Traccia 5. Notte
Il/la vostro/a protagonista viene svegliato/a, come ogni mattina, dalla suoneria dello smartphone. Sono le 7:30, ma fuori dalla finestra è ancora buio pesto. In un primo momento pensa a un errore della sveglia, poi controlla l’orologio sul comodino: segna la stessa ora.
Cosa sta succedendo?<
[MI190] Buio pesto
Dev'essermi caduta la notte addosso, coricandomi, e avermi fatto così male che, al suono della sveglia dello smartphone, alle 7,30, mi sento rintronata e esausta, ma quel che è peggio è accorgermi che pesto come me è il cielo, ancora buio. Dalla finestra vedo vincere l'oscurità sulla luce di un'alba che non è mai stata così ritardataria.
Di più, i miei ricordi si nascondono in una patina di oscurità che li inghiotte interi, senza farmene intravedere mezzo. Non vedo che sagome di ombre sformate che dilagano.
Il risultato è straniante: brancolo nelle tenebre del pensiero, ignorando il concetto compiuto che, sono certa, potrei cogliere se fossi in me.
Intanto, la natura si rivolta alle sue stesse logiche.
Non sapere più come si fa a pensare è una brutta percezione. La sensazione che prevale è l'avversione che sento verso il buio del mio mondo.
Potrebbe essere paura?
Potrebbe essere altro? Il buio talvolta è introspezione, ricerca, meditazione, conoscenza: non sempre negativo quindi. Ma allora penso!
O sto diventando pazza?
Però c'è un pensiero, banale sin che si vuole, della metafora del buio come il male, in contrapposizione alla luce del bene, che mi si affaccia alla mente, di certo spinto dalla forza del ricordo delle parole di mia nonna:
Il male è buio, tienlo fuori di te. Sbagli a dire: - accendo le mie luci e lo faccio sparire - tienilo fuori, perché una volta entrato c’è - s’insinua - al posto del bene che si è portato via... le luci.
Ma cosa c'entra adesso, qui, di giorno, con la notte fuori?
il giorno oggi non vuole cominciare? Perché dovrebbe essersi attardata la notte?
Perché la natura dovrebbe sovvertire un avvicendamento invariato dall'inizio dei tempi? Perché non vedo nessuno a cui chiedere? Mi sento chiusa in un bozzolo, isolata da tutto e tutti.
Adesso, i miei lenti e raggrumati pensieri si sforzano di raggiungermi e di farsi riconoscere. Li vedo arrivare come estranei ma so che hanno la prepotenza di chi vuole estromettere ogni idea che prenda loro il posto.
Respingono perfino, lo so, anche la parvenza incagliata di una mia attenzione altrove, pari a fosche nuvole sulla volta celeste a coprire l'apparire di un'alba: nubi nere su cielo nero.
Sto sudando nel tentativo radicale di riuscire a convincere il cielo diurno a sgusciare tra le nuvole della notte. Non dovrebbe essere difficile, stando alle proporzioni delle due forze in gioco.
Ecco cosa voglio! Scavalcare le ombre di quei pensieri, mentre il giorno scavalca la notte, come ci riesce da sempre.
D'improvviso, un retropensiero mi attraversa la mente: io non ho mai posseduto uno smartphone!...
Questo pensiero si ricongiunge come un anello in una catena logica ad altre considerazioni, che culminano nella vera sveglia, alle 7,45, del mio Nokia, che mi apre gli occhi sulla consueta luce del mattino. Bello!
Era stato il mio interrogarmi sullo svolgimento della traccia di un gioco letterario, sulla complessità del quale mi ero addormentata, ad avermi portata a formulare e a rappresentarmi, in sogno, quello stravagante inanellarsi di non-pensieri.
La cosa buona è che mi sono scritta, la scorsa notte, il racconto per partecipare al Contest del mio Forum preferito, là dove si costruiscono Mondi!
