Il gatto nero rimane prevedibilmente a casa dell’agente Sciortino.
Capisce in fretta che il brav’uomo non ha alcuna velleità “scientifica” nei confronti dei felini e si mette a suo agio.
Alfio, così si chiama, ha scelto per lui il prevedibile nome di Nerone e gli fa piacere avere compagnia quando rientra da lavoro; infatti è vedovo e i due figli vivono altrove con le famiglie.
«Sei proprio un bel micio!» dice nel riempirgli la ciotola, e spesso gli scatta una foto da mandare ai nipotini. Dopo cena lo chiama sul divano e accarezza mentre guardano un film.
Lo faceva ogni tanto anche il vecchio padrone: “Pace all’anima sua!” pensa un po’ triste Nerone, che in fondo gli era affezionato.
“Una iattura aver trovato quelle stupide lettere! Poteva buttarle, lasciando in pace il nipote dello studioso impiccione… Ma noi dovevamo essere più prudenti. Ci daremo regole più severe.”
Comincia da se stesso: non parla, finge di dormire, miagola e fa le fusa come ci si aspetta da un bravo micio.
Alfio va al lavoro con turni regolari, così lui ha la casa a disposizione per parecchio tempo.
Nerone riflette sull’accaduto e sul da farsi prima di riunire i compagni della sanguinosa impresa ed esporre le sue tesi. Sa che alcuni, boriosi e aggressivi, non saranno d’accordo, ma quando li ha davanti assume con naturalezza il ruolo di mentore e anche loro ascoltano con attenzione.
«La determinazione e velocità con la quale abbiamo agito per scongiurare il gravissimo e inaspettato pericolo ci fa onore, anche perché siamo stati costretti ad azioni estreme, che avremmo voluto evitare...» accenna rispettoso a Max, il grosso maschio giustiziere. «Dobbiamo però riconoscere che le nostre nuove capacità, pur considerevoli, sono ancora insufficienti, anzi ben lontane, da quanto ci occorre per raggiungere l’obiettivo...»
Lo interrompe Domino, una tigrata rossa dall’aria risoluta.
«Nel condizionamento siamo buon punto, l’ho sperimentato in varie occasioni. La mia cosiddetta padrona rinuncia a uscire se glielo vieto e mi offre leccornie a comando. Avviene ormai dappertutto: sono in contatto con diversi gruppi esteri che hanno raggiunto risultati analoghi.
Cenni di assenso nel gruppo.
«Ed è impossibile tenere il conto degli influencer che fanno circolare le nostre foto in ogni rete del pianeta: i loro fan sono ormai milioni e milioni e noi gatti creature amatissime, quasi adorate» aggiunge soddisfatto Gigio, un pezzato anziano.
«Ottimo, – replica Nerone- ma privo di effetti concreti. Ok, siamo capaci di controllare da vicino le persone, e anche a distanza usando i vari tipi di comunicazione, però rimaniamo ininfluenti… Di fatto ci occupiamo soltanto di nascondere le nostre capacità e starcene belli comodi nelle case dei “padroni”.
«Cosa dovremmo fare? E a quale obiettivo ti riferisci?» Adam, bravo cacciatore, si mostra scettico.
«A quello che ci attribuiva lo studioso autore delle lettere: “garantirci l’ingresso nell’ élite di predominio del mondo.”- spiega Nerone – Lui lo temeva, un mondo governato da noi bestie, ma vi sembra che questo degli uomini sia messo così bene?»
No, per nulla, è il parere generale. Segue un’animata discussione: la grande maggioranza è abbastanza informata, guarda la TV e molti accedono al digitale quando gli riesce. Ognuno dei presenti è in grado di citare qualcosa di negativo: economia, politica, società, ambiente, cultura, giustizia e via deplorando.
C’è grande confusione, tutti si parlano addosso. Un acutissimo richiamo, tra “basta!” e il miagolio, li azzitisce di botto. Sul tavolo da pranzo è saltata una gatta a tre colori, lungo pelo folto e grandi occhi verdi.
«Siamo milioni, presenti in tutto il mondo, e riusciremo a cambiarlo in meglio! Si tratta di organizzarci in modo capillare...»
«Chi sei? Pensi di saperlo fare tu?» ironizzano diversi ascoltatori.
«Mi chiamo Tabata e non sono così sciocca e presuntuosa da ritenermene capace» replica lei, rivolgendo al gruppo uno sguardo circolare, smeraldino e vagamente irrisorio.
