@sbatti
Mi piaceva il titolo, l'ho letto e l'ho goduto! ... che devo dire? non voglio dare consigli su cosa scrivere e come, ti posso dire che si legge bene, incuriosisce e, in diversi punti, è divertente . Mi sono piaciuti i personaggi stilizzati, ma super-credibili, l'ambiente e come nasce e si sviluppa la trama. Non leggo sempre tutto fino alla fine, specie se non mi piace, questo pezzo invece mi ha tenuto incollato allo schermo fino all'ultima riga. Complimenti per la fantasia e per come l'hai scritta su un pezzo di carta (si fa per dire).
che dire quindi? quasi dispiace che fosse solo un breve raccono.
grazie di averlo postato
Re: [CE2025] Vanda Lismo
27Ciao @Fukogama, grazie a te per aver commentato, non rileggevo questo racconto da un po' e dato che aveva generato una discussione accesa l'avevo associato a delle emozioni negative. Sono contenta ti sia piaciuto, è stato bello anche per me rileggerlo grazie alla tua notifica 
Re: [CE2025] Vanda Lismo
28@Sbatti
... mi spiace abbia generato emozioni negative ... in verità è bellissimo vedere come il protagonista viene piano, piano risucchiato in un mondo che non crede suo "grazie" alle bugie che progressivamente si stratificano ... bella anche quella che vedo come la riconciliazione con se stesso e con chi ha avuto modo di conoscere! E, credo, che quel "ti posso accompagnare a casa" sia un inizio, non una fine.
... complimenti di nuovo
... mi spiace abbia generato emozioni negative ... in verità è bellissimo vedere come il protagonista viene piano, piano risucchiato in un mondo che non crede suo "grazie" alle bugie che progressivamente si stratificano ... bella anche quella che vedo come la riconciliazione con se stesso e con chi ha avuto modo di conoscere! E, credo, che quel "ti posso accompagnare a casa" sia un inizio, non una fine.
... complimenti di nuovo
La IX Tavola di kussar viewtopic.php?f=44&t=7881
Re: [CE2025] Vanda Lismo
29Ciao @sbatti
Ho letto con piacere il tuo racconto.
Mi è assi piaciuto e pertanto ti lascio questo mio commento.
Il racconto è un pezzo di narrativa contemporanea breve, molto ben scritto, con una voce narrante pulita, dialoghi vivaci e un arco emotivo che funziona.
Ha un sapore di coming-of-age queer-adjacent (formazione queer adiacente), ma filtrato attraverso lo sguardo di un protagonista etero che si trova a navigare (e a inciampare) in un mondo che non è il suo – almeno all’inizio.
Punti di forza
È un racconto maturo, scritto con consapevolezza del contesto culturale italiano attuale (il Pride vissuto come “carnevalata” da chi ci va da etero-accompagnatore, il locale gay di provincia che è famiglia ma anche tribunale). Ha cuore, umorismo e una discreta dose di autocritica. Non è solo “il classico etero che si scopre queer grazie a una drag queen”, ma un’indagine su quanto siamo disposti a mentire per convenienza e quanto quelle bugie ci cambiano.
Con qualche limatura sulla scena del bagno e un finale un filo più aspro, potrebbe diventare eccellente.
Funziona già molto bene così, soprattutto per la capacità di far ridere e poi stringere lo stomaco nelle ultime pagine.
Complimenti, un saluto e a presto rileggerti
Ho letto con piacere il tuo racconto.
Mi è assi piaciuto e pertanto ti lascio questo mio commento.
Il racconto è un pezzo di narrativa contemporanea breve, molto ben scritto, con una voce narrante pulita, dialoghi vivaci e un arco emotivo che funziona.
Ha un sapore di coming-of-age queer-adjacent (formazione queer adiacente), ma filtrato attraverso lo sguardo di un protagonista etero che si trova a navigare (e a inciampare) in un mondo che non è il suo – almeno all’inizio.
