Trovo l'articolo interessante nel suo complesso. È proprio vero che i server consumano molta energia elettrica e producono un'elevata quantità di gas serra (con notevole impatto sul cambiamento climatico, checché se ne dica). Lo stiamo facendo anche noi adesso, o lo facciamo inviando messaggi (di testo e non solo) con i telefonini quotidianamente e ogni volta che usiamo risorse tecnologiche richiedenti un'elaborazione di dati.
Per dare un riferimento, secondo l'Agenzia Internazionale per l'Energia, i data center rappresentano dall’1 all’1,5% del consumo globale di elettricità.
Naturalmente, i processi AI basati sull'autoapprendimento richiedono la più elevata potenza di calcolo.
Altro riferimento, fondato su uno studio pubblicato su Joule: se ogni ricerca effettuata su Google per un anno usasse l’IA, si consumerebbe all’incirca l’equivalente della quantità di elettricità usata per alimentare l’Irlanda (29,3 terawattora all’anno).
Senza contare il grande investimento in risorse idriche, cui si accenna nel tuo articolo, che già da tempo scarseggiano e siamo sempre più al limite, troppo per consentire altri sprechi. Ben vengano, quindi, esperimenti come quelli svolti in Finlandia.
Quanto alla soluzione che punta alla fusione nucleare, sono concorde su quanto dice Ligotti, cioè che l'International Thermonuclear Experimental Reactor sta costando davvero troppo e periodicamente i costi di produzione vengono rivisti, innalzati e l'immissione del plasma rimandata, perché la potenza è talmente elevata che i dispositivi di contenimento non reggono in maniera adeguata. Certo, se riuscisse sarebbe davvero l'energia più potente e pulita esistente, ma provare a imbrigliare la potenza che "illumina" una stella è una sfida difficile anche per l'IA.
Circa le possibili soluzioni ai costi dell'IA, uno
studio effettuato nel 2024 prospetta diverse altre soluzioni, al momento più accessibili per limitarne i costi e gli sprechi, tra cui quella di un maggior utilizzo delle HAI al posto delle AI autogenerative, e quindi un modello ibrido ugualmente efficace, che unisce quelli di intelligenza artificiale basati sull'autoapprendimento a quelli simbolici, cioè basati sulla programmazione a monte.
Ciò che io mi domanderei è a chi giova tutto questo spreco energetico attualmente e chi non è interessato a trovare soluzioni adeguate ai costi dell'IA, preferendo investire sugli usi bellici e ignorare gli effetti sul clima fino a censurarne gli studi.