Re: [Lab18] 1913

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in questo Lab suppongo che la valutazione del testo debba concentrarsi più sull'originalità che su tutto il resto; quindi, detto che è scritto con mano sciolta e che si legge gradevolmente, passo subito al dettaglio. Hai tirato fuori immagini originali quando scrivi la moglie "balena divorawafel" oppure "esercito bovino...". Il testo gioca sull'ironia amara di un critico d'arte tanto sicuro di sé da lasciarsi sfuggire un particolare importantissimo: la data. L'idea di volere correggere tale particolare mi ha fatto pensare a Sgarbi che, per rendere "falso" un quadro originale, ha chiesto a un restauratore d'opere d'arte di aggiungere una candela (uno dei tanti scandali che lo hanno travolto). Nel testo c'è il ribaltamento il tentativo di falsificare l'opera per renderla originale. I personaggi sono ben delineati ed ho trovato originale (ribadisco il concetto) anche la moglie che risulta pressoché incompatibile con le eccelse qualità e la professione del marito, in sintesi sembra una cafona. Deride in modo grossolano il marito, porta le briciole a letto...
Altro personaggio particolare è il vecchietto: sarà vero ciò che dice oppure è una menzogna? 
Infine, mi sembra che il racconto tenda a smascherare il vero "falso" ovvero il critico d'arte che non è certo di grande livello come crede si essere. 
Il finale, quadro appeso con la data in bella vista mostra non spiega, è questa è un'ottima soluzione.
un buon testo, piaciuto

Re: [Lab18] 1913

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@NanoVetricida  :)

Sei diventato una presenza fissa nei Contest, e con una buona penna!

Il racconto mi è piaciuto, e penso che l'aneddoto abbia una certa originalità. Buona la trovata di piazzare il dipinto "datato" sulla testiera del letto.
Può capitare difficilmente che un valido critico d'arte faccia un errore così grossolano ma (siamo umani) a volte la passione acceca, anche se è amore per l'arte, nella fattispecie. 
Per assurdo, trovo più originale (e al tuo posto scaverei più a fondo sul perché) il fatto che un uomo colto e sensibile abbia scelto per moglie una persona all'opposto della sua personalità e visione del mondo. La dipingi come una cafona, ignorante, pessima padrona di casa, sciatta nella sua persona, e, soprattutto, che non ama il marito sin dall'inizio, si suppone.

:ciaociao:
Di sabbia e catrame è la vita:
o scorre o si lega alle dita.


Poeta con te - Tre spunti di versi

Re: [Lab18] 1913

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Poeta Zaza wrote: @NanoVetricida  :)

Sei diventato una presenza fissa nei Contest, e con una buona penna!

Il racconto mi è piaciuto, e penso che l'aneddoto abbia una certa originalità. Buona la trovata di piazzare il dipinto "datato" sulla testiera del letto.
Può capitare difficilmente che un valido critico d'arte faccia un errore così grossolano ma (siamo umani) a volte la passione acceca, anche se è amore per l'arte, nella fattispecie. 
Scusami, @NanoVetricida. Non è rimasto, nel mio commento, il mio favore per il dialogo sul concetto di autenticità e di originalità tra i due esperti d'arte: lì sei stato davvero bravo! 
Di sabbia e catrame è la vita:
o scorre o si lega alle dita.


