Re: [LAB19] Inventario delle cose da dividerci

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Autocommento:

Questo racconto in sé parte da un finale, la separazione dei protagonisti. Nello scrivere è diventata un'esplorazione di questo finale attraverso gli oggetti su cui si soffermano: ognuno di questi ha avuto un ruolo nella loro relazione, ma adesso deve trovare un'altra collocazione (diventare solo di uno, dell'altro, o di qualcun altro) -- quindi, in un certo senso, il racconto è la storia della fine di una coppia ma anche di quello che gli è appartenuto e che li ha definiti. 
Il finale del racconto, infine, è un po' shock value (ogni tanto ci vuole :sorrisoidiota: ) e un po' una riflessione (forse troppo cinica) sul fatto che i figli coinvolti in una separazione possono essere "oggettificati", quindi considerati al pari di qualcosa che si può possedere o trasferire.  

Re: [LAB19] Inventario delle cose da dividerci

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Bellasbatti
Se parliamo di finali, hai ben finalizzato 
Se parliamo di storie, il racconto parla di una fine
È un buon lavoro, il finale è molto tecnico, ma comunque di impatto, mi piace 
Mi è piaciuto il senso di resa di una vecchia coppia che sa già in anticipo l'altro dove vuole a parare, quel senso di disillusione di quando si arriva al capolinea, molto profondo... Leggendo i tuoi racconti quasi mi sembra di cogliere dei lati del tuo carattere, ma forse mi sto prendendo troppa confidenza 
Così come mi prenderò confidenza dicendoti che forse (dovrei leggerlo di nuovo) è un po' complicato distinguere le due voci, ma noto anche che con te mi viene sempre voglia di farti le pulci e di questo ti chiedo venia perché pare che voglia romperti deliberatamente le palle, quando invece apprezzo sinceramente la tua scrittura... 
Nel complesso, mi verrebbe da dire che anche tu hai già il mio voto, anche se è il primo giorno e già ci sono tanti racconti e bellissimi... Qui arriviamo a quota venti me lo sento. E il livello, a mio modesto parere, sembra crescere sempre... 
Bella paisà portiamo in alto la bandiera, quasi tvb 
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Re: [LAB19] Inventario delle cose da dividerci

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Bella Nano! Credo che tutti noi mettiamo un po' di noi stessi mentre scriviamo quindi non ho pensato tu ti sia preso confidenza e anzi ti ringrazio perché cerco sempre di rendere quello che scrivo più umano e reale possibile.
Per quanto riguarda questo:
NanoVetricida wrote: Così come mi prenderò confidenza dicendoti che forse (dovrei leggerlo di nuovo) è un po' complicato distinguere le due voci, ma noto anche che con te mi viene sempre voglia di farti le pulci e di questo ti chiedo venia perché pare che voglia romperti deliberatamente le palle, quando invece apprezzo sinceramente la tua scrittura... 
Non penso tu mi voglia fare le pulci! Anzi sono contenta di ricevere questo tipo di commenti perché mi interrogo sulle scelte che ho fatto. Un po' questa cosa era voluta. Ho anche evitato qualsiasi riferimento al genere dei due protagonisti e questo complica le cose, ma mi sono sentita di rendere tutto il più neutro possibile perché chiunque potrebbe capitare in questa situazione. Inoltre spesso quando stai insieme da tanto tempo finisci per parlare come l'altra persona, assumi i suoi modi di dire e atteggiamenti e viceversa. Ma devo capire quanto vale presentare il racconto così se corro il rischio di confondere il lettore, che magari passa il tempo a chiedersi chi ha detto questo o quello. Grazie degli spunti! Tvb. :)

Re: [LAB19] Inventario delle cose da dividerci

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Ciao @sbatti ci hai servito una storia con un grande finale che racconta di un finale. Se posso essere sincero non è che sia proprio un fan dei racconti basati solo sui dialoghi, ma devo dire che l'hai saputo scrivere e metterci quella giusta dose di tutta la gamma di emozioni che possono provare due persone che dopo anni si separano. Anche il tentativo in camera caritatis di uno dei due (tocca capire quale, però) di insinuare il bagno col vino è molto ben descritto. Il gioco sulle due identità, che tocca al lettore affibbiare sua sponte, rende questo racconto avvincente e stimolante da leggere. 
La chiosa finale sul bambino e il giudice è davvero un colpo da maestro.
Nel complesso un ottimo lavoro.

