pur partendo da idee in parte opposte (classificazione che non amo, credimi), è la prova che il pluralismo è vivo e vegeto dove c’è cultura.
Il rischio della tua tesi è che, per colpa di una minoranza di urlatori analfabeti, si finisca per rinunciare al dialogo delegando tutto al “contarsi nelle urne”. Ma il voto senza il ragionamento è solo un censimento della rabbia. La soluzione non è rintanarsi tra i simili, ma pretendere che il dibattito torni ai fatti — come la data di nascita dell'Islam o la dinamica di un crollo. Io adoro i fatti, specie quando non sono mistificati, perché sono l'unico terreno su cui una destra seria e una sinistra onesta possono ancora stringersi la mano senza darsi del "testa di biiiiip".
Si salveranno solo coloro che resisteranno e disobbediranno a oltranza, il resto perirà.
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento
5234ElleryQ wrote: Auguri!Grazie, ElleryQ
Alberto Tosciri wrote: Ma ritengo sia inutile sgolarsi. Il Generale ha detto X, quindi fascista.È proprio questo il punto. Nemmeno gli elettori del Generale mi sembrano delle cime ad argomentare. Quelli sentono X MAS e la parte fascista del loro cuore si scalda. Non sono tutti colti come te. Sarebbe interessante sapere quanti di loro "tifano" per Vannacci in base a considerazioni storiche.
Inutile anche argomentare.
Alberto Tosciri wrote: Non mi risulta che oggi in Italia ci siano combattenti della libertà che vivono di stenti sui monti scendendo in pianura a… farsi donare volontariamente da mangiare dalla povera gente, che non vede l'ora di privarsi di tutto per darlo a loro che ci difendono.Ti faccio di nuovo i miei complimenti per il tuo sapiente uso dell'ironia, da grande scrittore quale sei: a proposito, il tuo racconto "Su carru 'e deus" è bellissimo e se mi va ti rispondo nella sezione apposita. Una volta una persona mi disse che l'ironia è un modo per continuare a vivere. Io personalmente preferisco l'ironia all'invettiva.
Alberto Tosciri wrote: Tu descrivi l'inferno dei social: quel groviglio dove il sovranismo si sposa al complottismo più becero e l’insulto sostituisce il congiuntivo. Ma lasciatelo chiedere: perché vai in quei siti a farti sangue amaro? Molla tutto, alleggerisciti l’anima. Io, oltre a questo forum, che frequento dal 2009 quando si chiamava ancora WD, seguo siti di storia, uno di uniformologia, da sempre una mia passione, da bambino, quando disegnavo centinaia di soldatini e collezionavo fumetti di guerra, e alcuni di letteratura. Oltre a vari siti religioso/culturali di storia biblica, materia che mi ha sempre affascinato e interessato. Non amo la contrapposizione violenta; a volte esco dai binari per carattere, ne sono consapevole, ma cerco di tornare subito sulla rotta dei fatti.Adoro queste tue parole. Concordo con quasi tutto il resto. Tu sei molto migliore di quelli del gruppo. Ci vado perché mi dicono che le persone dovrebbero anche sentire l'altra campana. Dicono che è segno di intelligenza. Comunque anche io seguo altro, cioè canali di storia (per esempio, Roberto Trizio), di biologia (per esempio, Giacomo Moro Mauretto), di medicina (Dott. Mattia Garutti Oncologo, Roberto Gindro, AlmaPhysio…), di legge (per esempio, Avv. Greco), canto (Cantare R&B) e tanto altro. Tutto molto, molto interessante. Ultimamente frequento il gruppo della Settimana Enigmistica, che propone una quindicina di rebus al giorno ed è sicuramente molto meglio cercare di risolvere rebus che stare con gente insulsa, che si definisce "ultra-sovranista", e vorrebbe togliere tutti i poteri all'UE e poi però si lamenta che l'UE non conta niente sui tavoli internazionali. Contraddizione evidentissima!
Oppure quelli che si scagliano con dardi di fuoco contro le multinazionali e però poi si iscrivono a FB che è una multinazionale! Poi uno mi scrive in privato per darmi consigli sulla vitamina D e mi manda il link all'integratore su Amazon! Ma Amazon non è una multinazionale? Qualche volta impazzisco, giuro! Va bene essere sovranisti, ma le contraddizioni evidenti non mi piacciono. E quando gliele faccio notare, la risposta è "Ma noi siamo sovranisti, mica fessi!" Vabbuo', facciano come credono, ma dovrebbero smettere di definirsi sovranisti. Te ne potrei raccontare parecchie, ma mi fermo. Dico solo che ognuno di noi dovrebbe accettare l'altro.
Alberto Tosciri wrote: innanzitutto auguri per i tuoi 48 anni!Grazie!
Last edited by dyskolos on Wed Feb 11, 2026 8:42 pm, edited 2 times in total.
Il Sommo Misantropo
Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento
5235@dyskolos Auguri!
Esistono molti mondi: reali, immaginari. Non importa la loro natura: da ognuno di essi si può apprendere qualcosa.
https://www.lestradedeimondi.com/
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento
5236M.T. wrote: @dyskolos Auguri!Grazie!
Il Sommo Misantropo
Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento
5237@dyskolos Auguri, in ritardo, ma sinceri.
