[CDP2026] Nessuno tocchi Caino

1
Uovo nr. 3 - Incipit *
incipit
* Nota: variazione arma necessaria per evitare anacronismo
[CDP2026] Nessuno tocchi Caino

Non uccidere. Non uccidere. Non uccidere, continuava a ripetere ogni volta che la lama del coltello entrava il bastone infieriva nel  sul corpo ormai senza vita. Era impossibile distogliere lo sguardo dalle proprie mani imbrattate di sangue. Quante volte lo aveva dovuto ripetere? Non uccidere. Ah, che liberazione!

Di breve durata, però. Era stato un lampo di falsa soddisfazione. Quella voce che l'ha incitato a uccidere con opposte parole ora tace, sopraffatta da una più forte, che, mentre stride, lo morde e lo graffia. Caino s'inginocchia e scoppia a piangere, con le mani insanguinate sul petto del fratello Abele: quanto odio inutile e dannoso ha distrutto il suo mondo!

Caino aveva sentito quella voce distorta nell'apoteosi della rabbia, ma la falsa liberazione col gusto di avere ucciso era durata un attimo, sopraffatta dalla reale consapevolezza del male che sapeva di avere commesso. E ora grida, sul corpo esamine del fratello:
- La mia terra sta bevendo il tuo sangue, fratello mio. Che frutti mi potrà dare in futuro?
E adesso capisco com'erano sterili e vane le mie lamentele verso di Te, Dio! Mi sembrava accettassi con maggior favore l'agnello che Ti offriva in sacrificio Abele, col suo comodo lavoro di pastore, rispetto ai frutti del mio campo, costati a me fatica continua, lacrime e sudore. 
Perché ora so che è la disposizione del cuore di chi offre l'importante, più del dono stesso - conclude, mentre piange amaramente.

Caino rimembra le parole del padre Adamo:
- A me e a tua madre cos'è stato a fregarci? La superbia. Volevamo conoscere quello che solo Dio sapeva; ci siamo illusi, spinti dal Male, di poterci riuscire. L'Eden è perduto, ma ora possediamo la voce dentro che bisogna imparare ad ascoltare perché ci dice se una cosa è bene o male.

Caino ricorda con rammarico e colpa anche le parole di mamma Eva:
- Abele è più gracile e più minuto di te: non può fare lavori pesanti così come non poteva fare giochi di forza o pericolosi quando eravate piccoli.
Ricorda che non sarete sempre qui voi due. Cercherete ognuno la sua donna per fare una vostra famiglia, e per riuscirci dovrete fare un lungo cammino.
- Come puoi pensare, madre, che troveremo altre persone come noi? - le aveva chiesto di rimando lui, perplesso.
- Tuo padre Adamo e io non siamo i soli esseri umani creati direttamente da Dio; siamo i primi, forse, ma non gli unici. Se no, come si potrebbe popolare la Terra? Di certo, ci sono altri prototipi come noi due che a questo punto avranno generato, unendosi, figli e figlie.


E Caino intanto ripensa all'infanzia di giochi perduti, con Abele che gli offriva una pecorella plasmata col fango e lui che rispondeva: Puah...
Ed era troppo facile vincere alle corse o alla lotta con lui da bambini.
Allora andava a correre da solo, a colpire un bersaglio lontano con piccoli sassi, a nuotare con vigorose bracciate in ogni corso d'acqua a disposizione, da una sponda all'altra...
Prima di essere messo a lavorare duramente la terra del suo campo, mentre Abele aveva avuto il vantaggio di un lavoro meno stancante, quello del pastore di un gregge.

Si congeda dai genitori, la cui condanna legge negli occhi, specchio di cuori muti e inconsolabili, sicuro però che Dio vorrà concedere loro di procreare ancora: avranno nuova luce nella loro esistenza.

