Cheguevara wrote: Parlando della nostra porzione di mondo, quella in cui abbiamo vissuto gli ultimi ottant'anni illudendoci che la democrazia fosse una cosa normale e consolidata, esente da rischi di sovvertimento. E invece, è tutto un fiorire di aspiranti autocrati che mirano a distruggere dall'interno gli apparati democratici e ci stanno in parte riuscendo
Io rimango ottimista. Non per questioni idealistiche (se era solo per gli ideali si poteva già chiudere baracca) ma perché nelle democrazie europee, oggettivamente, si sta meglio che nel resto del mondo. Gli esempi di autocrazia che abbiamo davanti sono per lo più di guerra e corruzione. Se qualcuno mi dice che i cittadini russi o iraniani stanno meglio, hanno più diritti e possibilità, gli potrei dire tranquillamente: ti mancano diversi neuroni, rifai la strada al contrario e guarda dove li hai persi.
Gente come Orban, la Le Pen o l'estrema destra tedesca (non so neanche i nomi, tanto contano poco) non andrà da nessuna parte. Alla gente comune interessano sul serio poche cose: il lavoro, il sostentamento, la casa, la salute, le prospettive per i figli. Tutto il resto è propaganda. Hitler ha vinto le elezioni non con le sue idee aberranti sugli ebrei, ma promettendo cose concrete, tipo cancellare sei milioni di disoccupati (cosa che ha fatto davvero, iniziando un'economia di guerra, che però poi necessitava una guerra vera per essere sostenibile). Noi al momento non siamo messi così male.
Cheguevara wrote: Mettere le argomentazioni dei loro sostenitori sullo stesso piano di quelle di chi intende proteggere un sistema basato sul riconoscimento del valore dei diritti umani è, a mio avviso, profondamente sbagliato: siamo sul fronte di una guerra epocale, e bisogna scegliere da quale parte stare e avere il coraggio di dichiararsi:
Questo è il paradosso di Popper: se si tollera l'intolleranza, prima o poi essa distruggerà la tolleranza stessa, portando alla fine della democrazia. Ma la tolleranza è la forza principale della democrazia, non la si può abbandonare, perché il rischio diventa quello di perdere credibilità. Trump si può permettere tutte le pagliacciate del mondo, noi europei no (perché non abbiamo il suo potere politico e militare).
Io ascolto e discuto anche idee molto diverse proprio perché so con precisione da che parte stare.
Il cerchiobottismo purtroppo è una forma distorta di diplomazia, come quando si chiede a un bambino : "vuoi più bene a mamma o papà?". "Vuoi essere invitato alle nostre cene e risparmiare qualcosa sui dazi, o stare simpatico alla UE?" È complicato