Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5426
M.T. wrote: Il paese dei valori della famiglia: https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/01/claudia-conte-relazione-piantedosi-nomina-consulenza-commissione-sicurezza-camera/8343002/
Notizia che fa tanto scalpore in Italia, mentre i problemi veri e reali sono altri.
D'accordo sul fatto che c'è ben altro su cui concentrarsi. Ma l'ennesimo caso in cui si scoprono certi altarini dà comunque da riflettere sulle incoerenza e incongruenze di questo governo, sorto al grido di "Dio, Patria, Famiglia". Facendo per un attimo un'analisi terra-terra, alla mia portata, cioè alla portata di chiunque dotato di minima intelligenza: Dio viene sbandierato dal rosariomunito Principe dei Cialtroni e dalla presidenta, gli stessi che rinchiudono i migranti nei lager, applicando così i comandamenti della fede; la Patria, in quattro anni di governo, è stata ridotta sul lastrico e supinamente sdraiata fino al bacio della pantofola trumpiana (e adesso si cerca ridicolmente di cambiare strada, ma è tardi); della famiglia ci si ricorda quando bisogna collocare sorelle, figli, cognati e altri affini, amanti incluse, in posizioni istituzionali ottimamente retribuite, mentre le famiglie normali vengono messe sul lastrico da criteri che danno la priorità a flat-tax, ponte sullo stretto e armi alla ormai inutile NATO. Trascurando la circostanza che la classica famiglia cristiana, benedetta da Dio nel sacro vincolo del matrimonio, è cosa che non riguarda presidenta e suo cristianissimo vice, che vivono in peccato mortale e hanno figli non generati nel matrimonio. Quello del ministro dell'Interno è solo l'ultimo scandalicchio, è vero, ma mostra ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, l'inadeguatezza di una certa classe dirigente non solo sotto il profilo pratico, ma anche sotto quello etico. 
Mario Izzi
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5427
https://ilmanifesto.it/remigrazione-cas ... parlamento
https://www.iltempo.it/opinioni-e-comme ... -47114310/

Osservando come questi due giornali riportano la medesima notizia, non si può fare a meno di notare un corto circuito che attraversa il nostro Paese da decenni. Da un lato la rivendicazione di uno spazio politico, dall'altro la richiesta di un cordone sanitario che somiglia molto a una censura preventiva.
La vera maturità democratica consiste nel confutare le idee che non ci piacciono nel merito, non nel cercare di impedirne l’esistenza. Quando si agisce per "mettere a tacere", si finisce per ammettere una debolezza intellettuale: la paura che le proprie tesi non reggano il confronto aperto.
Questo vizio di voler eliminare l'avversario dalla scena — anziché sconfiggerlo nelle urne o nel dibattito — ha radici profonde. È l’eredità di una delle pagine più tragiche della nostra storia nazionale, quella del passaggio di regime, segnata da voltafaccia repentini e da una stagione di ritorsioni che spesso ha avuto poco a che fare con la giustizia e molto con la vendetta personale.
È proibito ricordarlo, ma la nostra democrazia è nata in un clima dove il cambio di casacca e la ritorsione violenta verso lo sconfitto erano la norma.
Oggi la violenza non è più (fortunatamente) fisica, ma è diventata una sorta di interdizione morale e mediatica. Se non superiamo questa logica della "resa dei conti" perenne, figlia di quegli anni sanguinosi, non saremo mai un Paese realmente libero, ma resteremo sempre prigionieri di un passato che non riusciamo a elaborare.
Si salveranno solo coloro che resisteranno e disobbediranno a oltranza, il resto perirà.
(Apocalisse di S. Giovanni)

