[CN25] Natale in Borgata Tre case

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Traccia di Marcello:
Colpo di scena
4. D'improvviso si bloccò con la sensazione di avere trascurato un fatto importante. Non avrebbe saputo spiegare perché le accadeva in quel preciso momento, eppure sentiva di essere nel giusto. Di cosa si trattava?


[CN25] Natale in Borgata Tre case


Donata aveva già affiancato il principale negli anni precedenti ed era stata riconfermata per la sua affidabilità ed efficienza... con la sufficienza.
Le piaceva il suo lavoro; si incantava di fronte ai paesaggi che attraversava per le consegne, tanto che era successo che dovesse tornare sui suoi passi per una distrazione: aveva saltato una consegna.
La sua fascia di clientela si trovava in  pianure boschive, distese innevate a bassa densità abitativa; pochi casolari in pochi chilometri quadrati, ma almeno un bambino per famiglia.
Due slitte cariche, quattro renne e lei, il corriere Donata, col suo costume rosso nell'immensità bianca.
Era partita all'imbrunire e ora si era quasi all'alba, con gli ultimi regali da consegnare.
In quel momento, si sentiva leggera, come se volasse sul sentiero appena accennato, in un modo che di rado aveva sperimentato...
D'improvviso si bloccò con la sensazione di avere trascurato un fatto importante. Non avrebbe saputo spiegare perché le accadeva in quel preciso momento, eppure sentiva di essere nel giusto. Di cosa si trattava?

Un presentimento la fece voltare. Accidenti! Le slitte avevano perso il carico...

Donata ragionò: i pacchi sono di certo nella zona di consegna, e qualcuno li troverà e li consegnerà al destinatario: è tutta brava gente qui. Solitaria ma corretta, la gente della Borgata Tre case: così chiamava la zona tra sé e sé.
Lei doveva andare all'ultimo posto di carico merce e non aveva tempo di mettersi a cercare i regali smarriti.
Pazienza se fosse stata segnalata tra i reclami a Babbo Natale: le era sembrato di avere legato e sistemato sulla slitta in modo corretto il carico rimasto a bordo dopo l'ultima consegna.
Ma doveva ripartire subito.
Una carezza per quattro alle sue renne e via.

...



Di ritorno dalla chiesetta a fondovalle, raggiunta con le racchette da neve per la Messa di Natale, ci sono diversi ritrovamenti nel gruppo di casolari.
Per Lorenzo Abba leggono alla cascina Furia alla mattina di Natale, in un pacco abbandonato davanti a casa loro.
Per Andrea Furia leggono altri nel cortile della cascina Beccaria mentre davanti al porcile, alla cascina Abba, trovano un pacco indirizzato a Aldo Beccaria.

Che fare? D'intesa coi rispettivi genitori, che conoscono i vicini anche se si frequentano di rado, il piccolo Abba si copre bene e si avvia per il chilometro che lo separa da  casa Beccaria, mentre il bambino dei Furia si avvia, visto che non nevica e la giornata è tersa e la mamma è tranquilla, verso la casa degli Abba. 
Aldo Beccaria, senza incrociare nessuno, anche per i bivi nel percorso, è il primo a arrivare a destinazione: mamma Furia è sorpresa ma lo invita ad aspettare da loro. Al nonno piace raccontare storie e Aldo lo ascolta volentieri. In casa c'è profumo di polenta e il giusto tepore dal grande camino al centro della stanza. 
Intanto, Lorenzo Abba si dirige dai Beccaria mentre Andrea Furia lo sta cercando. Comunque, i due si vedono a distanza e si fanno segnali.
- Forse tu hai un pacco mio?
- No, è di Beccaria. E il tuo è il mio?
- Sì, eccolo.
- Grazie! 
- Mi accompagni da Beccaria che forse ha il mio? 
- Va bene. Strano che Babbo Natale abbia fatto questi pasticci quest'anno.
- Magari è uno degli aiutanti che ha sbagliato, non lui...
...
In casa Beccaria c'è sorpresa all'arrivo dei due bambini, ma è facile per tutti tirare le somme: il loro ragazzo è in casa Furia.
Come organizzarsi? Il padre, che ha appena finito i suoi lavori coi maiali e con la sistemazione della legna, si cambia e decide di andare lui a cercarlo
e a passare anche dagli Abba ad avvisare i genitori, impensieriti per il ritardo del figlio.
Le due cascine sono agli opposti. Papà Beccaria decide di passare prima dai Furia, dove trova il figlio che gli chiede se può fermarsi ad aspettare Andrea.
I Furia, dopo averne parlato tra loro, hanno già pronto un invito a riunire le tre famiglie: papà Furia si unisce a papà Beccaria per andare alla cascina Abba a portare l'invito, e poi passare a prendere mamma Beccaria: i due bambini di certo saranno in una delle due case.
Gira la testa un po' a tutti per la confusione, ma i cuori di tutti sono allegri in vista della condivisione e dello stare insieme.
Ci sono incontri schivati per un soffio, macchie di bosco come bivi da aggirare, orme seguite per sbaglio, recuperi e ricongiunzioni, tra risa e respiri di sollievo. Mamme che si chiedono: cosa posso portare? Panieri con cibo da preparare o pronto da condividere. Braci che vanno a spegnersi e ciocchi che andranno a scaldare e illuminare una festa di tanti sorrisi.
Nel giorno di Natale, dopo un pasto sobrio ma appagante, i tre ragazzi delle cascine aprono insieme i tre doni dispersi.
Trovano tutti lo stesso contenuto: tanti mattoncini per costruzioni libere.
Evviva è il grido comune. Accucciati sul tappeto a scacchi, disposti a triangolo, dopo un breve consulto, si decidono a costruire, invece del proprio mondo, ognuno la cascina dell'altro, a memoria. Prima, però, si organizzano con un disegno a carboncino. Se Lorenzo sbaglia il tetto della casa di Aldo, questi lo corregge e viceversa, e con Andrea è lo stesso.
Che bello questo gioco di costruire i mondi degli altri vicino ai nostri! è il pensiero di ognuno di loro.
Nonno Furia si prende facilmente la funzione di supervisore perché ha negli occhi da più tempo il profilo delle tre cascine.

