@Lelo eh sì, senza una progettazione accurata c'è sempre il rischio di annacquare la storia con scene inutili. Proprio oggi ho pubblicato un articolo al riguardo sul mio Substack.
Per quanto mi riguarda, la mia battuta tagliata a malincuore era presente nell'incipit del mio secondo romanzo. L'editore che ha scelto di pubblicarlo mi ha subito detto che l'avrebbe tolta perché secondo lui era "un suicidio editoriale". Era divertente, lo ha amesso anche lui, ma assolutamente non adatta a un pubblico di ragazzi. In pratica, la moglie comunica al marito che c'è un uccello sullo zerbino di casa. E lui chiede: "Quanto è grande?". E lei: "Sui trenta centimetri". Allora il marito dice: "Ah, quindi non può essere il mio".
In fase di editing la battuta è sparita, sostituita da una più adatta al pubblico di riferimento dell'opera.
Che poi, secondo me, i ragazzi non si sarebbero impressionati più di tanto. Ma secondo gli esperti del settore di libri per i più giovani, sono i genitori semmai che si sconvolgono quando leggono certe frasi sui libri dei figli.