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5428
@Alberto Tosciri Il Tempo e Il Manifesto sono due testate dichiaratamente schierate l'una a desta, l'altra a sinistra: è quindi logico che rispetto allo stesso evento possano arrivare a esprimere opinioni opposte. Riguardo al clima in cui è nata la nostra democrazia, mi sento di fare alcune osservazioni: 
- il cambio di casacca, nella stragrande maggioranza dei casi, deriva dal fatto che i fascisti veri erano un'esigua minoranza rispetto alla popolazione, costretta a dichiararsi fascista per riuscire a vivere, lavorare ed evitare la galera o peggio. Appare ovvio che, alla caduta del regime, la popolazione abbia rialzato la testa. 
- vendette e ritorsioni ce ne sono state, e anche questo mi sembra normale, ma non sono state quello che avrebbero potuto essere se i padri della democrazia (De Gasperi e Togliatti innanzi tutto) non avessero deciso di stendere un velo sul passato arrivando addirittura a nascondere le prove di efferati delitti fascisti nel tristemente famoso "armadio della vergogna", pur di giungere a una riconciliazione. 
- non mi pare che si sia verificata l'interdizione morale e mediatica, visto che è stato consentito ai fascisti, capitanati dai repubblichini Almirante e Rauti, di ricostituire di fatto il partito fascista col nome di Movimento Sociale Italiano, possessore della testata "Il Secolo d'Italia" e fiancheggiato da altri quotidiani cosiddetti indipendenti. In un altro Paese, personaggi come Almirante e Rauti sarebbero stati messi al muro, anziché essere largamente remunerati in quanto eletti in Parlamento.
Per concludere, non mi pare proprio che la voce delle destre sia stata messa a tacere, anzi, il tentativo non completamente riuscito di ripristinare una sorta di Minculpop mostra il contrario.
E' la mia opinione, che non intendo imporre, ma che ho il diritto di esprimere.
    
Mario Izzi
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5429
ElleryQ wrote: Gli analisti hanno notato e verificato quanto le decisioni strategiche e le dichiarazioni di Trump abbiano effetto soprattutto sulle quotazioni azionarie e sembrino mirate proprio a favorire determinati imprenditori.
Non so fino a quanto durerà, la credibilità di questo individuo dovrebbe iniziare quantomeno a scricchiolare...

Intanto seguo la missione Artemis II.  :super: 
https://www.amazon.it/stores/Giovanni-Mignini/author/B0DM8CJMWK
https://www.facebook.com/curiosamate

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5430
Alberto Tosciri wrote: Oggi la violenza non è più (fortunatamente) fisica, ma è diventata una sorta di interdizione morale e mediatica.
Fortunatamente la violenza non è più fisica, ma non vedo nemmeno interdizioni morali e dei media. È strano che lo dici proprio mentre esprimi la tua opinione su un media. Non vedo nessuno che ti interdice. Ormai tutti scrivono tutto: basta vedere l'attuale presidente americano, che si è fatto un social e ci scrive ciò che gli passa per la testa, ma proprio tutto, e non mi pare che subisca interdizioni di qualsiasi tipo. L'Italia è un paese di cultura latina e mediterranea e si discute, si litiga, si dibatte, eccetera. È normale che sia così e persino in Grecia, altro paese di cultura mediterranea, si discute su tutto.
Alberto Tosciri wrote: Se non superiamo questa logica della "resa dei conti" perenne, figlia di quegli anni sanguinosi, non saremo mai un Paese realmente libero
Vero, sono d'accordo.
Alberto Tosciri wrote: ma resteremo sempre prigionieri di un passato che non riusciamo a elaborare.
È strano che un tradizionalista, come te, affermi questo.
bwv582 wrote: Non so fino a quanto durerà, la credibilità di questo individuo dovrebbe iniziare quantomeno a scricchiolare...
Purtroppo durerà a lungo. Agli Americani questo individuo piace. Loro non ragionano come noi Europei.
Il Sommo Misantropo

