@M.T.
Per motivi di lavoro, ora non più, ho dovuto fare per anni analisi, studi e compendi di tipologie varie di fascismi e comunismi a varie latitudini.
Dire che il fascismo oggi non esiste più non significa negare l’esistenza di nostalgici, raduni folcloristici o minoranze che si richiamano a simboli e rituali del passato. Significa dire che non esiste più il fascismo come sistema politico reale, come progetto di potere, come regime capace di incidere strutturalmente sulla società, com’era quello storico.
I raduni commemorativi o nostalgici non sono la continuazione del fascismo storico, ma la sua parodia residuale. Un conto è vestirsi e avere atteggiamenti, un conto è esserlo. Il fascismo vero non era folclore: era Stato, repressione, violenza organizzata, guerra. Confondere le due cose non rafforza l’antifascismo, lo indebolisce, perché lo riduce a una caccia permanente al simbolo invece che a un’analisi seria dei fenomeni reali.
E i fenomeni reali bisogna analizzarli per quello che sono nell'attualità, in cosa e in quanto possono ri-portare a quella situazione.
Non in cosa la ricordano, in maniera artefatta, insignificante, nostalgica e basta.
Proprio per questo usare “fascista” come categoria onnicomprensiva — per chi governa, per chi dissente, per chi critica la sinistra o il comunismo — finisce per svuotare il termine di significato. Se tutto è fascismo, allora nulla lo è davvero.
Quanto alle etichettature reciproche, concordo: il problema non è chi le denuncia, ma chi le pratica. E il fatto che vengano fatte “da entrambe le parti” non giustifica il continuare a farle. La questione resta una: è ancora possibile distinguere, oppure siamo condannati a ridurre ogni dissenso a un marchio ideologico?
Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento
5101Si salveranno solo coloro che resisteranno e disobbediranno a oltranza, il resto perirà.
(Apocalisse di S. Giovanni)
(Apocalisse di S. Giovanni)