Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5376
@Alberto Tosciri Se "tifo da stadio" significa aborrire comportamenti come quello di Israele nei confronti del popolo palestinese che, dopo averlo cacciato dalla sua terra, sta scientificamente massacrando, allora io sono senza dubbio un tifoso da stadio. Sul divieto a Pizzaballa di accedere al S. Sepolcro e sulle sue ragioni non mi sono soffermato granché, perché, secondo la mia opinione, significa dibattere su un argomento di relativa importanza, sviando così l'attenzione da ben altri drammi che affliggono quel territorio e il popolo che lo abita. Il pronto insorgere di un governo che fino a oggi non ha trovato la forza, o il coraggio, o la semplice voglia di condannare gli artefici del genocidio, è cosa ridicola: ci si incazza per l'impedimento di un rito religioso, e questo è tutto. La paventata eventualità che in Italia possa scoppiare una guerra civile causata dall'immigrazione e dalle conseguenti differenze di religione mi pare impossibile, più che improbabile: il nostro è un popolo in cui la stragrande maggioranza dei cattolici, a parte battersi il petto in chiesa (quei pochi che ci vanno), di applicare i dettami del cristianesimo se ne fotte allegramente, a partire dagli attuali governanti, compreso chi col rosario in mano vive in peccato mortale, accompagnandosi e facendo figli fuori dal matrimonio. Illudersi di fermare l'immigrazione sovvenzionando i criminali libici o aprendo costosi lager fuori dal territorio nazionale significa non aver capito che le migrazioni dei popoli esistono da quando esiste la specie umana su questo pianeta, e non possono essere impedite. L'unica alternativa è organizzarsi di conseguenza, e la ridicola legge Bossi-Fini, tutt'ora operante, lungi dal risolvere il problema, ne è una delle cause. Israele potrà non avere sempre torto, ma anche sì.
Mario Izzi
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5379
Chiedo scusa a tutti gli utenti di questa sezione, se interrompo le interessanti e propedeutiche discussioni sulla plitica nazionale e le varie crisi belliche mondiali, ma putroppo ho scoperto di aver scritto una immane cazzata nella mia recente puntata di "Atrax robustus" Pt. 17, nella sezione "racconti a puntate".

Oltre a scusarmi con gli sfortunati lettori che già l'avessero letta, chiederei gentilmente la rimozione della suddetta puntata, al fine di poter ripostare la stessa, mondata dall'imperdonabile errore.

Grazie ancora per la cortesia  (y)

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5380
@Cheguevara

Concordo con te su un punto: se mai ci sarà un conflitto interno, non sarà certo perché la maggioranza degli italiani arderà dal desiderio di difendere la Croce. 
Tu stesso lo dici
Cheguevara wrote: Sul divieto a Pizzaballa di accedere al S. Sepolcro e sulle sue ragioni non mi sono soffermato granché, perché, secondo la mia opinione, significa dibattere su un argomento di relativa importanza, sviando così l'attenzione da ben altri drammi che affliggono quel territorio e il popolo che lo abita.
Della religione cristiana, alla massa, frega ormai ben poco, siamo daccordo.
Il problema però è speculare. Se al post-cristiano italiano non importa nulla della propria fede, importa moltissimo ai musulmani che si stanno insediando. Una volta occupati i posti chiave nelle amministrazioni locali e nella gestione pubblica, la loro voce diventerà determinante, a tutto discapito delle nostre libertà laiche.
In quel momento cesserà l’apparenza di dialogo, quella che in certi contesti viene chiamata Takija, la dissimulazione strategica per apparire integrati, contemplata nel Corano, ed emergerà l’intransigenza. Non si cercherà il confronto, ma l’adeguamento ai loro precetti. L’italiano medio, che non ha capito perché doveva credere nel Dio cristiano, si troverà spiazzato di fronte a chi gli imporrà di non “bestemmiare” contro l’Islam con la propria stessa esistenza non sottomessa.
Nella migliore delle ipotesi ci si ritroverà cittadini di serie B, soggetti alla Gijzia moderna (la tassa di sottomissione): nella peggiore, la frizione sociale diventerà scontro aperto. E qui che vedo la guerra civile: non tra due fedi, ma tra chi vorrà imporre un dogma totale e chi, troppo tardi, si accorgerà di aver scambiato il “buonismo accogliente” con la propria liquidazione culturale.
Vedo alla tv giornaliste donne, protette da vigilantes e forze dell’ordine, mandate a fare inchieste davanti a moschee abusive. Perché già da ora le donne occidentali non sono ben viste e men che meno davanti alle moschee. Figuriamoci come sarà più avanti.
Io quando vedo queste inchieste cambio canale, mi fa male vedere questa incomprensione, da parte di tutti. Ma mentre capisco l’intransigenza musulmana, non mi capacito dell’ignoranza degli occidentali. Io stesso negli anni Novanta, quando mi dicevano che i nostri nipoti, in Italia, avrebbero dovuto imparare l’arabo, ridevo fra me e me. Poi, addentrandomi in tante cose, smisi di ridere e mi informai a fondo.
Non sto ad annoiare oltre.
Si salveranno solo coloro che resisteranno e disobbediranno a oltranza, il resto perirà.
(Apocalisse di S. Giovanni)