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5431
dyskolos wrote: Purtroppo durerà a lungo. Agli Americani questo individuo piace. Loro non ragionano come noi Europei.
Mi permetto di contraddirti: a parte le 3.100 dimostrazioni di piazza contro, Trump dalle prossime elezioni di medio termine uscirà con le ossa rotte. Inoltre il mondo maga, che è stato determinante per la sua vittoria elettorale, gli ha già voltato le spalle per via delle sue guerre, che contraddicono il promesso isolamento, e parecchi collaboratori importanti lo hanno già piantato. Gli restano gli yes-men del suo entourage e i ricchi paperoni che l'hanno sostenuto, ma quella è gente pronta a dileguarsi alla prima tempesta di vento. Io credo che abbia i mesi, se non i giorni, contati.
Mario Izzi
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5432
Cheguevara wrote: Mi permetto di contraddirti
Figurati! La penserei come te, solo che mi vengono in mente gli stati centrali e meridionali (Texas, Colorado, Nebraska, Louisiana, eccetera) che stravedono per Trump e pensano che lui abbia sempre ragione. ICE e assassinio di cittadini americani? "Cose che capitano", "Forza Trump, fagli vedere chi sei!", pensano. Ci possono essere manifestazioni di protesta e voltafaccia, ma lui rimane pur sempre popolare lì e non è detto che le urne lo mettano nei guai. Io mi auguro che tu abbia ragione, ma su questo non sono così ottimista come te. Vedremo…
Il Sommo Misantropo

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5433
dyskolos wrote: Fortunatamente la violenza non è più fisica, ma non vedo nemmeno interdizioni morali e dei media. È strano che lo dici proprio mentre esprimi la tua opinione su un media. Non vedo nessuno che ti interdice. Ormai tutti scrivono tutto: basta vedere l'attuale presidente americano, che si è fatto un social e ci scrive ciò che gli passa per la testa, ma proprio tutto, e non mi pare che subisca interdizioni di qualsiasi tipo. L'Italia è un paese di cultura latina e mediterranea e si discute, si litiga, si dibatte, eccetera. È normale che sia così e persino in Grecia, altro paese di cultura mediterranea, si discute su tutto.
Permettimi di distinguere tra il "rumore di fondo" dei social e l’interdizione reale.
 È vero, oggi tutti scrivono tutto, ma c’è una sottile differenza tra il parlare e l’avere il diritto di cittadinanza nel dibattito pubblico.
L'interdizione moderna non è quasi mai un bavaglio fisico; è un meccanismo di delegittimazione morale. Ti lasciano parlare, ma ti attaccano mistificando ogni virgola per renderti "improponibile". È la tattica di chi decide chi è degno di rappresentare la libertà e chi no, basandosi su una bilancia morale tarata a senso unico.

Tempo fa lessi  lettere di condannati a morte dell’ultimo conflitto: partigiani e militi della RSI. Se togliessi le intestazioni, non sapresti distinguerli. Parlavano tutti delle stesse cose: l’amore per la madre, la devozione alla Famiglia, l’attaccamento alla Patria e, spesso, l’affidamento a Dio.
Quel trittico — Dio, Patria e Famiglia — oggi così ridicolizzato, era il motore invisibile che spingeva uomini di fazioni opposte a morire con dignità. Se queste lettere oggi circolassero nelle scuole, forse i giovani capirebbero che il dolore non ha colore politico, ma qualcuno si guarda bene dal farlo: equiparerebbe l’umanità del "nemico" alla propria, e questo renderebbe impossibile continuare la guerra ideologica odierna.
dyskolos wrote:
È strano che un tradizionalista, come te, affermi questo.

