Rimango volentieri una dilettante (ormai più che attempata!), autrice peraltro di quattro testi pubblicati quando AI non offriva i suoi servizi.
Le novità mi incuriosiscono, così ho partecipato a uno dei primi seminari di scrittura creativa con il nuovo "strumento", offerto da un'associazione autori.
In sintesi, oltre che per eliminare ripetizioni, correggere errori ecc. , essa può essere usata con vantaggio per suddividere capitoli e migliorare dialoghi, nonché (ma a questo punto occorre aver "imparato " a interrogarla bene , cioè mediante tecniche non tanto intuitive) introdurre spunti narrativi impensati e persino essere di aiuto nel superare il blocco dello scrittore.
Confesso, fatte alcune prove, di aver trovato il tutto alquanto faticoso. Ormai scrivo poco e mi è più congeniale il fai-da-te.
Naturalmente ha poco senso produrre una narrazione artificiale -ormai riconoscibile- ma ritengo vantaggioso l'utilizzo "esperto" di questo immane "magazzino".
P.S. A conclusione del seminario di cui sopra, ho scritto una favola, chiedendo aiuto nella scelta dei protagonisti.
Avendo scartato bambini, animali, giocattoli eccetera, l'AI ha proposto due fiumi che scorrono vicini per un tratto: idea originale che non mi era venuta...
Re: Scrittura e Intelligenza Artificiale: riflessioni sulla voce dell’autore
76...si sappia che dei desideri alcuni sono naturali, altri vani: e, dei naturali, necessari gli uni, solo naturali gli altri (Epicuro)