Mario Izzi
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento
5238@Alberto Tosciri Se vuoi, andiamo alla storia, storia che non ho studiato, ma vissuto in diretta visto che i miei ricordi partono dall'età di 4-5 anni cioè dalla fine degli anni '40. Che la "balena bianca" abbia governato la ricostruzione del paese e la sua crescita verticale sul piano industriale e reddituale è un fatto, come pure fatti sono le sovvenzioni a pioggia degli USA all'Italia, infarcita di basi NATO in quanto baluardo dell'Ovest di fronte al blocco sovietico. Un baluardo in cui si era sviluppato il più forte partito comunista dell'Occidente democratico. Questo è un punto focale: se l'Italia non ha fatto la fine del Cile di Pinochet o della Grecia dei Colonnelli il merito va tutto al Partito Comunista Italiano e ai suoi dirigenti da Togliatti a Berlinguer, che hanno fatto opposizione sapendo di non poter mai andare al governo, perché gli USA non l'avrebbero consentito. Questi sono fatti. Che la DC, in cambio, abbia lasciato al PCI il monopolio della cultura è una tua illazione. La cultura si sviluppa per conto proprio, in barba ai tentativi di manipolazione e strumentalizzazione destinati a fare la fine del Minculpop. Se la stragrande maggioranza degli artisti più noti: scrittori, musicisti, comici, attori eccetera esprime pensieri e opinioni che vanno a sinistra, non è per meriti politici, ma perché chi ha la mente aperta e creativa, indispensabile per un artista, è fatale che diriga il proprio pensiero verso l'uguaglianza, l'accoglienza, l'empatia con gli ultimi. E la libertà di esprimersi senza lacci e laccioli. Vale appena la pena di ricordare che da oltre trent'anni a questa parte il monopolio delle televisioni è in mano alla destra, che sulle sette maggiori televisioni a diffusione nazionale ne possiede direttamente tre e altre tre le gestisce tramite i dirigenti imposti: malgrado ciò, non riesce a imporre la propria cultura, semplicemente perché non si può imporre ciò che non si ha. Attorno al cosiddetto comico Pucci è stato costruito un caso nazionale per l'ennesimo attacco alla sinistra, che col suo passo indietro non ha proprio niente a che vedere. Ma a Meloni & C. servono armi di distrazione di massa, perché la gente si scordi di star male, anzi, ogni giorno peggio. La gente comune, perché i ricchi diventano ogni giorno più ricchi, e loro sull'inflazione, sulla sanità allo sbando, sulla scuola pubblica inefficiente, sui salari da fame, ci campano e prosperano. E questi sono fatti, non opinioni.
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento
5239dyskolos wrote: Mi dirai "Eh, ma sono solo social"In realtà, lo smantellamento della cultura attualmente preminente, quella che va verso i valori dell'inclusività e parità (per alcuni considerati abbietti), parte proprio dai social e avviene da un ventennio a questa parte.
I semi non si piantano solo da un lato e nelle università, si piantano anche dall'altro e facendo leva sulle masse, quelle che non distinguono i congiuntivi, quelle di cui tu parli e nelle quali cerchi di portare un minimo di razionalità, quelle che sono più facilmente manipolabili.
La morte di Kirk e la decriptazione (finora parziale) degli Epstein Files, ha rivelato proprio questo. Una dimensione web parallela in cui è stata fatta crescere e alimentata una controcultura di odio. Si è partiti con folti gruppi di ragazzini, che ora sono adulti e votanti, in social e piattaforme essenzialmente di supporto per gamers. Oggi quegli stessi ex ragazzini popolano i principali social, tradizionali e meno tradizionali, ma usati soprattutto dai più giovani (che a loro volta vengono indottrinati dagli indottrinati del proprio tempo).
X è uno di questi, acquistato da Musk con tale scopo preciso e personalizzato a dovere. La deriva pedopornografica, e non solo, che ha preso, non è un caso.
Dagli Epstein Files (torniamo a dibattere di un argomento di scottante attualità, come chiedeva giustamente @Nightafter) è emerso come la piattaforma Reddit fosse gestita proprio da Epstein e socia, che aveva un account da amministratrice e operava tramite questo:
"Maxwellhill, uno dei super-moderatori più influenti di Reddit, con il potere di condizionare i flussi informativi mainstream" (cito da un articolo collegato a quello che avevo postato un paio di giorni fa).
Altra piattaforma fortemente influenzata da adepti di Epstein era 4chan, nella quale spiccavano contenuti a carattere neonazista e pedopornografico.
"Il meccanismo utilizzato per indirizzare gli utenti di queste board non era ideologico, ma basato sulla leva emotiva: alimentare un conflitto orizzontale perenne tra classi sociali per indurre conflitto e decentralizzazione della verità".
Attività analoghe venivano svolte su siti che si occupavano di cripto valute.
"Nell'ottobre 2017, due giorni dopo le rivelazioni del New Yorker su Harvey Weinstein, Michael Wolff mise in contatto formale Bannon ed Epstein. I due discussero esplicitamente di come utilizzare le criptovalute per finanziare una coalizione populista/nazionalista con un obiettivo preciso: respingere il Time's Up (il movimento strutturato germinato dal #MeToo) per il prossimo decennio. Le criptovalute non erano solo speculazione, sembravano più il forziere di guerra contro i diritti civili e i movimenti progressisti.
Il Regno Unito era identificato come uno snodo centrale nella visione di Epstein e Bannon. Epstein è stato il patron e lo stratega dietro The Movement, l'organizzazione di Bannon a Bruxelles lanciata con Nigel Farage e Laure Ferrari per unire i populismi europei, nata un anno dopo la Brexit.
E sempre in tema di deregulation digitale sono riportate telefonate tra Epstein e l'ex primo ministro israeliano Ehud Barak. L’idea era mettere Barak in contatto con Peter Thiel, tra i fondatori di Paypal e soprattutto di Palantir, l'azienda che vende software di sorveglianza, riconoscimento facciale e IA a polizie e servizi segreti di tutto il mondo."