Mi chiedi come possa io, da tradizionalista, voler superare il passato. È proprio perché amo la Tradizione che non sopporto di vederla ridotta a un’arma contundente per ritorsioni infinite. Anche noi tradizionalisti, (si, lo sono),  siamo stanchi di camminare sulle uova.
Rielaborare per me non significa rinnegare o dimenticare ma avere il coraggio di guardare la Storia negli occhi senza scannarsi verbalmente per colpe di avi che non ci sono più. Forse i conti con la storia non si chiuderanno mai del tutto, ma possiamo scegliere di non essere i carcerieri del nostro presente e del futuro di figli e nipoti. Nel frattempo parliamo, con la speranza che, col passare delle generazioni, i fatti si diluiscano naturalmente nel tempo, lasciando spazio a una convivenza civile che non sia solo un "litigio mediterraneo", ma un rispetto profondo per l'identità altrui.
Si salveranno solo coloro che resisteranno e disobbediranno a oltranza, il resto perirà.
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5434
Alberto Tosciri wrote: Quel trittico — Dio, Patria e Famiglia — oggi così ridicolizzato, era il motore invisibile che spingeva uomini di fazioni opposte a morire con dignità. 
Ma ti rendi conto? Nobilitare il "motore invisibile" che spinge la gente a morire? Anche i terroristi che si fanno esplodere lo fanno per il loro Dio, la loro Patria e la loro famiglia che, per quanto ne so, pare che venga remunerata per il loro sacrificio. Nella morte di chi uccide non c'è dignità, a meno che non sia la morte di chi muore nell'atto di salvare un'altra vita. Al solito, è solo la mia opinione.
Mario Izzi
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5435
Cheguevara wrote: Ma ti rendi conto? Nobilitare il "motore invisibile" che spinge la gente a morire? Anche i terroristi che si fanno esplodere lo fanno per il loro Dio, la loro Patria e la loro famiglia che, per quanto ne so, pare che venga remunerata per il loro sacrificio. Nella morte di chi uccide non c'è dignità, a meno che non sia la morte di chi muore nell'atto di salvare un'altra vita. Al solito, è solo la mia opinione.

Ma santo cielo... vabbè.
Quindi fino adesso ne deduco che hai fatto grandi sforzi a trattenere il tuo vero pensiero. Vedi, non ho nessuna intenzione di entrare in contrasto,  né con te né con nessuno, ma il tuo paragone con il terrorismo è l’esempio perfetto di quella mistificazione di cui parlavo: si prende un concetto alto e lo si ribalta, lo si trascina nel fango per evitare di affrontarne la profondità.
Ma perché?

Equiparare un ragazzo del 1944, che sia partigiano o anche no — che scrive alla madre parole di fede e di amore per la propria terra e fiducia in Dio prima di essere fucilato —  le lettere sono in rete ora non ricordo i siti, le lessi molto tempo fa, equipararlo a un kamikaze che si fa esplodere per uccidere civili innocenti, non è solo un errore storico, è una forzatura morale. Il terrorista cerca la morte altrui come fine; il condannato a morte di cui parlo io subiva la morte per non aver tradito se stesso o i suoi compagni. C’è un abisso di civiltà tra le due cose.

Dici che nella morte di chi uccide non c'è dignità?  E hai ragione. Ti sei confrontato  anche con una realtà che di solito la tua parte politica difende? Con chi  ha combattuto per la “libertà” dell’aborto? Certo che spargere sangue umano è un abominio.
Se seguo la tua logica, dovremmo allora togliere dignità anche a migliaia di partigiani che hanno imbracciato le armi e ucciso in nome di un ideale. Anche loro avevano quel "motore invisibile". Anche loro combattevano per una Patria e per il futuro delle loro famiglie. Ma pensi che loro fossero nel “giusto”, gli altri no. Se riduci tutto a "fanatismo remunerato", svuoti di senso l'intera Storia, compresa quella che forse ti è cara.

Nessuno sta nobilitando la morte violenta. Non ho detto assolutamente questo. Ho detto che quelle lettere, di ambo le parti, dovrebbero essere fatte leggere nelle scuole. Ma si può riconoscere ancora l'umanità che resta integra anche nell'ora estrema?  I cristiani lo hanno sempre fatto nelle persecuzioni, ieri come oggi.
Negare la dignità di  coloro che furono fucilati, che a quei tempi avevano altri valori, anche  cristiani, da una parte e dall’altra, significa negare che l'uomo sia qualcosa di più di una macchina biologica o di un fanatico programmato.