A rileggerci
L.
"Scrivo per autodifesa"

Re: [LAB19] Inventario delle cose da dividerci

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Ciao @sbatti
racconto godibile e leggero che nasconde diversi piani di lettura, tutti raffinati. Mi piace molto il gioco della sottrazione e la scelta di costruire tutto sui dialoghi.
Mi convince anche la totale mancanza di appigli per il lettore: non sappiamo che coppia siano, di che sesso, se il bambino sia biologico o adottato. Questo disorientamento funziona e, personalmente, lo trovo stimolante.
Bella anche la ricostruzione della storia attraverso gli oggetti, che raccontano una relazione meglio di qualsiasi spiegazione diretta. L’idea di far coincidere il finale con l’ultimo oggetto in elenco è particolarmente riuscita e chiude il cerchio con intelligenza.
Forse, proprio perché il meccanismo dialogico è molto coerente e riconoscibile, in alcuni punti ho sentito il desiderio di uno scarto ulteriore di ritmo o di tono, più che di informazioni. Ma è una sensazione marginale in un impianto che regge molto bene.

Re: [LAB19] Inventario delle cose da dividerci

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@sbatti   :)

Sempre brava come tuo solito! 
Nel caso, hai saputo costruire solo coi dialoghi la storia di un rapporto di coppia finito.
Gli oggetti comuni da dividere, dall'auto alle sedie, al quadro tratteggiano e spiegano le personalità dei due e come la relazione che hanno creato sia, in qualche modo, indivisibile, trasmettendo al lettore il "retro-sentimento" che rimane tra loro: inevitabile.
Unica pecca (anche se punto di forza del racconto) per me: ho intuito dall'inizio quale sarebbe stata l'ultima voce dell'inventario. 
Di sabbia e catrame è la vita:
o scorre o si lega alle dita.


Poeta con te - Tre spunti di versi

Re: [LAB19] Inventario delle cose da dividerci

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Ho apprezzato il finale "doppio", cioè anche quale trama: meno quello, prevedibile, del bambino.
Azzeccata la sequenza degli oggetti, ben resi nella loro convenzionalità i personaggi.
Scrittura gradevole, dialogo ben gestito nel lessico, ma trovo irritante (problema mio) la scelta esclusiva di questo "stumento". 
Counque un racconto valido. A rileggerti!
...si sappia che dei desideri alcuni sono naturali, altri vani: e, dei naturali, necessari gli uni, solo naturali gli altri (Epicuro)

Re: [LAB19] Inventario delle cose da dividerci

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sbatti wrote: Potevi dirmelo e la mandavamo indietro. Sta là che ti fissa mentre usi la Nespresso, è cattiveria.”
vedrei meglio un punto dopo la Nespresso
sbatti wrote: Vabbè. Vendiamola e smezziamoci i soldi.”
smezziamoci, tenendo do conto che è un dialogo informale, è accettabile anche se “dividerci” I soldi mi suonerebbe meglio
sbatti wrote: In teoria, per le sedie potremmo pure fare metà e metà
In teoria, pure per le sedie potremmo… ecc. (gira meglio)

ciao @sbatti

Una piccola pièce teatrale più che un racconto. Mi è piaciuta molto la scelta degli oggetti e il senso di decadenza del rapporto di coppia che fu. Non c’è lite, né troppa acredine. Disincanto e disillusione, questo sì. Si percepisce l’entusiasmo dei primi tempi, ben delineato da ogni scelta (il tavolo, le sedi, la vasca, la macchina da caffè…) e il lento decadimento che ha portato all’usura del rapporto ancora prima che all’usura dell’oggetto descritto.
Per quanto riguarda il finale, di sicuro hai ottenuto  l’effetto spiazzante che dici di aver ricercato anche se, in mezzo a tanti oggetti, il pargoletto fa stringere il cuore. 

