Foto n°17. L'uomo sotto la pioggia.
Sono vecchio.
Eppure ancora mi preoccupo della pioggia,
come se non mi avesse mai colto per strada.
Ho fatto più cammino io sotto di lei
di quanto lei ne abbia fatto per i cieli.
Un tempo la testa bagnata era una benedizione,
un’acqua santa attesa nei giorni afosi d’estate
o sognata nell'autunno,
tra le pareti di un camino acceso.
Aspettavo te.
Attendevo che tu capitassi il giorno insieme a lei,
per averla tra le braccia:
umida e calda,
attaccata a me mentre cercava riparo.
Ora invece sollevo il colletto,
mi preoccupo che l’acqua non mi bagni il viso,
che non nasconda i solchi della pelle scavati dagli anni.
Sorrido meno spavaldo mentre scendi,
ho imparato a non sfidarti. E assieme,
io e te,
soli e nessun altro
stiamo qui a ricordare.
Re: [CP19] Più strada dei cieli
2@bestseller2020
La tua poesia racconta della pioggia attesa con gioia al tempo in cui c’era lei, di un amore finito e della solitudine rimasta, identificata nel bavero alzato.
Nella prima parte parli della pioggia (Un tempo la testa bagnata era una benedizione, /un’acqua santa attesa nei giorni afosi d’estate/ o sognata nell'autunno,/tra le pareti di un camino acceso); nella seconda parli alla pioggia (Aspettavo te./Attendevo che tu capitassi il giorno insieme a lei,/per averla tra le braccia: /umida e calda/ attaccata a me mentre cercava riparo).
Un ricordo delicato e struggente.
Ti confesso che alla prima lettura, mi è sembrata più prosa che poesia. Sarà stato per la lunghezza dissimile dei versi o per la narrazione in sé, non so. Sentivo molto racconto, ma rileggendola ho percepito il sentimento profondo che ha reso il tuo testo canto poetico.
Bravo
La tua poesia racconta della pioggia attesa con gioia al tempo in cui c’era lei, di un amore finito e della solitudine rimasta, identificata nel bavero alzato.
Nella prima parte parli della pioggia (Un tempo la testa bagnata era una benedizione, /un’acqua santa attesa nei giorni afosi d’estate/ o sognata nell'autunno,/tra le pareti di un camino acceso); nella seconda parli alla pioggia (Aspettavo te./Attendevo che tu capitassi il giorno insieme a lei,/per averla tra le braccia: /umida e calda/ attaccata a me mentre cercava riparo).
Un ricordo delicato e struggente.
Ti confesso che alla prima lettura, mi è sembrata più prosa che poesia. Sarà stato per la lunghezza dissimile dei versi o per la narrazione in sé, non so. Sentivo molto racconto, ma rileggendola ho percepito il sentimento profondo che ha reso il tuo testo canto poetico.
Bravo
Re: [CP19] Più strada dei cieli
3Ciao @Adel J. Pellitteri e grazie per il passaggio sempre gradito.. 
Adel J. Pellitteri wrote: Thu May 07, 2026 11:24 amTi confesso che alla prima lettura, mi è sembrata più prosa che poesia. Sarà stato per la lunghezza dissimile dei versi o per la narrazione in sé, non so. Sentivo molto racconto, ma rileggendola ho percepito il sentimento profondo che ha reso il tuo testo canto poetico.Hai ragione, ma è il rischio che bisogna correre quando ci si esprime in "versi liberi".. Credo che la poesia slegata da ogni regola sia la migliore. la cosa che non deve mancare è solo il cuore.. Grazie ancora..
Re: [CP19] Più strada dei cieli
4Ciao@bestseller2020 ,
trovo che questo testo dialoghi con la fotografia in modo molto diretto e misurato.
Il vero punto di forza della poesia, quello che mi è rimasto impresso anche dopo la lettura, è senza dubbio il verso: ‘Ho fatto più cammino io sotto di lei / di quanto lei ne abbia fatto per i cieli’. È un’espressione davvero riuscita e memorabile, forse quella che mi ricorderò di più; dà all'esperienza umana una statura superiore a quella degli elementi naturali, trasformando la vecchiaia in un vanto di resistenza.