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5381
@Alberto Tosciri Tutto si riduce quindi, a conflitti di religione. Dopo le crociate al grido di "Dio lo vuole", arriverà l'invasione all'insegna di "Allah, u' akbar. Houellebecq ha fatto scuola, per chi gli crede. A me pare un'enorme cavolata, buona per i leghisti: sostituzione etnica e religiosa. A ciascuno la sua opinione. Unicuique suum.
 
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5382
Caro @Cheguevara,  ho capito che citi Houellebecq per darmi del visionario o per etichettarmi con un genere letterario, ma la differenza è sostanziale: lui scrive romanzi per scandalizzare i salotti parigini, io parlo di dinamiche che ho osservato sul campo, studiando la lingua araba e cominciando a vivere il cambiamento in alcuni quartieri di città italiane sin dagli anni Novanta.
Mi ricordi chi, anni fa, liquidava le analisi di Oriana Fallaci come “paranoie” o “estremismo”. Le davano della visionaria, ma le sue parole sulla fragilità dell'Europa e sulla natura dell'Islam radicale non erano trame di un libro, erano reportage di chi aveva visto troppo per poter continuare a tacere o a essere politicamente corretta.
Se per te l'intransigenza religiosa è una “cavolata” o solo propaganda, spero sinceramente di avere torto marcio. Ma la mia sicurezza non viene dai manifesti elettorali, viene dal confronto quotidiano con chi, a differenza di noi, non ha alcuna intenzione di essere “organizzato” secondo le nostre leggi laiche.
Vedi, quando si smette di guardare la realtà per rifugiarsi nel “non succede perché non voglio che succeda”, si perde la capacità di analisi. Io ho smesso di ridere di queste cose trent'anni fa; ora le osservo nella loro evoluzione. Se la realtà è diventata così scomoda da dover essere scartata come “finzione” o “visione”, allora il problema non è la mia analisi, ma il vostro rifiuto  (dico vostro perché vedo che tutti la pensate così e va benissimo) di vedere l'abisso che si sta aprendo sotto i piedi di un Occidente che ha dimenticato chi è.
Unicuique suum, certo. Il tempo, come sempre, sarà l'unico giudice imparziale.
Si salveranno solo coloro che resisteranno e disobbediranno a oltranza, il resto perirà.
(Apocalisse di S. Giovanni)

