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by Stefano R
La storia di questo libro, almeno nell’attuale edizione, purtroppo, è già finita.
Un’incredibile serie di errori nella stampa ne ha determinato l’affossamento. Prima versione con pagine dispari a sinistra e pari a destra. Seconda versione, realizzata arbitrariamente da Amazon (della cui tipografia, sfortunatamente, si è avvalsa la casa editrice per la stampa), di nuovo errata per eccessiva compattazione del testo. Terzo file di stampa, preparato dalla casa editrice, quasi giusto, ma con piccoli errori sulla numerazione dell’indice. Errori che io, come autore, ho ritenuto opportuno chiedere venissero corretti. Richiesta via mail cui, mentre le vendite del libro rimanevano bloccate, (come da me chiesto, già dopo essermi accorto della prima stampa sbagliata), è seguito un lungo silenzio durato almeno 12 giorni. Al che ho perso la pazienza, e ho scritto alla casa editrice chiedendo la risoluzione del contratto di edizione. Risoluzione che la casa editrice stessa si è affrettata ad approvare subito (senza neppure provare a ricucire la situazione, né a fornire spiegazioni plausibili su questa inerzia). Non so se perché era infastidita dalla pignoleria (pignoleria?) dell’autore che non si accontentava di una stampa approssimativa; o perché aveva disapprovato la contro-pubblicità che avevo dovuto fare al mio stesso libro, avvisando gli eventuali interessati di aspettare ad acquistarlo che fosse disponibile una stampa dignitosa. Oppure perché mi fossi permesso di criticare la casa editrice. (Io avevo peccato d’ingenuità annunciando l’uscita del libro basandomi solo sulle foto di copertina e retro, prima ancora di ricevere le mie copie e verificare che erano stampato male, altrimenti né la tipografia né l’editore sarebbero intervenuti o lo avrebbero fatto chissà quando). Oppure per altri a me sconosciuti motivi
Fra l’altro, come ho capito dopo, il contratto di edizione sarebbe stato probabilmente da considerare nullo, in base alla legge sul diritto d’autore, non essendo indicato il numero minimo di copie da stampare. E non poteva essere indicato, trattandosi evidentemente di una sorta di “print on demand” affidato alla struttura di Amazon. Cosa che io non conoscevo al momento della firma del contratto.
Trattandosi di casa editrice “no Eap”, non ho in pratica sostenuto costi (a parte l’acquisto di qualche copia con sconto autore, ma con stampa difettosa). Resta l’amarezza di aver perso molti mesi inutilmente, e soprattutto di trovarmi con un testo che formalmente non è più inedito, quindi molto più difficilmente accettabile da un'altra casa editrice non a pagamento.
Adesso mi trovo a risolvere la contraddizione tra il fatto che avevo, a qualcuno, dichiarato che il libro l’avrei pubblicato solo se avessi trovato una casa editrice disposta a investire su di esso, e la più recente promessa che il libro, in qualche modo, sarebbe uscito in una stampa dignitosa. Penso che prevarrà quest’ultima opzione, perché, forse troppo cocciutamente, non voglio lasciarla vinta a questi eventi di poco giustificabile negligenza, peraltro non di mia colpa.
Il libro uscirà in nuova edizione, pure migliorata e ampliata, anche se dovrò essere io a finanziarlo.