Sa di essere segnato dal suo peccato; un segno che apparirà chiaro a chiunque entrerà in contatto con lui, ma è cosciente di dovere intraprendere, ramingo, un percorso che lo porterà a dover scegliere nella chiarezza di una coscienza finalmente luce del suo cammino. 
Abbandonata la rabbiosa furia, rialza deciso la testa, lo sguardo fiducioso al cielo, e si avvia.


Nessuno tocchi Caino:
questo è il messaggio divino.

Dov’è Abele? Non ne ho conto,
mica sono il suo custode
dacché prende la tua lode
se un agnello, riverente,
lui ti porge in sacrificio;
per la mia fatica niente!
E il frumento in beneficio
e la frutta ti ho portato.
Manco poco hai apprezzato!

Certo lui è delicato,
pastura il gregge nel prato,
mentr’io mi spacco la schiena
nei campi con buona lena.
Lo faccio da sempre col babbo
che sa che lavoro e non gabbo,
ma un compenso diverso deploro
a scàpito del mio lavoro.

Son geloso, sì, rabbioso,
ora molto vergognoso;
devo dirlo: l’ho colpito,
la mia forza m'ha tradito,
atterrandolo all’istante
senza vita fra le piante.

Andrò solo per quel mondo
che nessuno ha visto a fondo;
che sia pegno del perdono
se la rabbia qui abbandono.

Nessuno tocchi Caino:
questo è il messaggio divino.
Di sabbia e catrame è la vita:
o scorre o si lega alle dita.


Poeta con te - Tre spunti di versi

Re: [CDP2026] Nessuno tocchi Caino

3
Ciao @Poeta Zaza,
il tuo racconto mi è piaciuto perché prende una scena molto intensa e la trasforma in riflessione. Ho trovato interessante come fai emergere la consapevolezza di Caino e il tema del cuore rispetto all’offerta.
Forse, proprio perché l’incipit è così fisico e potente, mi aspettavo un po’ più di continuità emotiva prima della parte più riflessiva, ma ho apprezzato molto il lavoro sul significato.

La poesia che accompagna il racconto è una piccola perla: dare voce a Caino in versi come confessione è stata una scelta efficace, creando un cambio di registro rispetto alla prosa e conferendo solennità e forza evocativa al momento.

Un aspetto positivo è l’umanizzazione di Caino: la descrizione della sua infanzia, della fatica nei campi e del rapporto con Abele lo rende vicino e complesso, suscitando empatia. 
Un  limite, a mio avviso, è che alcune riflessioni sono raccontate troppo esplicitamente: a volte il dolore e la consapevolezza vengono “detti” invece che mostrati, diminuendo leggermente la tensione emotiva della scena.
Un piccolo dettaglio che mi ha colpito: la parola “prototipi” mi è sembrata un po’ anacronistica rispetto al contesto biblico. Forse un’espressione come “altri esseri umani come noi” o “altri figli della creazione” renderebbe il passaggio più coerente con il tono della narrazione e con la Genesi.

Re: [CDP2026] Nessuno tocchi Caino

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Didalinda wrote: Tue Apr 07, 2026 10:55 am Ciao @Poeta Zaza,
il tuo racconto mi è piaciuto perché prende una scena molto intensa e la trasforma in riflessione. Ho trovato interessante come fai emergere la consapevolezza di Caino e il tema del cuore rispetto all’offerta.
Forse, proprio perché l’incipit è così fisico e potente, mi aspettavo un po’ più di continuità emotiva prima della parte più riflessiva, ma ho apprezzato molto il lavoro sul significato.

La poesia che accompagna il racconto è una piccola perla: dare voce a Caino in versi come confessione è stata una scelta efficace, creando un cambio di registro rispetto alla prosa e conferendo solennità e forza evocativa al momento.