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5383
Alberto Tosciri wrote: Le colpe non sono mai da una parte sola, e ridurre un conflitto millenario a una dinamica "perseguitati che diventano persecutori" è una semplificazione che non aiuta a trovare una via d'uscita, ma alimenta solo il tifo da stadio.
Se la cosa fosse limitata solo a problemi millenari, potrebbe essere come dici tu, ma Israele sta colpendo chiunque pensi possa ostacolarlo, vedere il colpire e uccidere caschi blu, che non sono nelle aree di guerra per combattere, ma per cercare quanto meno di ridurre il conflitto (che ci riescano è un altro affare). 
Esistono molti mondi: reali, immaginari. Non importa la loro natura: da ognuno di essi si può apprendere qualcosa.
https://www.lestradedeimondi.com/

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5386
Cheguevara wrote: Houellebecq ha fatto scuola, per chi gli crede. A me pare un'enorme cavolata, buona per i leghisti: sostituzione etnica e religiosa
Che i leghisti dicano e facciano cavolate non è un mistero. Quelli sono capaci di tutto, persino di promuovere genocidi e poi uno di loro diventa ministro dell'interno, ma lasciamo perdere. Lasciamo perdere il Dio Po e poi un loro esponente di primo piano, con assoluta disinvoltura, dopo aver preso ampolle di acqua sacra dal Po, mostra rosari in pubblico allo scopo di prendere voti. Ma lasciamo perdere, dicevo: ormai l'incoerenza è un vanto; e l'unico neurone che mi è rimasto, dopo aver cercato invano di capire i fascioleghisti, non basta per dotti ragionamenti, ma va bene per citare il conte Kalergi e la teoria del complotto relativa al suo fantomatico piano Kalergi.
Ma lasciamo perdere, dicevo…
Il Sommo Misantropo

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5388
@M.T.   @NanoVetricida
vedo che portate nuovi fatti di cronaca per spostare il giudizio sul piano etico.

@M.T. 
 il coinvolgimento dei Caschi Blu è un dramma che dimostra quanto la situazione sia fuori controllo. Ma la domanda resta: in un territorio dove Hezbollah si nasconde letteralmente dietro le postazioni ONU e spara verso gli israeliani, chi garantisce la sicurezza di chi? È la tragedia della guerra: quando il fronte non esiste più, chiunque si trovi in mezzo rischia. Non è una giustificazione, è la constatazione che la “diplomazia dei caschi blu” è fallita da decenni nel disarmare le milizie, lasciando il posto solo alle armi. Purtroppo.

@NanoVetricida
 il link sulla pena di morte ai terroristi conferma quello che dicevo. Israele ha smesso di agire come una democrazia europea in tempo di pace perché non vive in un contesto europeo e non è in tempo di pace. Si sta trasformando in uno Stato di guerra totale. Possiamo inorridire dai nostri divani, ma questo non cambia la realtà: loro percepiscono una minaccia esistenziale che noi, qui, non riusciamo nemmeno a immaginare.
Il punto che cercavo di sottoporre a @Cheguevara  penso sia valido: noi giudichiamo con i parametri di un mondo (l'Occidente garantista e tollerante) che sta scomparendo, mentre attorno a noi , e ormai anche dentro casa nostra, si muovono forze che usano parametri opposti.
Potete portare mille esempi di durezza israeliana, che è innegabile, ma questo non risponde alla mia domanda: cosa faremo noi quando la stessa intransigenza, che oggi vediamo "lontana", ci chiederà il conto qui in Italia? Continueremo a linkare articoli dell'ANSA, scendere in piazza o inizieremo a capire che il mondo è cambiato?