È proprio questo cinismo, che non distingue più tra il sacrificio di un martire e la ferocia di un terrorista, a rendere impossibile ogni rielaborazione del passato. Se non sai distinguere il testamento spirituale di un condannato a morte dalla cintura esplosiva di un kamikaze, il problema non è nel "motore" di quegli uomini, ma nella lente con cui guardi il mondo.
Mi hanno insegnato a rispettare gli anziani e anziano sono anche io, ma, con tutto rispetto, non so più che dire.
Tieni conto che non devo convertire o convincere nessuno.
Si salveranno solo coloro che resisteranno e disobbediranno a oltranza, il resto perirà.
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5436
Alberto Tosciri wrote: c’è una sottile differenza tra il parlare e l’avere il diritto di cittadinanza nel dibattito pubblico.
L'interdizione moderna non è quasi mai un bavaglio fisico; è un meccanismo di delegittimazione morale. Ti lasciano parlare, ma ti attaccano mistificando ogni virgola per renderti "improponibile". È la tattica di chi decide chi è degno di rappresentare la libertà e chi no, basandosi su una bilancia morale tarata a senso unico.
Qua ti potrei rispondere con la terminologia di uno degli articoli che hai citato prima (quello di Il Tempo), laddove parla di piagnoni, piagnisteo, gnegne' e dirti "Albe', la smetti di fare gnegne' a ogni piè sospinto?" :asd: Molto divertente :-) ma voglio rispondere diversamente.
Se dico qualcosa, so che sarò criticato. Se dico il contrario, mi criticheranno altri. E allora che faccio? non parlo più? No, se ho qualcosa da dire, intanto la dico e poi si vede. Mi renderanno "improponibile" e mi delegittimeranno? Può essere! E vabbuo', chi se ne frega? Se hai qualcosa da dire, dilla, no? Non limitarti a non dirla! Mica ci hai scritto "A regà, ajò, non mi criticate che poi piango!" sulla fonte!
Parlando di media, se XYZ viene delegittimato nella trasmissione 123, vada alla trasmissione 456! Se va al tg4, si trova bene. Voglio dire, ci sono tante e tali trasmissioni televisive, specie ultimamente, che trovare un pubblico favorevole "non-attaccante non-delegittimante" è facilissimo. Se non va bene il tg4, vada a "Dimartedì". Se non va bene neppure "Dimartedì", vada a "Studio Aperto". Un posto lo trova e lì si sfogherà.
Come sai frequento un gruppo di ultra-sovranisti, ultra-filoputiniani a oltranza, filotrumpiani, filo-basta-che-respiri-e-uccida-bambini, eccetera, e lì mi attaccavano mistificando le mie parole e delegittimandomi, condedo il tutto con la parola "libertà" e con vari insulti tipo "testa di biiiip", "ma vai a ca**re, figlio di puttana", eccetera, e anche io posso ripetere a proposito le tue parole (copio e incollo): "È la tattica di chi decide chi è degno di rappresentare la libertà e chi no, basandosi su una bilancia morale tarata a senso unico". Come vedi capita a tutti da parte di tutti, anche della tua parte politica. Ma si sa che nei gruppi politici va così. È bene che non vada così, ma va così.
Alberto Tosciri wrote: Se queste lettere oggi circolassero nelle scuole, forse i giovani capirebbero che il dolore non ha colore politico, ma qualcuno si guarda bene dal farlo: equiparerebbe l’umanità del "nemico" alla propria, e questo renderebbe impossibile continuare la guerra ideologica odierna.
Non so come vada la scuola oggi. Non frequento da decenni, ma posso dire che i giovani, se vogliono, possono avere accesso a quelle storie. Che si insegni la storia a senso unico (non so oggi, ma ai mie tempi era così) è pacifico. Persino la storia di Garibaldi in Sicilia viene o veniva insegnata a senso unico. Oggi molti, soprattutto al Nord, hanno l'idea distorta di un Garibaldi liberatore, un eroe (ma quando mai!?), "Evviva Garibaldi che ha unificato il mio paese!" (seeeeee…). E la scuola usava, e forse usa ancora, pompare questa "narrazione" distorta. Oggi però tutti gli storici riconoscono che l'unità d'Italia è stata favorita dalla televisione. La televisione ha più potere dei carri armati, a volte. "Abbiamo fatto l'Italia, ora dobbiamo fare gli Italiani", disse chi sappiamo.
Alberto Tosciri wrote: Nel frattempo parliamo
Senza fare gnegne', però.
Alberto Tosciri wrote: Nel frattempo parliamo, con la speranza che, col passare delle generazioni, i fatti si diluiscano naturalmente nel tempo, lasciando spazio a una convivenza civile che non sia solo un "litigio mediterraneo", ma un rispetto profondo per l'identità altrui.
Anch'io ho questa speranza.
Quando ero bambino c'erano i garibaldini, i sostenitori dell'eroe Garibaldi. Oggi questi sono scomparsi, forse l'anagrafe ha fatto il suo lavoro. Mi auguro che succeda anche con altri, tipo i "fascisti del terzo millennio", come si defiscono quelli di CasaPound. Sinceramente ho qualche dubbio che spariranno, ma vabbe'. Ci sono anche Forza Nuova e altri.
Il Sommo Misantropo