Re: [MI190] Buio pesto
3Ciao @Poeta Zaza
A dir poco spiazzante, divertente come al solito
Ribelliamoci contro l'uso smodato di queste apparecchiature diaboliche
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Il Giorno Zero - Distruttori di Terre
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Re: [MI190] Buio pesto
4NanoVetricida wrote: Ciao @Poeta ZazaGrazie del tuo passaggio, @NanoVetricida
A dir poco spiazzante, divertente come al solito
Ribelliamoci contro l'uso smodato di queste apparecchiature diaboliche
Re: [MI190] Buio pesto
5Ciao @Poeta Zaza una bella matassa notturna che si dipana, faticosamente ma con consapevolezza, verso il mattino. E' pur vero che, come disse qualcuno, si arriva all'alba solo attraverso il buio della notte. O, come disse qualcun altro, ha da passà a nuttata.
Mi è piaciuto.
A rileggerci.
L.
Mi è piaciuto.
A rileggerci.
L.
"Scrivo per autodifesa"
Re: [MI190] Buio pesto
6Luquandus wrote: Ciao @Poeta Zaza una bella matassa notturna che si dipana, faticosamente ma con consapevolezza, verso il mattino. E' pur vero che, come disse qualcuno, si arriva all'alba solo attraverso il buio della notte. O, come disse qualcun altro, ha da passà a nuttata.Gradito passaggio il tuo, @Luquandus
Mi è piaciuto.
A rileggerci.
L.
Re: [MI190] Buio pesto
7Ciao @Poeta Zaza, eccomi qui, come al solito, anche oggi ti devo redarguire. Mi spiace, ma sinceramente non si va avanti se non si accettano i commenti e i consigli. Come al solito pecchi di impegno nel costruire una valida struttura..
l'inizio sul mistero del sole che non sorge ha un ottimo impatto visivo, ma credo che il racconto perda forza a causa di come si trasforma mentre si va avanti. Ci sono tre punti precisi su cui ti invito a riflettere: la sbandata dei tre stili (Si parte drammatici, si finisce in battuta)
Il racconto non segue una linea precisa e cambia "faccia" tre volte, disorientando chi legge:
L'inizio è un thriller/horror drammatico: c'è un mistero angosciante, il mondo è piombato nelle tenebre.
Il centro diventa improvvisamente un saggio filosofico astratto. La protagonista smette di comportarsi come una persona vera che ha paura del buio e si mette a fare riflessioni teoriche.
Il finale si trasforma in una boutade, una battuta di spirito che cancella tutto quello che è successo prima con un "era solo un sogno per il forum". Il lettore non capisce cosa stia leggendo: una storia di paura, una riflessione morale o uno scherzo?
L'errore del "Buio uguale Male".
Le riflessioni sul buio come metafora del peccato e del male (con il ricordo della nonna) sono un cliché che toglie realismo e appesantisce il testo. Ma soprattutto, è un concetto sbagliato: il buio e la notte sono scientificamente indispensabili alla vita, alla rigenerazione cellulare e al benessere fisiologico degli esseri umani. Equipararlo al male rovina l'atmosfera: una persona intrappolata in un'eclissi perenne proverebbe un terrore pratico e biologico (il freddo, la fame, l'apocalisse), non si metterebbe a fare prediche morali sulla luce dell'anima.
L'autrice che invade la storia
L'espediente del "poi mi sono svegliata ed era il mio sogno sul contest" rompe il patto con il lettore. L'autrice deve rimanere invisibile, dietro le quinte. Entrare in scena alla fine per dire "stavo solo pensando a come risolvere la traccia" fa sembrare il finale una scorciatoia, come se non sapessi come spiegare il mistero del buio e avessi deciso di sgonfiare tutto.
Una domanda per te. Per chiudere, vorrei farti una domanda da lettore curioso: cosa ti ha spinto a scegliere questa traccia e cosa ti ha spinto a risolverla in questo modo? È stata una mancanza di alternative per spiegare il mistero del buio o la voglia di creare una sorpresa per il finale?