@dyskolos
ok, il folklore sui rosari e sulle ampolle del Po non mi entusiasma di certo anzi, mi ha sempre infastidito vedere un simbolo religioso usato per scopi politici.  Dovresti saperlo. Ma non è utile cercare di abbattere delle chimere per non affrontare la realtà dei fatti.
Liquidare l'analisi dei flussi migratori e dell'intransigenza religiosa come “Piano Kalergi” è un modo per buttare la palla fuori campo e annullare il gioco (si dice così nel calcio? Non ci ho mai capito). I complotti servono a chi vuole semplificare la realtà. 
Non perdiamo tempo con teorie di complotti, guardiamo ai processi storici e demografici, presi da più fonti. Non c'è bisogno di un fantomatico piano per osservare che l'Europa ha una crescita demografica zero (o negativa) e che l'Islam è una religione/sistema politico in forte espansione e con un'identità granitica.
Le classi dirigenti europee hanno scelto l'immigrazione di massa come soluzione economica a breve termine, ignorando le conseguenze sociali a lungo termine: questa non la definirei teoria del complotto, forse matematica sociale. Tu sei sicuramente molto più ferrato di me in questo. Se sostituisci una popolazione che non crede più a nulla (l'Occidente post-cristiano) con una che crede fermamente in un dogma totale, non ottieni nessuna integrazione, ottieni una sostituzione di valori.
Si può continuare a ridere dei leghisti, ma intanto i quartieri cambiano, le scuole cambiano e le libertà laiche che tanto difendiamo a parole vengono erose nei fatti. Possiamo chiamarlo complotto Kalergi, destino o progresso: il risultato è lo stesso.
Questo per come la vedo io, naturalmente.
Si salveranno solo coloro che resisteranno e disobbediranno a oltranza, il resto perirà.
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5390
@Alberto Tosciri Ammettiamo per un attimo che le cose stiano come tu dici: la soluzione? Il meloniano blocco navale? I muri alle frontiere? Più lager, se quelli già esistenti in Italia e all'estero non bastano? Fermare chi scappa dalla guerra e dalla fame non è difficile, è impossibile, oltre che eticamente condannabile. Il 99,9% degli immigrati non arriva da noi con l'obiettivo di sostituire etnicamente i nostri popoli e la nostra religione: molto più semplicemente, per cercare di sopravvivere. I famosi valori occidentali non sono loro che li stanno distruggendo, ma la gentaglia come Trump, Orban,  Putin e le varie ultradestre sparse in giro col sostegno di grandi capitali. I suprematisti bianchi, che dall'America hanno traboccato in giro rispolverando gli slogan e le svastiche del III Reich. Sono questi i valori occidentali da difendere? E con gli immigrati irregolari che facciamo? Visto che a riportarli nei paesi d'origine non ci riesce nessuno, e che nelle galere e nei lager di accoglienza non c'è più posto, li fuciliamo?  Non mi pare che la Fallaci (la seconda, perché la prima era tutt'altra scrittrice) abbia indicato quale via percorrere, come non la indichi tu, come non la indicano i fascioleghisti (se non il ridicolo "aiutiamoli a casa loro", sfociato negli accordi con i massacratori libici e tunisini). Integrazione è l'unica via e per attuarla bisogna fidarsi e semplificare le procedure per l'acquisizione della cittadinanza. Gli integralisti radicalizzati non sono la regola, ma un'esigua minoranza, come lo sono anche le varie cellule nazifasciste presenti in tutto l'Occidente. Una democrazia che funziona dovrebbe avere al proprio interno gli anticorpi per neutralizzare certe derive: il vero problema sono proprio le derive autocratiche: quella trumpiana, quella israeliana, quella orbaniana e, perché no, quella melon-salviniana che oggi schiuma rabbia per non essere riuscita a liberarsi della magistratura. Il grande Albanese, con visione premonitrice, non inventò solo Cetto Laqualunque (pittoresca sagoma di politico addirittura superata dalla successiva realtà), ma anche il Ministro della Paura. E' su questa paura che oggi le superdestre fanno leva per tentare di scardinare le democrazie. Sta a noi resistere, ognuno a suo modo: i giovani anche con le manifestazioni di piazza, i vegliardi come me, con il voto. Unicuique suum, di nuovo.
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5391
Cheguevara wrote: le varie ultradestre sparse in giro col sostegno di grandi capitali. I suprematisti bianchi, che dall'America hanno traboccato in giro rispolverando gli slogan e le svastiche del III Reich.
La cosa apparentemente più assurda è che proprio costoro, che negli anni hanno denigrato e avversato gli ebrei, li hanno considerati una razza inferiore, una potenza economica manipolativa, hanno danneggiato le sinagoghe, negato la Shoah, sminuito il giorno della memoria, insultato i sopravvissuti allo sterminio, usato le figure simboliche dell'olocausto per i loro cori da stadio... oggi appoggiano Israele come se nulla fosse. Come se fino al giorno prima non avessero detto e fatto nulla.
Improvvisamente si sono resi conto di cosa? 