Quindi direi che il web è un mondo abbastanza ricco e nascosto per diffondere le controculture e piantare nuovi semi in maniera insospettabile.
Non sono "solo social" e all'interno di quei gruppi che frequenti non avranno mai la meglio la razionalità e il dialogo, perché sono strutturati alla base per essere chiusi e respingere ogni intrusione. O ti plasmi o scappi (che in quel caso è la cosa migliore), perché è impossibile ragionarci.
Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento
5240@ElleryQ Un verminaio, manovrato dai super-capitalisti che mirano a pilotare il mondo intero verso i propri interessi. Con l'appoggio e la complicità delle destre, spesso in malafede e, a volte, inconsapevoli. Passando allegramente sui cadaveri di intere popolazioni sfruttate, sottomesse, ridotte alla fame o massacrate direttamente con le armi. Fino a quando sarà possibile tutto questo? Sarà possibile uscirne senza bagni di sangue? Mi tocca compiacermi della mia vecchiaia che, per cause naturali, mi impedirà di assistere all'evoluzione di una situazione in cui un'umanità composta da oltre otto miliardi di persone, di cui l'80% manca degli elementari mezzi di sussistenza, finirà per ribellarsi con furia cieca. Mala tempora currunt.
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento
5241Cheguevara wrote: @dyskolos Auguri, in ritardo, ma sinceri.Grazie, Che!
Cheguevara wrote: Se la stragrande maggioranza degli artisti più noti: scrittori, musicisti, comici, attori eccetera esprime pensieri e opinioni che vanno a sinistra, non è per meriti politici, ma perché chi ha la mente aperta e creativa, indispensabile per un artista, è fatale che diriga il proprio pensiero verso l'uguaglianza, l'accoglienza, l'empatia con gli ultimi.Vorrei dire due paroline su questo. Secondo il mio modestissimo parere e per quel poco che ne so, la destra è naturale, mentre la sinistra è artificiale. Facendo una semplificazione brutalissima, "di destra" si nasce, "di sinistra" si diventa; e, per diventarci, bisogna pensare molto e forse anche studiare, leggere, informarsi, eccetera. Ecco perché ci sono più intellettuali di sinistra che di destra. Spesso la destra si lamenta di questo, e posso capirlo, ma per me è una questione strutturale. Come dire che tutti sappiamo modellare la creta, facilissimo!, ma quanti di noi sanno fare un bel vaso?
Tempo fa c'erano elezioni in Lombardia o in Veneto (non ricordo esattamente) e la Lega (allora "Lega Nord per l'indipendenza della Padania") organizzò vari comizi elettorali. A un certo punto salì sul palco Matteo Salvini, il quale si lanciò in un'esaltazione dell'ignoranza, dicendo, tra l'altro, che i meridionali (che schifo!) preferiscono perdere tempo a studiare e poi non fanno niente; loro invece erano sì più ignoranti, ma sapevano lavorare con le mani e quindi invitava i leghisti veneti o lombardi a non aprire mai un libro e a lavorare in cambio.
Ma il colmo venne dopo, quando salì sul palco l'ex-ministro Tremonti (allora in FI ma con simpatie leghiste) e fece lo stesso invito ai leghisti. Uhm… lui? Professore universitario rinomato in varie università europee, ex-ministro dell'economia, autore di numerosi libri di argomento filosofico ed economico. Lui? Lui invitava a non leggere e a restare ignoranti? Lui, autore prolifico? Lui? Lui? Proprio lui? Ma santo Bacco! Quando l'ho sentito, ho fatto un balzo sulla sedia dove ero seduto! Finché lo diceva Salvini, tutto normale, tutto previsto, nulla da dire, ma Tremonti? Giulio Tremonti? Anzi, TVemonti! Dai! Non riuscivo a crederci! Mi chiedevo "Sogno o son desto?" Ho pensato di mettere gli occhiali
Ora, una politica leghista apertamente anti-intelellettualistica dovrebbe, per coerenza elementare, suggerire di non occuparsi di alta cultura. E invece no!
ElleryQ wrote: Quindi direi che il web è un mondo abbastanza ricco e nascosto per diffondere le controculture e piantare nuovi semi in maniera insospettabile.È così. Tra l'altro, la diffamazione sul Web è di solito considerata "aggravata" dalla giurisprudenza corrente proprio per il potere di diffusione che hanno i mezzi di comunicazione. Francamente, tutto il mondo può recepire l'affermazione diffamante ed esserne platea.
Non sono "solo social" e all'interno di quei gruppi che frequenti non avranno mai la meglio la razionalità e il dialogo, perché sono strutturati alla base per essere chiusi e respingere ogni intrusione. O ti plasmi o scappi (che in quel caso è la cosa migliore), perché è impossibile ragionarci.
Il Sommo Misantropo
Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento
5242dyskolos wrote: "di destra" si nasce, "di sinistra" si diventa;Sai che non ci avevo mai pensato? Eppure è una verità lapalissiana. Su Salvini che vanta la capacità di lavorare con le mani (lui che in vita sua non ha lavorato neppure un minuto) stendiamo un velo pietoso.
Mario Izzi
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento
5243Cheguevara wrote: Questi sono fatti. Che la DC, in cambio, abbia lasciato al PCI il monopolio della cultura è una tua illazione.Il fatto è che non è per niente una mia illazione. E tu dovresti saperlo molto, ma molto meglio di me.
Io, da conservatore di cultura media, ho letto Gramsci. Ho una copia anastatica dei suoi quaderni, scritta con la sua calligrafia su fogli a quadretti e una copia a stampa normale, per una lettura più agevole.
Bisogna pure dirle due parole, non tutto si può "sparare" a sentenze e motti latini.
