Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5176
M.T. wrote: No, non si deve far passare nulla, nemmeno la più insignificante delle cose, fosse solo per farli smettere di prendere in giro e farci passare da cretini (si sa qual è la realtà, molti sono cretini, ma ci deve essere chi fa sapere che non ci sta con tutto questo). 
Su questo punto non sono completamente d'accordo. Va bene opporsi a quei provvedimenti aventi il fine ultimo di pilotare la democrazia verso la democratura o, peggio, la dittatura anzi, è un dovere. Ma dare spazio a certe stupidaggini serve solo a fare il gioco di chi mira a spostare il polo dell'attenzione delle masse, la cui cretinaggine è storicamente accertata. Sono d'accordo con  @Silverwillow : i media, soprattutto quelli orientati a sinistra, hanno contribuito prima alla diffusione di un libercolo concepito male e scritto peggio, poi alla notorietà di un personaggio da operetta consentendogli, di fatto, di prendere i voti che l'hanno portato all'ascesa nella Lega e, ora, a mettersi a capo di quel branco di fascisti duri e puri cui le istituzioni democratiche  hanno permesso di esistere e prosperare. Tutti a parlare del pestaggio di un poliziotto, nessuno a diffondere il video di un pacifico sessantenne pestato a sangue e lasciato in terra da un gruppo di poliziotti, nessuno dei quali identificabile grazie alla mancanza di contrassegni sulla tenuta antisommossa. E' quest'ultimo il vero problema: l'impunità assicurata, e ribadita con l'ultimo decreto sicurezza, per le forze dell'ordine quando abusano del loro potere. E' questo a fare da corollario al progetto di fascismo, ma in merito dai media non ho sentito granché. 
Mario Izzi
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5178
M.T. wrote: Oppure, è solo una legge sulla carta, il lavoro è sempre quello e poi ci si ritrova con una legge Biagi che ha rovinato la vita di milioni di lavoratori e famiglie
Lo trovo assolutamente differente. D'accordo a non lasciar passare leggi e comportamenti aberranti da parte dei politici, dichiarazioni, uscite infelici, ecc... Ma ci sono notizie, molte volte create ad arte, che hanno il solo scopo di distogliere l'attenzione dalle problematiche più gravi del Paese e magari proprio da quei comportamenti di cui sopra. Ci sono stati vari esempi di provvedimenti approvati "sotto banco", proprio mentre il "circo mediatico" e i suoi giocolieri facevano stare tutti con il naso all'insù.
Cheguevara wrote: Tutti a parlare del pestaggio di un poliziotto
La cui foto è stata persino ampiamente modificata con l'AI, inclusa quella pubblicata sui social della Polizia di Stato.

E comunque, non dico che certe notizie come quella del dipinto vadano taciute, ma non ha senso amplificarne l'eco mediatica, togliendo spazio a temi più importanti.

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5179
Impossibile non condividere il pensiero di Federico Rampini, intellettuale e giornalista senz'altro di sinistra.
Io lo condivido totalmente, perché la verità e l'ovvietà non ha militanze politiche. Non dovrebbe averle, perlomeno.
La cosa che deprime è che se le stesse parole le dicesse un intellettuale e giornalista di destra, scoppierebbe un putiferio.
Come infatti scoppiano putiferi tutti i giorni, dappertutto.
Per dire cose ovvie. 
https://youtube.com/shorts/6eQOieIqMS4? ... o21tMZQ9G1
Si salveranno solo coloro che resisteranno e disobbediranno a oltranza, il resto perirà.
(Apocalisse di S. Giovanni)

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5180
Silverwillow wrote: Se i giornali non ci avessero fatto articoli da prima pagina, avremmo vissuto tranquillamente senza sapere di questo tizio che un bel giorno si alza, si beve due bicchieri e pensa di fare il simpatico con questa trovata. Adesso si è creato un "pellegrinaggio social" per farsi la foto con l'angelo (che in realtà è una vittoria alata) meloniano. Bell'affare.
Come quando alcuni hanno avuto la bella idea di portare alla ribalta, criticandolo su ogni media, il libro illeggibile di un ex-generale. E adesso ce lo ritroviamo a creare un partito politico, col rischio che la gente lo voti pure, solo perché è nuovo e perché dice una marea di banalità... Non impariamo mai niente.
Giusto ieri ho letto un articolo scritto da uno che si definiva "ultrasovranista di destra". L'autore mostrava toni molto critici verso la sinistra e usava esattamente i tuoi stessi argomenti e faceva i tuoi esempi (cherubino meloniano ed ex-generale, anche altri a dirla tutta). In breve, diceva che la sinistra ama sollevare polveroni, che poi si ritorcono contro la sinistra stessa, anche alle urne. Critica sensatissima, forse la migliore critica alla sinistra che abbia mai sentito. Per me è così e il maggiore errore della sinistra è proprio quello di non parlare di cose di sinistra. È più o meno come diceva Nanni Moretti nel 1998: "Onorevole, dica qualcosa di sinistra!"
Ora, poiché tra il 1994 e il 1996 mi accorsi che l'Italia è un paese di destra, per me la sinistra, se vuole avere la minima possibilità di vincere alle elezioni, dovrebbe iniziare a battere sui temi più divisivi. Al momento, una buona idea è il cosiddetto fine-vita (locuzione angloitaliana o itanglese, che a me non piace, ma ormai… :P ), cioè eutanasia e dintorni. Sennò (lo dico da osservatore esterno) è come Moretti: "dica qualcosa di sinistra", ma questa cosa non arriva mai!
Silverwillow wrote: Non mi pare che ai giornalisti manchino notizie serie di cui parlare, forse attirano (e vendono) meno.
Ecco un breve video che ispira tante idee. Questo forse vende (almeno per ridere un po' :D ).
Il Sommo Misantropo