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5392
Sommessamente vorrei far notare che la palla fuori campo ci sia finita già da un pezzo, per utilizzare un'immagine suggerita da Alberto. La narrazione dominante in una certa parte dell'opinione pubblica italiana è quella che vede l'immigrazione come feticcio della sinistra che è anti italiana e vuole riempire la nazione di stranieri. Poi, analizzando un attimo le cose, scopri che la firma sul trattato di Dublino II che stabilisce l'obbligo di fare richiesta di asilo nel primo paese di arrivo è quella di Fini, governo AN-Lega; che la legge attualmente in vigore si chiama Bossi-Fini, governo AN-Lega, integrata e rafforzata dai decreti che portano la firma di Salvini e Conte; che gli immigrati servono come forza lavoro a basso costo e dunque troviamo il governo dei patrioti (sic) che apre al decreto flussi più ampio degli ultimi anni prevedendone 452mila nel triennio 2023-2025 (presumibilmente in sostituzione di 452mila lavoratori italiani, se vogliamo utilizzare una terminologia di moda da quella parte politica) e ben 500mila nel triennio 2026-2028 (sempre in sostituzione di 500mla italiani). Va da sé che un milione di immigrati dovrà ringraziare la Meloni per aver potuto "invadere" l'Italia. Dunque, calcolando che dal 1994 ad oggi la il centrodestra ha espresso 5 governi (4 Berlusconi e 1 Meloni), ha governato in parte nel Conte I ed è stata maggioranza in 2 governi tecnici e, a quanto pare, ad immigrazione stiamo messi sempre peggio, possiamo trarre l'unica conclusione possibile: l'immigrazione, come la mafia, è funzionale alla narrazione politica. C'è bisogno di una mafia per far finta di combatterla e poi contrattare i voti con i mafiosi; c'è bisogno dell'immigrazione per far finta di combatterla e poi far entrare più manodopera a basso costo per gli imprenditori che fanno girare finanziamenti e voti. 
"Scrivo per autodifesa"

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5393
Luquandus wrote: integrata e rafforzata dai decreti che portano la firma di Salvini
Lo stesso Salvini che, qualche giorno fa, ha reso pubblico un accordo con la comunità rumena in Italia, per riconoscerla e per riconoscerne la lingua come minoranza linguistica da tutelare.
Giusto per aggiungere paradossi a paradossi...
Salvini ha dichiarato:

“La comunità romena è oggi la prima comunità straniera in Italia ed è un esempio concreto di integrazione positiva, fatta di lavoro, famiglia, impresa e partecipazione alla vita sociale del nostro Paese. "

Tutto molto bello e molto palese. Ma è palese anche quanto Salvini stia cercando di raccattare voti da chi prima svalutava e denigrava. 
Come ha sempre fatto, del resto.