Anche la personificazione finale della pioggia, vista come una vecchia compagna di strada con cui non serve più lottare, è un’immagine molto coerente con la postura dell'uomo nella foto.
Per quanto riguarda il resto, ho trovato la parte centrale sulla nostalgia e sul ricordo dell'amore un po’ più d'atmosfera e legata a temi classici. Rispetto alla forza dirompente di quel cammino 'sotto i cieli', queste strofe mi sono sembrate muoversi su un terreno più consueto, forse un po’ meno graffiante, anche se contribuiscono a creare quel clima di solitudine riflessiva che lo scatto suggerisce.
Nel complesso è un lavoro molto equilibrato che restituisce bene il senso del tempo che passa. Un saluto!
trovo che questo testo dialoghi con la fotografia in modo molto diretto e misurato.
Il vero punto di forza della poesia, quello che mi è rimasto impresso anche dopo la lettura, è senza dubbio il verso: ‘Ho fatto più cammino io sotto di lei / di quanto lei ne abbia fatto per i cieli’. È un’espressione davvero riuscita e memorabile, forse quella che mi ricorderò di più; dà all'esperienza umana una statura superiore a quella degli elementi naturali, trasformando la vecchiaia in un vanto di resistenza.
Anche la personificazione finale della pioggia, vista come una vecchia compagna di strada con cui non serve più lottare, è un’immagine molto coerente con la postura dell'uomo nella foto.
Per quanto riguarda il resto, ho trovato la parte centrale sulla nostalgia e sul ricordo dell'amore un po’ più d'atmosfera e legata a temi classici. Rispetto alla forza dirompente di quel cammino 'sotto i cieli', queste strofe mi sono sembrate muoversi su un terreno più consueto, forse un po’ meno graffiante, anche se contribuiscono a creare quel clima di solitudine riflessiva che lo scatto suggerisce.
Nel complesso è un lavoro molto equilibrato che restituisce bene il senso del tempo che passa. Un saluto!
Re: [CP19] Più strada dei cieli
5Ciao @bestseller2020
Mi è piaciuto molto il tuo lavoro, ho apprezzato tanto questo passaggio:
Ho fatto più cammino io sotto di lei
di quanto lei ne abbia fatto per i cieli.
Anche il senso della poesia mi ha colpito, il passare del tempo, il non sentirsi più invincibili
il doversi riparare, il dover sollevare il colletto
fino a trasformare la pioggia in un'amica con cui rivangare vecchi ricordi
Niente male
Mi è piaciuto molto il tuo lavoro, ho apprezzato tanto questo passaggio:
Ho fatto più cammino io sotto di lei
di quanto lei ne abbia fatto per i cieli.
Anche il senso della poesia mi ha colpito, il passare del tempo, il non sentirsi più invincibili
il doversi riparare, il dover sollevare il colletto
fino a trasformare la pioggia in un'amica con cui rivangare vecchi ricordi
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Re: [CP19] Più strada dei cieli
6@bestseller2020
La foto n.17 - Un vecchio solo, sotto la pioggia. La sua faccia non è allegra, cerca di proteggersi dalla pioggia, ed è quello che descrivi in questa poesia.
In un tempo passato quell’acqua era attesa e benedetta, alleata di una dolce intimità. Ora è un fastidio dal quale difendersi, perché si è vecchi e vulnerabili e riporta solo ricordi.
‘come se non mi avesse mai colto per strada’ forse e poco poetica, ma a me piace.
‘mi preoccupo che l’acqua non mi bagni il viso’ Va bene anche senza ‘il viso’.
Mi è piaciuta. Tanto.
La foto n.17 - Un vecchio solo, sotto la pioggia. La sua faccia non è allegra, cerca di proteggersi dalla pioggia, ed è quello che descrivi in questa poesia.
In un tempo passato quell’acqua era attesa e benedetta, alleata di una dolce intimità. Ora è un fastidio dal quale difendersi, perché si è vecchi e vulnerabili e riporta solo ricordi.
‘come se non mi avesse mai colto per strada’ forse e poco poetica, ma a me piace.
‘mi preoccupo che l’acqua non mi bagni il viso’ Va bene anche senza ‘il viso’.
Mi è piaciuta. Tanto.
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