Gramsci, nella sua sincera e onesta riflessione della sconfitta del leninismo come rivoluzione in Occidente, ne ha dedotto molto bene le cause: semplicemente, in Occidente la società non avrebbe mai permesso una rivolta contro la sua base fondante, il capitale, così come era stato teorizzato da Lenin e Trotskii.
Gramsci intuì quale poteva essere l’alternativa strategica del comunismo in Occidente e la chiamò: “conquista dell’egemonia”.
Cioè, in una società dominata politicamente dai conservatori, pur con punte di moderato riformismo, lo scopo dei comunisti doveva essere la graduale conquista del cervello di quella società, cioè delle sue “casematte” ideologico - culturali.
Scuole, case editrici, giornali, magistratura, elaborazioni culturali e organizzazione stessa della cultura in quanto tale, a ogni livello. Lavorando in profondità, sfruttando le immancabili crepe del sistema capitalista, un partito comunista in Occidente sarebbe riuscito, col tempo, a risalire alla conquista del totale potere politico.
Idea geniale e pericolosa, per questo fu messo al confino dai fascisti e mai più rilasciato. Mussolini, col suo passato da socialista se ne rese conto molto bene asserendo: "Bisogna impedire a questa mente di pensare". Gramsci non fu però trattato male al confino. Forse perché aveva un fratello, Mario Gramsci, che era il suo contrario: ufficiale delle Camicie Nere. Nonostante l’abisso ideologico fra i due, i legami di sangue non si spezzarono del tutto. Mario cercò, a modo suo, di intercedere per il fratello Antonio quando questi era detenuto, scrivendo lettere per perorare la causa della sua salute (anche se Antonio Gramsci non gradiva affatto l'interessamento di un "fascista").
Questa strategia gramsciana della conquista delle “casematte” ideologico - culturali (geniale) fu poi attenuata da Togliatti, illustrata da storici come Ernesto Galli Della Loggia e Augusto Del Noce.
Togliatti lavorò per superare De Gasperi, vittorioso politicamente, agendo molto bene sull’esercizio dell’egemonia culturale e con la graduale conquista di queste “casematte” del potere culturale.
Non è certo una mia illazione. Sarei stato un grande. Si può approfondire, dettagliare, certamente. Ci sono tomi di documentazione, rintracciabili da chiunque in rete.
Cheguevara wrote: La cultura si sviluppa per conto proprio, in barba ai tentativi di manipolazione e strumentalizzazione destinati a fare la fine del Minculpop.La cultura non nasce nel vuoto, ma ha bisogno di mezzi di diffusione, di soldi. Penso sia chiaro e innegabile.
Nel dopoguerra le grandi Case Editrici come Einaudi, Feltrinelli, Laterza e altre anche minori, videro una presenza notevole di intellettuali organici al PCI o all’area del socialismo laico. Con Einaudi lavorarono Pavese, Calvino, Vittorini e assieme ad altri il loro contributo fu fondamentale per decidere quali libri stranieri tradurre e quali fare circolare.
All’epoca fu proprio la DC a finanziare, sia pure indirettamente, l’egemonia culturale di sinistra. Giulio Andreotti, da sottosegretario con delega allo spettacolo, varò leggi per sostenere il cinema italiano. La DC si accontentava che il cinema portasse valuta estera e prestigio, mentre i registi e gli sceneggiatori, dal Neorealismo in poi, erano per la maggioranza legati a una visione del mondo marxista o progressista.
Cheguevara wrote: Se la stragrande maggioranza degli artisti più noti: scrittori, musicisti, comici, attori eccetera esprime pensieri e opinioni che vanno a sinistra, non è per meriti politici, ma perché chi ha la mente aperta e creativa, indispensabile per un artista, è fatale che diriga il proprio pensiero verso l'uguaglianza, l'accoglienza, l'empatia con gli ultimi.Già. Anche perché chi la pensa appena diversamente, pur avendo la mente creativa, ma da un'altra parte, registi, attori, sceneggiatori, non ha finanziamenti e non ha storia.
Ma per concludere, dopo gli anni Sessanta, soprattutto dopo il ’68, la “marcia delle istituzioni” diciamo così, portò la stragrande maggioranza dei docenti universitari, anche nelle facoltà umanistiche, a gravitare nell’area della sinistra. Questo ha innegabilmente formato generazioni di giornalisti, magistrati e insegnanti di scuola media e superiore. Che sia per bravura a senso unico?
Non si trattava, a mio parere, di “menti aperte” ma soltanto di una sorta di ecosistema che si autoriproduceva e diventava sempre più grande. Chi non era allineato a certi canoni (ad esempio gli intellettuali cattolici conservatori o quelli di destra) veniva sistematicamente emarginato. O non è vero?
Cheguevara wrote: Vale appena la pena di ricordare che da oltre trent'anni a questa parte il monopolio delle televisioni è in mano alla destra, che sulle sette maggiori televisioni a diffusione nazionale ne possiede direttamente tre e altre tre le gestisce tramite i dirigenti imposti: malgrado ciò, non riesce a imporre la propria cultura, semplicemente perché non si può imporre ciò che non si ha.mm... ti riferisci a Berlusconi?
Ma la destra non è mai riuscita a "imporre" quasi niente con il cabaret. Con quali mezzi? Con quali giornalisti? Io guardo la televisione tutti i giorni e ho sfasciato diversi telecomandi a forza di cambiare canale in continuazione, perché dicono tutti le stesse scempiaggini stracolme di mistificazioni in ogni momento della giornata. Chi concorda nemmeno se ne accorge, naturalmente.
