Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

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Bomba Epstein: i 6 nomi incisi sulla bomba che potrebbe far implodere l'Occidente

Mentre i media mainstream continuano a distrarci con gossip di basso livello su presunti comici e festival del cringe, negli Stati Uniti si sta consumando uno scontro istituzionale senza precedenti che potrebbe riscrivere la storia recente dell’intero Occidente. A scatenare il panico ai piani alti delle élites, è stata a gennaio 2026 l'applicazione dell'Epstein Files Transparency Act – la legge firmata nel novembre 2025 che ha imposto la desecretazione totale degli archivi, costringendo il Dipartimento di Giustizia USA a rilasciare oltre 3 milioni di pagine finora oscurate. Dopo mesi di analisi e approfondimenti sui documenti rilasciati, quello che sta emergendo non è solo uno scandalo sessuale, ma la radiografia di un'osceno ricatto politico su scala globale. I nuovi file FBI confermano ciò che il giornalismo indipendente e investigativo (e figure come l'ex intelligence Ari Ben-Menashe) denunciavano da anni: l'operazione Epstein-Maxwell non era finalizzata al semplice piacere perverso di qualche miliardario, ma serviva a costruire una rete di controllo. Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell (che non era solo sua "complice" ma un vero e proprio gestore) operavano in una zona grigia tra alta finanza e servizi segreti. I documenti evidenziano contatti sistematici con figure apicali dell'intelligence israeliana (Mossad) e statunitense, corroborando l'ipotesi che l'isola di Little St. James fosse una trappola per acquisire materiale ricattatorio su leader mondiali, scienziati e imprenditori. Il fine? Ovvio: orientare decisioni geopolitiche e commerciali. Spesso funzionali alle politiche Israeliane. Ma sono le notizie uscite in queste ore a far tremare di più i palazzi, e spiegano il tentativo di insabbiamento in corso: nonostante l'obbligo di legge, il Dipartimento di Giustizia ha censurato i nomi di 6 individui specifici, descritti nei file come "altamente coinvolti" in atti di violenza diretta su minori. Non si tratta di semplici passeggeri del celebre Lolita Express (l’aereo privato di Epstein che fungeva da taxi per portare i miliardari a sfogare le loro peggiori perversioni sessuali e pedofile nella sua isola). Secondo i deputati Ro Khanna (Democratico) e Thomas Massie (Repubblicano), che hanno visionato i file non censurati e stanno guidando una rivolta bipartisan al Congresso, uno di questi sarebbe un "alto funzionario di un governo straniero" e un altro un cittadino americano con immense protezioni politiche. Massie ha minacciato di avvalersi dell'immunità parlamentare per leggere quei nomi in aula se il DOJ non rimuoverà gli omissis. Chi stanno proteggendo? Mentre personaggi come Bill Clinton, il Principe Andrew (che ha chiuso la causa con la Giuffre nel 2022) e figure del tech vengono citati apertamente, il sistema sta costruendo un muro attorno a questi 6 nomi. Perché? La risposta è nelle testimonianze delle vittime – come Virginia Giuffre e "Jane Doe" – che descrivono non solo abusi, ma un vero e proprio traffico internazionale gestito con coperture diplomatiche. Non parliamo di "feste", ma di crimini atroci contro bambini innocenti, perpetrati per decenni su minori e sotto gli occhi di chi doveva vigilare. Se vi siete mai chiesti perché realtà come
@AllertaMedia
e reporter indipendenti come il nostro Presidente
@GianniMagini
vengano costantemente attaccati, oscurati, censurati e etichettati come "scomodi" (o “cattivi”), la risposta è in queste carte. Il sistema mediatico che oggi tace sui legami tra Epstein e l'intelligence è lo stesso che per anni ha coperto guerre, censure e violazioni dei diritti umani. Lo stesso che sta commettendo e coprendo il genocidio in Palestina. Non possiamo accettare che la "ragion di Stato" o la tutela di carriere politiche valgano più dei diritti umani, della giustizia per centinaia di ragazze a cui è stata rubata la vita. E non possiamo permettere che interi popoli vengano cancellati dalla faccia del pianeta, solo perché un gruppo di depravati e potenti figuri ha gravi problemi mentali che si traducono in ceca sete di sangue e potere. Questa non è una battaglia di destra o di sinistra: è una battaglia di civiltà contro un'élite fatta di mostri che si credono intoccabili. Continueremo dunque a monitorare per voi ogni singolo documento rilasciato: loro hanno i soldi e le coperture, noi siamo il 99% e insieme a voi abbiamo il dovere di lanciare un forte #AllertaMedia.

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

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M.T. wrote: Se si parla di cose futili, si critica perché si distoglie l'attenzione dalle cose serie.
Se si parla di cose serie, che noia ci sono già altri che parlano di ciò, ci vuole più leggerezza.
Qualsiasi cosa si faccia o si dica, si riesce a trovare contestazione.
La tua affermazione fotografa una realtà che alcuni — non so quanti, ma nello specifico io sì —, possono vivere quotidianamente nel confronto: una sorta di assedio comunicativo dove ogni parola è vivisezionata per trovarvi un difetto. 
Tuttavia, la tentazione di ritirarsi in un silenzio disilluso o stanco è esattamente ciò che chi detiene il monopolio del "politicamente corretto" o della "verità unica" (parlo in generale) si aspetta.

