Foto n.15 - Piccioni a Bolhão
Pesi d'aria
Se fosse pura
l’anima mia
si eleverebbe oltre
la testa compressa
e il fiato affannoso.
Invece a volare
sono solo
pensieri in rovina
che disgregano
il corpo stanco.
Sbattono pesi grigi
come schegge
che incidono, colpiscono
ogni mio tentativo
di emergere.
Salgo
per impervie strade
che si richiudono sotto i passi.
Mi nutro
di neri pentimenti,
del tempo lasciato a marcire
nella sopravvivenza.
Di me non resta
che un’ombra sfilacciata,
una figura dispersa
in un vuoto che pulsa
e mi riempie la bocca
di silenzio.
Re: [CP19] Pesi d'aria
2@Didalinda
Non ci conosciamo, ed eccoti le mie impressioni. Tra le poesie lette finora, questa mi sembra la più coerente e completa. Forse un po’ troppo classica nella descrizione di uno scoramento, ma del tutto convincente. Unisce fisico e mentale, alterna spirito e materia: L’anima potrebbe elevarsi, ma i pensieri aggrediscono il corpo… e si marcisce nella sopravvivenza.
Si legge e si ascolta nel medesimo tempo. Si riconosce un dolore solitario, ma di certo vissuto anche dal comune lettore.
Bella l’immagine del dolore che "pulsa", non un vuoto impalpabile, piuttosto un dolore insistente.

Non ci conosciamo, ed eccoti le mie impressioni. Tra le poesie lette finora, questa mi sembra la più coerente e completa. Forse un po’ troppo classica nella descrizione di uno scoramento, ma del tutto convincente. Unisce fisico e mentale, alterna spirito e materia: L’anima potrebbe elevarsi, ma i pensieri aggrediscono il corpo… e si marcisce nella sopravvivenza.
Si legge e si ascolta nel medesimo tempo. Si riconosce un dolore solitario, ma di certo vissuto anche dal comune lettore.
Bella l’immagine del dolore che "pulsa", non un vuoto impalpabile, piuttosto un dolore insistente.
Re: [CP19] Pesi d'aria
3Ciao @Adel J. Pellitteri,
piacere di conoscerti (si fa per dire
) e grazie davvero per il tempo dedicato alla lettura e al commento.
Hai colto aspetti a cui tenevo molto. Ho cercato di costruire una discesa verticale: dal bianco della purezza fino all’ombra finale, passando attraverso il nero.
piacere di conoscerti (si fa per dire
Hai colto aspetti a cui tenevo molto. Ho cercato di costruire una discesa verticale: dal bianco della purezza fino all’ombra finale, passando attraverso il nero.
Re: [CP19] Pesi d'aria
4Didalinda wrote: Wed May 06, 2026 3:44 pmInvece a volarePesi d'aria: hai assimilato la traccia dei piccioni a "pensieri in rovina" e "pesi grigi come schegge che sbattono e incidono",
sono solo
pensieri in rovina
che disgregano
il corpo stanco.
Sbattono pesi grigi
come schegge
che incidono, colpiscono
ogni mio tentativo
di emergere.
impedendo alla donna di emergere dalla sua condizione.
Un buon lavoro, @Didalinda - complimenti!
Re: [CP19] Pesi d'aria
5Ciao @Didalinda
Mi è piaciuta questa discesa agli inferi in contrasto con il desiderio di volare, niente male
Sono numerosi i passaggi interessanti: le strade che si richiudono sotto i passi e la bocca che si riempie di silenzio mi hanno colpito
Molto bella, complimenti
Mi è piaciuta questa discesa agli inferi in contrasto con il desiderio di volare, niente male
Sono numerosi i passaggi interessanti: le strade che si richiudono sotto i passi e la bocca che si riempie di silenzio mi hanno colpito
Molto bella, complimenti
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Re: [CP19] Pesi d'aria
7Ciao @Didalinda
Questo contest ci dava la possibilità di trovare l'ispirazione nella traccia di una foto. Certo, poteva anche essere slegata dal contesto, ma comunque attinente alla foto. in questa foto una donna elegante sale delle ampissime scale di un palazzo storico. Lei è vestita in maniera elegante: è giovane. Uno stuolo di piccioni l'attorniano alla stregua di un film di Hitchcock. Ma lei appare indifferente ai disturbatori: va per gli affari suoi. Tu l'hai vista in questo modo sconsolato..
la testa compressa
e il fiato affannoso.
pensieri in rovina
il corpo stanco.