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5181
Alberto Tosciri wrote: Impossibile non condividere il pensiero di Federico Rampini
Lo condivido anch'io, ma su alcune cose sbaglia: per esempio, non è vero che i genitori obbligavano i figli a parlare l'inglese. Io stesso ho detto che con l'immigrazione bisogna adottare il metodo canadese. Però il ministro canadese dell'immigrazione era nero e di origine somala. Noi abbiamo avuto una ministra nera in passato e sappiamo com'è andata a finire!
Sulla questione del mondo senza confini… Be', è troppo lungo, ma grossomodo sono d'accordo. In breve, c'è bisogno di un cambio di mentalità da parte dell'Umanità che, come ho già scritto (mica è una novità del momento), necessita di almeno 350 anni, se mai ci sarà.
Ma poi, a parte tutto, perché pompare l'inglese? Una delle lingue più brutte che abbia mai sentito! Lo spagnolo, il swahili e il sardo sono molto meglio! St'inglese? E che …? Basta! Basta! Mi stupisce che un tradizionalista come te sia a favore dell'inglese! Facciamo parlare in inglese tutti i Sardi? Dai, su!, appiattiamone la cultura! Sì', dai, viva l'inglese! (Vomito!) Aggiungiamo, dopo il sardo e l'italiano, anche l'inglese tra le lingue ufficiali della Sardegna! Dai! Sottomettiamoci!
Il Sommo Misantropo

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5182
Alberto Tosciri wrote: Impossibile non condividere il pensiero di Federico Rampini, intellettuale e giornalista senz'altro di sinistra.
Io lo condivido totalmente, perché la verità e l'ovvietà non ha militanze politiche. Non dovrebbe averle, perlomeno.
La cosa che deprime è che se le stesse parole le dicesse un intellettuale e giornalista di destra, scoppierebbe un putiferio.
Come infatti scoppiano putiferi tutti i giorni, dappertutto.
Per dire cose ovvie. 
https://youtube.com/shorts/6eQOieIqMS4? ... o21tMZQ9G1
Io invece, il pensiero di Rampini non lo condivido, che sia di sinistra, di destra o di centro non ha importanza. Lo giudico di una semplificazione estrema, anche se non sono certo un conoscitore dell'America, in cui non sono mai stato, e tantomeno degli americani come popolo, a prescindere dagli attuali comportamenti della dirigenza che ha votato. Gli immigrati dell'800 e del primo novecento rispettavano le leggi? Chissà come sono nate le mafie, quella italiana, quella irlandese, quella ebrea, quella cinese eccetera! E le gang delle varie etnie, ispanici, neri, gialli ? Esistevano anche nel primo novecento, mi pare. I figli degli immigrati imparavano subito a parlare la lingua del posto, e oggi no? Mah, mi sembrano due esagerazioni di segno opposto: tutti imparano prima o poi la lingua parlata nel posto in cui vivono, se vogliono vivere, o anche solo sopravvivere. Questo exploit di Rampini non mi convince, a prescindere dall'orientamento politico che, tra parentesi, può anche essere cambiato, ammesso che sia mai stato di sinistra: non solo i voltagabbana nostrani (più di 300 solo tra gli attuali parlamentari) hanno un prezzo.
  
Mario Izzi
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5183
@dyskolos  @Cheguevara  