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5394
ElleryQ wrote: La cosa apparentemente più assurda è che proprio costoro, che negli anni hanno denigrato e avversato gli ebrei, li hanno considerati una razza inferiore, una potenza economica manipolativa, hanno danneggiato le sinagoghe, negato la Shoah, sminuito il giorno della memoria, insultato i sopravvissuti allo sterminio, usato le figure simboliche dell'olocausto per i loro cori da stadio... oggi appoggiano Israele come se nulla fosse. Come se fino al giorno prima non avessero detto e fatto nulla.
Improvvisamente si sono resi conto di cosa? 
C'è una spiegazione: l'odierna Israele sembra aver sposato, nei confronti dei palestinesi, la stessa filosofia che i nazisti avevano applicato nei loro confronti: spoliazione dei beni ed eliminazione fisica. Fra criminali ci si intende e a volte ci si aiuta.
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5396
Alberto Tosciri wrote: Liquidare l'analisi dei flussi migratori e dell'intransigenza religiosa come “Piano Kalergi” è un modo per buttare la palla fuori campo e annullare il gioco (si dice così nel calcio? Non ci ho mai capito). I complotti servono a chi vuole semplificare la realtà. 
Siamo d'accordo con questo. È che il piano Kalergi viene spesso tirato in ballo da gente che si identifica nella tua parte politica. Per me non c'è nessun complotto. Lui ha scritto Paneuropa. Un grande progetto per l'Europa unita e questo basta al mio unico neurone, il solo neurone superstite che mi è rimasto dopo aver cercato invano di capire i fascioleghisti :-D
Alberto Tosciri wrote: Si può continuare a ridere dei leghisti, ma intanto i quartieri cambiano, le scuole cambiano e le libertà laiche che tanto difendiamo a parole vengono erose nei fatti. Possiamo chiamarlo complotto Kalergi, destino o progresso: il risultato è lo stesso.
Tutto cambia, vero, ma i fascioleghisti no. La Lega rimane un partito antimeridionalistico e anti-intellettualistico.
Comunque dipingi un'Europa debole, che sarà conquistata da gruppi religiosi, anche ampi. Perdonami, ma il mio unico neurone superstite si vorrebbe sottrarre a questa retorica dell'Europa debole. No! L'Europa è forte! Io tifo per lei! Sono Europeo e difendo l'Europa!
Nel 2009 partecipai al meeting di CL a Rimini. Facevo il barista. Lì conobbi molti ultracattolici. Venivano a prendersi il caffè, tutti con le barbe lunghe e tutti col grido "Dio è grande!" spesso tra le labbra. Per me non c'era differenza con gli ultraislamici. Per come la vedo io, i musulmani sono come noi con cinquanta o sessanta anni di ritardo. Io gli do tempo. Un proverbio dice "Disse il topo alla noce 'Vedi che ti buco!'". Conosco la versione siciliana, ma quella mi pare una buona traduzione dal siciliano all'italiano.
Io sogno un mondo senza confini. In esso la migrazione, che tanto ci disturba, sarebbe un semplice trasferimento, bilaterale, da un luogo del pianeta a un altro di esseri umani come noi, un po' come fanno tanti giovani sardi che vanno a fare l'università a Torino. "Bilaterale" significa che tu puoi andare là e gli immigrati (non più immigrati) possono venire qua. E se in quelle terre lontane ci andassero gli ultracattolici che dicevo prima? Se fossimo noi a spostarci nei paesi islamici? Se la "matematica sociale" (che citi) fosse a nostro favore? Siamo forti! Mica così deboli come ci dipingono. Il tutto andrebbe fatto rispettando la tradizione di tutti. Vogliamo partire dallo stato unico europeo come tappa intermedia? Va bene. In questo caso gli immigrati andrebbero in Europa, non in Italia o in Francia o in Germania o… Eccetera.
Ti propongo un giochino :-) Siccome non riesco a prevedere il futuro e vedo che tu lo sai fare, tra 350 anni ci incontriamo nell'Aldilà (se esiste) e, dopo un caffettino con San Pietro, butteremo un'occhiatina al mondo terreno e vedremo come sarà effettivamente. Se non ci saremo estinti nel frattempo, sarà una cosetta molto interessante :-)
Il Sommo Misantropo

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5397
M.T. wrote: Di niente: è un modo per cercare di lavarsi la coscienza.
Sono più dell'idea di @Cheguevara

Cheguevara wrote: l'odierna Israele sembra aver sposato, nei confronti dei palestinesi, la stessa filosofia che i nazisti avevano applicato nei loro confronti: spoliazione dei beni ed eliminazione fisica
Perciò nel post scrivevo "apparentemente".
Questo rispolverare la filosofia nazista è una tendenza mondiale. Non a caso, tutti coloro che lo hanno fatto si sono alleati in un modo che pare improvviso, ma che è frutto di accordi privati e "sotterranei" di almeno un decennio (se non oltre).