Il fuoco scoppietta allegro e scalda di più  mentre i grandi giocano a carte e si alternano i "C'era una volta..." dalle voci di un nonno e di una nonna.

Altro che reclamo! A Babbo Natale arrivano ringraziamenti speciali dalla borgata delle Tre case.
Di sabbia e catrame è la vita:
o scorre o si lega alle dita.


Poeta con te - Tre spunti di versi

Re: [CN25] Natale in Borgata Tre case

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che trovata originale! Da un disguido l'intreccio di tante vite, il venirsi incontro, fare comunità. Un bell'esempio di come si dovrebbe reagire alle avversità e ai disguidi. l'inefficienza ha funzionato meglio che l'efficienza.
Non ho trovato nulla da segnalare.
Solo: complimenti.
Last edited by Adel J. Pellitteri on Mon Dec 29, 2025 3:34 pm, edited 1 time in total.

Re: [CN25] Natale in Borgata Tre case

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Ciao @Poeta Zaza

La prima cosa che ho piacevolmente notato è che hai messo da parte i corsivi poetici! Brava.. :)
Però il percorso narrativo zoppica un po' , sicuramente anche a causa di poco esercizio di tutti questi contest.. lo dico sinceramente. Credimi che, finalmente e positivamente, vedo che affronti il racconto col verso giusto. Perché dico questo? 
Poeta Zaza wrote: Mon Dec 29, 2025 1:51 pmMa doveva ripartire subito.
Una carezza per quattro alle sue renne e via.

...



Di ritorno dalla chiesetta a fondovalle, raggiunta con le racchette da neve per la Messa di Natale, ci sono diversi ritrovamenti nel gruppo di casolari.
Perché hai cambiato tempo? Il presente che usi nella seconda parte ti ha costretto alla frettolosa e frammentata esposizione delle scene.. 
Un cambio di passo che lava via la prima parte e la bontà di quel tempo al passato che hai usato. Dato che avevi cominciato col tempo classico del racconto natalizio, ossia, "c'era una volta", a mio modesto parere dovevi mantenerlo.. Il presente è sempre meglio nel racconto drammatico, quello d'azione. Poi, ognuno fa come crede, sono solo mie impressioni.
Poeta Zaza wrote: Mon Dec 29, 2025 1:51 pmChe bello questo gioco di costruire i mondi degli altri vicino ai nostri! è il pensiero di ognuno di loro.
Mannaggia, Mariangela! E pensare che per un attimo ho creduto che si sarebbero messi a costruire una unica casa, una casa comune, unendo i loro mattoncini. Una casa dove vivere tutti assieme, in pace e amore. Però il messaggio che vuoi trasmettere è lo stesso, ma pensa a quello che hai suscitato in me, e poi mi dirai.. Ciao, a presto <3
Viaggio sconsolato tra i ricordi dello Stato.
Tratti di pioggia sopra Auschwitz. Tra oblio e orgoglio.
Io malata in fuga.

Re: [CN25] Natale in Borgata Tre case

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bestseller2020 wrote: Tue Dec 30, 2025 6:56 pm Però il percorso narrativo zoppica un po' , sicuramente anche a causa di poco esercizio di tutti questi contest.. 
Cioè...  la mia narrazione stenta per il  poco esercizio? Non ho saltato un contest nel 2025...

Se sei sicuro di quello che dici ne prendo atto, che altro obiettare?   :grat:
bestseller2020 wrote:
  wrote:
Perché hai cambiato tempo? Il presente che usi nella seconda parte ti ha costretto alla frettolosa e frammentata esposizione delle scene.. 
Un cambio di passo che lava via la prima parte e la bontà di quel tempo al passato che hai usato. Dato che avevi cominciato col tempo classico del racconto natalizio, ossia, "c'era una volta", a mio modesto parere dovevi mantenerlo.. Il presente è sempre meglio nel racconto drammatico, quello d'azione. Poi, ognuno fa come crede, sono solo mie impressioni.
Perché ho voluto staccare il tempo della fiaba dal presente realistico. 

