Morte della traduzione?

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Da qualche anno non lavoro più come traduttore editoriale e quindo sono un poco fuori dall'ambiente, però ho un forte sospetto, che mi è stato confermato da un editore (di cui qui non faccio il nome) con cui ho scambiato due chiacchiere a Lucca Collezionando poco tempo fa. Gli editori ormai si rivolgono all'intelligenza artificiale per le traduzioni.
Sarei curioso di sapere se ci sono altri traduttori o persone del ramo editoriale sul forum che possano confermare. 

Re: Morte della traduzione?

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Non mi occupo di traduzioni, ma so per certo che molti editori, specie piccoli, lo fanno.
Altri continuano a rivolgersi a traduttori in carne e ossa.
Quel che mi ricordo, parlando di Lucca, è che moltissimi traduttori, in tempi neanche troppo lontani, protestarono perché sottopagati.
Suppongo che diverse CE abbiano deciso di risolvere il problema così. Peccato, però, che l'attendibilità dei traduttori automatici non sia totale, neanche se implementati con l'IA. Il testo va comunque rivisto e rieditato da un umano. A questo punto meglio rivolgersi direttamente a un professionista in carne e ossa.

Re: Morte della traduzione?

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Pure io credo che traduzione IA con un controllo della versione già tradotta da un madrelingua sia la soluzione che adotteranno quasi tutti. Un domani immagino non ci sarà bisogno neanche del passaggio con un madrelingua.
Allo stato i costi sono già molto più contenuti di una traduzione integrale.

Re: Morte della traduzione?

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ElleryQ wrote: Suppongo che diverse CE abbiano deciso di risolvere il problema così. Peccato, però, che l'attendibilità dei traduttori automatici non sia totale, neanche se implementati con l'IA. Il testo va comunque rivisto e rieditato da un umano.
@ElleryQ  @Gianmarco Perboni  @Fabioloneilboia 
 
Vero! Quello che ho scoperto da lettrice italiana di un grande autore francese mi ha fatto così arrabbiare che ho scritto una mail di fuoco (preparatami dalla I.A., per giunta!) alla Redazione e Direzione della Casa editrice, lamentando un errore gigantesco di trama.
Infatti, il personaggio in questione viene descritto nel gesto di versare una fiala di veleno in una coppa, che viene bevuta dal destinatario, e, poche pagine dopo,  si legge del (mancato) avvelenatore che restituisce la fiala integra.
Non dico di più perché non mi sembra giusto divulgare l'errore e i nomi interessati qui, ma voglio parlarne per avvisare di questo pericolo.

Io il libro l'ho interrotto appena visto il palese refuso, ma, a parte il gigantesco errore di trama, per la prima volta  in vita mia, leggendo un autore quotato, ho avuto una brutta impressione sul "modo" in cui è stato scritto. Frasi elementari alternate a frasi ben scritte, un malessere di fondo che mi "guastava" la lettura.

Io sono una lettrice da 20 testi all'anno, italiani e stranieri, e non avrei mai creduto che dei bestseller stranieri possano essere tradotti dalle I.A. e rovesciati nelle librerie e su Amazon eccetera, con una revisione sciatta che, oltre a non rendere (di certo) la fedele scrittura dell'Autore, arriva a descrivere un'azione dei personaggi "sbagliata" alla luce degli effetti successivi.

Purtroppo (e me l'ha spiegato la stessa I.A.), nella frenesia di buttare al pubblico i libri di una serie di grande successo all'estero, uno via l'altro, si sacrifica una revisione ben fatta del lavoro di traduzione tecnico (ormai affidato alle I.A., va da sé) e questi possono essere i risultati.

Mi chiedo, e chiederò al mio libraio: come riconoscere la C.E. che chiede una seria revisione umana della traduzione?

P.S.: mi ha risposto la traduttrice, riconoscendo l'errore e assicurando che nella rispampa correggeranno; ha però lamentato i miei modi dell'esposizione del reclamo.
 Non le ho risposto, perché le avrei dovuto dire che mi ero rivolta all'I.A. per redigere la mail, e che non l'avevo revisionata bene
prima di cliccare su "INVIO". 
Di sabbia e catrame è la vita:
o scorre o si lega alle dita.


Poeta con te - Tre spunti di versi

Re: Morte della traduzione?

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Cara @Poeta Zaza , alla fine hai ceduto anche tu alle seduzioni dell'IA. Non c'è niente di male... a patto di supervisionarla, appunto. 😅
Purtroppo, quando si parla di lavori che l'IA andrà a rimpiazzare, il ventaglio si apre sempre più. Ma il paradosso per le imprese che la utilizzano (editoriali incluse) è che in apparenza risparmiano sulla manodopera, ma nella sostanza rischiano ugualmente di andare in perdita, perché, presto o tardi, i clienti insoddisfatti dell'approssimazione aumentano e non tutti reclamano, consentendo all'azienda di rimediare e recuperare, molti se ne vanno e basta.

Re: Morte della traduzione?

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Io non sono un esperto... ma una traduzione effettuata da una IA non è un'arma a doppio taglio per un editore?
Mi riferisco al copyright.

Che io sappia, un testo generato dalla IA, non importa in che modo, non è protetto da diritto d'autore. A meno che non ci siano interventi umani significativi.
Questo vale anche per eventuali traduzioni.

In altre parole: se un editore pubblica un testo tradotto con l'IA senza farlo revisionare da una persona, quel testo è, di fatto, in pubblico dominio.
L'unico che potrebbe vantare diritti è l'autore dell'opera originale, ma NON l'editore della traduzione.

