@NanoVetricida ciao.
Comincio con due note sull'argomento di questo lab: l'originalità. Dopo aver letto, penso che tu abbia bypassato il tema. Sicuramente vi era libera scelta su come interpretare la traccia, ma a essere impietosi

io credo che in tutti i casi, infilarla dentro alla trama non sia stata una scelta coraggiosa. Dico questo perché un conto è un racconto scritto cercando l'originalità, in tutte le sue possibili strade, un conto è parlare di originalità di una opera d'arte. Comunque condivido il commento di Arturo sulla libera interpretazione, ma come già detto, questo ti ha estraniato al vero senso del lab.
NanoVetricida wrote: Il signor Kuiper fischiettava raggiante lungo la Apollolaan.
Dopo mezz’ora di cammino, il quadro che trasportava sottobraccio cominciava a farsi pesante, ma quel giorno nulla avrebbe potuto strappargli dalla faccia quell'espressione compiaciuta.
Ottantamila euro, pensava. Da non credere!
Un’opera inestimabile, neppure nei suoi sogni a occhi aperti avrebbe immaginato un simile colpo di fortuna. Avrebbe potuto rivenderla il giorno dopo aggiungendo alla stessa cifra un paio di zeri.
Il signor Kuiper marciava a passo spedito; temeva che un acquazzone improvviso potesse rovinare la tela, che un ciclista spericolato lo centrasse in pieno o di imbattersi in uno di quei gruppetti di turisti barcollanti che infestavano le strade in ogni periodo dell’anno.
E poi non stava più nella pelle, voleva godersi la faccia di Mildred quando le avrebbe mostrato un Gorghetti originale, scovato per caso tra le cianfrusaglie di un antiquario dell’Oost.
Allora. Si parla di un grande affare. Kuiper sembra abbia scovato un quadro importante e lo abbia pagato anche una cifra considerevole; dato che cosa improbabile per un negozio di cianfrusaglie.
NanoVetricida wrote: “La data, guarda la data - continuò Mildred. - 1913! Persino io so che Gorghetti è morto nel ’12! Oh, mio Dio, c’è da sganasciarsi!”
Piccola nota: l'uso del tuo slang nella voce ironica di lei. Però è molto limitato, per fortuna, diversamente dai tuoi primi racconti, che come sai, ne avevo criticato l'abuso. Quindi bene che tu lo abbia ben misurato in questo racconto dal sapore tragicomico.

Altra nota riguarda la data "1913". Qui ci sarebbero da fare tante osservazioni. La stragrande maggioranza delle opere d'arte dell'età contemporanea, non la hanno. Per ovvi motivi. Spesso l'autore aveva bisogno di retrodatare o anticiparne la realizzazione. Ci sono tanti episodi che parla di questo. nelle opere d'arte antiche le date a margine della tela non ci sono, e per risalire alla realizzazione ci vogliono riferimenti storici e analisi di laboratorio che tu ben sai. Quindi, a mio parere dovevi basare l'originalità dell'opera su altre caratteristiche. Però comunque la data al centro delle contestazione è funzionale e assolve al compito narrativo.
NanoVetricida wrote: Però cancellandola risolverei il problema.”
“Può darsi.”
“Trasformerei una patacca in un quadro dal valore inestimabile.”
“Forse.”
“Questo renderebbe il dipinto originale?”
“Guardi, convivo con questo dilemma da mezzo secolo.”
“Dovrei... dovrei falsificare un'opera per renderla originale?”
“Paradossalmente.”
A questo punto, caro amico di faccio questa domanda: l'originalità del quadro come tema può rendere originale anche il racconto che ne parla?

Comunque, affrontare il tema basta e avanza, come già detto. Sarebbe stato anche utile, dato che ti ci sei messo di buona volontà, ad affrontare un altra caratteristica dell'originalità, ossia, l'originarietà. Penso che alla fine il discorso tra Kuiper, il venditore, la moglie, poteva finire con questa elaborazione, soluzione.
NanoVetricida wrote: Mildred si contorceva tra le lenzuola, facendo zampillare le briciole dello stroopwafel che si era portata a letto anche sul lato del marito. Erano dieci minuti buoni che non smetteva di ridere. “Oh, mio Dio, non resisto. È la cosa più divertente che abbia mai visto.”
Kuiper tentava di ignorarla. Fece due passi indietro per stabilire se il Gorghetti fosse dritto. Si intonava a meraviglia alla testiera del matrimoniale. Con la data in bella vista. 1913.
Il finale mi è piaciuto, segue l'indirizzo ironico che hai usato. D'altronde la trama c'è. Il quadro finisce in bella mostra, non su di una parete di esposizione d'arte, ma su quella della testiera del letto. Questo fa pensare al tempo d'attesa per una soluzione diversa. Chissà, tutto può succedere, nell'arte. Ciao, a presto.