Un aspetto positivo è l’umanizzazione di Caino: la descrizione della sua infanzia, della fatica nei campi e del rapporto con Abele lo rende vicino e complesso, suscitando empatia. 
Un  limite, a mio avviso, è che alcune riflessioni sono raccontate troppo esplicitamente: a volte il dolore e la consapevolezza vengono “detti” invece che mostrati, diminuendo leggermente la tensione emotiva della scena.
Un piccolo dettaglio che mi ha colpito: la parola “prototipi” mi è sembrata un po’ anacronistica rispetto al contesto biblico. Forse un’espressione come “altri esseri umani come noi” o “altri figli della creazione” renderebbe il passaggio più coerente con il tono della narrazione e con la Genesi.
Grazie, @Didalinda, per le tante cose che hai saputo "leggere" e interpretare del mio testo. Hai ragione sul "detto" invece di "mostrato": avrei
potuto arrivarci più vicino...
Per la parola "prototipo" ci ho pensato tanto ma non c'è stato verso di trovare un sinonimo che valga lo stesso significato in una sola parola.
Ho preferito lasciare quello, anche se so che suona strano detto da Eva al figlio.

:flower:
Di sabbia e catrame è la vita:
o scorre o si lega alle dita.


Poeta con te - Tre spunti di versi

Re: [CDP2026] Nessuno tocchi Caino

5
Ciao @Poeta Zaza
Il tuo è un pezzo biblico, aulico e ben congegnato
in alcuni punti mi ha riportato alla mente il meraviglioso Valle dell'Eden di Steinbeck
Il pezzo è potente, la fotografia di un momento già noto a tutti riproposto con un tono forte e credibile
Ciò che meno mi è piaciuto sono alcuni punti della poesia
è ovviamente solo un mio parere che, premetto, di poesia non capisco proprio niente 
però alcune parti come: 
e la frutta ti ho portato.
Manco poco hai apprezzato!

o
Lo faccio da sempre col babbo
che sa che lavoro e non gabbo
,
Non mi hanno fatto impazzire, ho avuto l'impressione che poco si integrassero con il resto del pezzo 
ovviamente, ripeto, è solo la mia opinione da profano 
nella speranza di non essere stato antipatico, il pezzo resta solido e piacevole 
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Re: [CDP2026] Nessuno tocchi Caino

6
NanoVetricida wrote: Tue Apr 07, 2026 5:52 pmin alcuni punti mi ha riportato alla mente il meraviglioso Valle dell'Eden di Steinbeck
Il pezzo è potente, la fotografia di un momento già noto a tutti riproposto con un tono forte e credibile
Onorata di queste tue considerazioni, grazie @NanoVetricida   :)
NanoVetricida wrote: Tue Apr 07, 2026 5:52 pm Ciò che meno mi è piaciuto sono alcuni punti della poesia
è ovviamente solo un mio parere che, premetto, di poesia non capisco proprio niente 
però alcune parti come: 
e la frutta ti ho portato.
Manco poco hai apprezzato!

o
Lo faccio da sempre col babbo
che sa che lavoro e non gabbo
,
Non mi hanno fatto impazzire, ho avuto l'impressione che poco si integrassero con il resto del pezzo 
ovviamente, ripeto, è solo la mia opinione da profano 
nella speranza di non essere stato antipatico, il pezzo resta solido e piacevole 
Hai trovato proprio i versi in cui la scelta della rima baciata, che ho fatto per tutto il testo, è stata meno naturale che negli altri versi.
I concetti espressi, però,  sono in armonia con le "rimostranze" che Caino fa a Dio:
nel primo caso, Dio ha dimostrato di accettare "manco poco" la sua frutta in dono, ossia "niente affatto" o "per nulla";
nel secondo caso, Caino non scherza (non gabba) sul lavoro, lo fa con serietà e impegno, come sa bene il suo babbo.

In sintesi, si integrano però sono i versi meno "naturali" della poesia.
Quindi, @NanoVetricida , bravo perché la sensibilità poetica non ti manca!  :si:
Di sabbia e catrame è la vita:
o scorre o si lega alle dita.