Re: [LAB19] Inventario delle cose da dividerci

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Un racconto minimalista, una storia breve ben giocata con il ribaltamento finale, un pezzo quasi teatrale, e in aggiunta una successione di istantanee di un naufragio personale, dove gli oggetti (l'aloe, la Pavoni, il materasso) non sono solo arredi, ma reperti archeologici di una relazione già morta.
L'idea di usare una lista da "divisione dei beni" come titoli dei capitoli è efficace. Trasforma il racconto in un atto legale che però viene costantemente tradito dal contenuto emotivo. Ogni oggetto è un pretesto per rinfacciarsi non tanto il valore economico, quanto il fallimento delle aspettative.
Il testo è costruito con i soli dialoghi privi di didascalie. L'espediente letterario crea un ritmo serrato, quasi teatrale. La caratterizzazione dei personaggi emerge perfettamente senza il bisogno di descrizioni fisiche.
I due protagonisti si rinfacciano regali mai usati (la Pavoni) o passioni mai condivise (il quadro di Andrea).
Quando parlano del tavolo da tagliare o del materasso da buttare, stanno parlando della loro incapacità di stare insieme, ma anche dell'impossibilità di separarsi senza portarsi dietro un "pezzo" dell'altro.
L'Aloe è la metafora perfetta del loro rapporto. "Non cresce e non muore da cinque anni". È la stasi affettiva. Il fatto che vogliano rifilarla alla sorella come bomboniera "riciclata" aggiunge una nota di cinismo.
Anche la Cantinetta col Ribolla, il vino non aperto "per non finirlo", è una metafora, la speranza che hanno sabotato da soli. A un certo punto il racconto vira sulla commedia amara. Entrambi hanno mentito per anni su un oggetto orribile solo per compiacere un amico o l'altro. È la rappresentazione di quanto spazio occupino le bugie "di cortesia" in un matrimonio.
Data la struttura minimalista il tono non poteva risulta che asciutto. Utilizzi molto l'umorismo nero, tipico di chi ha superato la fase del pianto ed è arrivato a quella della stanchezza rassegnata. Col posacenere il tono cambia. Dopo il cinismo del quadro e della vasca, emerge la tenerezza residua.
Tra parentesi, la macchina del caffè (costosa, tecnologica, pretenziosa) fallisce; il posacenere "brutto" e fatto a mano vince. È la vittoria del difetto sulla perfezione.
Poi il dialogo sulla Panda. La macchina non è un mezzo di trasporto, è un simbolo di autonomia.
Lui che deride lei perché "fuori allenamento" sta cercando di mantenere un controllo, di dire: "Senza di me non sai stare al mondo".
E poi "Mi diverte il pensiero di te che paghi per tenerla parcheggiata". È l'augurio di una solitudine immobile, di un'indipendenza che è solo un guscio vuoto.
L'inserimento del bambino come "punto n. 10" di un inventario di mobili è il ribaltamento finale, molto riuscito e, al tempo stesso, una violenza emotiva.
Infatti, adoperare la misura invece dell'età o del nome riduce il bambino a un oggetto tra gli oggetti, proprio come il tavolo in rovere o la vasca a due posti.
Hai scritto un racconto sulla reificazione dei sentimenti. In un mondo dove tutto è calcolo, debito e possesso, anche gli affetti finiscono per essere catalogati per dimensioni e materiali.
Il bambino alla fine non è una "cosa bella" che salva il racconto, ma il pezzo più pesante di un'eredità che nessuno dei due sa come gestire e meno male che c'è il giudice. È la chiusura perfetta per un dialogo iniziato parlando di una pianta di aloe che non cresce e non muore.
Ottimo racconto. Se fossi un editore lo pubblicherei. 

