mi trovo d'accordo con
@dyskolos : si va dall'esperto quando ce n'è davvero bisogno, non per deresponsabilizzare o altri motivi.
Alle elementari, secondo la maestra (la cosidetta "artista"), visto che alle volte pronunciavo la "z" come "s", dovevo andare da un logopedista. Mia madre non l'ha presa in considerazione perché il problema semplicemente era che portando l'apparecchio per raddrizzare i denti, la lingua battendo contro i ferri alle volte si "inceppava" e quindi la pronuncia ne risentiva.
Bisogna stare attenti a certi giudizi e soprattutto conoscere il contesto: la maestra che avevo alle elementari non era una i cui giudizi erano validi. Per insegnare, in primis bisogna mettere da parte l'ego e saper comprendere chi si ha davanti. La maestra delle elementari era una che imponeva le sue preferenze: quindi fare disegni invece che giocare all'aria aperta, secondo soggetti che voleva lei. E poi le gite erano a mostre d'arte e cose simili; cosa che ci può stare, perché a un bambino si devono fare vedere cose diverse per capire cosa gli piace e magari scoprire le inclinazioni che ha, ma non può essere la totalità.
Esempio che riprende quanto detto da
@dyskolos
dyskolos wrote: Certo, se gli avessi detto "Parli di merda! Fai schifo! Non sai colorare! Ma vattene, jà, ora ti metto lo orecchie da asino!", sicuramente non avrei fatto un buon lavoro.
Un giorno, dovevamo fare delle sculture col pongo. E il tema era libero. Quindi se tu, maestra, dai tema libero, l'alunno può fare ciò che vuole. Piccola premessa: non sono mai stato furbo, così si dice. O più semplicemente, non sono mai stato lecchino. Di conseguenza, visto che ci era stato detto che potevamo fare come volevamo, anche se la maestra aveva messo sulla cattedra ceste di frutta e vasi di fiori, io, essendo patito in quel periodo di medioevo, cavalieri, armature e spade, decisi col pongo di fare un cavaliere della Tavola Rotonda di re Artù.
Quando si accorsi quello che stavo facendo, dalla cattedra si precipitò sul mio banco, mi strappò il pongo dalle mani, prese a pugni la scultura che stavo facendo, l'appallotolò e la tirò dentro l'armadio. Poi mi urlò contro. "Sei un violento! Andrai in galera entro i diciotto anni! E adesso ti prendi una punizione: per domani fai cinquanta divisioni, mentre per i tuoi compagni oggi niente compiti!"
E visto che i bambini sono creature stupende, ma alle volte sanno essere dei bastardi di prima categoria, una parte dei compagni non fece che fare battutine e risatine, oltre a prendere in giro.
Quella maestra è venuta a mancare come insegnante, adulta e persona: ha perso ogni rispetto. E visto il ruolo che ricopriva, è stato qualcosa di grave, perché si mina la fiducia di un bambino. Fortuna che ho avuto altri esempi d'insegnanti e adulti e questo mi ha portato a valutare caso per caso e non fare di tutta un'erba un fascio. Ma alle volte le cose non vanno così.
P.s.: riguardo alla previsione della maestra, a quarant'anni e passa ancora la galera non l'ho vista. Poi, nella vita non si sa mai come vanno le cose, ma entro i diciotto anni non ci sono andato.
Esistono molti mondi: reali, immaginari. Non importa la loro natura: da ognuno di essi si può apprendere qualcosa.
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