Io ho visto documentari dove si raccontava che c’erano immigrati, che anche dopo trent’anni in USA non parlavano inglese, ma più che altro  gli anziani, per rifiuto e perché vivevano in quartieri che erano come i ghetti che avevano lasciato in Italia, si capivano tutti e si trovavano a loro agio. I loro figli a casa parlavano il dialetto ma fuori,  frequentando altri quartieri, per sopravvivere impararono subito l’inglese. Tanto è vero che ragazzi immigrati negli anni Trenta del secolo scorso, allo scoppio della 2^ GM, diventati cittadini americani, si arruolarono nell’esercito e furono impiegati anche come interpreti, quando giunsero in Italia.
Poi, in quanto a impunità, è vero che le mafie dilagarono, ma gli americani erano alquanto spietati nel punire, a torto o a ragione.  Quanti Sacco e Vanzetti ci sono stati in America, in quegli anni, condannati alla sedia elettrica anche da innocenti?
dyskolos wrote: Noi abbiamo avuto una ministra nera in passato 
Sì, ricordo. Quando venne in Sardegna e vide la bandiera dei quattro mori disse che era un simbolo razzista e bisognava cambiarlo subito. Non ti dico come risposero i cittadini sardi.  Qualcuno al governo le fece capire, con diplomazia, che i sardi non avrebbero mai cambiato la loro bandiera, nemmeno con la forza.
La leggenda dice che anticamente quattro re mori sbarcarono con le loro flotte di pirati in Sardegna. I sardi li fecero a pezzi (ogni tanto reagivano così ai soprusi, anche se erano già cristiani…) e per far fuggire i pirati rimasti issarono sulle picche le teste dei quatto re mori, affinché vedessero cosa li attendeva. Ma è una leggenda. Quella bandiera si trovò anche nella battaglia di Lepanto, soldati dalla Sardegna, anche se all’epoca parlavano spagnolo.

In quanto all’inglese, non stravedo,  per come va il mondo, specie quando gli anglosassoni reiterano sempre che se non fossero sbarcati in Normandia a quest’ora parleremmo tedesco… Bah! Almeno il tedesco è una lingua, l’inglese era un antico dialetto del tedesco.
Comunque in Sardegna ci fu la possibilità di diventare inglesi e non so se fu un bene o fu un male evitarlo.
L’Ammiraglio Horatio Nelson rimase in rada in Sardegna con la sua nave per due anni, prima di trovare la morte a Trafalgar, nel 1805. Ebbe modo di conoscere l’isola e di scrivere una relazione per la sua regina. All’epoca gli inglesi cercavano un’isola del Mediterraneo da usare come loro base e Nelson scrisse che la Sardegna andava benissimo. Poi andò a Trafalgar e ci lasciò la pelle. La sua relazione finì in un baule e non la lesse nessuno.  Gli inglesi si accontentarono di acquisire o comprare Malta.
Tempo fa, a prezzo di enormi e tortuose ricerche, trovai dei compendi di questa relazione su internet e ricordo qualcosa a memoria.
Non oso pensare a come sarebbe stata la nostra storia se fossimo diventati inglesi, agli inizi del XIX secolo. Per questo amo i mondi paralleli. Gira e rigira, troverò qualcosa da vedere, un giorno…
dyskolos wrote: Mi stupisce che un tradizionalista come te sia a favore dell'inglese!
Parlo poco inglese, quel tanto per districarmi, capisco lo scritto. Mi arrangio con il tedesco, un po' studiato e un po' a orecchio e meglio con lo spagnolo, che però non ho mai studiato. Ma se parli in sardo con uno spagnolo, ci si capisce entrambi, quasi del tutto.
 E poi l’arabo, che ho studiato full immersion da giovane. Non sono nemico di nessuna lingua. Se ne avessi avuto modo avrei studiato lingue e letterature straniere.
Si salveranno solo coloro che resisteranno e disobbediranno a oltranza, il resto perirà.
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5184
Il governo per giorni ha parlato di tentato omicidio per l'aggressione a forze dell'ordine.
Oggi, una ragazza di diciassette anni è stata trovata morta. Senza che ci fossero indizi e prove, la colpa era stata data a una persona con problemi psichiatrici residente in città, un giovane nordafricano. Decine di persone hanno preso d'assedio la sua casa per linciare la persona accusata ingiustamente e totalmente estranea all'accaduto; l'intervento delle forze dell'ordine l'ha salvato da una brutta e immeritata fine. Il colpevole è risultato un amico della vittima, uccisa perché ha rifiutato un suo approccio.
Siamo di fronte a un altro femminicidio, ma siamo di fronte anche a un vero tentato omicidio, però di questo il governo non parlerà perché la vittima del possibile linciaggio è stato un nordafricano. E vogliamo vedere che le persone che hanno tentato di uccidere l'innocente la passeranno liscia, come se niente sia successo?
Esistono molti mondi: reali, immaginari. Non importa la loro natura: da ognuno di essi si può apprendere qualcosa.
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5185
Cheguevara wrote: Tutti a parlare del pestaggio di un poliziotto, nessuno a diffondere il video di un pacifico sessantenne pestato a sangue e lasciato in terra da un gruppo di poliziotti, nessuno dei quali identificabile grazie alla mancanza di contrassegni sulla tenuta antisommossa.
Io infatti questa notizia non l'ho neanche sentita. Se fosse stato un minorenne, o una donna, o uno straniero, avrebbe fatto clamore. Un sessantenne qualsiasi no. È questa la deriva a cui siamo arrivati. La mancanza di contrassegni è una cosa da correggere, sono d'accordo, ma è anche la priorità delle notizie che va corretta.
dyskolos wrote: L'autore mostrava toni molto critici verso la sinistra e usava esattamente i tuoi stessi argomenti e faceva i tuoi esempi (cherubino meloniano ed ex-generale, anche altri a dirla tutta). In breve, diceva che la sinistra ama sollevare polveroni, che poi si ritorcono contro la sinistra stessa, anche alle urne. Critica sensatissima, forse la migliore critica alla sinistra che abbia mai sentito.
Mi fa un po' strano ritrovarmi d'accordo con un soggetto del genere, ma è vero: la sinistra spesso fa rumore su cose inutili o non fattibili, e non propone niente di concreto che sia "di sinistra". Mi dovrò recuperare quel film di Moretti  :P
dyskolos wrote: Ecco un breve video che ispira tante idee. Questo forse vende (almeno per ridere un po' :D ).
Non hai visto Trump stile "Presidente del Venezuela" che parla spagnolo. Ne fanno molte versione con l'AI, è tipo una Barbie  :lol: Purtroppo non lo trovo da condividere, l'ho visto stamattina in tv
Cheguevara wrote: I figli degli immigrati imparavano subito a parlare la lingua del posto, e oggi no? Mah, mi sembrano due esagerazioni di segno opposto: tutti imparano prima o poi la lingua parlata nel posto in cui vivono, se vogliono vivere, o anche solo sopravvivere.
Infatti. Più che non essere d'accordo con Rampini, mi pare un'ovvietà. Se si va in un paese straniero si impara la lingua e si seguono le regole per poterci vivere, non ci sono molte alternative.
Io non ho niente contro l'inglese, che è ormai la lingua della tecnologia e dell'informatica, se non si sa l'inglese diventa un problema anche solo gestire un pc. A me personalmente piace, perché è la più facile, non ha declinazioni né dei verbi né dei pronomi e ha un solo articolo. L'italiano è molto più difficile da imparare per uno straniero. Io ultimamente ho scoperto l'app Duolingo, che pare anche il nuovo Papa stia usando per migliorare il tedesco (eh sì anch'io leggo notizie sciocche ogni tanto :P) e ho approfittato del tempo libero per migliorare l'inglese e imparare un'altra lingua da zero. Il problema caso mai nasce quando le lingue straniere rischiano di soppiantare quelle natali.
Ma è anche vero che in italiano non abbiamo i corrispettivi per molte parole inglesi, o sono troppo lunghi e complicati. Anche in altre lingue i termini moderni derivano dall'inglese, è normale che sia così, non è una mancanza dell'italiano.
Ci capita di non avere davvero la consapevolezza di quanto potere abbiamo, di quanto possiamo essere forti (A. Navalny)
Qualunque sia il tuo nome (HarperCollins)
La salvatrice di libri orfani (Alcheringa)
Il lato sbagliato del cielo (Arkadia)
Il tredicesimo segno (Words)