Re: [LAB19] Inventario delle cose da dividerci

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Grazie a tutti dei commenti sempre molto preziosi! <3 Onestamente non avevo pensato al teatro mentre lo scrivevo ma, rileggendolo, ho visto quello che avete visto voi e lo prendo come un gigantesco complimento. Non mi sono mai interfacciata con questo ambiente nella scrittura. 
sefora2 wrote: ma trovo irritante (problema mio) la scelta esclusiva di questo "stumento". 
Sì, lo capisco. Mi piace sperimentare con gli innumerevoli spunti dei contest del forum e questa era la prima volta che scrivevo un racconto così. Sono mancate anche a me le descrizioni, ma è stato divertente fare qualcosa di diverso. Contenta sia risultato comunque godibile.
@Monica wrote: smezziamoci, tenendo do conto che è un dialogo informale, è accettabile anche se “dividerci” I soldi mi suonerebbe meglio
Hai ragione, colpa mia che li ho subito immaginati come due radical-chic romani da subito ahah
Arturo Ligotti wrote: Lui che deride lei perché "fuori allenamento" sta cercando di mantenere un controllo, di dire: "Senza di me non sai stare al mondo".
Mi hai fatto sorridere perché nella mia testa era lei a prendere in giro lui che non guida, ma non ho messo pronomi apposta per far immaginare a tutti qualsiasi genere di coppia :P 

Re: [LAB19] Inventario delle cose da dividerci

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@sbatti 
A parte la mia naturale invidia per la tua capacità nel buttare giù un dialogo, non penso di poter dire molto di questo racconto. Devo dire però che il finale "a sorpresa" è uno dei più riusciti e anche devastanti. Così come è molto bella l'idea della continuità ed evoluzione narrativa attraverso i dialoghi (soprattutto nella parte in cui lei propone a lui di ritornare a letto ed altre facezie).
A rileggerti.
When people talk, listen completely. Most people never listen. - E. Hemingway

Re: [LAB19] Inventario delle cose da dividerci

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Complimenti Sbatti.
Un inventario Ikea che diventa autopsia di coppia, oggetto per oggetto.
L’idea della lista numerata la trovo geniale: fredda, burocratica… e poi dentro ci trovi gelosie, rancori, nostalgia.
Il dialogo è la tua forza, perchè pare naturale, pieno di quelle frecciatine che fanno ridere e subito dopo fanno male (“Sta là che ti fissa mentre usi la Nespresso” è perfetta).
Funziona anche il crescendo: dagli oggetti “neutri” si passa alla vasca, al quadro, al materasso… e poi BAM, “n°1 bambino, 97 cm”. Una riga sola che sposta tutto, fa venire un nodo in gola.

Sulla forma:
-“continua riempire” → continua a riempire;
-“se gli dico che l’hai tenuto tu, non saprà mai che è una bugia” è chiarissima ma un filo lunga;
- in generale puoi tagliare qualche battuta ripetitiva per rendere i duelli ancora più affilati).

Il tono è brillante, ironico, cattivo il giusto. Sembra una commedia… finché non ti accorgi che stanno dividendo una vita.
Giusto il tempo di accendere l'empatia e leggerlo in chiave piu' seria, ed ecco che arriva l’ultima voce dell'elenco, un pugno secco.
Sicuramente tra i miei favoriti.
Grazie mille per questo buon esempio.

Re: [LAB19] Inventario delle cose da dividerci

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@sbatti 
La fine del tuo racconto é magistrale, riassume in una battuta tutta l'indifferenza, il tedio e la superficialitá di due persone che sono alla frutta.
Mi é piaciuta la forma che hai scelto, ossia un dialogo fra due persone che hanno ancora qualche scintilla di rancore avvolti nel loro spietato egoismo.
Mi é piaciuto, grazie

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