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Il Contest ha una durata di dieci giorni: sei giorni per pubblicare il vostro racconto (dalle 12:00 del 03 aprile alla mezzanotte del 08 aprile) e quattro giorni per esprimere le vostre preferenze (dalle 12:00 del 09 alla mezzanotte del 12 aprile).Il tema di questo contest sono i 10 comandamenti. Dentro ogni uovo potrete trovare un incipit, un colpo di scena o un epilogo ispirati al tema in questione.
Prima fase
- I racconti andranno pubblicati nel forum Contest di Pasqua 2024 entro le 23:59 dell'8 aprile.
- Si potrà partecipare sia con racconti fino a 8000 caratteri, sia con racconti lunghi (8001-16000 caratteri). Farà fede il Contatore ufficiale
- Il commento obbligatorio per partecipare dovrà seguire le regole dell'Officina (punto 5 della sezione "Testi e Commenti" del Regolamento generale) e potrà essere pubblicato da inizio a fine gara.
- Se si partecipa con un racconto lungo, il commento dovrà essere fatto su un testo della stessa categoria. Se si sceglie un'altra categoria (Racconti fino a 8000 caratteri o Poesie) i commenti dovranno essere due.
- Se il commento verrà pubblicato dopo il testo, andrà inserita una discussione in risposta alla precedente contenente il link al commento.
- Coloro che non pubblicheranno il commento entro il termine della gara verranno esclusi dal contest.
- Prima del testo andrà riportato, il numero dell'uovo scelto, se si tratta di un incipit, un colpo di scena o un epilogo, e il link al commento (se già effettuato).
- L'incipit, il colpo di scena e l'epilogo nel testo andranno evidenziati in grassetto.
- Nel topic ufficiale andrà riportato il numero dell'uovo scelto e il link al racconto
- Prima del titolo andrà riportata la tag [CDP2026].
- Entro le 12:00 del 09 aprile verranno comunicati i racconti ammessi alla gara, le eventuali penalità e il numero di voti a disposizione.
- La votazione avrà inizio alle ore 12:00 del 09 aprile e terminerà alle 24:00 del 12 aprile.
- I voti andranno espressi nella Stanza votazioni.
- Coloro che non esprimeranno le proprie preferenze entro il termine della gara verranno esclusi dal contest.
- I commenti agli altri testi in gara non sono obbligatori ma fortemente graditi.
- In questo contest verranno premiati il primo classificato con l'editing gratuito del proprio testo offerto da @Kikki @
- Il secondo e il terzo classificato riceveranno un bonus commento ciascuno da utilizzare per una pubblicazione successiva al contest.
- In caso di parità, sarà lo staff a decidere a chi attribuire il premio.
1.Incipit
L’auto procedeva lentamente sulla strada di montagna appena asfaltata. Il sole filtrava tra gli alberi con piccoli lampi di luce. Dopo una curva a gomito il panorama si aprì sulla valle.
Alfredo accostò, scese dalla macchina. Un enorme cartellone pubblicitario copriva una parte del paesaggio. Mostrava un volto barbuto e sorridente che si affacciava dalle nubi e una scritta: “Paradise Valley Luxury Resort. Dio è qui”. Alfredo corrugò la fronte; si era opposto a quel tipo di pubblicità nel consiglio di amministrazione. “Non nominare il nome di Dio invano”, aveva detto; ma alla fine avevano vinto loro.
2.Incipit
Lo scarabeo faceva rotolare la sua pallina di sterco sulla sabbia rovente del deserto. Shira, china sul piccolo insetto, era preoccupata perché in quel punto c’era un gran via vai di carri che avrebbero potuto schiacciarlo. Mosè aveva ordinato al popolo di abbandonare gli dei degli egizi. “Non avrai altro Dio al di fuori di me.” aveva detto il Signore. Ma lei aveva conservato il suo ciondolo a forma di scarabeo e lo stringeva a se tutte le notti, pregando che Dekel non entrasse mai più nella sua tenda.
3.Incipit
Non uccidere. Non uccidere. Non uccidere, continuava a ripetere ogni volta che la lama del coltello entrava nel corpo ormai senza vita. Era impossibile distogliere lo sguardo dalle proprie mani imbrattate di sangue. Quante volte lo aveva dovuto ripetere? Non uccidere. Ah, che liberazione!
4.Incipit
Il mercato è affollato come sempre all'ora di punta, ma Farhad era ancora abbastanza basso e il suo viso abbastanza infantile per passare inosservato. Utile a Dio era il significato del suo nome, ma lui aveva bisogno di essere utile alla sua famiglia e per questo avrebbe infranto una delle regole: non rubare.
5.Finale
"Io sono il signore tuo Dio, non avrai altro Dio fuori di me.