Punti di forza
- Voce e ritmo
La narrazione in terza persona limitata (focalizzata su Corrado) è efficace: leggera, ironica, a tratti crudele verso il protagonista stesso, ma senza scadere nel cinismo gratuito. Il registro è colloquiale ma mai sciatto, con battute e pensieri interni che suonano autentici per un ventenne fuorisede italiano del 2020-2025. Frasi come «di omosessuale non ha manco un organo, un osso, un pelo» o «per Vandarsi» sono perfette: divertenti, taglienti, rivelatrici. - Evoluzione del protagonista
Il percorso di Corrado è credibile e graduale. Parte da una bugia strumentale («tanto che ne sanno questi? Non li incontrerà mai più»), passa per l’imbarazzo, il razionalizzare con stereotipi interiorizzati, poi l’attrazione inconfessabile che si manifesta prima con il disagio e poi con gesti concreti (il bacio, le frasi sincere sul palco). Non è una conversione da manuale, né una rivelazione da film: è un’attrazione che nasce dall’ammirazione, dal sentirsi visto e accolto, e dal confronto con la propria rigidità. L’autore gestisce bene il non-detto, lasciando che sia il lettore a capire prima di Corrado che sta cambiando. - Personaggi secondari vividi
Luna è l’amica caotica ma affettuosa che tutti conosciamo, un po’ opportunista ma non cattiva. Flavio e Davide funzionano come “sistema immunitario” del locale: protettivi, giustamente diffidenti.
Rosario/Vanda è il personaggio più riuscito: sfaccettato, ironico, vulnerabile sotto la corazza glitterata. Non è solo “la drag queen magnetica”, ma una persona che ha sofferto («già ha sofferto abbastanza»), che chiama tutti «amore» ma non si fa illusioni, che si concede un bacio ma poi mette un paletto quando capisce di essere stata usata. Il finale aperto con la sigaretta e la frase «per me etero non sei» è ottimo: amaro, spiritoso, lascia spazio a possibilità senza chiuderle in modo melodrammatico. - Tematiche gestite con intelligenza
Il racconto parla di- performatività dell’identità sessuale (fingere per convenienza → fingere a se stessi)
- microaggressioni e pregiudizi interiorizzati («non mi piace l’ostentare», il voltastomaco per il glitter)
- attrazione che supera le etichette
- comunità queer come spazio di cura ma anche di confine netto verso chi mente
senza mai fare la predica. Tutto passa attraverso azioni, sguardi, battute.
- La scena del bacio con la ragazza nel bagno
È il momento più debole. Serve a far precipitare la situazione, ma risulta un po’ didascalica e precipitosa. Il passaggio «ha baciato Rosario solo perché non poteva rifiutarlo» → «quindi non sarebbe stato realistico rifiutarlo» è contorto e suona come una giustificazione posticcia del protagonista. Si poteva rendere più ambiguo o più sensoriale il suo stato confusionale, invece che spiegare troppo esplicitamente il meccanismo psicologico. - Rischio di stereotipi (anche se parzialmente sovvertiti)
Alcuni pensieri di Corrado sull’essere gay («super gay radar», «più virile se bisessuale», il voltastomaco per il rosa/glitter) sono realistici per un ragazzo etero poco esposto, ma sfiorano il confine del cliché. Funzionano perché vengono messi in discussione e superati nel corso del racconto, però c’è sempre il pericolo che un lettore poco attento li legga come affermazioni dell’autore piuttosto che come limite del personaggio. - Finale sospeso ma un filo troppo “bello”
La scena fuori dal locale con sigarette e «ti posso riaccompagnare a casa?» è poetica e malinconica, ma rischia di romanticizzare troppo il momento. Dopo il casino combinato (la bugia, il bacio rubato alla ragazza, l’essere sbattuto fuori), un minimo di resistenza o di conflitto in più da parte di Rosario avrebbe reso il finale meno confortevole e più tagliente – coerente con il suo personaggio.