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5186
Alberto Tosciri wrote: o ho visto documentari dove si raccontava che c’erano immigrati, che anche dopo trent’anni in USA non parlavano inglese, ma più che altro  gli anziani, per rifiuto e perché vivevano in quartieri che erano come i ghetti che avevano lasciato in Italia, si capivano tutti e si trovavano a loro agio. I loro figli a casa parlavano il dialetto ma fuori,  frequentando altri quartieri, per sopravvivere impararono subito l’inglese. 
Per l'appunto, la categorizzazione di Rampini mi pare semplicistica e alquanto insulsa. Probabilmente strumentale alla vendita del suo ultimo libro, visto che non è un politico, ma un giornalista che fa il giro dei talk-show ogni volta che ha un libro da pubblicizzare.
Mario Izzi
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5187
Allora, hanno frantumato le scatole con le Olimpiadi Invernali; quello che sapevo per certo, da gente che abita a Milano, sono stati tutti i disagi che ne sono venuti nel muoversi per la città, per il resto non ho seguito molto.
Poi ho letto un articolo perché ci sono state tante polemiche sulla cerimonia d'apertura: https://www.gazzetta.it/tv/07-02-2026/petrecca-telecronaca-olimpiadi-piena-di-gaffe-la-lista-e-i-meme.shtml?refresh_ce
La cosa di per sé, a parte la figura barbina fatta, non è di gran interesse; trovo più preoccupante il livello che ha raggiunto una parte del giornalismo: questo va bene, ma se c'è gente come Ranucci che fa inchieste serie e mostra cose che non vanno, reati, allora bisogna censurarle.
Abbiamo già tanti problemi in Italia, ma il Whashington Post licenzia trecento giornalisti dopo le perdite milionarie avute dalla direzione Bezos che si è schierata con Trump per paura di perdere appalti col governo: ormai si deve fare i conti con l'essere sempre più schierati con chi ha soldi e potere. Sì, non è una cosa nuova, è sempre stato così, ma ora si hanno più mezzi per essere consapevoli e non si dovrebbe lasciare correre.
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5188
@M.T. in tema di Olimpiadi invernali, possiamo parlare di tutti quegli appalti appositamente finanziati per opere pubbliche e infrastrutture, di cui solo il 40% è stato portato a termine. Per gli altri c'è tempo fino al 2033... e sono giusto i privati, associazioni e cittadinanza attiva a monitorare, nonché a confrontarsi e denunciare tramite il sito Open Olympics 2026, attraverso cui opera una ventina di membri, coordinati da Libera.

