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by Alberto Tosciri
Penso non debba essere un'anatema parlare di fascismo e comunismo. Se ne parla tutti i giorni in tutti i talkshow da vari lustri.
E mi chiedo perché da tanti anni ci ammorbano alla tv con le storie e contro storie del fascismo e del nazismo in tutte le salse tanto che devo sempre cambiare canale.
Il tipo nel video non nega l’esistenza storica del fascismo, che come regime è finito circa ottant’anni fa. Penso sia storicamente innegabile. Ciò che viene contestato è l’uso improprio e ideologico del termine “fascista”, oggi spesso impiegato come etichetta per chiunque non si allinei al pensiero della sinistra o del comunismo. In modi anche più scurrili del suo. Questo non è un artificio retorico, ma un dato di fatto ampiamente riscontrabile nel dibattito pubblico e per supina accondiscendenza in quasi tutti.
Dire che tutto ciò che non è comunista è fascista non significa difendere la verità storica, ma svuotare le parole del loro significato e rendere impossibile ogni confronto. La storia si rispetta distinguendo, non usando categorie del Novecento come strumenti polemici per delegittimare l’avversario nel presente.
Criticare — anche in modo ironico o provocatorio — questa abitudine non equivale a negare la storia e la realtà, ma a denunciare una deriva del linguaggio politico che alimenta solo contrapposizioni sterili. Se far notare questo venisse considerato “fare polemica”, allora il problema non è la critica, ma l’idea che si debba semplicemente incassare e tacere. Credo sia così. E tutto ciò, francamente, difficilmente può essere spacciato per difesa della libertà o del pluralismo delle idee.
Poiché nessuno interveniva a chiarire questo punto, elementare, ma non recepito da tutti, come se si dovesse sottostare a un assioma implicito, ho ritenuto legittimo esprimere una posizione diversa. È ancora possibile avere un’idea diversa senza essere automaticamente etichettati?
Uscito sulla strada, un tale gli corse incontro e gettatosi ai suoi piedi gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?».
Gli disse Gesù: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono all’infuori di uno solo: Dio.»
Vangelo secondo Marco, 10, 17-18