Stiamo ancora parlando del cane?

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(Commento lasciato ad altro lavoro: viewtopic.php?p=83675#p83675)

           Quando esce dal bar sono le dieci passate. Ha cominciato a nevischiare: una polvere fina che si vede appena. Si nota soltanto guardando dritto verso i lampioni. Sta andando verso la macchina quando sente uno scalpiccio dietro di sé. Nemmeno il tempo di voltarsi e Peter la supera di corsa, un bastoncino stretto tra i denti. Le sbarra la strada, saltellando sul posto per chiederle di giocare.
            «A quest’ora. Non sei stanco?»
            «Lui non è mai stanco.» Non ha bisogno di voltarsi per riconoscere quella voce. «Ma è giovane, è giusto avere energia. Vieni, Peter.» Patrick schiocca le dita, ma il cane non si muove. «Sakrament… quando imparerai a obbedire?»
            «Sakra che?»
            «Sakrament. Un po’ come dire al diavolo.»
            Le viene da ridere. «Anche dalle mie parti si dice qualcosa del genere.»
            «Quando siamo soli, più o meno mi ascolta. Quando ci sei tu, non c’è verso.»
            «Forse gli piaccio.»
            «Non può fare a meno di starti intorno.» Stiamo ancora parlando del cane? «Scusa per ieri sera.»
            «Scusa di cosa?»
            «Di essere venuto a disturbare. Non avrei dovuto. Il caso era ancora aperto.»
            Peter si è seduto, il bastoncino ancora tra i denti. Alba gli sorride. «Sono stata io a dirti di bussare se avevi bisogno.»
            «Tecnicamente, non ho bussato.»
            «Semantica.»
            Peter si alza di scatto e si infila tra le gambe di Alba, facendole perdere l’equilibrio. Patrick la afferra per le spalle, stringendola per tenerla in piedi. Si guardano per un attimo di troppo. Lui apre la bocca per dire qualcosa, poi scuote la testa.
«Fai attenzione. Le strade sono ghiacciate.»
            «Sarò prudente. Buonanotte, Patrick.»
            «Buonanotte… Alba.»
            Sale in auto con un sorriso, il cuore in gola come quando aveva diciotto anni e guardava Giulio sapendo di esserne innamorata.
Cristo, datti un tono.
Patrick fa un altro passo avanti. Questa volta lei non arretra. Si toglie il giaccone, lo lascia cadere a terra, e l’odore di bosco si fa più forte.
«Non potevo più.»

Re: Stiamo ancora parlando del cane?

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Ciao, spero qualsiasi cosa ti possa dire ti sia d'aiuto  ;)
Parto dalla premessa che non prediligo narrazioni al presente o passato prossimo anche se ultimamente sto cercando di forzarmi da questo punto di vista.
EffieSamadhi wrote: Wed Dec 17, 2025 12:13 amQuando esce dal bar sono le dieci passate. Ha cominciato a nevischiare: una polvere fina che si vede appena. Si nota soltanto guardando dritto verso i lampioni. Sta andando verso la macchina quando sente uno scalpiccio dietro di sé. Nemmeno il tempo di voltarsi e Peter la supera di corsa, un bastoncino stretto tra i denti. Le sbarra la strada, saltellando sul posto per chiederle di giocare.
Quando esce dal bar sono le dieci passate. 
Ha cominciato a nevischiare: una polvere fina che si vede appena. Si nota soltanto guardando dritto verso i lampioni. 
Sta andando verso la macchina quando sente uno scalpiccio dietro di sé. Nemmeno il tempo di voltarsi e Peter la supera di corsa, un bastoncino stretto tra i denti. Le sbarra la strada, saltellando sul posto per chiederle di giocare[font="Open Sans", "Segoe UI", Tahoma, sans-serif].[/font]

Cambierei giusto la struttura del testo per mitigare l'effetto "pappardella" o mini-wall of text.

Guarda per il resto va tutto bene, il testo scorre bene i dialoghi sono verosimili così come le pause tra una battuta e l'altra. Funziona anche come incipit (non so se è il caso, ma mi ha dato quella impressione).
L'unica cosa che non ho capito è proprio la struttura del testo e gli a capo, a volte sono allineati tutti i dialoghi a volte no. Ah e poi l'unica cosa che cercherei di migliorare è il flusso tra i dialoghi e i pensieri della protagonista: 
EffieSamadhi wrote: Wed Dec 17, 2025 12:13 am«Non può fare a meno di starti intorno.» Stiamo ancora parlando del cane? «Scusa per ieri sera.»
letta a primo impatto mi sono incespicato un attimo.

A rileggerci (y)

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