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5189
@Alberto Tosciri 
Bello il tuo post. Quando andavo all'università, le materie che mi piacevano di più erano "antropologia culturale" e "psicologia sociale". Oggi adoro la linguistica, che, tutto sommato, è una cosa culturale in quanto, secondo me, la lingua è cultura. Venendo al tuo caso, il sardo (come lingua) è parte importante della cultura sarda. Oggi invece, anche sulle leggi, leggo espressioni come "lingua e cultura sarda", che implicano che il sardo (come lingua) non è parte della cultura sarda. Invece secondo me lo è! Vedi la 482/99, art. 2 per la precisione, che parla anche del sardo. Ti metto il link così la trovi subito.
https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls? ... @originale

D'altronde sono sorprendenti le somiglianze tra linguistica e biologia (delle popolazioni) perché, proprio come gli organismi viventi, le lingue nascono, si accrescono, si sviluppano e poi muoiono (purtroppo!). Durante la fase di sviluppo, subiscono varie influenze (pidgin, creolo, eccetera), proprio come gli organismi viventi.
Alberto Tosciri wrote: Io ho visto documentari dove si raccontava che c’erano immigrati, che anche dopo trent’anni in USA non parlavano inglese, ma più che altro  gli anziani, per rifiuto e perché vivevano in quartieri che erano come i ghetti che avevano lasciato in Italia, si capivano tutti e si trovavano a loro agio. I loro figli a casa parlavano il dialetto ma fuori,  frequentando altri quartieri, per sopravvivere impararono subito l’inglese
Sì, questo fenomeno avvenne maggiormente in Argentina, più esattamente nel cosiddetto "spagnolo rioplatense" (parlato soprattutto in Argentina), che ha generalmente una doppia forma italiano-spagnolo. Per esempio, trabajo e laburo. La forma "italianeggiante" è avvertita come popolare o comunque come appartenente a un gergo popolare e non usato dalla paerte di popolazione più "cool".
Oggi sappiamo che c'è anche una piccola differenza tra maschi e femmine. Di solito le femmine sono leggermente meno fedeli linguisticamente rispetto ai maschi, vale a dire che le femmine immigrate sono leggermente più inclini a imparare la nuova lingua.
Anche per questo l'analisi di Rampini è superficiale e per certi versi banale. Lui è anche cittadino USA e conosce l'inglese e usa "vantarsi" di questa sua conoscenza. È come nel film di Alberto Sordi, il Marchese del Grillo, quando disse ai popolani "Io sono io e voi non siete un biiiiip". Probabilmente dovrebbe scendere dal suo mondo fatato fintamente radicale e stare di più tra i plebei (che schifo!). Qui magari aveva limiti anche temporali e non poteva di certo parlare di tutto lo scibile umano. Allora io cristianamente lo perdono, ma non posso negare il suo solito atteggiamento "vanterino" (sono sicuro che stai pensando a "radical-chic" :P ).
Alberto Tosciri wrote: Almeno il tedesco è una lingua, l’inglese era un antico dialetto del tedesco.
No, dai! Non sai in quale ginepraio linguistico ti stai infilando :P Su cosa sia un dialetto e cosa una lingua sono stati scritti fiumi di inchiostro. Modernamente, non c'è nessuna differenza dal punto di vista linguistico. Forse da quello sociolinguistico. Ti potrei domandare "l'italiano è una lingua o un dialetto?". Potrebbe essere considerato un dialetto del latino (come tutte le lingue romanze) e così il sardo, il siciliano, il napoletano, il veneto eccetera. Poi c'è una teoria linguistica secondo cui il sardo è più antico del latino e dunque il latino è un dialetto del sardo e le lingue romanze lingue "neosarde" e non "neolatine". Secondo molti linguisti, il sardo è la lingua moderna più vicina al vecchio latino. Il siciliano è al secondo posto. Il latino parlato somigliava molto al sardo odierno, specialmente il logudorese. Se poi ci mettiamo anche "pronuncia ecclesiastica" e "pronuncia restituta", non la finiamo più. Se poi ci mettiamo anche il "siamo sicuri che l'inglese esista?", facciamo notte. L'Inghilterra non faceva parte dell'impero romano? Sì! Si chiamava (provincia) Britannia. E allora perché lì non si parla una lingua romanza, come in tutto il resto dell'impero romano? Non è ormai certo che lì ci vivevano tanti Francesi? E se l'inglese fosse semplicemente un francese pronunciato male? Siamo sicuri che l'alfabeto latino sia appropriato all'inglese o è meglio cambiare alfabeto? Okay, mi fermo, ma cerca di non infilarti in questo ginepraio :P Ascolta Dyskolino tuo :P Lo faccio per il tuo bene :P