Poeta con te - Tre spunti di versi

Re: [Lab18] 1913

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Piacere di leggerti @NanoVetricida
NanoVetricida wrote: E poi non stava più nella pelle, voleva godersi la faccia di Mildred quando le avrebbe mostrato un Gorghetti originale, scovato per caso tra le cianfrusaglie di un antiquario dell’Oost.
Qui si inizia a storcere il naso, in quanto gli antiquari sono i primi a fiutare un affare.
Interessante questo racconto. Sembra che tu abbia voluto giocare con il tema del LabContest e con il problema dell’originalità, in questo caso riferita a un’opera d’arte, restituendo il doppio significato della parola originale.
Il racconto viaggia sul filo dell’inganno: da un lato c’è l’evidenza di una classica fregatura da dilettanti — un falso mal gestito — dall’altro emerge la buona fede del vecchio antiquario, pronto a restituire il denaro (peraltro offerto da Kuiper stesso) per l’acquisto del presunto Gorghetti. In questo comportamento si potrebbe scorgere anche un’ombra ambigua, quasi un’abilità da giocatore di poker: mi viene in mente Regalo di Natale di Avati.
Rimane comunque un alone di mistero attorno al quadro. È probabile che si tratti di un’opera volutamente falsificata, con la data 1913 apposta in buonafede per renderla riconoscibile come copia. Ma è altrettanto affascinante la versione del nipote di Gorghetti, secondo cui l’artista avrebbe finto la morte per fuggire con un’amante: in quel caso sarebbe stato davvero un colpo da maestro. Resta sullo sfondo anche un velo di malinconia nella figura di Kuiper, convinto di essere uno dei maggiori esperti d’arte ( sensazione che riesce a trasmettere anche al lettore) nonostante la moglie lo derida senza ritegno.
Alla fine, però, Kuiper conserva la propria integrità: la scena conclusiva, con il quadro appeso sopra la testiera del letto, è una chiusura perfetta. Il racconto si legge tutto d’un fiato e contiene diversi passaggi visivamente molto forti.
Rimane anche il mistero relativo al soggetto del dipinto: citi il dadaismo e un’anticipazione del surrealismo, ma non dici cosa raffiguri. Non so se fosse una scelta voluta o se avevi in mente un’immagine precisa; in entrambi i casi lasciare questo spazio all’immaginazione del lettore funziona molto bene. È un testo che permette differenti livelli di lettura. Uno dei più evidenti riguarda l’ingordigia umana e la brama di guadagno, un tema che l’arte, da sempre, si presta a mettere in scena con grande efficacia.



Re: [Lab18] 1913

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Buongiorno 
È la prima recensione su questo forum.
Comincio da questo racconto perché tra quelli pubblicati mi pare l'unico finora che affronti esplicitamente il tema dell'originalità e dell'autenticità in un'opera d'arte. In vero il tema del Labocontest pone l'accento su uno sguardo originale in sé. Che poi cosa significhi originale non dice e lascia ai partecipanti l'onere di una libera interpretazione. Non so se hai letto il mio intervento su originale e autentico. Nel tuo racconto poni il tema dell'autenticità di un'opera che non può essere tale. Il dipinto di Gorghetti è originale, lo vedono tutti, originale nel senso che la tecnica pittorica con cui è realizzato ne fa un'opera d'arte unica e attribuibile all'autore in questione. Ma l'opera di per sé è considerata un falso perché quella data apposta in un angolo assieme alla firma rende impossibile l'attribuzione all'autore defunto prima di quella data. Quindi l'opera è originale ma non autentica, perché considerata un falso. Ecco allora che l'autenticità prevale rispetto all'originalità. Autentico come vero e non come falso. Tuttavia l'opera è autentica. Ma nel tuo racconto si discute di autenticità formale. Di opera attribuita a... In realtà l'opera del tuo racconto è originale e anche autentica. Autenticità intesa come non falsità e come verità relegando l'inautenticità a un fatto soltanto formale. Eppure è la mera forma a definire la sostanza dell'opera e quindi la sua originalità e autenticità che senza il visto conforme dell'autenticità formale quasi passano in secondo piano, anzi scompaiono del tutto. 
Hai ben replicato quanto oggi avviene in quanto oggi l'arte ha smesso di avere un valore di verità di per sé o di autenticità  di per sé per assumere una funzione economica una connotazione puramente mercantilistica. E quindi un'opera d'arte non ha più valore in sé per quel che rappresenta per la verità che disvela, ma in quanto produzione artistica in quanto oggetto con un valore di mercato. Non conta insomma l'originalità e l'autenticità in sé ma bensì il valore di mercato, alla stregua di qualsiasi altra produzione materiale stimabile valutabile e perciò vendibile e acquistabile. 
L'arte degradata a puro oggetto di consumo come d'altra parte oggi avviene per l'intera produzione musicale, letteraria o grafica per cui non ci si disturba nemmeno ad adoperare il sostantivo arte ma la semplice aggettivazione di commerciale. E quindi la musica smette di essere un'arte per diventare commerciale e così via. 
 