È un racconto maturo, scritto con consapevolezza del contesto culturale italiano attuale (il Pride vissuto come “carnevalata” da chi ci va da etero-accompagnatore, il locale gay di provincia che è famiglia ma anche tribunale). Ha cuore, umorismo e una discreta dose di autocritica. Non è solo “il classico etero che si scopre queer grazie a una drag queen”, ma un’indagine su quanto siamo disposti a mentire per convenienza e quanto quelle bugie ci cambiano.
Con qualche limatura sulla scena del bagno e un finale un filo più aspro, potrebbe diventare eccellente.
Funziona già molto bene così, soprattutto per la capacità di far ridere e poi stringere lo stomaco nelle ultime pagine.
Complimenti, un saluto e a presto rileggerti
Re: [CE2025] Vanda Lismo
30Carissima @sbatti
Ho letto con grande piacere questo tuo racconto trovandolo di qualità elecvata.
Ti lascio questo mio breve commento.
Il racconto Vanda Lismo è un piccolo gioiello di realismo contemporaneo italiano con forti venature queer, che affronta temi delicati (identità, menzogna per convenienza, attrazione fluida, vergogna interiorizzata, appropriazione di spazi comunitari) senza mai scadere nel didascalico o nel melodramma strappalacrime.
Funziona molto bene come
story perché è compatto, ha un arco emotivo chiaro e una voce narrante interna che resta credibile dall’inizio alla fine.
Punti di forza principali
È un racconto molto ben scritto, con dialoghi vivaci, ritmo serrato e una sensibilità psicologica notevole per un testo breve.Rispetto a molti racconti italiani contemporanei a tema queer, non indulge nel vittimismo né nella celebrazione acritica: mostra invece quanto sia scomoda, goffa e a volte dolorosa la scoperta di un’attrazione che smentisce l’identità che ci si era costruiti.
È una storia di desiderio che nasce dentro la menzogna e la vergogna, e questo la rende più interessante (e più scomoda) di tanti coming-out lineari e rassicuranti.
Voto personale (se dovessi darlo): 8/10
Potrebbe diventare un 9 con un lavoro di lima su due punti:
Ho letto con grande piacere questo tuo racconto trovandolo di qualità elecvata.
Ti lascio questo mio breve commento.
Il racconto Vanda Lismo è un piccolo gioiello di realismo contemporaneo italiano con forti venature queer, che affronta temi delicati (identità, menzogna per convenienza, attrazione fluida, vergogna interiorizzata, appropriazione di spazi comunitari) senza mai scadere nel didascalico o nel melodramma strappalacrime.
Funziona molto bene come
Punti di forza principali
- Voce e focalizzazione interna
La narrazione in terza persona limitata su Corrado è gestita con grande naturalezza. I pensieri di lui sono meschini, contraddittori, infantili, difensivi esattamente come ci si aspetterebbe da un ragazzo etero di 20-22 anni che si trova catapultato in un ambiente che percepisce come “altro da sé”. Frasi come
«Non c’è niente di male a essere gay, ma lui di omosessuale non ha manco un organo, un osso, un pelo»
o «Forse è un pensiero ignorante, ma gli sembra che da bisessuale potrebbe essere un po’ più virile»
sono crude, imbarazzanti e verosimili. Non c’è nessuna indulgenza autoriale: l’autore non “corregge” il personaggio, lo lascia esposto nella sua ignoranza e nel suo classismo inconscio (il giudizio sul “super gay radar”, sul glitter che “gli viene un po’ il voltastomaco”, ecc.). Questo crea tensione drammatica autentica. - Evoluzione non lineare e non trionfalistica
Il percorso di Corrado non è un coming-out classico. Non c’è la grande rivelazione liberatoria, né la scena della dichiarazione d’amore sotto la pioggia. C’è invece un disvelamento graduale e doloroso della propria attrazione per Rosario/Vanda, mediato da- menzogna iniziale
- attrazione ambivalente
- atto impulsivo etero “di copertura” nel bagno
- vergogna pubblica
- tentativo goffo di riparazione
- Rosario non lo perdona romanticamente
- non c’è bacio riparatore
- c’è solo una sigaretta condivisa, una confessione amara e una battuta finale (“per me etero non sei”) che lascia Corrado (e il lettore) in sospeso
- Personaggi secondari credibili e non stereotipati
- Luna è egoista e superficiale in modo molto realistico (usa Corrado come “accessorio gay” per i suoi giri, poi lo molla quando salta tutto).