Anche oggi, in un canale che non dico, che riepilogava per l'ennesima volta l'invasione della Russia da parte di Hitler, quando sono arrivati all'Ucraina si sono ben guardati dal dire che gli allora Russi ucraini, intere divisioni di soldati agli ordini del generale Vlasov, si consegnarono ai nazisti pregandoli di farli combattere al loro fianco contro i comunisti.
I nazisti consideravano i russi untermensch, subumani, ma in quel caso fecero un eccezione e vestirono con la divisa tedesca questi russi-ucraini, che combatterono. Naturalmente fecero una brutta fine, venendo alla fine consegnati dagli inglesi a Stalin, che li sterminò come traditori.
Hai dimenticato la RAI e la sua “lottizzazione”. La nascita di Rai 3 non fu un evento spontaneo della natura ma il riconoscimento politico del fatto che alla sinistra spettava una “quota” di narrazione del paese, e non certo per la sua superiorità etica (…) ma per una precisa strategia di occupazione degli spazi che la DC, per miopia (forte miopia) o per necessità di pace sociale, le ha lasciato.
Se oggi la destra fatica in quel campo, non è perché sia “meno intelligente” "per imporre ciò che non ha" come dici tu, ma perché per decenni è stata esclusa da quei circuiti di riproduzione del sapere che la sinistra, è da riconoscere, io lo riconosco, ha saputo gestire con grande abilità, disciplina e allineamento. Manco fossero militari, visto che sono così allergici alle divise.
Ma voglio riprendere queste tue affermazioni, che meritano approfondimento
Cheguevara wrote: non riesce a imporre la propria cultura, semplicemente perché non si può imporre ciò che non si ha.
Cheguevara wrote: Se la stragrande maggioranza degli artisti più noti: scrittori, musicisti, comici, attori eccetera esprime pensieri e opinioni che vanno a sinistra, non è per meriti politici, ma perché chi ha la mente aperta e creativa, indispensabile per un artista, è fatale che diriga il proprio pensiero verso l'uguaglianza, l'accoglienza, l'empatia con gli ultimi. E la libertà di esprimersi senza lacci e laccioli.Secondo il tuo ragionamento questi “personaggetti”, ne metto solo alcuni, che operarono durante il fascismo, aderenti al fascismo, pur con sfumature diverse, non erano in grado di esprimersi? Non avevano mente aperta e creativa? Come possiamo definirli: caricature di propagande tv odierne, che infestano la televisione da anni e non fanno manco ridere?
Ce lo vedi un Gabriele D’Annunzio che non ha un "minimo" di mente creativa?
Ce lo vedi un Luigi Pirandello? Premio Nobel per la letteratura nel 1934, e in Svezia non erano fascisti all’epoca, forse lo stanno diventando oggi, chiediti perché.
Ce lo vedi un Giuseppe Ungaretti?
Ce lo vedi Giovanni Gentile? Il “filoso del fascismo”. Riformò la scuola e ideò l’Enciclopedia Italiana. La sua filosofia, l’Attualismo, cercava di conciliare lo Stato con l’individuo in un etica del dovere. Per Gentile la realtà non è qualcosa di già fatto, che troviamo fuori di noi, ma è un processo continuo creato dallo spirito umano nel momento stesso in cui pensa. Fucilato dai partigiani.
Ce lo vedi Julius Evola? Filosofo, radicale, tradizionalista, aristocratico. Inquietante? Molto meno di certi figuri poco rassicuranti e pieni di odio verso gli esseri umani che vogliono vivere in prosperità e felicità e che compaiono tutti i giorni nei talkshow, affermando cose che non si possono sentire e che se avessero il potere ridurrebbero la gente alla fame.
Ce lo vedi Marcello Piacentini, architetto monumentale del fascismo? Creò l’EUR. Ti sei chiesto perché non l’hanno demolito dopo la guerra? Eppure è pieno di simboli fascisti.
Ce lo vedi Mario Sironi? Pittore grandioso e cupo di città, scorci urbani e fatiche umane che professori di sinistra al liceo mi dissero che non valeva la pena studiare in quanto fascista. Lo studiai. Dopo lessi che aveva scritto: “La guerra opprime il pensiero e le iniziative. Non si sa quello che avverrà né le nuove condizioni in cui si svolgerà la vita dopo la pace”. Non male per un fascista.
Ce lo vedi Gioacchino Volpe, uno dei più grandi storici di quel periodo e in quel periodo?
Voglio mettere anche Ezra Pound, scrittore e poeta americano trapiantato in Italia, oggi conosciuto solo per casa Pound e basta, che non c'entra niente con lui. Indubbiamente fascista. Fu sul punto di essere fucilato dai partigiani nel 1945, ma quando i partigiani si accorsero di avere gli Americani alle loro spalle cambiarono subito idea, perché Ezra Pound aveva passaporto americano. E gli americani, si sa, non badano a spese quando si tratta di sprecare munizioni per togliere un loro compatriota da certe situazioni.
Poi Ezra Pound ne passò di tutti i colori, rinchiuso in manicomio per dodici anni in USA, perché un fascista poteva essere solo che matto, poi liberato tornò in Italia, che amava, al contrario di molti pseudo italiani che sputano tutti i giorni nel piatto dove mangiano. Ezra Pound, candidato al Nobel letteratura nel 1959, ma non glielo diedero. Si sa. L’amore coi fascisti non conviene.
Concludo, per modo di dire, perché al momento non vedo conclusione. Non tanto con te, esprimiamo idee opposte, facciamo due chiacchiere.