Poeta con te - Tre spunti di versi

Re: [CDP2026] Nessuno tocchi Caino

7
Ciao @Poeta Zaza ..

Secondo me, hai sbagliato a cambiare l'arma per evitare l'anacronismo, prima cosa. Se la traccia era quella, quella doveva rimanere. Non so come la prenderà il giudice! Anche perché, in fin dei conti, il coltello ci poteva anche stare, magari di pietra affilata.. Se ci tenevi a non cadere nell'anacronismo avresti dovuto cambiare storia. Mi pare che Caino usò un osso di animale, anche se è scritto solo che "Caino alzò la mano su suo fratello".

Detto questo, hai ben umanizzato questo Caino, in fin dei conti, persino le scritture parlano del suo pentimento.
Il racconto soffre nella esposizione dei fatti. Il percorso narrativo è vittima di una voce narrante che non è in sintonia col pezzo.
Quindi, manca lo stile, il registro possente da adottare in racconti del genere. A questo punto, ti sarebbe tornato utile scrivere in prima persona lasciando il racconto completamente nelle mani di Caino, a cui hai dato una voce coerente. 
Anche la poesia soffre, come ti hanno già fatto notare. Secondo me, dovresti entrare nei personaggi che esponi, attraverso l'immedesimazione. Cercare di raccontare la sofferenza attraverso la sofferenza di chi parla: non so se mi spiego. Comunque sei sempre coraggiosa a cimentarti, e sinceramente avevi ragione a dire che il pezzo non stava nelle tue corde.. hai l'animo troppo delicato. Hai la mia solidarietà. Ciao  :sss:
Viaggio sconsolato tra i ricordi dello Stato.
Tratti di pioggia sopra Auschwitz. Tra oblio e orgoglio.
Io malata in fuga.

Re: [CDP2026] Nessuno tocchi Caino

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bestseller2020 wrote: Tue Apr 07, 2026 8:03 pm Ciao @Poeta Zaza ..

Secondo me, hai sbagliato a cambiare l'arma per evitare l'anacronismo, prima cosa. Se la traccia era quella, quella doveva rimanere. Non so come la prenderà il giudice! Anche perché, in fin dei conti, il coltello ci poteva anche stare, magari di pietra affilata.. Se ci tenevi a non cadere nell'anacronismo avresti dovuto cambiare storia. Mi pare che Caino usò un osso di animale, anche se è scritto solo che "Caino alzò la mano su suo fratello".

Detto questo, hai ben umanizzato questo Caino, in fin dei conti, persino le scritture parlano del suo pentimento.
Il racconto soffre nella esposizione dei fatti. Il percorso narrativo è vittima di una voce narrante che non è in sintonia col pezzo.
Quindi, manca lo stile, il registro possente da adottare in racconti del genere. A questo punto, ti sarebbe tornato utile scrivere in prima persona lasciando il racconto completamente nelle mani di Caino, a cui hai dato una voce coerente. 
Anche la poesia soffre, come ti hanno già fatto notare. Secondo me, dovresti entrare nei personaggi che esponi, attraverso l'immedesimazione. Cercare di raccontare la sofferenza attraverso la sofferenza di chi parla: non so se mi spiego. Comunque sei sempre coraggiosa a cimentarti, e sinceramente avevi ragione a dire che il pezzo non stava nelle tue corde.. hai l'animo troppo delicato. Hai la mia solidarietà. Ciao  :sss:
Grazie del passaggio, @bestseller2020   :)

Anche se mi aspettavo già ogni critica, a partire dalla correzione dell'incipit, passando dai "corsivi" e dalla voce narrante che non è in sintonia col pezzo.

Nei commenti ti riconosco, @bestseller2020   :si:
Di sabbia e catrame è la vita:
o scorre o si lega alle dita.


Poeta con te - Tre spunti di versi

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