Diventa così originale e vero ciò che ha un valore e inoriginale e inautentico ciò che valore non ha. 
E questo vale anche per le nostre misere produzioni letterarie. 
Un bel racconto

Re: [Lab18] 1913

7
ciao @NanoVetricida inizio col dirti che ho letto d'un fiato il tuo racconto con la curiosità di capire chi fosse il "gonzo" della situazione. Mi sono divertita, i personaggi sono ben delineati (un po' fumettistici ma divertenti) Ci sono espressioni originali e originale, anche in senso letterale della tematica, è anche il tema che hai affrontato.
NanoVetricida wrote: Un’opera inestimabile
magari avrei detto più "un'opera dal valore inestimabile" mi suona meglio

Tutto ha un'atmosfera fumettistica, un racconto in bilico tra l'ironico e il comico. Il sig. Kuiper mi pare un po' un clown bianco, di quelli sfigati. La moglie rappresenta la saggezza popolare, l'oste furbacchione. Il rapporto di coppia appare sfilacciato, si fatica a capire i motivi della scelta (sbagliata) di entrambi di unirsi in matrimonio. Molto interessante il vecchio mercante.  Sei stato molto bravo a far restare nel dubbio il lettore. Chi è il vecchietto?
Un abbindolapolli di prima levatura o un onesto e disinteressato ometto che manifesta tutto il disincanto di chi inizia a osservare le cose della vita con un sano distacco?  Mi ha sorpresa piacevolmente la scelta della chiusa finale. Bella prova!

Re: [Lab18] 1913

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Ciao @NanoVetricida, hai preso in parola il tema dell'originalità. Devo confessarti che avevo un'idea simile alla tua, anche se non delineata, sull'originale esplorato in senso letterale; poi ho visto che l'avevi fatto anche tu e ho dato alla parola un altro senso. Questo per dirti che secondo me già è originale come hai deciso di svolgere la traccia. 

La parte che ti è più riuscita è sicuramente il botta-risposta tra Kuiper e il vecchio, che invita a leggere riga dopo riga per capire dove si va a parare. Come tutto il racconto, del resto. La domanda principale che suscita è "E adesso? Che succede? Cosa farà?" Devo dire che io sarò ingenua ma non ho percepito, come hanno detto gli altri, questo sottotesto del "il vecchietto starà dicendo la verità o no?" e mi sono fidata di lui proprio come il tuo protagonista. Questo vuol dire che l'hai reso un critico credibile agli occhi del lettore. 

Unici appunti che mi sento di farti: 
NanoVetricida wrote: Non come i colori che si insinuavano liberamente tra le sinapsi solleticando sfere del cervello mai esplorate prima.
Questa frase non mi è chiara: i colori in generale? I colori di questo specifico dipinto? Mai esplorate da lui o dalla gente? 

Poi, siccome stiamo parlando di originalità, permettimi di dirti che il personaggio grasso usato solo allo scopo di elemento comico è un po' trito. Avrei trovato la moglie più divertente se fosse stata semplicemente cafona. 

A rileggerti  :sorrisoidiota:

Re: [Lab18] 1913

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Mi sono divertita a leggere il tuo racconto, @NanoVetricida  NanoVetricida. Hai reso la figura di Kuiper con ironia pungente: un critico d’arte convinto della sua infallibilità che inciampa proprio sul dettaglio più banale, la data.
Mi piace il contrasto con Mildred, descritto con tratti quasi fumettistici, funziona bene: lei è la voce del buon senso popolare che smonta senza pietà le certezze del marito.
Ben fatto anche il dialogo con il vecchio antiquario: il botta‑risposta tiene viva la tensione e lascia il lettore nel dubbio fino alla fine. È credibile e allo stesso tempo ambiguo, e proprio per questo coinvolgente. Mi è piaciuto il ribaltamento finale: il quadro appeso sopra la testiera, con la data in bella vista, è una chiusa ironica e perfetta.
Un racconto che gioca bene sul filo tra autenticità e originalità, con personaggi ben delineati e un tono che oscilla tra il comico e l’amaro. Bella prova, davvero!