Sbattono pesi grigi
per impervie strade
che si richiudono sotto i passi.
di neri pentimenti,
nella sopravvivenza.
che un’ombra sfilacciata,
una figura dispersa
in un vuoto che pulsa
di silenzio.
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Sinceramente, e a essere sincero, la vedo troppo pesante. Specialmente per il tema che affronti, quello sulla esistenza travagliata. La vedo troppo chiusa e non dare vie di fuga a tutti i sensi della vita a cui ci potremmo aggrappare, per non finire sul fondo del baratro. Una visione molto riduttiva della vita e delle sfaccettature dell'animo umano. Non dico che qualcosa di positivo ci doveva essere, ma almeno un serio punto di domanda sul perché di questa totale disastrosa visione della vita di chi si confessa.. Spero di essermi spiegato. ciao a presto
Questo contest ci dava la possibilità di trovare l'ispirazione nella traccia di una foto. Certo, poteva anche essere slegata dal contesto, ma comunque attinente alla foto. in questa foto una donna elegante sale delle ampissime scale di un palazzo storico. Lei è vestita in maniera elegante: è giovane. Uno stuolo di piccioni l'attorniano alla stregua di un film di Hitchcock. Ma lei appare indifferente ai disturbatori: va per gli affari suoi. Tu l'hai vista in questo modo sconsolato..
la testa compressa
e il fiato affannoso.
pensieri in rovina
il corpo stanco.
Sbattono pesi grigi
per impervie strade
che si richiudono sotto i passi.
di neri pentimenti,
nella sopravvivenza.
che un’ombra sfilacciata,
una figura dispersa
in un vuoto che pulsa
di silenzio.
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Sinceramente, e a essere sincero, la vedo troppo pesante. Specialmente per il tema che affronti, quello sulla esistenza travagliata. La vedo troppo chiusa e non dare vie di fuga a tutti i sensi della vita a cui ci potremmo aggrappare, per non finire sul fondo del baratro. Una visione molto riduttiva della vita e delle sfaccettature dell'animo umano. Non dico che qualcosa di positivo ci doveva essere, ma almeno un serio punto di domanda sul perché di questa totale disastrosa visione della vita di chi si confessa.. Spero di essermi spiegato. ciao a presto
Re: [CP19] Pesi d'aria
8bestseller2020 wrote: Sat May 09, 2026 5:11 pm Ciao @DidalindaCiao @bestseller2020 .
Questo contest ci dava la possibilità di trovare l'ispirazione nella traccia di una foto. Certo, poteva anche essere slegata dal contesto, ma comunque attinente alla foto. in questa foto una donna elegante sale delle ampissime scale di un palazzo storico. Lei è vestita in maniera elegante: è giovane. Uno stuolo di piccioni l'attorniano alla stregua di un film di Hitchcock. Ma lei appare indifferente ai disturbatori: va per gli affari suoi. Tu l'hai vista in questo modo sconsolato..
la testa compressa
e il fiato affannoso.
pensieri in rovina
il corpo stanco.
Sbattono pesi grigi
per impervie strade
che si richiudono sotto i passi.
di neri pentimenti,
nella sopravvivenza.
che un’ombra sfilacciata,
una figura dispersa
in un vuoto che pulsa
di silenzio.