E dunque, dopo tanto cercare, forse l'aveva capito. Del resto, anche la sua etimologia lo diceva: Deus, in origine, più che un nome era un aggettivo qualificativo, una caratteristica, una proprietà. Le sue radici affondavano nel termine deiwos, luce, luminoso.
In un mondo che va al di là del materiale, o meglio nella forma più dettagliata della materia, tutto è luce ed energia, tutto è Uno e nulla c'è al di fuori, perché non esiste un dentro e un fuori.
6. Colpo di scena
Non desiderare la roba d'altri, recitava uno dei comandamenti, ma il proverbio diceva che l'occasione fa l'uomo ladro. Così Jack non ci pensò due volte e afferrò l'uovo di porcellana decorata, che tanto sarebbe piaciuto a Kate. Del tutto ignaro di ciò che si celava al suo interno.
7.Colpo di scena
Il killer lesse il biglietto delle istruzioni, trovato esattamente lì dove la voce gli aveva detto di cercare. Il messaggio diceva: Non uccidere.
Ma che diamine! Era impossibile portare a termine la missione. Ma se non lo avesse fatto, sarebbe diventato lui il bersaglio dell'Organizzazione, era accaduto ad altri. Come poteva uccidere senza uccidere? Forse avrebbe potuto causare un incidente mortale, in ogni caso sarebbe stato lui il responsabile del decesso, anche se indirettamente. Come sarebbe uscito fuori da quel dannato inghippo?
8.Incipit
Il negozio del centro commerciale era pieno di cartelli che suggerivano di fare attenzione, di non introdurre borse e buste nei camerini, che la videosorveglianza era sempre presente con telecamere attive in ogni direzione. Per non parlare dei dispositivi anti taccheggio applicati su ogni articolo.
In più c'erano quei dannati robot-vigilantes con il monitor al posto del torace, che recava la scritta lampeggiante Non rubare, ribadita anche, a volume assordante, da una gracchiante voce metallica.
Non rubare, non rubare, non rubare...
Ma come poteva? Era più forte di lei, la sua era una malattia alla quale non poteva opporsi.
9.Finale
Tirò un gran sospiro di sollievo e il senso di colpa oppressivo lasciò spazio a una risata, dirompente e liberatoria. Non aveva desiderato la donna d'altri!
10. Incipit
L’oratorio era il nostro luogo di ritrovo. C’era il ping pong, il calcio balilla e un grande prato dove tirar calci al pallone. L’unico obbligo con cui dovevamo ripagare l’ospitalità della chiesa era l’ora di catechismo con Don Gaetano. A ripensarci ora mi viene quasi da sorridere, ma a quel tempo avevo provato un vero terrore quando aveva descritto le punizioni per chi commetteva atti impuri. Guai a indugiare con certi toccamenti: si può diventare ciechi; a un ragazzo che lui conosceva era venuta addirittura una leucemia fulminante.
11. Incipit
“Venga dottore. Tocca a lei.” La voce dell’usciere mi scosse dai miei pensieri. Avevo atteso per più di un’ora nell’anticamera di fronte all’aula del tribunale. Avevo ripercorso mentalmente tutto ciò che era accaduto. Se avessi detto come realmente erano andate le cosa sarebbe stato un disastro. Avvicinandomi alla sedia dove avrei fatto la mia deposizione sentii le gambe reggermi a fatica.
“Si sieda e legga il foglio che ha davanti a lei” disse il giudice.
Con voce tremante lessi: “ Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.”
12. Colpo di scena
Francesca non riusciva a capacitarsi del modo in cui Sergio l'aveva lasciata, dopo tutto ciò che aveva fatto per lui. Si era adeguata ai suoi spazi e tempi, aveva accettato di venire al secondo posto rispetto alla sua famiglia d'origine, aveva imparato a moderare la propria gelosia e a non essere invadente ed "eccessiva" nelle reazioni, come lui la definiva.
E cosa aveva fatto quell'ingrato? L'aveva mollata per la prima ragazzetta slavata ora che lei era una donna matura, non più nel fiore degli anni.
Il suo errore più grande era stato mettere Sergio al primo posto, al centro della propria vita e delle sue scelte, fino a perdere il rispetto per se stessa.
Poi, dopo una lunga analisi di un anno, finalmente un giorno, all'improvviso, si sentì pronta a rimettersi in gioco e si disse: "Il prossimo lo amerò solo come amo me stessa.
13. Incipit
Onora il padre e la madre, ma soprattutto mi tocca onorare i debiti che mi hanno lasciato sulle spalle. Da bambino, se desideravo un giocattolo mi sentivo dire: “Certo, poi papà telo compra, ma adesso è tardi e dobbiamo andare.” Compiuti i diciott’anni mi misero davanti delle carte. Firma qua, mi dissero. Quella volta ricevetti per davvero la chitarra che avevo sempre sognato. Ero felice come una Pasqua e non sapevo in quale guaio mi stavo cacciando.
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Buona scrittura e serena Pasqua a tutti!