Ma il fatto è che dal dopoguerra a oggi l'Italia ha camminato sempre con il freno a mano tirato, con queste due mentalità contrapposte; una che apparentemente ha il potere, destra e centrodestra e l'altra che non ha il potere, ma essendosi introdotta da decenni nelle "casematte" gramsciane, riesce a tarpare le ali, legalmente, democraticamente, con tanto di leggi, in tutti i settori.
Si salveranno solo coloro che resisteranno e disobbediranno a oltranza, il resto perirà.
(Apocalisse di S. Giovanni)
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento
5244@Alberto Tosciri Tanto di cappello ai tuoi studi e alla tua cultura storico-politico-letteraria. Una cultura di destra, senza dubbio, che va rispettata soprattutto da uno come me, che quello straccio di cultura di cui dispone se l'è creata negli anni, tra un lavoro e l'altro, in maniera frammentaria e piuttosto caotica. Detto questo, il tuo articolatissimo post continua a intrecciare i fatti reali con le opinioni personali spacciate come fatti. Se la cultura orientata a sinistra, di ispirazione libero-marxista, come tu dici, ha offuscato quella ispirata dal Vate che fondò i fasci di combattimento, e dagli altri illustri personaggi da te elencati, sarebbe stato perché la sinistra ha occupato i media cinematografici, televisivi e cartacei in virtù di una specie di complotto tra PCI e DC, ai danni di chi? del partito fascista ricostituitosi col nome di MSI in barba alla costituzione? Malgrado le dotte citazioni, resta una tua opinione. La destra, a partire dallo sdoganamento dei fascisti operato da Berlusconi, ne ha avuti di mezzi di comunicazione, televisiva e cartacea, con le sue televisioni, i suoi giornali e le sue case editrici, prima fra tutte la storica Mondadori. Dai tempi del Berlusca, e in particolare da tre anni a questa parte, l'egemonia destrorsa dei media è aumentata: sei televisioni su sette e testate giornalistiche a strafottere (Angelucci docet). Come ha giustamente sancito l'amico @dyskolos, di destra si nasce, di sinistra si diventa, il che significa che tutti nascono di destra, e poi tanti restano di destra e un po' diventano di sinistra, è per questo che le destre stanno emergendo in tutto il mondo occidentale, perché dispongono di ampie masse di gente disposta a cuccarsi la propaganda, per becera che sia, e a compattarsi contro nemici inesistenti, in attesa dell'uomo (o donna) della provvidenza, deus ex machina che risolverà ogni problema. E' sempre stato così, e uno studioso di storia quale tu sei non può ignorarlo. Quando poi il dittatore arriva, il popolo prima acclama, poi inizia a dissentire tra arresti ed esecuzioni, poi si ribella e il dittatore viene fatto fuori, magari con l'aiuto delle stesse potenze che l'avevano sostenuto e supportato. Sono i corsi e ricorsi di vichiana memoria (la mia è una cultura spicciola, Giambattista Vico me lo ricordo dal liceo): ora, grazie a Trump, Meloni, Orban e simili (stavo per scrivere et similia, ma mi sono ripreso in tempo) stiamo vivendo la fase dell'ascesa al potere. Il resto ai posteri.
Mario Izzi
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento
5245Cheguevara wrote: di destra si nasce, di sinistra si diventa, il che significa che tutti nascono di destrasu questo potrei dissentire. Oppure, questa è la regola e poi ci sono le eccezioni; io no, non sono nato di destra, non sono di destra e se non mi viene un ictus, un colpo apoplettico, un'emorragia celebrale o una perdita totale di memoria che mi cambia la personalità, non lo sarò.
Esistono molti mondi: reali, immaginari. Non importa la loro natura: da ognuno di essi si può apprendere qualcosa.
https://www.lestradedeimondi.com/
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento
5246Cheguevara wrote: Come ha giustamente sancito l'amico @dyskolos, di destra si nasce, di sinistra si diventa, il che significa che tutti nascono di destra, e poi tanti restano di destra e un po' diventano di sinistra, è per questo che le destre stanno emergendo in tutto il mondo occidentale, perché dispongono di ampie masse di gente disposta a cuccarsi la propaganda, per becera che sia, e a compattarsi contro nemici inesistenti, in attesa dell'uomo (o donna) della provvidenza, deus ex machina che risolverà ogni problema. E' sempre stato cosìEsatto, amico Che!
Anche un sondaggio recente ha mostrato che più del 35% degli ultrasettantenni italiani di oggi non crede più nella democrazia e si affiderebbe volentieri a un dittatore. D'altronde mi fu chiaro già nel periodo 1994-1996 che l'Italia era un paese di destra e mi pare che lo sia tuttora. Per questo non capisco la preoccupazione di quelli di destra: stanno vincendo e forse hanno già vinto. Di what si complaiano? Scusate, ma ogni tanto mi scappa l'inglese maccheronico
Alberto Tosciri wrote: Ce lo vedi un Luigi Pirandello? Premio Nobel per la letteratura nel 1934
Alberto Tosciri wrote: Ezra Pound, candidato al Nobel letteratura nel 1959, ma non glielo diedero. Si sa. L’amore coi fascisti non conviene.Fammi fare un po' il tifoso da stadio, come mi hanno insegnato certi sovranisti europei
Nel 1959 il Nobel per le letteratura fu assegnato a un siciliano: Salvatore Quasimodo. Un Grande! Non c'entra niente il fascismo. Viva Salvatore! Quanto a Nobel per la letteratura, Sicilia batte Sardegna 2-1 (da un lato, Luigi Pirandello e Salvatore Quasimodo e, dall'altro, Grazia Deledda nel 1926, una Grande Sarda). Viva la Sicilia! Terra di Archimede, Falcone, Borsellino, Padre Pino Puglisi, Biagio Conte, il giudice Livatino, Carmen Consoli, Libero Grassi, eccetera! Viva la Sicilia! Okay, la smetto
Comunque Luigi, mio esimio conterroneo (un Grande!), non era fascista. Diciamo che a quei tempi conveniva dichiararsi fascista. Siamo nel periodo 1924-1925.