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5398
ElleryQ wrote: è frutto di accordi privati e "sotterranei" di almeno un decennio (se non oltre).
Credo oltre. La P(ropaganda)2 ce la siamo dimenticata? Il piduista cavaliere del bunga-bunga ha iniziato ad attuare il piano, e i suoi successori fascioleghisti stanno cercando di realizzarlo. Se vediamo il tutto nel quadro più ampio della destra europea e americana, intravediamo l'internazionale nazifascista che ha soppiantato da un trentennio quella comunista. Con la differenza che i comunisti, in Europa, non hanno mai governato. Nazisti e fascisti sì.
Mario Izzi
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5399
Vedo che la discussione si è allargata molto. Cerco di rispondere ai punti salienti.

@Cheguevara  
Mi chiedi la “soluzione” e citi blocchi o muri. La soluzione non è uno schiocco di dita. Vedi, il problema non è solo come gestire chi arriva, ma cosa offriamo noi come società. Se la nostra unica risposta è l’integrazione “a prescindere”, senza una base valoriale forte in cui integrare, non avremo una convivenza, ma una giustapposizione di ghetti. Paragonare l’attuale Israele al nazismo è un’iperbole retorica che chiude ogni dialogo: se tutto è nazismo, nulla lo è più. La Fallaci non dava “ricette” legislative perché faceva la diagnosi, non la terapia. E la diagnosi era: una società che ha vergogna di se stessa non può integrare nessuno.

@Luquandus   @ElleryQ 
Avete ragione sui paradossi della politica italiana. Le contraddizioni dei governi di ogni colore (destra inclusa) sui decreti flussi e sugli accordi elettorali sono palesi. Ma questo mi sembra che confermi esattamente il mio punto: la classe politica, di ogni schieramento, naviga a vista per interessi economici o elettorali immediati, ignorando il processo storico di lungo periodo. Il fatto che la “destra” faccia entrare centinaia di migliaia di persone per far girare l'economia non smentisce la mia preoccupazione, la aggrava: è la prova che il sistema ha rinunciato a governare l'identità in nome del profitto. E governare la propria identità, nel senso di valorizzarla e diffonderla — perché no, abbiamo avuto un Rinascimento, perché non farlo conoscere? — non mi pare una cosa tanto brutta.