Alberto Tosciri wrote: Sì, ricordo. Quando venne in Sardegna e vide la bandiera dei quattro mori disse che era un simbolo razzista e bisognava cambiarlo subito. Non ti dico come risposero i cittadini sardi.
Eh, immagino!
Alberto Tosciri wrote: Qualcuno al governo le fece capire, con diplomazia, che i sardi non avrebbero mai cambiato la loro bandiera, nemmeno con la forza.
In realtà, per quello che ne so (tu sai di più, correggimi se sbaglio!), la bandiera sarda fu cambiata nel passaggio tra il 1999 e il 2000. Dal 2000 è "in vigore" la nuova bandiera. Cambia l'orientazione delle teste. In quella tradizionale (fino al 31.12.1999), i quattro mori guardavano verso l'asta. Oggi (dal 1.1.2000) invece guardano nella direzione opposta.
Tra l'altro, in quello stesso giorno, fu modificata anche la bandiera siciliana.
Alberto Tosciri wrote: Comunque in Sardegna ci fu la possibilità di diventare inglesi e non so se fu un bene o fu un male evitarlo
Una cosa simile avvenne anche in Sicilia durante la seconda guerra mondiale. Gli USA avevano quasi annesso l'isola e a questa avevano riservato la 49esima stellina sulla bandiera (allora non c'erano l'Alaska e le Hawaii). Poi, di colpo, quando la cosa era ormai fatta, l'accordo di annessione si arrestò. Ancora oggi gli storici si domandano il perché di questa ritirata e ci sono varie ipotesi. Io credo di più nell'ipotesi dello zampino della mafia siculo-americana o siciliana.
Alberto Tosciri wrote: Ma se parli in sardo con uno spagnolo, ci si capisce entrambi, quasi del tutto.
Qua secondo me c'è un equivoco. Sento spesso Sardi dire che il sardo somiglia più allo spagnolo che all'italiano. Uhm… Sarebbe troppo lungo da spiegare e quindi non lo faccio, ma secondo me c'è un malinteso di fondo. Io pure potrei dire che il siciliano è più simile al sanscrito che all'italiano e nessuno potrebbe smentirmi (se è onesto), ma non è così. È la differenza tra vero e verosimile.
Alberto Tosciri wrote: Parlo poco inglese, quel tanto per districarmi, capisco lo scritto. Mi arrangio con il tedesco, un po' studiato e un po' a orecchio e meglio con lo spagnolo, che però non ho mai studiato. Ma se parli in sardo con uno spagnolo, ci si capisce entrambi, quasi del tutto.
 E poi l’arabo, che ho studiato full immersion da giovane. Non sono nemico di nessuna lingua. Se ne avessi avuto modo avrei studiato lingue e letterature straniere.
Anch'io non sono nemico di nessuna lingua. Da quello che ho scritto prima, sembra che io desideri la morte dell'inglese. Non è così, ovviamente. L'inglese è una lingua di cultura di un certo popolo. Anche il sardo lo è. L'inglese non è superiore al sardo. Oggi la gente dice con orgoglio "Mio figlio sa l'inglese!" o cose come "Oggi si studia inglese fin dalla scuola dell'infanzia! Bello, no?" Risposta mia: NO!
Ci sono correlati neurologici nelle lingue. Nessuno li considera, ma sono notevoli, anche legati alla demenza e a malattie neurodegenerative. Troppo lungo il discorso. L'arabo è una bella lingua, complimenti! A proposito, perché l'inglese sì e l'arabo no?
A proposito di arabo, ricordi Mahmood? È nato da madre sarda e padre egiziano. Lui rappresentò l'Italia all'Eurovision Song Contest nel 2019 con "Soldi". Lo crocifissero perché aveva pronunciato cinque (dicasi cinque) parole in arabo. E quelli che ci devono infilare parole anglo-americane nelle canzoni? Quelli non si crocifiggono? L'inglese sì e l'arabo no?
La stessa cosa avvenne quando Sirigu chiese di sventolare la bandiera sarda insieme a quella italiana quando l'Italia vinse i mondiali nel 2006. A me sembra ingiusto! Per prima cosa, è una fangata nei confronti dei Sardi!

Ti lascio con un video breve in cui Mahmood canta in sardo…
Il Sommo Misantropo

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5190
Non intervengo normalmente più in queste discussioni, poiché come è risaputo, quando mi scaldo trascendo col linguaggio e questo oltre a disturbare molti lettori, mi attira le ire dei nosti amati e stimati moderatori.
Ma comunque solitamente butto un'occhiata a quanto viene scritto, tanto per tenermi informato sulle dinamiche dialettiche del nostro amato forum.

