[CP20] Di sabbia e poesia

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Traccia n°9 La vita di Sandro Penna


Di sabbia e poesia

Di sabbia e poesia sono i ricordi miei,
ora che torno dove la terra frana,
e le mani invisibili del mare
ai pensieri d’infanzia mi richiamano.

Mia madre grida al vento:
«Stai attento, l’acqua ti porterà via!»
Aveva ragione.

Ma l’onda inghiottiva i castelli sulla riva,
convinto di fermarla con le mie mani... m'illudevo.

Adesso è il tempo di ricordi perenni,
ma fragili come i tanti castelli eretti in vita,
sempre in aria, sul posto sbagliato,
che nessuna risacca porterà più via:
restano i segni delle mie ferite.

Ora vi è ancora questo grande mare,
come per le rondini la bella stagione,
di fronte a te mi ritrovo a restare,
tra ricordi e sabbia,
l’amore che conduce a te,
fragile poesia.

Ti scioglierai come sempre,
come sabbia sulle mani,
portando ad altri lidi la tua memoria
eternamente passata di mano in mano,
senza diventare mai di nessuno
ma speranza per tutti.

Ci sarà ancora mare...
e castelli da costruire, disfare...
eterno bambino che vive in me.
Infinito mare.
DISVANGELO: Il Regno Dei Cieli è Già Tra Voi
Viaggio sconsolato tra i ricordi dello Stato.
Io malata in fuga.

Re: [CP20] Di sabbia e poesia

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Ciao, @bestseller2020 

Trovo la tua poesia molto intima e "umana" nel modo in cui usi i castelli di sabbia: da bambini pensiamo di poter fermare l'onda con le mani, da grandi capiamo che non possiamo controllare tutto, ma continuiamo a costruire lo stesso. 
Il tuo è un testo dolce e amaro, che non si nasconde dietro a parole difficili ma arriva dritto al punto, parli di quelle ferite che ci portiamo dentro e che, alla fine, ci rendono ciò che siamo.
Complimenti! piaciuta molto.

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