Attendo risposta, ciao cara
l'inizio sul mistero del sole che non sorge ha un ottimo impatto visivo, ma credo che il racconto perda forza a causa di come si trasforma mentre si va avanti. Ci sono tre punti precisi su cui ti invito a riflettere: la sbandata dei tre stili (Si parte drammatici, si finisce in battuta)
Il racconto non segue una linea precisa e cambia "faccia" tre volte, disorientando chi legge:
L'inizio è un thriller/horror drammatico: c'è un mistero angosciante, il mondo è piombato nelle tenebre.
Il centro diventa improvvisamente un saggio filosofico astratto. La protagonista smette di comportarsi come una persona vera che ha paura del buio e si mette a fare riflessioni teoriche.
Il finale si trasforma in una boutade, una battuta di spirito che cancella tutto quello che è successo prima con un "era solo un sogno per il forum". Il lettore non capisce cosa stia leggendo: una storia di paura, una riflessione morale o uno scherzo?
L'errore del "Buio uguale Male".
Le riflessioni sul buio come metafora del peccato e del male (con il ricordo della nonna) sono un cliché che toglie realismo e appesantisce il testo. Ma soprattutto, è un concetto sbagliato: il buio e la notte sono scientificamente indispensabili alla vita, alla rigenerazione cellulare e al benessere fisiologico degli esseri umani. Equipararlo al male rovina l'atmosfera: una persona intrappolata in un'eclissi perenne proverebbe un terrore pratico e biologico (il freddo, la fame, l'apocalisse), non si metterebbe a fare prediche morali sulla luce dell'anima.
L'autrice che invade la storia
L'espediente del "poi mi sono svegliata ed era il mio sogno sul contest" rompe il patto con il lettore. L'autrice deve rimanere invisibile, dietro le quinte. Entrare in scena alla fine per dire "stavo solo pensando a come risolvere la traccia" fa sembrare il finale una scorciatoia, come se non sapessi come spiegare il mistero del buio e avessi deciso di sgonfiare tutto.
Una domanda per te. Per chiudere, vorrei farti una domanda da lettore curioso: cosa ti ha spinto a scegliere questa traccia e cosa ti ha spinto a risolverla in questo modo? È stata una mancanza di alternative per spiegare il mistero del buio o la voglia di creare una sorpresa per il finale?
Attendo risposta, ciao cara
Re: [MI190] Buio pesto
8Ciao @Poeta Zaza.
Un racconto indubbiamente sui generis.
Ho apprezzato l'idea di affrontare la traccia spostando quasi subito il focus dall'evento esterno a quello interiore: il buio diventa una metafora dello smarrimento e del pensiero che fatica a trovare una direzione. È un approccio più introspettivo che narrativo, e la scrittura cerca volutamente un tono lirico, costruito per immagini e associazioni.
Mi è piaciuto anche il finale, che definirei metanarrativo: il fatto che il racconto nasca dal sogno di chi stava cercando proprio un'idea per il contest gli dà un sorriso finale che chiude bene il cerchio.
Personalmente avrei gradito qualche appiglio narrativo in più. La riflessione sul buio è ricca di suggestioni, mi sarebbe piaciuto vedere quell'oscurità tradursi maggiormente in eventi o immagini concrete.
A rileggerci
Un racconto indubbiamente sui generis.
Ho apprezzato l'idea di affrontare la traccia spostando quasi subito il focus dall'evento esterno a quello interiore: il buio diventa una metafora dello smarrimento e del pensiero che fatica a trovare una direzione. È un approccio più introspettivo che narrativo, e la scrittura cerca volutamente un tono lirico, costruito per immagini e associazioni.
Mi è piaciuto anche il finale, che definirei metanarrativo: il fatto che il racconto nasca dal sogno di chi stava cercando proprio un'idea per il contest gli dà un sorriso finale che chiude bene il cerchio.
Personalmente avrei gradito qualche appiglio narrativo in più. La riflessione sul buio è ricca di suggestioni, mi sarebbe piaciuto vedere quell'oscurità tradursi maggiormente in eventi o immagini concrete.