Non ho potuto però resistere nel leggere l'affermazione dell'ottimo amico e conterraneo @Alberto Tosciri.
Ovvero quella in cui parla di dell'esimio Rampini, definedolo un giornalista di sinistra.
Mi è partito immediato un embolo di sganasciante risata. ( l'amico Alberto non me ne voglia).
Ma sentire affiancare la parola Rampini alla parola "sinistra", è una delle cose più spassose che mi sono capiatate negli ultimi nefasti mesi. :lol:

Un caro saluto all'amico Alberto e a tutti gli amici del forum. :D

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5191
@ElleryQ oggi la Meloni ha attaccato chi ha contestato le Olimpiadi, definendolo nemico dell'Italia. Come già detto più volte sul forum, si cerca di distogliere l'attenzione da temi più seri (però a sentire sempre le solite cavolate ci si stanca).
dyskolos wrote: "Oggi si studia inglese fin dalla scuola dell'infanzia! Bello, no?" Risposta mia: NO!
Bello no, comodo sì: che piaccia o meno, dobbiamo fare i conti che è una delle lingue più diffuse, quindi aiuta di più conoscerlo (lo dice uno che non è entusiasta di ciò)
Esistono molti mondi: reali, immaginari. Non importa la loro natura: da ognuno di essi si può apprendere qualcosa.
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5192
M.T. wrote: oggi la Meloni ha attaccato chi ha contestato le Olimpiadi, definendolo nemico dell'Italia.
L'ho letto. Proprio per questo volevo sottolineare che chi l'Italia la ama davvero e non ne è nemico, è essenzialmente la cittadinanza attiva, l'unica che ha avuto il coraggio di mettere in risalto gli sprechi dietro queste olimpiadi.
Voci libere di chi non è pagato per fare i mega spot, sotto forma di articoli e celebrazioni.

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5193
Nightafter wrote: Non ho potuto però resistere nel leggere l'affermazione dell'ottimo amico e conterraneo @Alberto Tosciri.
Ovvero quella in cui parla di dell'esimio Rampini, definedolo un giornalista di sinistra.
Mi è partito immediato un embolo di sganasciante risata. ( l'amico Alberto non me ne voglia).
Ma sentire affiancare la parola Rampini alla parola "sinistra", è una delle cose più spassose che mi sono capiatate negli ultimi nefasti mesi.
Non sapevo come definire chi nel passato ha scritto nel giornale FGCI con D'Alema come segretario e poi su Repubblica con Scalfaro.  Certamente non è di sinistra oggi.  A me interessano le frecciate che lancia nei talkshow di sinistra e vedere le facce allibite degli ospiti di sinistra che cercano di rettificare le sue affermazioni.  Si turbano. Uno spettacolo unico.
Si salveranno solo coloro che resisteranno e disobbediranno a oltranza, il resto perirà.
(Apocalisse di S. Giovanni)

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5195
M.T. wrote: per non farci mancare nulla: https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/musica/speciali/sanremo_2026/2026/02/08/pucci-rinuncia-a-sanremo-termine-fascista-non-dovrebbe-esistere-non-odio_f8dc8293-23d7-4f89-9745-be5155d655de.html
Lunga la strada, stretta la via: ognuno dice la sua. Permettetemi allora di dire la mia, con l’amarezza di chi vede un declino che non è solo politico, ma culturale.

Viviamo in un Paese in cui parole come “Patria” vengono trattate con sospetto, mentre in ambito accademico e culturale si è creato da tempo un clima contraddittorio: non parlo di singoli episodi, ma di una tendenza riconoscibile. Da un lato si delegittimano figure di indiscusso spessore etico — basti ricordare episodi pubblici in cui persino a un Papa è stato impedito di parlare in ambito universitario — dall’altro si normalizzano soggetti e posizioni che hanno avuto rapporti documentati con ideologie o pratiche violente. Sono fatti pubblici, non suggestioni.

In questo contesto, l’esclusione di un comico ritenuto “non allineato” da un festival che dovrebbe essere popolare e pluralista non è un caso isolato, ma l’ennesimo segnale di una selezione culturale che precede il merito e riguarda l’ortodossia delle opinioni.

La mia preoccupazione non è per il destino di un evento televisivo, ormai diventato "altro", ma per il tipo di classi dirigenti che questo sistema sta formando. Quando l’adesione ideologica diventa criterio implicito di legittimazione, il rischio non è teorico: lo si vede nella selettività dell’indignazione, nella difficoltà di distinguere tra fatti e appartenenze, nel conformismo che premia e punisce prima ancora di discutere.