@dyskolos Il tuo sogno di un mondo senza confini è affascinante, ma è, appunto, un sogno. Anche perché mi torna in mente Imagine dei Beatles, che non è proprio il mio ideale di mondo a leggere quelle parole, al di là della bellezza della canzone.
 Il “topo e la noce” è un proverbio calzante, ma attenzione: la noce è l'Occidente laico e il topo è un'idea di mondo che non è disposto ad accettare il tuo relativismo. Tu dici che i musulmani sono come noi con 60 anni di ritardo; io temo che siamo noi a essere in ritardo nel capire che la loro non è una “fase”, ma una visione del mondo alternativa e fieramente non laica. I cristiani dei primi tempi non erano una “fase”, ma erano destinati a cambiare la civiltà occidentale dell’epoca. 
Confondere i movimenti laici come quelli di Rimini con l'integralismo radicale penso sia un errore di prospettiva: i primi almeno si muovono dentro le leggi dello Stato, i secondi mirano a sostituirle.
Infine, il “giochino” dei 350 anni: accetto la sfida, sperando di offrirti io quel caffè. Mi piace anche questa sottile ironia sulla mia capacità di “prevedere il futuro” che mi fa tanto sentire fattucchiera di Paperopoli. Penso che non immagini nemmeno lontanamente a quali affascinanti Sephiroth della Kabala prediluviana ti sei inconsciamente avvicinato con questo pensiero…
Se l'Europa è forte come dici, deve dimostrarlo non rinunciando ai propri confini (assolutamente mentali prima che fisici), ma ritrovando una ragione per esistere che vada oltre il consumo e il mercato. 
A mio parere, buona parte degli attuali occidentali, a tutti i livelli, non ne ha la minima cognizione.
Si salveranno solo coloro che resisteranno e disobbediranno a oltranza, il resto perirà.
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5400
Alberto Tosciri wrote: Se l'Europa è forte come dici, deve dimostrarlo non rinunciando ai propri confini (assolutamente mentali prima che fisici), ma ritrovando una ragione per esistere che vada oltre il consumo e il mercato. 
A mio parere, buona parte degli attuali occidentali, a tutti i livelli, non ne ha la minima cognizione.
Anche su questo siamo perfettamente d'accordo. Oggi è come dici e per questo ti chiedevo di pazientare 350 anni.
Ribadisco che l'Europa (lo stato europeo, che forse forse forse forse avremo un giorno, ma non credo) ha fior fiori di ingegneri, medici, giuristi, militari, artisti, cuochi, industria manufatturiera, eccetera (ci metto anche il glorioso popolo sardo), ed allora il mio ultimo neurone superstite si rifiuta di aderire alla retorica dell'Europa debole. Urla spesso "Dysk, ma di quale Europa parlano? Se tutti vogliono venire da noi, un motivo ci sarà o no?" Io non gli so rispondere. Abbiamo il miglior tenore di vita del mondo. Da noi conta la Dichiarazione universale dei diritti umani. Da noi vige il diritto internazionale. Eccetera. Troppo poco? Allora impegniamoci per migliorare il buono che già c'è. Cooperiamo invece di litigare! Ma noi preferiamo lanciare missili. La cooperazione internazionale ci reclama. Lottiamo perché in tutto il mondo si applichi un diritto umano.
La visione del mondo musulmana, di cui parli, varia diatopicamente e diacronicamente, come sai (anche in modo diastratico, difasico, diamesico… ma non complichiamo le cose). A proposito di variazioni diatopiche, sai (per formazione personale interessantissima) che in certi paesi islamici è persino vietata la musica, però nel 1980 il Marocco (paese e regno islamico) si presentò all'Eurovision Song Contest con una donna giovane, Samira Bensaid, con la canzone in arabo Bitakat Hob. Metto giù il link per far capire meglio. Il video è storico perché è la prima e ultima volta che un paese africano ha partecipato all'ESC e la primi e ultima volta che si è sentito l'arabo sul palco dell'ESC. Di quale islam parliamo? Del Marocco o dell'Arabia Saudita o dell'Afganistan? Di quale interpretazione del Corano parliamo? A proposito di variazioni diacroniche, la mentalità degli Ateniesi odierni è la stessa degli Ateniese di 2500 anni fa? No, no e no!
La visione del mondo! Anche io e il mio vicino di casa abbiamo due visioni diverse. Ognuno ha la sua.
Perché mai noi europei dovremmo islamizzarci e non gli islamici cristianizzarsi? Mica la nostra cultura è così debole!



Mi ha sbalestrato il fatto che in un post più su dici che tutto cambia, però qua la visione del mondo non cambia. E vabbuo'.
Un signore di 93 anni (di cui so nome e cognome, ma non li dico per non renderlo riconoscibile) su FB mi ha spiegato la mentalità di destra. Lui si definisce "di destra", mica è un pericoloso bolscevico. Preferisco stendere un velo pietosissimo sulla vicenda. Spero che si sia sbagliato, altrimenti c'è davvero da preoccuparsi.
Il Sommo Misantropo

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