Re: [Lab18] 1913

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Ciao @NanoVetricida,
premetto ti faccio le pulci sulle virgole non per romperti le scatole, ma perché le ho notate durante la lettura e a te magari torna utile.
  wrote:Avrebbe potuto rivenderla il giorno dopo, aggiungendo alla stessa cifra un paio di zeri.
  wrote:temeva che un acquazzone improvviso potesse rovinare la tela, che un ciclista spericolato lo centrasse in pieno o di imbattersi in uno di quei gruppetti di turisti barcollanti che infestavano le strade in ogni periodo dell’anno.
Questa frase non mi torna rileggendola, mi sembra che inciampi nella seconda parte.

... temeva un acquazzone improvviso che potesse rovinargli la tela, o uno di quei gruppetti di turisti barcollanti che infestavano le strade in ogni periodo dell'anno, oppure un ciclista spericolato che lo ....

Così mi sembrerebbe scorrere meglio nella lettura, ma de gustibus, magari sono io un po' pirla.
  wrote:Non poteva ammirarlo senza sporgersi in avanti, rischiando di perdere l’equilibrio
  wrote:Cosa stava insinuando la sua adiposa consorte?
Mitico, invece di scrivere ... quella grassona!
  wrote:Non come i colori che si insinuavano liberamente tra le sinapsi, solleticando sfere del cervello mai esplorate prima
  wrote:Se fosse un falso, sarebbe la più grande cantonata della mia vita. Dopo Mildred, ovviamente. Sarei costretto a cambiare mestiere, cognome e continente entro stasera.
Sarebbe stato bello nel testo seminare un indizio del perché l'avesse sposata... magari correlato alle opere d'arte. Più in là fai una considerazione sulla percezione della bellezza riguardo alla moglie, ci sarebbe stata da dio un'osservazione là.
  wrote:“Qualcosa non va?” chiese l’antiquario, vedendosi piombare addosso Kuiper in evidente stato d'agitazione.
  wrote:il negozio doveva essere ancora aperto.
Il negozio avrebbe dovuto?
  wrote:“Non direi” disse l’anziano lanciando un’occhiata all’assegno.
Sono curioso: perché in questo momento l'anziano guarda l'assegno? E' un beat o semplicemente rimpiange il fatto di aver preso i soldi, ficcandosi in questa conversazione?
  wrote:Fece due passi indietro per stabilire se il Gorghetti fosse dritto.
Scusa, sono un perplesso stupido io. Se c'è la data sul quadro non dovrebbero essere la data e la firma una indicazione del verso del quadro? O forse intendi che nonostante questa il verso del quadro non pare riconoscibile?

Bella ambientazione, me la sono gustata nella lettura e molto bello il discorso su originale, auutentico e la contraffazione per rendere un lavoro originale. Molto ben giocata e resa.
Grazie.
A rileggersi!
When people talk, listen completely. Most people never listen. - E. Hemingway

Re: [Lab18] 1913

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@Kasimiro
Ciao Kasimiro, grazie per il passaggio... prima di tutto ottima citazione: Regalo di Natale è un gran bel pezzo e Carlo Delle Piane è il nostro capitano. 
Mi è piaciuta molto la tua analisi, e il soggetto del quadro - beh, sì - secondo me non andava mai svelato
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Re: [Lab18] 1913

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@@Monica
Beh, in effetti, ora che mi ci fai pensare "un'opera dal valore inestimabile" ha molto più senso... 
L'hai detto gentilmente, ma in effetti anche tu hai colto la mia pecca fumettistica che proprio non riesco a curare, forse devo imparare a disegnare  
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Re: [Lab18] 1913

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@sbatti
Beh, già se l'idea era venuta anche a te allora non è poi così originale... almeno sono più rapido  :)