Dove finisce una nazione quando il dissenso non viene confutato ma squalificato, e la pluralità è ammessa solo entro confini prestabiliti? Finisce in un vuoto in cui, mentre il disagio cresce e la fatica quotidiana aumenta, il dibattito si riduce a polemiche sterili. Panem et circenses: con una differenza non trascurabile, il pane scarseggia e i circensi pretendono anche di decidere cosa sia lecito pensare e dire.
Si salveranno solo coloro che resisteranno e disobbediranno a oltranza, il resto perirà.
(Apocalisse di S. Giovanni)

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

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@Alberto Tosciri è una polemica fatta per non parlare del referendum e distogliere l'attenzione da cose serie. Di chi c'è o non c'è a Sanremo personalmente importa poco; dirò di più, Sanremo per me non ha più ragione d'essere, la vera musica è altrove. Sul comico, Pucci l'ho seguito, mi piaceva, ma non mi fa ridere più come una volta, ma non perché è di destra, ma perché fa sempre lo stesso repertorio e a furia di sentire sempre le stesse battute non ti diverti più. Pucci si è tirato indietro per le polemiche scatenatesi, non perché l'opposizione l'ha censurato; va ricordato che ben cosa diversa fu fatta con Biagi e Santoro, dove intervenne proprio il governo (di destra, Berlusconi) per farli fuori.
Esistono molti mondi: reali, immaginari. Non importa la loro natura: da ognuno di essi si può apprendere qualcosa.
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5197
Purtroppo, le parole divengono spesso simboli, in base a chi ne fa utilizzo. Gli stessi oggetti e luoghi divengono, a loro volta, simboli di ideologie e identità. Lo sanno bene le mafie, che di parole, oggetti e luoghi si sono impossessate nel tempo, fino a svuotarli del loro reale significato. 
Il fatto è che le parole, in quanto contenitori, danno senso al comportamento di chi le utilizza come baluardo o paravento.
Possiamo dire che le mafie del secolo scorso non esistono, ed è vero, sono cambiate, modificate per sopravvivere come fanno i virus dinanzi agli anticorpi, ma questo non significa che non esistano. 
Il fascismo del secolo scorso, in apparenza, non esiste perché adeguato a un'ideologia rinnovata a parole, ma chiara nei comportamenti. Vogliamo creare un nuovo termine? Vogliamo chiamarlo Giacomino? Quello che conta è la sostanza. Anche se usiamo la parola più bella del mondo per imbellettarlo, o lo impacchettiamo col nastro più luccicante di seta pregiata.
"Patria" non è un termine spregevole, al contrario, ma come tutte le parole va commisurata al comportamento di chi la utilizza. E allora siamo noi a dover rendere onore alle parole, agli oggetti e ai luoghi, che divengono simboli.
Perché, se non c'è un riscontro comportamentale, sono solo parole e oggetti. Diventano simboli, nel bene e nel male, in base a ciò che noi restituiamo loro nel concreto.

Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5198
Alberto Tosciri wrote:
Non sapevo come definire chi nel passato ha scritto nel giornale FGCI con D'Alema come segretario e poi su Repubblica con Scalfaro.  Certamente non è di sinistra oggi.  A me interessano le frecciate che lancia nei talkshow di sinistra e vedere le facce allibite degli ospiti di sinistra che cercano di rettificare le sue affermazioni.  Si turbano. Uno spettacolo unico.
Forse non si turbano, s'incazzano. Non è l'unico esempio di voltagabbana: in genere sono i meglio pagati dai nuovi padroni o, nel caso di scrittori, dalla fetta di lettori che fino a ieri erano di parte avversa e che, trovandoselo ora dalla loro parte, danno improvvisamente valore alle sue nuove opinioni perché "se lo dice lui, figuriamoci". Un misero teatrino già visto.  
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5199
ElleryQ wrote: Vogliamo chiamarlo Giacomino?
No, dai, così mi s'incavola un mio amico che chiamiamo sempre così :P 

Ritorno sulla questione Sanremo. Si parla di un comico, ma del fatto che decine d'italiano hanno tentato d'uccidere un nero innocente quando il colpevole di femminicidio è stato un italiano, non se ne parla.
Esistono molti mondi: reali, immaginari. Non importa la loro natura: da ognuno di essi si può apprendere qualcosa.
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Re: Tutto ciò di cui volete parlare (o lamentarvi) senza distinzioni di argomento

5200
@ElleryQ Appunto. L'ultradestra al governo si è impossessata della parola "Patria", Come pure del sostantivo "Italia" inserito nella denominazione di due partiti sui tre al governo. E, guarda caso, il terzo partito a utilizzare la parola "Italia" è quello della quinta colonna presuntamente di sinistra guidata dal responsabile della frantumazione della sinistra stessa. Incolpare la sinistra di censurare lo spettacolo, da parte di chi pilota sei televisioni su sette cercando di imbavagliare il dissenso sotto qualsiasi forma si presenti è semplicemente ridicolo, è pura propaganda (alquanto becera) destinata a quella parte del pubblico che ha votato fascioleghista e speranzosa di fare proseliti nella larga massa dei qualunquisti non votanti. E' penoso, ma questo è il governo che l'elettorato si è meritato. 
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