bestseller2020 wrote: Sat Jan 17, 2026 1:43 pmSe non vi piacciono le mie osservazioni, mi spieghi come io possa accettare le tue, o le vostre?
Ciao @bestseller2020,
mi dispiace che tu abbia letto il mio intervento come un attacco o come un “fare l’avvocato”. Non era nelle mie intenzioni. Ho usato un sogno, un espediente narrativo, niente di più, per parlare di un tema che mi sta a cuore: il rapporto tra critica e autore.
Non ho mai messo in dubbio il valore dei reportage, né il tuo gusto per quel tipo di scrittura. Né ho mai pensato che in due pagine si possa fare ciò che Grossman faceva in ottocento. Sei tu che ha paragonato il tuo testo a i reportage di Zavoli e Grossmann.
Il mio punto era un altro: quando qualcuno ci fa notare che un personaggio non arriva, forse vale la pena ascoltare quella voce, non perché abbia ragione assoluta, ma perché può aiutarci a crescere.
Se il mio tono ti è sembrato saccente, me ne scuso: non era quello che volevo.
La mia intenzione era dialogare, non provocare.
Poi, naturalmente, ognuno scrive e risponde come sente.
Quanto al fatto che io non avrei letto Stalingrado, permettimi di dirlo con calma: non puoi saperlo. È un’ipotesi che fai tu, non un dato. E quando si discute, le ipotesi sulla cultura altrui rischiano di diventare insinuazioni involontarie. Preferisco restare sul merito dei testi e delle critiche, non su ciò che ciascuno presume dell’altro.
Ti considero un amico, lo sai, e sai anche quante cantonate ho preso su questo e l'altro forum. Ogni critica, negativa o positiva che ho ricevuto, è stata sempre valutata con lucidità e senso della misura da parte mia. Inoltre non ho vergogna ad ammettere di aver sbagliato approccio qualche volta.
Ma stavolta volevo davvero solo risultare simpatica.