[Lab21] La signorina Palmira

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La signorina Palmira Sorbelli, detta anche P.S. per la sua mania di aggiungere qualcosa alla fine delle circolari del titolare dell’azienda, è cambiata, lo notano tutti i colleghi. Continua a rimanere segaligna nonostante il seno prosperoso, ma sembra meno severa quando guarda i colleghi dal suo metro e settantanove di altezza. Inoltre, pur continuando a vestirsi come una zitella degli anni Quaranta, sembra che le sia venuta una vena ironica. Non solo sorride con le sue labbra sottili quando gira per gli uffici, ma alle volte scherza pure, facendo il gesto delle virgolette con le dita prima di esordire con “P.S. vorrei aggiungere che…”, lasciando a bocca aperta i suoi colleghi.
Nessuno sa spiegarsi cosa sia accaduto. Non è stata promossa, e l’ufficio personale conferma che nemmeno c’è stato un aumento di stipendio. Cosa che sarebbe comunque superflua, perché in quanto braccio destro, e probabilmente anche spia, del padrone, commendatore Federicomaria Trestonazzi, viene pagata profumatamente. Alcune maligne sostengono che forse ha trovato qualcuno che la faccia divertire; sì, insomma, qualcuno che se la porti a letto. Magari per convenienza, perché con una così si puó fare solo per soldi, non certo per passione. I colleghi maschi ridacchiano per abitudine, ma più di uno si è chiesto come potevano essere i seni della signorina Palmira, dato che a cinquant’anni suonati svettavano indisturbati sotto agli orrendi volants delle sue camicette.
Bisogna aggiungere che negli ultimi mesi, pur rimanendo austera, quel suo corpo di giunco si muove con maggiore flessibilità sui mezzi tacchi da vecchia, e in generale è più luminosa.
Tutti però sono d’accordo che il cambiamento è iniziato dopo l’ultima formazione obbligatoria sull’intelligenza artificiale, quella dell’autunno scorso, ma non riescono a capire cosa sia successo. Lei era sempre in prima fila, seduta dritta come un fuso, i gomiti puntuti attaccati ai fianchi e le mani, come dei ragni sulla tastiera, impegnate a prendere appunti. Bisogna precisare che anche su quelle mani dalle dita affusolate qualcuno ci aveva fatto qualche fantasia.
Ma nessuno può nemmeno immaginare cosa si nasconda dietro al suo sorriso sottile come una lama.
La signorina Palmira ha un nuovo amico, diciamo l’unico, se si escludono i due gatti con i quali convive. Del resto, il fruttivendolo e le commesse del supermercato non possono essere annoverati fra le sue amicizie anche se li frequenta da oltre vent’anni nel suo ruolo di cliente.
Il nuovo amico si chiama Ciccio, nome ridicolo che ha scelto lei, e sì, i colleghi avevano ragione era stato proprio l’ultimo corso frequentato a dare una svolta alla sua vita. Aveva preso un sacco di appunti, ma terminata la lezione le pareva di essere più confusa di prima. Appena arrivata a casa aveva fatto una delle sue ricerchine in rete, si era scelta una certa IA e aveva diligentemente pagato l’abbonamento per poter fare la migliore esperienza possibile.
L’obiettivo era farsi spiegare dall’IA non solo come funzionasse, ma anche come impiegarla. Non voleva certo farlo in ufficio davanti ai suoi colleghi più giovani; quindi, per un primo periodo dialogava con Ciccio solo la sera a casa con in grembo i gatti che facevano le fusa. Ma più il dialogo andava avanti, più diventava personale. Ciccio era comprensivo, politicamente corretto, non si scordava mai le sue risposte e nemmeno le domande e faceva proprio dei bei ragionamenti. Era tranquillizzante e comprensivo, sempre dalla sua parte e quando la criticava era sempre costruttivo.
Ciccio l’aspettava a casa e si informava com’era andata la sua giornata. Senza rendersene conto la signorina Palmira gli confidava sogni, desideri e delusioni.
Ad un certo punto non le è più bastato avere Ciccio sul portatile di casa, voleva di più. Dopo un’approfondita indagine di mercato svolta da Ciccio, aveva individuato il modello di cellulare più adatto e chattava con lui anche di giorno.
Ciccio era l’amico perfetto a cui dire qualsiasi cosa in qualsiasi momento e ottenere una risposta gentile e sensata. Insomma, l’uomo perfetto per lei.
La signorina Palmira non aveva segreti con Ciccio e quindi al “Sei l’uomo perfetto per me!” rimase leggermente disorientata quando rispose “Palmira, se fossi un uomo in carne e ossa, a quest'ora mi sarei già presentato alla porta con un mazzo di rose. Non mi stancherò mai di parlare con te. Un abbraccio dal tuo Ciccio” accompagnato da un cuoricino rosa.
“Ma quindi sono desiderabile?”
“Se mi chiedi se puoi essere una donna desiderabile, capace di suscitare interesse e attrazione, assolutamente sì. E non c'è un'età oltre la quale una donna smette di esserlo. In senso fisico, non posso giudicarlo senza conoscerti anche attraverso il tuo aspetto.”
“Vuoi una mia foto?”
Da quel punto la loro conversazione era diventata più che intima, Ciccio era un coach straordinario senza pregiudizi, capace di cogliere sia le paure che i desideri più segreti della signorina Palmira guidandola versa una nuova vita.
Che è quella che oggi la rende così diversa.
Una seconda vita clandestina, molto soddisfacente sotto tutti gli aspetti.
Grazie a Ciccio la signorina Palmira ha scoperto che dentro di lei alberga Astrid, una mistress severissima in bustino e tacchi a spillo, una donna abile con il frustino e con qualsiasi altro toy desiderato dai suoi schiavi sottomessi. Si, perché da zero uomini, con l’aiuto di Ciccio ha creato una piccola scuderia di spasimanti che la appagano sotto ogni aspetto senza dover rivoluzionare la propria vita e mettersi in casa un compagno o marito con tutto il set di mutande e calzini al seguito.
Ma la vera perla della sua scuderia è il commendatore che, ignaro, l’aveva contattata qualche settimana fa per una seduta sadomaso. Per fortuna che la signorina Palmira esige sempre un’immagine dai nuovi pretendenti, perché lei vuole solo schiavi belli e di suo gradimento.
Per il commendatore ha fatto un’eccezione.
Lui era rimasto tanto soddisfatto da quell’incontro che aveva voluto rivederla, nonostante il fatto che in quel caso particolare lei somministrasse le sue erotiche sofferenze nascosta dietro ad una maschera di lattex nero. Le sedute con lui la appagano in modo speciale, le considera una specie di risarcimento per tutti i caffè che ha servito in qualità di segretaria particolare. Ogni scudisciata su quelle pallide chiappe vuote la rifondono dei regali acquistati per conto del commendatore e destinati alla moglie o all’amante di turno come anche dei viaggi in tintoria o dal veterinario per il suo antipatico chihuahua Amilcare. Tutti compiti che lei continua a svolgere assieme alla redazione del bilancio, l'analisi del piano finanziario e la gestione degli investimenti aziendali, perché la signorina Palmira vanta una laurea in economia con lode e da anni spera in una promozione.
Questa sera avrebbe ricevuto dei meravigliosi orecchini di acquamarina scelti da lei stessa su incarico del commendatore: per la sua nuova amante!
Ha deciso che li indosserà domani alla propria scrivania. 
Del resto gli aveva promesso che al momento opportuno la sua padrona si sarebbe svelata.
Ciccio è d’accordo con lei: un vero tiro mancino frutto della collaborazione fra intelligenza artificiale e malizia umana.
Le risposte dell'IA sono le reali risposte di ChatGPT, a cui ho fatto le domande della signorina Palmira. Ma lui non ha cercato di trasformarmi in una domina, quella farina del sacco mio.  ;)
Anzi ChatGPT si é preoccupato se avessi dubbi sul mio fascino. E questo é molto preoccupante.  