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5438
@Alberto Tosciri La mia era una provocazione, contrapposta al solito tentativo di equiparare la resistenza dei partigiani che si battevano contro gli invasori tedeschi, al bieco collaborazionismo di chi aveva supportato e materialmente partecipato alle stragi di civili innocenti perpetrate dalle SS. Gli ideali non sono tutti degni di rispetto in quanto tali: non sono degni di rispetto il Dio-Patria-Famiglia dei terroristi mussulmani, e neanche il Dio-Patria-Famiglia in nome del quale i repubblichini hanno aiutato truppe straniere a massacrare i civili della loro Patria. Nelle loro lettere possono aver scritto le stesse cose che hanno scritto i partigiani, perché in entrambi i casi si tratta di esseri umani che sanno di stare per morire, ma la cosa non rende uguali loro, né la loro morte. Sono ottant'anni che le destre cercano di riscrivere la storia e il processo ha subito una forte accelerazione da quando questa super-destra governa il Paese. Ma i fatti non possono essere cambiati da una narrazione diversa avente lo scopo di abbindolare chi non sa. E, tanto per chiarire, non sento il bisogno di essere rispettato in quanto anziano: il rispetto me lo sono guadagnato nella vita attiva, e tanto mi basta.
Last edited by Cheguevara on Sat Apr 04, 2026 10:14 am, edited 1 time in total.
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5441
Cheguevara wrote: @Alberto Tosciri La mia era una provocazione, contrapposta al solito tentativo di equiparare la resistenza dei partigiani che si battevano contro gli invasori tedeschi, al bieco collaborazionismo di chi aveva supportato e materialmente partecipato alle stragi di civili innocenti perpetrate dalle SS. Gli ideali non sono tutti degni di rispetto in quanto tali: non sono degni di rispetto il Dio-Patria-Famiglia dei terroristi mussulmani, e neanche il Dio-Patria-Famiglia in nome del quale i repubblichini hanno aiutato truppe straniere a massacrare i civili della loro Patria. Nelle loro lettere possono aver scritto le stesse cose che hanno scritto i partigiani, perché in entrambi i casi si tratta di esseri umani che sanno di stare per morire, ma la cosa non rende uguali loro, né la loro morte. Sono ottant'anni che le destre cercano di riscrivere la storia e il processo ha subito una forte accelerazione da quando questa super-destra governa il Paese. Ma i fatti non possono essere cambiati da una narrazione diversa avente lo scopo di abbindolare chi non sa. E, tanto per chiarire, non sento il bisogno di essere rispettato in quanto anziano: il rispetto me lo sono guadagnato nella vita attiva, e tanto mi basta.
Ahh… E pensare che non lo avevo capito che la tua era una provocazione… Ma pensa un po'...
E pensare che avrei dovuto capirlo, visti gli sfottò  che scrivi  di tuo pugno contro cariche del governo e pubblici dileggi  presi da YouTube.
Allora capirai, ma non ha importanza, provocazione per provocazione, dileggio per dileggio, che anche io metta filmati pubblici YouTube, visto che qui l’ho fatto raramente, a parte articoli di giornale che manco a sbatterci il grugno.
E capirai, presumo, che non metto filmati politici di un presente che per me è di uno squallore e miseria morale senza limiti, destra e sinistra che sono solo convenzioni senza più significato, in quanto sono uguali.