A rileggerci
Re: [MI190] Buio pesto
9bestseller2020 wrote: Come al solito pecchi di impegno nel costruire una valida struttura..Un flusso di coscienza non si costruisce: la sua struttura è fluida, un mondo a parte.
bestseller2020 wrote: L'inizio è un thriller/horror drammatico: c'è un mistero angosciante, il mondo è piombato nelle tenebre.Il mio testo non vuole agganciarsi ad alcun genere o struttura specifica. Il flusso di coscienza è un'esternazione libera e senza vincoli di pensieri
Il centro diventa improvvisamente un saggio filosofico astratto. La protagonista smette di comportarsi come una persona vera che ha paura del buio e si mette a fare riflessioni teoriche.
Il finale si trasforma in una boutade, una battuta di spirito che cancella tutto quello che è successo prima con un "era solo un sogno per il forum". Il lettore non capisce cosa stia leggendo: una storia di paura, una riflessione morale o uno scherzo?
e meditazioni. Per cercare di spiegarti, è come un aquilone: col fiilo, io lo porto dove voglio. In questo caso, a sfociare nell'ironico, perché no?
bestseller2020 wrote: L'errore del "Buio uguale Male".Queste tue considerazioni sono un chiaro esempio di travisamento del testo.
Le riflessioni sul buio come metafora del peccato e del male (con il ricordo della nonna) sono un cliché che toglie realismo e appesantisce il testo. Ma soprattutto, è un concetto sbagliato: il buio e la notte sono scientificamente indispensabili alla vita, alla rigenerazione cellulare e al benessere fisiologico degli esseri umani. Equipararlo al male rovina l'atmosfera: una persona intrappolata in un'eclissi perenne proverebbe un terrore pratico e biologico (il freddo, la fame, l'apocalisse), non si metterebbe a fare prediche morali sulla luce dell'anima.
Forse io non so che il buio e la notte siano indispensabili alla vita ecc. ecc.?
Proprio perché so che è sbagliato fare prediche, io cerco di astenermene.
La mia protagonista non è intrappolata in un'eclissi perenne (dove te l'ho mai fatto capire?).
Di più, non ho solo associato il male al buio metafora del peccato e del male in assoluto, ma ho fatto tante e diverse considerazioni.
Esempio:
Poeta Zaza wrote: Potrebbe essere altro? Il buio talvolta è introspezione, ricerca, meditazione, conoscenza: non sempre negativo quindi.L'unico concetto di paragone del male col buio e del bene con le luci (banale, trito e ritrito, l'ho anche scritto) è quello che ho messo nella parole della nonna, e che ho meditato molto prima di scrivere.
bestseller2020 wrote: L'autrice che invade la storiaMi spiace ripetermi ma il flusso di coscienza fa proprio questo.
bestseller2020 wrote: Una domanda per te. Per chiudere, vorrei farti una domanda da lettore curioso: cosa ti ha spinto a scegliere questa traccia e cosa ti ha spinto a risolverla in questo modo? È stata una mancanza di alternative per spiegare il mistero del buio o la voglia di creare una sorpresa per il finale?Era l'unica traccia "aperta" per me.
Re: [MI190] Buio pesto
10Jack Cupo wrote: Ciao @Poeta Zaza.Lieta che tu abbia inteso il flusso di coscienza così come speravo di trasmetterlo, grazie @Jack Cupo
Un racconto indubbiamente sui generis.
Ho apprezzato l'idea di affrontare la traccia spostando quasi subito il focus dall'evento esterno a quello interiore: il buio diventa una metafora dello smarrimento e del pensiero che fatica a trovare una direzione. È un approccio più introspettivo che narrativo, e la scrittura cerca volutamente un tono lirico, costruito per immagini e associazioni.
Mi è piaciuto anche il finale, che definirei metanarrativo: il fatto che il racconto nasca dal sogno di chi stava cercando proprio un'idea per il contest gli dà un sorriso finale che chiude bene il cerchio.
Personalmente avrei gradito qualche appiglio narrativo in più. La riflessione sul buio è ricca di suggestioni, mi sarebbe piaciuto vedere quell'oscurità tradursi maggiormente in eventi o immagini concrete.
A rileggerci
Re: [MI190] Buio pesto
11Ciao @Poeta Zaza ,
il tuo racconto mi è piaciuto.