Bisogna essere lucidi nel riconoscere che questa contestazione sistematica non è solo maleducazione, ma uno strumento di potere culturale (…)  o almeno, la convinzione da parte di chi contesta qualunque cosa non sia conforme alla sua formazione, che tale sia.  Ecco perché, a mio parere, non ci si può permettere il lusso del silenzio, anche a costo di essere sistematicamente attaccati, demoliti con una sorta di pseudo strategia dello sfinimento e del ridicolo. Spesso la critica paradossale (troppo serio / troppo futile) serve a creare un clima di insicurezza intellettuale. (Esagero? In effetti sto dando importanza a qualcosa che non ritengo lo meriti).
L'obiettivo è indurre all'auto-censura o alla ritirata per sfinimento. Se ci si ritira per stanchezza stiamo abdicando, lasciando campo aperto a quell'unico modo di ragionare — oggi quasi sempre identificato con una certa narrazione preponderante — che pretende di stabilire cosa sia degno di essere detto e cosa no. Grossa novità, eh?

Il pluralismo di pensiero può essere inteso come atto di resistenza: In un contesto in cui una sola parte si sente autorizzata a fare da tribunale etico e ideologico, parlare diventa allora davvero un atto di resistenza. Difendere il pluralismo non significa solo "dire la propria", ma impedire, a vari livelli, che si consolidi un'egemonia culturale che non ammette repliche. Se accettiamo di tacere, accettiamo implicitamente che esista una sola strada "giusta" tracciata da altri e che noi siamo nel torto, convinti che parlando susciteremo sempre e solo reazioni avverse.
Si tratta di rompere la bolla del pensiero conforme. Se chiunque provi a scartare di lato rispetto al pensiero dominante viene attaccato o ridicolizzato, i risultati saranno — come purtroppo sono — evidenti nella vita di tutti i giorni di una nazione: una società intellettualmente atrofizzata. Chiunque voglia dire la sua per contrapporsi ha  il dovere di rompere questa bolla. 
La contestazione che riceviamo non è il segno che abbiamo sbagliato  — ne sono convinto — ma la conferma che abbiamo colpito un nervo scoperto di quel conformismo che vuole tutti allineati.

Il senso di inutilità, delusione, addirittura di “colpevolezza”  che si prova (sarò mica io quello “sbagliato”, solo io,  perché sembra che pensano tutti “uguale”?) non è umanamente possibile, ma diabolico — dal greco  diàballo: dividere —, a significare distorsione della percezione della realtà. Lascio perdere il diavolo con le corna, giusto per far ridere fra un Big Bang e un altro).
Questa sensazione di inutilità, delusione, colpevolezza è l'arma più efficace nelle mani di chi non vuole altro che  il monopolio delle idee. Non si può permettere che la stanchezza diventi complice dell'omologazione. Continuare a esporre pensieri non allineati, a discutere e a dissentire è l'unico modo per tenere in vita un pluralismo reale, contro ogni pretesa di superiorità morale o ideologica di una parte sola.
Si salveranno solo coloro che resisteranno e disobbediranno a oltranza, il resto perirà.
(Apocalisse di S. Giovanni)

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

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Nightafter wrote: Non possiamo accettare che la "ragion di Stato" o la tutela di carriere politiche valgano più dei diritti umani, della giustizia per centinaia di ragazze a cui è stata rubata la vita. E non possiamo permettere che interi popoli vengano cancellati dalla faccia del pianeta, solo perché un gruppo di depravati e potenti figuri ha gravi problemi mentali che si traducono in ceca sete di sangue e potere. Questa non è una battaglia di destra o di sinistra: è una battaglia di civiltà contro un'élite fatta di mostri che si credono intoccabili.
Su questo siamo d'accordo. Bisogna vedere quanto il sistema deciderà di mettere da parte la verità per gli interessi di pochi. Purtroppo è sempre una questione di potere: chi più ne ha, più ha la meglio, anche se sono pochi, e gli altri sono tanti. Non mi andrebbe di finire nel tema religioso (non perché non mi piaccia, ma perché si rischia di perdere il senso per divergenze) ma c'è una frase famosa che può essere adattata a queste situazioni: certe persone non avrebbero nessun potere se non gli fosse dato. E chi dà questo potere? Le masse. Ma i cosidetti potenti, che si sentono intoccabili, dovrebbero aver paura dei popoli, perché gli può essere tolto proprio da questi ultimi. Chissà perché però i popoli si sentono impotenti dinanzi ai potenti, che se ci si pensa sono persone come le altre, che si ammalano, muoiono proprio come loro.

@Alberto Tosciri o scrivevo così o scrivevo "o che OO" :P 
Esistono molti mondi: reali, immaginari. Non importa la loro natura: da ognuno di essi si può apprendere qualcosa.
https://www.lestradedeimondi.com/

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