Grazie del passaggio, @bestseller2020   :)
Di sabbia e catrame è la vita:
o scorre o si lega alle dita.


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Re: [CN25] Natale in Borgata Tre case

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ciao @Poeta Zaza non mi hai capito a riguardo di questo..
Poeta Zaza wrote: Tue Dec 30, 2025 7:17 pmCioè...  la mia narrazione stenta per il  poco esercizio? Non ho saltato un contest nel 2025...
bestseller2020 wrote: Tue Dec 30, 2025 6:56 pmLa prima cosa che ho piacevolmente notato è che hai messo da parte i corsivi poetici! Brava.. :)
Però il percorso narrativo zoppica un po' , sicuramente anche a causa di poco esercizio di tutti questi contest.. lo dico sinceramente. Credimi che, finalmente e positivamente, vedo che affronti il racconto col verso giusto. Perché dico questo? 
In tutti i contest hai sempre usato i corsivi inserendoli come ti servivano alla storia, quindi, bypassando il naturale percorso narrativo. Questo sicuramente ha fatto in modo che ti disabituassi alla evoluzione del racconto secondo le regole. Per questo ho detto che ho apprezzato.
Poeta Zaza wrote: Tue Dec 30, 2025 7:17 pmperché ho voluto staccare il tempo della fiaba dal presente realistico. 
Una favola a metà? Ci può stare, ma chissà come verrebbe con un tempo uniforme.. Però mi spiace che finisca per essere preso per un guastafeste .. ogni volta.. ciao
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Re: [CN25] Natale in Borgata Tre case

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bestseller2020 wrote: Tue Dec 30, 2025 7:42 pm

In tutti i contest hai sempre usato i corsivi inserendoli come ti servivano alla storia, quindi, bypassando il naturale percorso narrativo. Questo sicuramente ha fatto in modo che ti disabituassi alla evoluzione del racconto secondo le regole. Per questo ho detto che ho apprezzato.
Non è vero! Perché prima di fare affermazioni categoriche non controlli? Per esempio, nel Contest di Halloween non ho usato versi.

P.S.: corsivi nel senso di versi, per chi se lo chiedesse.

Quindi, riassumendo, hai voluto dirmi che, disabituandomi alla mera scrittura in prosa, quando ci ritorno questa zoppica un po'.
Di questo ok, posso prenderne atto e meditarci su.  :si:
Di sabbia e catrame è la vita:
o scorre o si lega alle dita.


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Re: [CN25] Natale in Borgata Tre case

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Ciao @Poeta Zaza
Ho letto la tua favola. Per me è difficile commentare. E poi vedo che altri hanno fatto il loro dovere. 
Però che mi sia piaciuta questo lo devo dire.
Buon Anno
Via dei bambini felici - Segui le tue parole

Re: [CN25] Natale in Borgata Tre case

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Ro...se wrote: Wed Dec 31, 2025 12:42 am Ciao @Poeta Zaza
Ho letto la tua favola. Per me è difficile commentare. E poi vedo che altri hanno fatto il loro dovere. 
Però che mi sia piaciuta questo lo devo dire.
Buon Anno
Grazie del tuo passaggio, @Ro...se  :flower:

Ricambio gli auguri. 
Di sabbia e catrame è la vita:
o scorre o si lega alle dita.


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Re: [CN25] Natale in Borgata Tre case

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Ciao, Mariangela
L'idea centrale è davvero bella: un errore nella consegna dei regali che diventa l'occasione per creare comunità. Mi piace molto come hai trasformato un disguido in qualcosa di positivo, è un messaggio molto natalizio e umano.
Il finale con i tre bambini che costruiscono le case degli altri è poetico e tocca il cuore. Quel pensiero - "Che bello questo gioco di costruire i mondi degli altri vicino ai nostri!" - è un'immagine forte che racchiude il senso di tutto il racconto. Qui ci sarebbero stati bene dei versi!
L'ambientazione montana innevata con le tre cascine isolate funziona bene e crea l'atmosfera giusta.

Il cambio di tempo verbale (passato → presente) è un po' straniante. Capisco la tua intenzione di staccare la fiaba dal presente realistico, ma nella lettura crea una discontinuità che rallenta il ritmo. Se l'obiettivo era dare un effetto "c'era una volta" seguito da "ed ecco cosa successe davvero", potrebbe funzionare meglio con una transizione più marcata.
La sezione centrale con tutti gli spostamenti dei tre bambini e dei genitori è un po' caotica. Perdo un po' il filo di chi sta andando dove: Lorenzo va da Beccaria, Andrea lo cerca, papà Beccaria va dai Furia... Forse si potrebbe semplificare o rendere più chiara la coreografia degli incontri.
L'apertura con Donata corriere è carina ma occupa parecchio spazio per poi scomparire completamente. Forse si potrebbe accorciare leggermente per dare più respiro alla parte centrale del racconto?

In sintesi: è un racconto che scalda il cuore con un'ottima premessa. Con qualche aggiustamento al ritmo e alla chiarezza della parte centrale, potrebbe davvero brillare. L'idea di fondo vale oro!

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