L'ho trovato elegante sia nella scrittura sia nella resa complessiva.
L'idea di fondo è intelligente: trasformi il buio esterno nel buio della mente. Il vero problema non è che il sole non sorga, ma che il pensiero stesso sembri incepparsi. C'è una bella corrispondenza tra il paesaggio e lo stato interiore della protagonista, e questa scelta dà unità e forza al racconto.
Mi è piaciuta molto anche questa immagine: «I miei ricordi si nascondono in una patina di oscurità che li inghiotte interi.»
L'ho trovata particolarmente evocativa, perché riesce a rendere concreta la sensazione di smarrimento e di difficoltà nel ritrovare sé stessi.
Inoltre, hai una personalità narrativa sorprendente, che emerge con naturalezza in tutti i tuoi scritti. C'è sempre uno sguardo positivo, capace di elevarsi verso il sogno anche quando affronta temi più complessi o oscuri. È una cifra stilistica molto riconoscibile e, secondo me, uno dei tuoi punti di forza.
il tuo racconto mi è piaciuto.
L'ho trovato elegante sia nella scrittura sia nella resa complessiva.
L'idea di fondo è intelligente: trasformi il buio esterno nel buio della mente. Il vero problema non è che il sole non sorga, ma che il pensiero stesso sembri incepparsi. C'è una bella corrispondenza tra il paesaggio e lo stato interiore della protagonista, e questa scelta dà unità e forza al racconto.
Mi è piaciuta molto anche questa immagine: «I miei ricordi si nascondono in una patina di oscurità che li inghiotte interi.»
L'ho trovata particolarmente evocativa, perché riesce a rendere concreta la sensazione di smarrimento e di difficoltà nel ritrovare sé stessi.
Inoltre, hai una personalità narrativa sorprendente, che emerge con naturalezza in tutti i tuoi scritti. C'è sempre uno sguardo positivo, capace di elevarsi verso il sogno anche quando affronta temi più complessi o oscuri. È una cifra stilistica molto riconoscibile e, secondo me, uno dei tuoi punti di forza.
Re: [MI190] Buio pesto
12Didalinda wrote: Ciao @Poeta Zaza ,Sei troppo buona, ma ne sono contenta, @Didalinda: ogni tanto ho bisogno di un commento articolato e gratificante!
il tuo racconto mi è piaciuto.
L'ho trovato elegante sia nella scrittura sia nella resa complessiva.
L'idea di fondo è intelligente: trasformi il buio esterno nel buio della mente. Il vero problema non è che il sole non sorga, ma che il pensiero stesso sembri incepparsi. C'è una bella corrispondenza tra il paesaggio e lo stato interiore della protagonista, e questa scelta dà unità e forza al racconto.
Mi è piaciuta molto anche questa immagine: «I miei ricordi si nascondono in una patina di oscurità che li inghiotte interi.»
L'ho trovata particolarmente evocativa, perché riesce a rendere concreta la sensazione di smarrimento e di difficoltà nel ritrovare sé stessi.
Inoltre, hai una personalità narrativa sorprendente, che emerge con naturalezza in tutti i tuoi scritti. C'è sempre uno sguardo positivo, capace di elevarsi verso il sogno anche quando affronta temi più complessi o oscuri. È una cifra stilistica molto riconoscibile e, secondo me, uno dei tuoi punti di forza.
Re: [MI190] Buio pesto
13@Poeta Zaza ciao

Poeta Zaza wrote: Mi spiace ripetermi ma il flusso di coscienza fa proprio questo.L'auto biografia fa questo! Il flusso di coscienza è solo del protagonista e non di chi scrive... Va beh! Ciao
Re: [MI190] Buio pesto
14bestseller2020 wrote: L'auto biografia fa questo! Il flusso di coscienza è solo del protagonista e non di chi scrive... Va beh! CiaoIn questo caso coincidono!
Re: [MI190] Buio pesto
15Il racconto di @Poeta Zaza è costruito su un'idea di fondo ben riuscita: il buio come perdita della capacità di pensare.