- Davide e Flavio non sono solo “i gestori buoni”, ma mostrano rabbia giustificata e protezione verso Rosario.
- Rosario/Vanda è il personaggio più complesso: magnetico sul palco, vulnerabile fuori, sarcastico ma non crudele. Usa il femminile anche in versione maschile, segno di una fluidità vissuta con naturalezza, non esibita. Il suo “mi fai un po’ pena” finale è tagliente e insieme compassionevole.
- Il bacio con la ragazza nel bagno e le conseguenze
La scena è funzionale al plot (far saltare la copertura), ma rischia di rafforzare uno stereotipo sgradevole: il “falso gay che usa la scusa per provarci con le ragazze”.
L’autore cerca di mitigare mostrando che Corrado lo fa in preda alla confusione (“ha baciato Rosario solo perché non poteva rifiutarlo”), ma resta il fatto che l’atto viene percepito dalla ragazza (e dal lettore) come una forma di predazione opportunistica.
Questo crea un moralmente ambiguo che è interessante, ma che l’autore non approfondisce abbastanza: Corrado chiede scusa genericamente, ma non riflette davvero sul consenso e sul danno fatto alla ragazza. - Gestione dei pronomi e della transness di Rosario
Il racconto gioca molto sul dubbio pronoun (lui/lei, Rosario/Vanda).
È credibile che Corrado sia confuso, ma dopo un po’ la cosa diventa un po’ insistita e rischia di trasformarsi in fetishizzazione dello sguardo etero sul corpo genderqueer/drag.
Inoltre non è chiarissimo se Rosario sia una drag queen cis gay che usa il femminile in scena (classico), oppure una persona transfemmina o genderfluid.
Questa ambiguità è voluta (e funziona per il punto di vista limitato di Corrado), ma lascia il lettore con qualche domanda irrisolta che forse meritava un accenno in più, almeno nel dialogo finale. - Rischio di “gay for pay” rivisitato
La premessa (fingersi gay per lavorare in un locale gay) richiama il trope del “gay for pay” (etero che si prostituisce a uomini gay per soldi), qui declinato in modo soft (solo finzione identitaria per il lavoro).
Il racconto lo critica implicitamente (la bugia viene punita), ma non interroga abbastanza il privilegio etero di Corrado: lui può scegliere di entrare e uscire da quello spazio, mentre per molti avventori del Circolino è l’unico posto sicuro. Questo squilibrio di potere è sfiorato (con la rabbia di Flavio e Davide), ma poteva essere reso più tagliente.
È un racconto molto ben scritto, con dialoghi vivaci, ritmo serrato e una sensibilità psicologica notevole per un testo breve.Rispetto a molti racconti italiani contemporanei a tema queer, non indulge nel vittimismo né nella celebrazione acritica: mostra invece quanto sia scomoda, goffa e a volte dolorosa la scoperta di un’attrazione che smentisce l’identità che ci si era costruiti.
È una storia di desiderio che nasce dentro la menzogna e la vergogna, e questo la rende più interessante (e più scomoda) di tanti coming-out lineari e rassicuranti.
Voto personale (se dovessi darlo): 8/10
Potrebbe diventare un 9 con un lavoro di lima su due punti:
- maggiore consapevolezza del danno fatto alla ragazza del bagno
- una sfumatura in più sulla posizione esatta di Rosario nello spettro identità/sessualità (senza esplicitare tutto, ma dando un indizio in più)