"Non come i colori che si insinuavano liberamente tra le sinapsi solleticando sfere del cervello mai esplorate prima"
Intendevo i colori in generale, ma mi rendo conto che avrei potuto scrivere meglio il concetto
hai ragione sul personaggio trito, non ci ho pensato, mi è uscita così... non sono stato originale... 
ahiahiahi, oltre che un'ottima penna sei diventata pure un'ostica commentatrice (avrei usato un termine più colorito, ma non volevo scadere ancora nella banalità)
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Re: [Lab18] 1913

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@Strikeiron
Strikeiron wrote: Sarebbe stato bello nel testo seminare un indizio del perché l'avesse sposata... magari correlato alle opere d'arte. Più in là fai una considerazione sulla percezione della bellezza riguardo alla moglie, ci sarebbe stata da dio un'osservazione
Hehe, hai ragione, dovevo dire che da piccolo "fantasticava" sulle opere di Botero, avrebbe spiegato tutto... 
sulle correzioni di virgole e tempi verbali, ti ringrazio per avermele fatte notare 
sullo sguardo del vecchio mi piacerebbe lasciare un velo di mistero 
sul quadro storto, fa due passi indietro per vedere se è dritto, sai quando metti un quadro al muro, che a volte è obliquo e fai due passi indietro... forse mi sono spiegato male io, che c'entra la data? mica l'ha messo sottosopra... anche se questo poteva essere un finale ancora più divertente...
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Re: [Lab18] 1913

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@NanoVetricida non è affatto una pecca! Non tutti ci possono riuscire restando credibili!

Re: [Lab18] 1913

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@NanoVetricida ciao.  :)

Comincio con due note sull'argomento di questo lab: l'originalità. Dopo aver letto, penso che tu abbia bypassato il tema. Sicuramente vi era libera scelta su come interpretare la traccia, ma a essere impietosi  :D io credo che in tutti i casi, infilarla dentro alla trama non sia stata una scelta coraggiosa. Dico questo perché un conto è un racconto scritto cercando l'originalità, in tutte le sue possibili strade, un conto è parlare di originalità di una opera d'arte. Comunque condivido il commento di Arturo sulla libera interpretazione, ma come già detto, questo ti ha estraniato al vero senso del lab.