Il Sommo Misantropo
Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento
5247Cari @Cheguevara e @Alberto Tosciri, è sempre un piacere leggere i vostri confronti, che uniscono sapere nascente da esperienza con cultura personale. Lo è per i contenuti e, negli ultimi tempi, pure per i toni e le modalità: pacatezza e un pizzico di ironia, che non guasta mai e sdrammatizza argomenti particolarmente intensi.
In questi casi è, per me, interessante leggere senza intervenire, perché non c'è niente da moderare, né da aggiungere.
Mi chiedo, quindi, cosa ne pensi @Cheguevara , anche di questa disamina sulla sinistra, a opera di Arturo Ligotti. A mio parere trascura un piccolo dettaglio (che è incluso quasi di straforo ma sviluppa altri aspetti), dunque mi piacerebbe conoscere punti di vista certamente di maggior esperienza del mio. Ho visto che Alberto ha già risposto, ma avrei curiosità di conoscere, in aggiunta, anche la tua opinione, Cheguevara (sempre che tu abbia tempo per leggere la dettagliata dissertazione e rispondere).
E se non è di troppo disturbo per @Alberto Tosciri, invece, la mia curiosità su quello che ha scritto qui verte su Evola. Se non ricordo male, alcuni concetti di natura Cristiana erano da lui avversati. Tra questi il concetto tradizionale di famiglia, matrimonio e monogamia (e non solo, in realtà). Estendendo il suo pensiero dal Cristianesimo all'esoterismo. Mi chiedo, quindi, per un cattolico, quale sia l'aspetto più apprezzabile del suo pensiero (pura curiosità, senza un intento inutilmente polemico).
Buon proseguimento a tutti voi.
In questi casi è, per me, interessante leggere senza intervenire, perché non c'è niente da moderare, né da aggiungere.
Mi chiedo, quindi, cosa ne pensi @Cheguevara , anche di questa disamina sulla sinistra, a opera di Arturo Ligotti. A mio parere trascura un piccolo dettaglio (che è incluso quasi di straforo ma sviluppa altri aspetti), dunque mi piacerebbe conoscere punti di vista certamente di maggior esperienza del mio. Ho visto che Alberto ha già risposto, ma avrei curiosità di conoscere, in aggiunta, anche la tua opinione, Cheguevara (sempre che tu abbia tempo per leggere la dettagliata dissertazione e rispondere).
E se non è di troppo disturbo per @Alberto Tosciri, invece, la mia curiosità su quello che ha scritto qui verte su Evola. Se non ricordo male, alcuni concetti di natura Cristiana erano da lui avversati. Tra questi il concetto tradizionale di famiglia, matrimonio e monogamia (e non solo, in realtà). Estendendo il suo pensiero dal Cristianesimo all'esoterismo. Mi chiedo, quindi, per un cattolico, quale sia l'aspetto più apprezzabile del suo pensiero (pura curiosità, senza un intento inutilmente polemico).
Buon proseguimento a tutti voi.
Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento
5248@ElleryQ Ho letto. Che dire? La mia cultura limitata mi rende insofferente a certe analisi prolisse, in cui pochi concetti vengono ripetuti e ripetuti, rigirati e guardati da tutte le angolazioni. Si riempiono pagine, ma la sostanza, in sintesi, è sempre la stessa. Sono d'accordo sulle conclusioni, che mostrano una sinistra scollegata dagli ideali che ne avevano ispirato la nascita e l'espansione, ma le cause dottamente analizzate e ripetute in tutte le salse, a me, uomo della strada, appaiono in una luce diversa. Primo: la caduta del muro di Berlino. In clima di guerra fredda, l'Italia era considerata un baluardo ai confini del blocco sovietico, e gli USA non lesinavano aiuti e finanziamenti, forniti in cambio di loro basi distribuite a pioggia su tutto il territorio, dal Nord al Sud, isole comprese. Col disfacimento del blocco comunista, gli Yankee hanno perso interesse e i quattrini destinati al nostro Paese sono diminuiti, fino a estinguersi. Per mantenere il welfare e l'economia, si è, quindi, pensato bene di aumentare il debito pubblico. Con Tangentopoli, nei primi anni '90, sono crollati anche gli equilibri politici: i partiti di governo si sono disfatti, e anche l'opposizione ha cambiato volto. Il PCI ha subito varie trasformazioni: prima PDS poi Ulivo, poi ancora PD, mentre al posto di una parte di DC e PSI nasceva Forza Italia, che mieteva voti tra le classi dominanti in funzione di un conclamato anti-comunismo, cioè anti-qualcosa che aveva già smesso di esistere. Nel frattempo, la sinistra, che tale più non era per l'inclusione delle forze centriste non berlusconiane, si indeboliva e, anche nei pochi anni in cui è stata frammentariamente al governo, non poteva, anche volendo, attuare programmi veramente "di sinistra". Si è trattato della vittoria di un palazzinaro che, avendo perso la protezione di Craxi, rischiava il fallimento e, con l'appoggio e il sostegno della parte peggiore del Paese (P2, mafia, grandi e piccoli evasori fiscali eccetera), ha risolto i suoi problemi finanziari con adeguate leggi ad personam, ha sdoganato i fascisti, ha inglobato il nuovo partito creato da un tale che in precedenza viveva di espedienti, ha attirato voti della massa che riteneva che un imprenditore (sull'orlo della bancarotta, figuriamoci!) in quanto tale, avrebbe governato l'Italia come se fosse un'impresa, traendone profitto per il Paese. Invece, i profitti li ha tratti per se stesso, a spese del Paese. Berlusconi ha cambiato la politica in peggio, contagiando anche un'opposizione indebolita dalle divisioni interne, e gli effetti a lungo termine sono sotto gli occhi di tutti. Sono d'accordo, dicevo, sulle conclusioni dello studioso Ligotti: se la sinistra vuole evitare di vedere i fascioleghisti al governo anche nelle prossime legislature, deve compiere un atto di coraggio, liberarsi delle pastoie centriste e concentrarsi su pochi temi fondamentali: welfare, sanità, scuola, salari. La cultura non c'entra, se non come capacità di comprendere i bisogni della gente normale e degli ultimi, prima che gli ultimi arrivino a inglobare tanta di quella gente da diventare la maggioranza del popolo. Non mi addentro nella situazione internazionale, se non per considerare l'Unione Europea come l'unica possibile ancora di salvezza per i valori dell'Occidente, valori che l'ex bancarottiere americano sta ormai buttando alle ortiche. La salvaguardia dei diritti umani, anche i più elementari, è nelle nostre mani: una grande responsabilità che grava sulle spalle dell'Europa che dovrà buttare a mare i sovranismi, pena il disfacimento propiziato da Trump, Putin e accoliti.