Forse intenzionalmente, forse no, in alcuni passaggi la scrittura a me appare un po' ridondante. Ad esempio:
Anche questo passaggio mi è sembrato denso:
Detto questo, il racconto coinvolge. Il lettore viene trascinato nello smarrimento della protagonista e solo alla fine comprende che tutto appartiene alla dimensione del sogno. La rivelazione dello smartphone – che la protagonista, e chissà, forse anche l'autrice, non ha mai posseduto – è un dettaglio che alla fine dà coerenza all'intera vicenda.
Mi è piaciuto il continuo rimando tra il buio esteriore e quello interiore, che accompagna il lettore fino al risveglio.
Nel complesso l'ho trovato un buon racconto: l'idea è originale, l'atmosfera è ben costruita e il finale chiude il cerchio in modo convincente. Con qualche limatura nelle parti più ricche di immagini, secondo me acquisterebbe ancora più forza.
Forse intenzionalmente, forse no, in alcuni passaggi la scrittura a me appare un po' ridondante. Ad esempio:
Poeta Zaza wrote: in una patina di oscurità che li inghiotte interi, senza farmene intravedere mezzo.Qui "patina di oscurità", "inghiotte" e "senza farmene intravedere" ruotano tutti intorno allo stesso concetto e potrebbero essere alleggeriti per rendere l'immagine ancora più efficace.
Anche questo passaggio mi è sembrato denso:
Poeta Zaza wrote: Respingono perfino, lo so, anche la parvenza incagliata di una mia attenzione altrove, pari a fosche nuvole sulla volta celeste a coprire l'apparire di un'alba: nubi nere su cielo nero.Qui si sovrappongono diverse immagini (i pensieri, le nuvole, il cielo, l'alba, la notte): forse una sola sarebbe stata più incisiva.
Detto questo, il racconto coinvolge. Il lettore viene trascinato nello smarrimento della protagonista e solo alla fine comprende che tutto appartiene alla dimensione del sogno. La rivelazione dello smartphone – che la protagonista, e chissà, forse anche l'autrice, non ha mai posseduto – è un dettaglio che alla fine dà coerenza all'intera vicenda.
Mi è piaciuto il continuo rimando tra il buio esteriore e quello interiore, che accompagna il lettore fino al risveglio.
Nel complesso l'ho trovato un buon racconto: l'idea è originale, l'atmosfera è ben costruita e il finale chiude il cerchio in modo convincente. Con qualche limatura nelle parti più ricche di immagini, secondo me acquisterebbe ancora più forza.
Re: [MI190] Buio pesto
16Gustavo wrote: Il racconto di @Poeta Zaza è costruito su un'idea di fondo ben riuscita: il buio come perdita della capacità di pensare.Grazie delle tue note, del compendio e dei tuoi suggerimenti, @Gustavo
Forse intenzionalmente, forse no, in alcuni passaggi la scrittura a me appare un po' ridondante. Ad esempio:
Qui "patina di oscurità", "inghiotte" e "senza farmene intravedere" ruotano tutti intorno allo stesso concetto e potrebbero essere alleggeriti per rendere l'immagine ancora più efficace.
Anche questo passaggio mi è sembrato denso:
Qui si sovrappongono diverse immagini (i pensieri, le nuvole, il cielo, l'alba, la notte): forse una sola sarebbe stata più incisiva.
Detto questo, il racconto coinvolge. Il lettore viene trascinato nello smarrimento della protagonista e solo alla fine comprende che tutto appartiene alla dimensione del sogno. La rivelazione dello smartphone – che la protagonista, e chissà, forse anche l'autrice, non ha mai posseduto – è un dettaglio che alla fine dà coerenza all'intera vicenda.
Mi è piaciuto il continuo rimando tra il buio esteriore e quello interiore, che accompagna il lettore fino al risveglio.
Nel complesso l'ho trovato un buon racconto: l'idea è originale, l'atmosfera è ben costruita e il finale chiude il cerchio in modo convincente. Con qualche limatura nelle parti più ricche di immagini, secondo me acquisterebbe ancora più forza.