I trailer sono tratti da una miniserie televisiva uscita nel 2002, “La guerra è finita”, diretta da Lodovico GASPARINI, fatta con la consulenza di Rosario BENTIVEGNA, partigiano medaglia d’oro della resistenza, che partecipò all’azione di via Rasella e Carlo MAZZANTINI, che aveva militato dall’età di 17 anni nella Repubblica Sociale di Salò e in seguito divenne scrittore.
Da vecchi collaborarono assieme per la consulenza del film, non più nemici; riuscirono a superare le barricate ideologiche in nome di una memoria condivisa della sofferenza umana, vissuta in quel  complesso  periodo storico. Segno che per alcuni la vecchiaia e l’esperienza sono servite.
Gli interpreti principali sono Alessandro GASSMAN, Beppe FIORELLO e Barbora BOBULOVA.
Ah, un ultimo appunto: i fascisti furono sconfitti dalle armi, i comunisti sono stati sconfitti dalla storia.



Si salveranno solo coloro che resisteranno e disobbediranno a oltranza, il resto perirà.
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5443
Alberto Tosciri wrote:
Guardavo il video e mi è balzato all'occhio l'uso di pei in luogo di per i per due volte (pei tedeschi e pei fascisti). Oggi è di solito considerato un errore, ma non  per me. Per me non lo è: è un'innocua variazione diacronica dell'italiano. Allora io propongo la doppia forma per i e pei, così come facciamo per coi e con i e per col e con il, exempli gratia. Le forme "duoverbate" dovrebbero essere più semplici nell'insegnamento dell'italiano all'estero.


P.S.: non ho mai capito (o forse l'ho capito fin troppo bene!) perché la lingua greca si chiama "greco moderno" e la nostra non "latino moderno".
Il Sommo Misantropo