Ci sarebbe tanto altro da dire, ma la vita mi ha insegnato che la sintesi è una virtù, e io mi sforzo di praticarla. Saluti.
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Mario Izzi
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento
5249Grazie per la pazienza e il tempo dedicati, caro @Cheguevara. Apprezzo e condivido il tuo pensiero.
In particolare questa parte:
La mia curiosità verteva soprattutto sulla tua opinione circa il mancato afflusso alle urne, derivante, secondo la disamina citata nel link, da una sensazione di poca garanzia interna data all'elettorato, rispetto alla cieca fedeltà (così descritta) all'UE.
Io credo che la maggiore demotivazione sia derivata proprio da quell'annacquamento valoriale e ideologico, che ha trasformato il PCI in PDC (come molti hanno detto ironicamente). Il risultato è stato quel distaccarsi sempre più dai principi fondanti, per andare verso un compromesso ormai gestito dalle nuove parti in gioco, portatrici anche di quelle "cattive abitudini" già presenti in DC e PSI (come il favoritismo e il voto di scambio), che davano più attenzioni a un elettorato pronto ad arricchirsi alle spalle dei meno abbienti e delle forze lavoro, parti che sono rimaste tali e inascoltate.
In particolare questa parte:
Cheguevara wrote: Con Tangentopoli, nei primi anni '90, sono crollati anche gli equilibri politici: i partiti di governo si sono disfatti, e anche l'opposizione ha cambiato volto. Il PCI ha subito varie trasformazioni: prima PDS poi Ulivo, poi ancora PD,
Cheguevara wrote: Nel frattempo, la sinistra, che tale più non era per l'inclusione delle forze centriste non berlusconiane, si indebolivaChe costituisce quel "piccolo dettaglio" prima da me citato, con tutto ciò che ne è conseguito. Parte di quelle forze centriste non berlusconiane era comunque proveniente dai partiti disfatti da te citati, molti dei cui membri non spiccavano per onestà e correttezza, anche quando il loro pensiero pareva più vicino alla sinistra. Il risultato è stato un PCI sempre più annacquato nelle idee, come pure nelle decisioni su più fronti (quelli esaminati da Ligotti).
La mia curiosità verteva soprattutto sulla tua opinione circa il mancato afflusso alle urne, derivante, secondo la disamina citata nel link, da una sensazione di poca garanzia interna data all'elettorato, rispetto alla cieca fedeltà (così descritta) all'UE.
Io credo che la maggiore demotivazione sia derivata proprio da quell'annacquamento valoriale e ideologico, che ha trasformato il PCI in PDC (come molti hanno detto ironicamente). Il risultato è stato quel distaccarsi sempre più dai principi fondanti, per andare verso un compromesso ormai gestito dalle nuove parti in gioco, portatrici anche di quelle "cattive abitudini" già presenti in DC e PSI (come il favoritismo e il voto di scambio), che davano più attenzioni a un elettorato pronto ad arricchirsi alle spalle dei meno abbienti e delle forze lavoro, parti che sono rimaste tali e inascoltate.
Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento
5250@ElleryQ Proprio così. Nella mia impaziente sintesi non ho menzionato la motivazione al non voto di tanti ex comunisti perché mi pareva implicita. Anche se non condivisibile: io a inizio 1985 ho abbandonato volontariamente una carriera che mi vedeva prossimo sicuro dirigente in un istituto di credito di diritto pubblico, perché disgustato dall'intrusione, ai vertici dell'amministrazione, del PSI, cui doveva genuflettersi ogni dirigente in cambio della poltrona, con conseguente delibera di congrui finanziamenti ad aziende decotte o in procinto di esserlo, facenti parte delle clientele del partito. Però non ho smesso di votare, sempre a sinistra. Con eccezione di un voto al M5S, sperando in un cambiamento moralizzatore. Un errore del quale mi sono amaramente pentito, quando ho visto in diretta tv una sciacquetta pentastellata umiliare un brav'uomo, bravo, onesto e capace, che proponeva un'alleanza di governo nell'esclusivo interesse del Paese. Qualche tempo dopo, si sono alleati col Principe dei Cialtroni, e oggi, dimagriti nei consensi, appaiono come il maggiore ostacolo alla compattazione del cosiddetto campo largo. Esperienze dirette, appunto.
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