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Sinceramente, e a essere sincero, la vedo troppo pesante. Specialmente per il tema che affronti, quello sulla esistenza travagliata. La vedo troppo chiusa e non dare vie di fuga a tutti i sensi della vita a cui ci potremmo aggrappare, per non finire sul fondo del baratro. Una visione molto riduttiva della vita e delle sfaccettature dell'animo umano. Non dico che qualcosa di positivo ci doveva essere, ma almeno un serio punto di domanda sul perché di questa totale disastrosa visione della vita di chi si confessa.. Spero di essermi spiegato. ciao a presto
Ti ringrazio per aver condiviso la tua lettura; è sempre interessante vedere come uno scatto possa suscitare reazioni opposte. Tuttavia, la mia non è una visione 'riduttiva', ma una scelta di ascolto profondo di ciò che l'immagine mi trasmette.
L'eleganza o la giovinezza che tu percepisci svaniscono, ai miei occhi, di fronte alla geometria della sofferenza che Henri Cartier-Bresson ha impresso in questa immagine. Io non vedo una passeggiata, ma un'ombra scura che sale con le spalle curve, schiacciata da una salita che sembra non finire mai: una rampa che non porta alla luce, ma solo a un'altra rampa altrettanto ripida e incerta.
Per me, quei piccioni non sono semplici disturbatori di sfondo, ma entità grigie e pesanti che si infrangono contro la figura e contro lo spettatore stesso, creando un senso di claustrofobia e urto che toglie il fiato.
L'arte non ha l'obbligo di consolare o di offrire sempre una via di fuga; a volte ha il compito più arduo di testimoniare il momento in cui ci si sente 'sfilacciati', dispersi in un vuoto che pulsa.
Il mio pessimismo non è una chiusura, ma il diritto di abitare quel silenzio e di dare voce a chi, in certi momenti della vita, non trova appigli. Credo che la forza di una foto come questa risieda proprio in questo: nel permetterci di vedere sia il movimento del volo, sia il peso dell'aria che ne deriva. La mia poesia ha scelto di raccontare quel peso.
Re: [CP19] Pesi d'aria
10@Didalinda ciao.
ciao e grazie per la tua osservazione 
Didalinda wrote: Sat May 09, 2026 5:46 pml mio pessimismo non è una chiusura, ma il diritto di abitare quel silenzio e di dare voce a chi, in certi momenti della vita, non trova appigli. Credo che la forza di una foto come questa risieda proprio in questo: nel permetterci di vedere sia il movimento del volo, sia il peso dell'aria che ne deriva. La mia poesia ha scelto di raccontare quel peso.Va bene per il peso che racconti, ma l'appiglio dove starebbe? Infatti, io intendevo dirti che non lascia appigli. Agli afflitti bisogna dare non solo ascolto, ma anche conforto.. Questa è solo la mia lettura, ed io sono un caso a parte..
Re: [CP19] Pesi d'aria
11bestseller2020 wrote: Sat May 09, 2026 7:36 pm @Didalinda ciao.Caro @bestseller2020,
Va bene per il peso che racconti, ma l'appiglio dove starebbe? Infatti, io intendevo dirti che non lascia appigli. Agli afflitti bisogna dare non solo ascolto, ma anche conforto.. Questa è solo la mia lettura, ed io sono un caso a parte..ciao e grazie per la tua osservazione
ti capisco: tutti abbiamo bisogno di appigli.
Però siamo nel campo della sensibilità, dove ciascuno ha le proprie ragioni, e lungi da me voler farti cambiare idea. Posso solo condividere il mio punto di vista, senza pretendere che sia “quello giusto”, perché forse in poesia e nella vita, non esiste una verità unica.
A volte credo che non abbiamo bisogno di qualcuno che risolva o consoli subito, ma di qualcuno che resti lì, sintonizzato con il nostro dolore. Qualcuno che dica: hai ragione a sentirti così. È giusto provare disperazione, rabbia, senso d’ingiustizia. Vivilo, tiralo fuori, attraversalo.
Dare dignità al dolore, guardarlo in faccia, accettare che certe ferite forse non guariranno mai del tutto. E poi, piano, si va avanti. Magari basta qualcosa di piccolo — una poesia (come quella di @Poeta Zaza Un salto di felicità), una frase, un gesto inatteso — e improvvisamente cambia l’aria.
Questa, almeno, è la lettura che ci ho trovato io ma, si sa, siamo, per fortuna, un giardino di fiori diversi.