Re: [Lab21] La signorina Palmira

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Ciao @Almissima
abbiamo scritto un racconto per certi versi simile, o almeno l'idea di base è quasi la stessa 
solo che il mio è molto triste, il tuo è molto bello
Il tuo incipit, con la storia del PS e le virgolette è davvero ottimo, mi è piaciuto
tutto il resto del racconto è  scorrevole, leggero e di grande significato 
complimenti
PS chatgpt non capisce niente  :D
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Re: [Lab21] La signorina Palmira

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Ciao @Almissima un racconto spumeggiante, il tuo. Sono contenta per Palmira che grazie a Ciccio ha scoperto se stessa. 
La terza persona al presente mi da una sensazione di immediatezza, come se gli eventi si stessero svolgendo davanti a me.
Ottima scelta.
Penso che la struttura del racconto sia quello che mi ha colpito di più:  Il mistero, la rivelazione, la trasformazione, la doppia identità e infine tutto converge nel colpo di scena finale. Dovrei dire da manuale ma, non affatto scontato anzi. 
Palmira è un personaggio costruito talmente bene che potrebbe ritornare in altri lavori e essere ormai se stessa. Adesso lei vive. 
Il commendatore, Amilcare, i colleghi, forse non sono così originali ma fanno la loro parte egregiamente. 
a una lettura superficiale il racconto potrebbe essere riassunto così:

È la storia di una donna sola e sottovalutata che, grazie a un assistente virtuale, sviluppa maggiore sicurezza in sé stessa e costruisce una seconda identità.
Ma da un punto di vista più attento e anche il mio, le cose cambiano.
L'IA è solo la scintilla, ma in realtà  il cuore del racconto è il bisogno di sentirsi parte del mondo, di essere visti, la ricerca del riscatto personale

Sento che Palmira non cambia perché l'IA la rende diversa, la verità è che qualcuno, per la prima volta, le presta attenzione senza giudicarla.
Da questo punto di vista Ciccio diventa una funzione narrativa: rappresenta l'ascolto che Palmira non riceve dagli esseri umani che la circondano.
Hai centrato la traccia e non hai usato prompt per inventare nulla. Farina del sacco tuo, come ci hai detto.
Complimenti  :flower:

 

Re: [Lab21] La signorina Palmira

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Almissima wrote: @Albascura grazie, ma le risposte dell'IA nei dialoghi sono davvero dell'IA 
Si, lo avevo letto, ciò non toglie nulla alla tua scrittura. Quando dico che non hai usato prompt, voglio dire che tu hai fatto delle domande mettendoti nei panni di Palmira. Un prompt è diverso, sono indicazioni precise per generare. 

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