Però io non conosco come funzionano i contratti di traduzione nell'editoria, quindi magari questo "buco" è coperto con qualche pezza legale...

Re: Morte della traduzione?

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@Mid mi sembra totalmente esclusa una cosa del genere. In quel caso è al più la traduzione ad essere senza copyright, anche se per me nemmeno quello, ma il testo è dell’autore. Proprio al peggio, o al meglio a seconda delle opinioni, l’unico a trarne un vantaggio potrebbe essere l’autore, utilizzando la traduzione fatta fa un editore con IA in una nuova edizione, una volta scaduti i diritti dell’editore.
Ma anche su questo punto sono scettico e, peraltro, si fa prima a rifarselo tradurre da zero da una IA.
Io ho una serie su Kdp che potrei provare a far tradurre, nel caso vi faccio sapere. 

Re: Morte della traduzione?

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La legge sul diritto d'autore non tutela le traduzioni fatte da IA e non revisionate da mano umana. Al momento, dalla LdA sono tutelate solo le opere dell'ingegno umano in generale.
La tutela c'è solo nel caso di sostanziale intervento umano, tale da apportare significativi cambiamenti che attribuiscano alla traduzione un carattere creativo e di opera d'ingegno (L. 132/2025).
La traduzione fatta con IA resta nel database dell'IA e può essere riutilizzata da chiunque traduca quello stesso testo (pagando i diritti all'autore originale dell'opera).
In pratica, se c'è un editore questi acquista dall'autore (o dall'editore straniero) i diritti di traduzione; se traduce il romanzo con IA, risparmiando sui costi di traduzione e non pagando un traduttore in carne e ossa (che vanterebbe anche una percentuale di royalties), deve accettare il rischio di una traduzione non del tutto corretta e soprattutto non esclusiva.
Se l'autore pubblica in self, ovviamente la cosa va direttamente a suo vantaggio (tranne che per eventuali errori di traduzione).
Le proteste dei lettori sulla traduzione, in ogni caso, c'erano anche da prima dell'avvento dell'IA, perché molti traduttori erano sottopagati e quindi lavoravano in maniera approssimativa per protesta. Possiamo dire che da questo punto di vista il cambiamento non ha portato un effettivo miglioramento, se non un'assenza di costi per l'editore, ma con il rovescio della medaglia che la traduzione non revisionata da un traduttore o altro editor umano non è né precisa, né tutelata da copyright.
L'autore originale sarebbe l'unico a trarne vantaggio, in teoria.

Re: Morte della traduzione?

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Ho chiesto a una conoscente che occupa un posto di rilievo alla Rizzoli se anche le grandi case editrici si fossero comvertite all'IA.
Mi ha risposto che loro per contratto prevedono esplicitamente che non vi sia alcun intervento dell'IA nella traduzione, la quale è quindi esclusivamente umana.
Il problema della qualità è, come rilevava ElleryQ nell'intervento precedente, strettamente connesso al miserrimo pagamento, che a volte costringe il traduttore a una affrettata revisione se vuole sbarcare il lunario. Come puntualizza Dario Ferrari nel suo ultimo libro L'idiota di famiglia, un traduttore straniero che lavori a un bestseller può anche pensare di far su un bel gruzzoletto con  la parte di diritti d'autore che gli spetta; in Italia è grasso che cola se il compenso supera i dieci euro a cartella.

Re: Morte della traduzione?

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Io credo che il problema a monte non sia nell'utilizzo o meno dell'IA nelle traduzioni, ma nella voglia di risparmiare all'osso delle case editrici, incluse quelle titolate. Sono un lettore da 25-30 libri l'anno, molti dei quali di grandi autori stranieri, e mi è capitato spesso di rilevare, a parte i refusi indicanti una carente correzione di bozze, marchiani errori nella consecutio temporum. Errori che stanno a indicare traduttori non di madrelingua italiana e assenza di editing sul testo tradotto. Da parte di grandi case editrici. Questo  il mercato: spendere il meno possibile e chissenefrega dell'immagine. 
Mario Izzi
Sopravvissuti
(in)giustizia & dintorni (trilogia)
Dea
Non solo racconti
[/De gustibus non est sputazzellam (Antonio de Curtis, in arte Totò)]

Re: Morte della traduzione?

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@Cheguevara Purtroppo gli errori marchiani appartengono ai traduttori di madrelingua italiana. E non solo per il motivo che ho già ricordato nel post precedente, cioè della fretta di consegnare per poter arrivare con i soldi a fine mese, ma anche per clamorosa ignoranza. E ciò, come ricordavi giustamente, anche nelle case editrici più blasonate. Faccio un esempio: una casa editrice molto quotata e che tutti conoscono per le copertine blu dei suoi libri, nella traduzione di un classico inglese si serve di una traduttrice che, oltre a zoppicare nell'italiano, cade nella trappola più comune per i traduttori: i false friends. Ed ecco che morbid (morboso) nella sua traduzione diventa morbido, con esiti ridicoli sul senso della frase. Ovviamente sarebbe compito dell'editor che rivede la traduzione espungere questi obbrobri ma, per l'appunto, l'editing costa e la traduzione va direttamente in stampa. Del fatto che agli editori di tutto ciò importi il giusto, se ne ha la riprova dal fatto che all'editore blu ho scritto per segnalare quanto sopra. Secondo voi, mi ha risposto?

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