«Per un simile scopo dovremo impegnarci a migliaia, in ogni angolo del globo. Un abbozzo di progetto esiste già, l’ha elaborato un gruppo russo, e gira con le debite cautele nel dark web. Sapete cos’è, mi auguro...»
Non tutti, qualcuno borbotta malavita e criptovalute, ma interviene Pappo, un bianco grasso e pacioso: «Sì, ma anche cose utili!»
La sua abilità nei giochi digitali è nota: il padrone lavora di notte e dorme fino alla mezza, così lui ha il pc a disposizione per moltissime ore.
«Non stupisce che il progetto provenga dai russi e, ci scommetterei, i loro padroni sono hacker e lavorano per il governo. Un regime autoritario ne impiega molti, per la politica estera e altri settori fondamentali. Sono i migliori, ma in Russia c’è la censura e basta poco per finire in disgrazia, così a casa usano il dark web dove parlano liberamente.
I loro gatti hanno presto imparato e ovviamente il progetto è stato messo là. Io ho dovuto lavorarci un po’, ma ormai me la cavo e dovrei riuscire a contattarli...»
«Personalmente non sono in contatto, ma grazie a un amico esperto ho dato una scorsa a parti del progetto – riprende Tabata – Prevede, com’è logico, il controllo di tutti i padroni e di quante più persone si può, ma anche un grande numero di nostri professionisti, in grado di sostituire chi comanda e decide nei vari settori. Occorrerà del tempo per formarli.»
«Ammessa la buona riuscita, come e da chi sarà gestito il potere?» chiede Nerone.
Tabata non lo sa. Nei mesi successivi si discute degli avanzamenti in periodiche riunioni: in modo comunque parziale perché gli stessi addetti ai lavori conoscono soltanto il proprio settore e sono tenuti al silenzio.
Nerone, il veterano, lavora nel condizionamento, che, già a buon punto, sarà certo il primo a raggiungere gli obiettivi concordati. Naturalmente si connette quando Alfio non c’è, e di sera gli fa compagnia come al solito, con reciproca soddisfazione.
Tra entusiasmi e perplessità, un anno e mezzo trascorre lento. Il “via” risaliva ad ottobre: a partire dal primo maggio del successivo tutti capiscono che non occorre incontrarsi per commentare e discutere del progetto.
Quasi all’unisono in tutti gli Stati del mondo vengono varate, con vistosa risonanza mediatica, riforme di vario tipo. Non nello stesso ordine, s’intende: privilegiando in ciascuno quelle più urgenti e spesso auspicate invano dai cittadini progressisti.
Negli Usa viene abolita la pena di morte ed estesa la previdenza sanitaria a tutti i cittadini a basso reddito. I governanti degli stati confessionali si dimettono spontaneamente: le nuove costituzioni introducono laicità e democrazia. Le concentrazioni monopolistiche si scompaginano, l’evasione fiscale viene in breve azzerata, e così il lavoro nero e lo sfruttamento salariale, aumentano di molto gli stanziamenti per istruzione e cultura. E, gradatamente, in ambiti ritenuti insanabili, dal degrado ambientale alle disuguaglianze economiche, si intraprendono cammini virtuosi.
I gatti del gruppo di Nerone hanno continuato a incontrarsi regolarmente, per commentare compiaciuti le migliorie via via pubblicizzate. Un unico tema, pur rilevante, è rimasto sottaciuto perché pesa sulle loro coscienze di precursori.
Lo affronta infine Max, in una riunione a casa di Pappo, il navigatore dark.
«Di sicuro non ci ha fatto onore, ma diciamocelo in faccia: senza eliminare quei dieci tiranni il progetto sarebbe andato in malora. Mai si sarebbero dimessi! I loro gatti, pur professionisti eccellenti, non riuscivano a condizionarli a sufficienza e infine hanno chiesto aiuto. Io stesso li ho addestrati quali giustizieri e sostenuti nell’azione.»
«Perfettamente riuscita, – approva Tabata- le polizie dei loro paesi continuano a cercare i rasoi con cui sono stati sgozzati.»
Nerone torna a casa meno gravato dal rimorso. La sera segue l’ultimo telegiornale sul divano accanto a Duilio, che accarezzandolo dice: «Il mondo è davvero migliorato, micio bello, sembra quasi un miracolo!» Lui socchiude gli occhi e fa le fusa.
[CE25] Mondo gatto. Sequel di Povero micino...
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" ...con mano ferma ma lenta sollevò la celata. L'elmo era vuoto." (Calvino)
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