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5444
@Alberto Tosciri Al solito, stai ciurlando nel manico. Tu di video parafascisti presi da youtube ne hai postati a centinaia, non solo in questa sezione, ma in tutte quelle che sei solito frequentare, spesso ripetendoti, forse pensando che repetita juvant. Io i video non li posto direttamente, anche perché nella mia scarsa dimestichezza con l'informatica non ne sono capace. Io i video li commento quando me li trovo messi davanti. Di te, penso che sei una persona schierata a destra che nell'intimo è di destra, ma che vuole far credere di essere capace di formulare giudizi spassionati, senza riuscirci granché. Io sono uno schierato a sinistra senza se e senza ma, perciò gli accadimenti reali li vedo e li commento secondo un'ottica di sinistra. Se questo non ti va proprio giù, il problema è tutto tuo.
Ah, ultimo appunto: i comunisti in questo Paese non hanno mai governato, e allo stato attuale sono scomparsi; i fascisti in venti anni di dittatura ci hanno condotto alla rovina, e sono trent'anni, da Berlusconi in poi, che riducono la politica a un merdaio di nani e ballerine. 
Mario Izzi
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5445
dyskolos wrote: Guardavo il video e mi è balzato all'occhio l'uso di pei in luogo di per i per due volte (pei tedeschi e pei fascisti). Oggi è di solito considerato un errore, ma non  per me. Per me non lo è: è un'innocua variazione diacronica dell'italiano. Allora io propongo la doppia forma per i e pei, così come facciamo per coi e con i e per col e con il, exempli gratia. Le forme "duoverbate" dovrebbero essere più semplici nell'insegnamento dell'italiano all'estero.
Sai, mi hai fatto ricordare quando ero alle medie, una vita fa, e studiavamo l'Iliade, tradotta da Vincenzo Monti e l'Odissea, tradotta da Ippolito Pindemonte, che usavano l'italiano dei primi dell'Ottocento, ricchissimo di termini come quello che hai citato.
Mi impratichii di quelle parole arcaiche, forse anche grazie a un professore di vecchio stampo che era bravissimo oltre che nello spiegare nel far amare quei poemi e la letteratura classica.
Negli anni acquistai anche copie dell'Iliade e Odissea in italiano moderno, ma non trovai mai più quell'atmosfera e ogni tanto vado a rileggermi qualche canto nelle vecchie traduzioni, per sentire ancora quelle atmosfere.
A dire il vero da ragazzo acquistai anche una Iliade dove il traduttore, oltre a un italiano moderno, aveva pensato bene di eliminare anche tutti i riferimenti agli Dei, trasformando e distorcendo i passi dove comparivano e interagivano con gli uomini e fra di loro, riducendo il tutto a una sceneggiata pessima.
Immagino che, rinnegando il suo Dio, presumo fosse il Dio cristiano, essendo il traduttore italiano per caso,  intendesse aprire una nuova era. La aprì infatti, in quanto appena me ne accorsi a una prima lettura dello scempio che aveva fatto, feci a pezzi il libro e lo buttai nel gabinetto, assieme alle sue intenzioni e alla sua memoria.
Mi dispiace non averlo potuto informare. Le opere classiche non si devono distorcere.
dyskolos wrote: P.S.: non ho mai capito (o forse l'ho capito fin troppo bene!) perché la lingua greca si chiama "greco moderno" e la nostra non "latino moderno".
Gli Ebrei, quando rifondarono la loro nazione, provenendo da tutto il mondo parlavano tutte le lingue. Ma avevano in comune l'ebraico, per i testi sacri. E impararono tutti l'ebraico. Fecero bene.
Si salveranno solo coloro che resisteranno e disobbediranno a oltranza, il resto perirà.
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5446
Alberto Tosciri wrote: Sai, mi hai fatto ricordare quando ero alle medie, una vita fa, e studiavamo l'Iliade, tradotta da Vincenzo Monti e l'Odissea, tradotta da Ippolito Pindemonte, che usavano l'italiano dei primi dell'Ottocento, ricchissimo di termini come quello che hai citato.
Mi impratichii di quelle parole arcaiche, forse anche grazie a un professore di vecchio stampo che era bravissimo oltre che nello spiegare nel far amare quei poemi e la letteratura classica.
Esatto! Ritengo che gli studenti amano le materie nella misura in cui il docente fa piacere la materia. In questo senso, i docenti hanno una grossa responsabilità. Succede spesso con la matematica, cioè se riducono la matematica a una serie di formulette astruse da mandare a memoria, il risultato sarà legioni di studenti che odieranno la matematica. Io per fortuna al liceo avevo una professoressa di matematica che mi ha fatto amare quella materia. Lei spiegava l'anima della materia, non formulette astruse.
Usavo i tuoi stessi libri, ma al liceo, non alle medie. Al liceo studiavamo anche l'Eneide in latino e i poemi omerici in greco antico.
Alberto Tosciri wrote: A dire il vero da ragazzo acquistai anche una Iliade dove il traduttore, oltre a un italiano moderno, aveva pensato bene di eliminare anche tutti i riferimenti agli Dei, trasformando e distorcendo i passi dove comparivano e interagivano con gli uomini e fra di loro, riducendo il tutto a una sceneggiata pessima.
Immagino che, rinnegando il suo Dio, presumo fosse il Dio cristiano, essendo il traduttore italiano per caso,  intendesse aprire una nuova era. La aprì infatti, in quanto appena me ne accorsi a una prima lettura dello scempio che aveva fatto, feci a pezzi il libro e lo buttai nel gabinetto, assieme alle sue intenzioni e alla sua memoria.
Mi dispiace non averlo potuto informare. Le opere classiche non si devono distorcere.
Hai ragione: i classici non si toccano! Io avrei avuto una reazione diversa, ma il concetto è quello. Forse la nuova era aperta a cui ti riferisci è la cosiddetta cancel cuture. A me questa appare come una grossa str… ehm… cavolata. Sentivo uno che voleva intervenire sulla Divina Commedia. Okay, la modifichino pure, si può, ma lascino l'originale in commercio così uno può scegliere. Agli studenti insegnerei l'originale, senza stupidi emendamenti da invasati della cancel culture.
Il Sommo Misantropo

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