Leggo le vostre analisi tattiche sulla linea politica della Schlein e del PD.
dyskolos wrote: Per distinguersi è necessario che la Schlein si alzi in parlamento non solo per parlare male degli altri, ma anche per parlare di cose di sinistra una volta tanto, come il suicidio assistito, l'eutanasia, l'aborto, eccetera:
dyskolos wrote: Come si sostiene in un film di Nanni Moretti, "Onorevole, dica qualcosa di sinistra!"
leggo pure questo, che cito per non essere accusato, al solito (eh già) di mistificare le parole:
Cheguevara wrote: @dyskolos Sono d'accordo con te che il suicidio assistito e l'aborto siano diritti della persona da tutelare, ma non credo che, allo stato attuale delle cose, possano rappresentare una priorità di interesse nazionale su cui puntare in un programma elettorale che, per essere trascinante e dovendo compattare diversi indirizzi politici, deve concentrarsi su pochi punti importanti di interesse comune.
diritti da tutelare...
Da cristiano, mi chiedo se definire l'aborto, l'eutanasia o il suicidio assistito come "diritti da tutelare" non sia, in realtà, una forma di resa.
Queste misure, sottolineo aborto, eutanasia/suicidio assistito, vengono presentate come conquiste di "libertà", ma a ben vedere sono le soluzioni più comode ed economiche per uno Stato che non sa farsi carico della fragilità dei suoi cittadini. È molto più semplice e meno costoso per il SSN offrire una procedura letale piuttosto che investire in cure palliative capillari, assistenza domiciliare h24 e supporto psicologico. La vera sfida "scomoda" e solidale sarebbe garantire che nessuno arrivi a desiderare la morte perché si sente un peso o perché lasciato solo nel dolore.
Si parla poi di bisogni primari, che cito
Cheguevara wrote: Le cose di cui la maggioranza dell'elettorato sente il bisogno, che prima erano alla portata di tutti e ora vengono progressivamente a mancare sono, appunto, il potere d'acquisto, il lavoro con salari decenti, una sanità efficiente, una scuola effettivamente capace di formare i giovani, un vero aiuto alle famiglie che mettono al mondo figli. Altri punti, come suicidio assistito aborto e politica estera, e persino l'ecologia, anche se importanti possono risultare divisivi all'interno dell'eventuale futura coalizione, quindi andranno sicuramente affrontati in Parlamento, ma solo dopo aver vinto le elezioni.
Ma l'aborto non è forse anche l'esito, tra tanti, di una carenza, voluta, in questi settori per cui si fa finta di combattere, inutilmente, da decenni? Da parte di tutti: "
Lavoro con salari decenti, una sanità efficiente, una scuola effettivamente capace di formare i giovani, un vero aiuto alle famiglie che mettono al mondo figli".
Quindi è previsto che una donna possa mettere al mondo figli? Ma se una donna è indotta a rinunciare a un figlio per ragioni economiche, solitudine o traumi, quella non è libertà: è un fallimento totale del sistema sociale. Prima del '"diritto di interrompere", dovremmo batterci per il "diritto di accogliere", assicurandoci che ogni vita abbia le basi umane per sussistere.
La costruzione di queste basi non dovrebbe essere prerogativa unica della destra o della sinistra ma di politici umani e competenti, che tutelano l'essere umano, cosa che raramente si è vista.
Trovo onestamente un paradosso pazzesco che ci si scanni giustamente per accogliere ed evitare i naufragi di esseri umani che vengono da paesi esteri, mobilitando forze ingenti per salvarli in mare, e allo stesso tempo si consideri un progresso facilitare l'eliminazione di chi sta per nascere o di chi è al tramonto della vita nel proprio paese.
Che razza di società siamo diventati? Ci indigniamo anche per l'abbandono di un cucciolo di cane, ma lottiamo per dare '"crismi di scientificità" e di "libertà" alla soppressione di un essere umano fragile.
Io mi dissocio, non mi posso riconoscere in questa visione. Al di là di seguire la dottrina cristiana, mi dissocio da questa visione come essere umano.
La visione cristiana difende l'idea che la dignità umana sia intrinseca: non è trattabile né modificabile in nome di ideologie o convenienze del momento storico o politico. Se la vita diventa un bene '"di consumo" da scartare quando non è più efficiente, crolla il concetto stesso di solidarietà.
"Dire qualcosa di sinistra", oggi, non dovrebbe significare difendere i più fragili tra i fragili? Un programma davvero trascinante dovrebbe essere quello che non lascia indietro nessuno, nemmeno chi non ha voce per difendersi o chi, nel buio della malattia, ha smesso di vedere il proprio valore. La vera rivoluzione non è facilitare "l'uscita di scena", (...) ma costruire una comunità che sappia restare accanto al prossimo, costi quel che costi, fino all'ultimo.
Ma poiché questo è un concetto anche cristiano, non è mai stato preso seriamente in considerazione. Nemmeno da sedicenti cristiani.
Si salveranno solo coloro che resisteranno e disobbediranno a oltranza, il resto perirà.
(Apocalisse di S. Giovanni)