Sto per iscrivere un romanzo storico a un premio letterario. Il testo è già definitivo, editato e impaginato, ma ho un dubbio sulla struttura del manoscritto da inviare.
Ho preparato due versioni:
1. Titolo → elenco dei personaggi → mappa dei percorsi dei personaggi → prologo → primo capitolo → resto del romanzo.
2. Titolo → prologo → primo capitolo → resto del romanzo → in appendice elenco dei personaggi e mappa dei percorsi dei personaggi.
Secondo voi, quale soluzione funziona meglio in un contesto di premio letterario?
È preferibile introdurre subito personaggi e mappe (un po' alla Follett!), oppure lasciare che il lettore entri immediatamente nella storia e inserire il materiale “di supporto” alla fine?
Avrei chiesto consiglio al mio magister, ma purtroppo non posso più farlo.
Re: Dubbi sulla struttura del manoscritto per un premio letterario
2Ciao @Fraudolente
Secondo me la seconda. C'è già un prologo che "rallenta" l'inizio vero e proprio del testo. Per elenco dei personaggi però intendi un albero genealogico? È indispensabile perché il lettore si orienti nella lettura? Stessa cosa per la mappa: senza non si capisce nulla? In questo caso ha senso allora metterli all'inizio.
In generale per quanto riguarda i testi inediti (mi pare sia il tuo caso) gli editor consigliano di evitare qualsiasi paratesto poiché nel caso il romanzo piaccia si possono sempre inserire in un secondo momento...
Secondo me la seconda. C'è già un prologo che "rallenta" l'inizio vero e proprio del testo. Per elenco dei personaggi però intendi un albero genealogico? È indispensabile perché il lettore si orienti nella lettura? Stessa cosa per la mappa: senza non si capisce nulla? In questo caso ha senso allora metterli all'inizio.
In generale per quanto riguarda i testi inediti (mi pare sia il tuo caso) gli editor consigliano di evitare qualsiasi paratesto poiché nel caso il romanzo piaccia si possono sempre inserire in un secondo momento...
Re: Dubbi sulla struttura del manoscritto per un premio letterario
3Sono concorde con @ivalibri nell'inserirli dopo. Anche se per un motivo differente: più che rallentare, la mappa dei percorsi dei personaggi e l'elenco di essi (con relativi ruoli) all'inizio, potrebbe anticipare troppo.
Dal mio punto di vista è preferibile immergersi subito nel romanzo e scoprire i personaggi volta per volta, andando poi a ricordarli attraverso l'elenco posto alla fine. Comunque, delle immagini e un elenco iniziali non rallenterebbero più di tanto la lettura. Sempre se ho capito bene ciò che intendi.
Del resto, se non ricordo male, il magister ha fatto proprio così nei suoi romanzi (prendendo spunto da quelli di Agatha Christie).
Credo sia più una questione personale di approccio alla lettura, ma non potrai tenere conto delle esigenze di tutti.
Dal mio punto di vista è preferibile immergersi subito nel romanzo e scoprire i personaggi volta per volta, andando poi a ricordarli attraverso l'elenco posto alla fine. Comunque, delle immagini e un elenco iniziali non rallenterebbero più di tanto la lettura. Sempre se ho capito bene ciò che intendi.
Del resto, se non ricordo male, il magister ha fatto proprio così nei suoi romanzi (prendendo spunto da quelli di Agatha Christie).
Credo sia più una questione personale di approccio alla lettura, ma non potrai tenere conto delle esigenze di tutti.
Re: Dubbi sulla struttura del manoscritto per un premio letterario
4ivalibri wrote: Ciao @Fraudolente
Secondo me la seconda. C'è già un prologo che "rallenta" l'inizio vero e proprio del testo.
ElleryQ wrote: Sono concorde con @ivalibri nell'inserirli dopo. Anche se per un motivo differente: più che rallentare, la mappa dei percorsi dei personaggi e l'elenco di essi (con relativi ruoli) all'inizio, potrebbe anticipare troppo.Grazie a entrambi, osservazioni molto interessanti.
Dal mio punto di vista è preferibile immergersi subito nel romanzo e scoprire i personaggi volta per volta.
Anch’io temo un po’ l’effetto “anticipazione” dato da mappe ed elenco personaggi all’inizio.
Sul prologo, però, ho una percezione diversa: non l’ho pensato come introduzione esplicativa o rallentamento, ma come apertura immersiva e narrativa. L’idea era di far entrare subito il lettore dentro il conflitto, l’atmosfera e il mondo del romanzo, senza premesse teoriche o storiche.
Proprio per questo sto riflettendo se lasciare il lettore (qualificato nel caso del concorso...) “disarmato” davanti alla storia, e spostare tutto l’apparato di "ipotetico" supporto in appendice.
Re: Dubbi sulla struttura del manoscritto per un premio letterario
5Fraudolente wrote: Sul prologo, però, ho una percezione diversa: non l’ho pensato come introduzione esplicativa o rallentamento, ma come apertura immersiva e narrativa. L’idea era di far entrare subito il lettore dentro il conflitto, l’atmosfera e il mondo del romanzo, senza premesse teoriche o storiche.Ottimo, l'apertura in medias res è sempre una valida soluzione per romanzi storici, o d'avventura, oppure gialli e affini. E di certo non è un rallentamento, al contrario!
Fraudolente wrote: Proprio per questo sto riflettendo se lasciare il lettore (qualificato nel caso del concorso...) “disarmato” davanti alla storia, e spostare tutto l’apparato di "ipotetico" supporto in appendiceAllora la risposta è proprio qui: spostare in appendice come supporto, per non anticipare nulla e non depotenziare il prologo.
Re: Dubbi sulla struttura del manoscritto per un premio letterario
6In "We Were Liars" (trad. it.: 'L'estate dei segreti perduti') l'autrice E. Lockhart fa una terza scelta.
Dopo l'indice e la dedica inserisce fin da subito un mappa di Beechwood Island, l'isola immaginaria dove ha luogo la vicenda. Nella pagina immediatamente successiva viene invece disegnato l'albero genealogico dei Sinclair, la famiglia protagonista della storia.
In entrambi i casi, però, il lettore desideroso di approfondire fin da subito le coordinate geografiche e le dinamiche famigliari viene rimandato all'appendice in fondo al romanzo, che spiega a parole, nei dettagli e senza ulteriori disegni, quanto mostrato dalle immagini.
Nella versione ebook che possiedo, il passaggio dall'apparato iconografico del prologo all'appendice testuale avviene con un click.
Dopo l'indice e la dedica inserisce fin da subito un mappa di Beechwood Island, l'isola immaginaria dove ha luogo la vicenda. Nella pagina immediatamente successiva viene invece disegnato l'albero genealogico dei Sinclair, la famiglia protagonista della storia.
In entrambi i casi, però, il lettore desideroso di approfondire fin da subito le coordinate geografiche e le dinamiche famigliari viene rimandato all'appendice in fondo al romanzo, che spiega a parole, nei dettagli e senza ulteriori disegni, quanto mostrato dalle immagini.
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