NanoVetricida wrote: Il signor Kuiper fischiettava raggiante lungo la Apollolaan.
Dopo mezz’ora di cammino, il quadro che trasportava sottobraccio cominciava a farsi pesante, ma quel giorno nulla avrebbe potuto strappargli dalla faccia quell'espressione compiaciuta.
Ottantamila euro, pensava. Da non credere!
Un’opera inestimabile, neppure nei suoi sogni a occhi aperti avrebbe immaginato un simile colpo di fortuna. Avrebbe potuto rivenderla il giorno dopo aggiungendo alla stessa cifra un paio di zeri.
Il signor Kuiper marciava a passo spedito; temeva che un acquazzone improvviso potesse rovinare la tela, che un ciclista spericolato lo centrasse in pieno o di imbattersi in uno di quei gruppetti di turisti barcollanti che infestavano le strade in ogni periodo dell’anno.
E poi non stava più nella pelle, voleva godersi la faccia di Mildred quando le avrebbe mostrato un Gorghetti originale, scovato per caso tra le cianfrusaglie di un antiquario dell’Oost.
Allora. Si parla di un grande affare. Kuiper sembra abbia scovato un quadro importante e lo abbia pagato anche una cifra considerevole; dato che cosa improbabile per un negozio di cianfrusaglie.
NanoVetricida wrote: “La data, guarda la data - continuò Mildred. - 1913! Persino io so che Gorghetti è morto nel ’12! Oh, mio Dio, c’è da sganasciarsi!”
Piccola nota: l'uso del tuo slang nella voce ironica di lei. Però è molto limitato, per fortuna, diversamente dai tuoi primi racconti, che come sai, ne avevo criticato l'abuso. Quindi bene che tu lo abbia ben misurato in questo racconto dal sapore tragicomico. :D
Altra nota riguarda la data "1913". Qui ci sarebbero da fare tante osservazioni. La stragrande maggioranza delle opere d'arte dell'età contemporanea, non la hanno. Per ovvi motivi. Spesso l'autore aveva bisogno di retrodatare o anticiparne la realizzazione. Ci sono tanti episodi che parla di questo. nelle opere d'arte antiche le date a margine della tela non ci sono, e per risalire alla realizzazione ci vogliono riferimenti storici e analisi di laboratorio che tu ben sai. Quindi, a mio parere dovevi basare l'originalità dell'opera su altre caratteristiche. Però comunque la data al centro delle contestazione è funzionale e assolve al compito narrativo.
NanoVetricida wrote: Però cancellandola risolverei il problema.”
“Può darsi.”
“Trasformerei una patacca in un quadro dal valore inestimabile.”
“Forse.”
“Questo renderebbe il dipinto originale?”
“Guardi, convivo con questo dilemma da mezzo secolo.”
“Dovrei... dovrei falsificare un'opera per renderla originale?”
“Paradossalmente.”
A questo punto, caro amico di faccio questa domanda: l'originalità del quadro come tema può rendere originale anche il racconto che ne parla?  :D
Comunque, affrontare il tema basta e avanza, come già detto. Sarebbe stato anche utile, dato che ti ci sei messo di buona volontà, ad affrontare un altra caratteristica dell'originalità, ossia, l'originarietà. Penso che alla fine il discorso tra Kuiper, il venditore, la moglie, poteva finire con questa elaborazione, soluzione.
NanoVetricida wrote: Mildred si contorceva tra le lenzuola, facendo zampillare le briciole dello stroopwafel che si era portata a letto anche sul lato del marito. Erano dieci minuti buoni che non smetteva di ridere. “Oh, mio Dio, non resisto. È la cosa più divertente che abbia mai visto.”
Kuiper tentava di ignorarla. Fece due passi indietro per stabilire se il Gorghetti fosse dritto. Si intonava a meraviglia alla testiera del matrimoniale. Con la data in bella vista. 1913.
Il finale mi è piaciuto, segue l'indirizzo ironico che hai usato. D'altronde la trama c'è.  Il quadro finisce in bella mostra, non su di una parete di esposizione d'arte, ma su quella della testiera del letto. Questo fa pensare al tempo d'attesa per una soluzione diversa. Chissà, tutto può succedere, nell'arte. Ciao, a presto.
Viaggio sconsolato tra i ricordi dello Stato.
Tratti di pioggia sopra Auschwitz. Tra oblio e orgoglio.
Io malata in fuga.

Re: [Lab18] 1913

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Ciao @bestseller2020
Grazie per il passaggio e per l'articolato commento.. Beh, sì, ho un po' bypassato il tema, lo ammetto. Da un lato perché mi erano piaciute alcune cose lette sulla discussione generale del topic, in particolare il contrasto tra autenticità e originalità; dall'altro perché essere originali a tutti i costi può diventare la cosa meno originale del mondo. 
Ti dico la verità, ho cercato di usare meno slang possibile, proprio perché traumatizzato dai tuoi continui rimbrotti; ma quello "sganasciare" mi è scappato, è più forte di me, proprio non ci riesco, bro! :D  
Un abbraccio e a rileggersi
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Re: [Lab18] 1913

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@NanoVetricida 
Per prima cosa la scelta del luogo: la mia adorata Amsterdam. Non riuscivo a crederci, ma immediatamente mi sono immersa nella sua atmosfera.
Poi Mildred, mi ci sono subito identificata con quella sua vena stronza che ride piena di Schadenfreude (parola assente dal vocabolario italiano che significa ridere delle disgrazie altrui) della distrazione del marito.
E infine lui, Kuiper, l'esperto d'arte, che sa intimamente di non essersi sbagliato, paralizzato da un dettaglio, e se lo lasciavamo ancora un momento solo con i suoi pensieri, si sarebbe per certo immaginato un ritorno dall'oltretomba del suo artista solo per fare un dispetto a lui.
Del resto tanto di cappello anche all'artista, che pur di vivere con la sua amante si finge morto ( di questi tempi si fingono morti per molto meno e si chiama ghosting).
Il danno e la beffa, l'originale e l'autentico.
Mi piace tanto, ma davvero molto!
Complimenti!

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