Gli incubi dello scrittore

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Ogni scrittore ha le sue paure, le proprie insicurezze e lati più oscuri e nascosti in relazione allo scrivere.
Sappiamo tutti, infatti, che scrivere può essere bellissimo ed emozionante, ma anche sfiancante; il foglio bianco può mettere a dura prova chiunque. E non solo quello bianco!

Parliamo dei nostri incubi in relazione alla scrittura, qualsiasi essi siano.
Via, lasciate andare i mostri che si nascondono sotto al letto!
Domenico Russo - Editor
Gruppo Dedalo - Servizi editoriali

Re: Gli incubi dello scrittore

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Il mio incubo peggiore è la banalità.
Ho sempre paura che ciò che scrivo possa risultare banale o peggio ancora patetico.
Cerco sempre spunti diversi e nuovi punti di vista per affrontare un argomento, ma inevitabilmente questo timore sopraggiunge.
Un altro incubo non di poco conto (sempre per me) è la "replica". Nel senso che temo sempre di scrivere qualcosa di già scritto da altri, già sentito, gia visto.
Parto da un caso concreto: sto scrivendo proprio in questi giorni una biografia, su richiesta di una CE. Sul personaggio in questione esistono già tre libri, due documentari, un film. Nel mio caso si tratta di un graphic novel, ma il fatto di usare un mezzo narrativo diverso non cambia la sostanza: la vita è sempre quella, gli eventi che l'hanno caratterizzata pure. Tutto questo materiale è per me utile documentazione, ma il timore è quello di subirne l'influenza e replicare, appunto, le stesse cose.
Non mi piacerebbe romanzare per differenziarmi, mi piace la fedeltà alla storia se si tratta di una biografia (benché sia un romanzo biografico e non una "cronaca" biografia). Di contro ho notato che uno dei libri romanza abbastanza determinati eventi, per non parlare poi del film. Questo prende l'insieme della vicenda ma poi la rielabora davvero molto. Anche cronologicamente ci sono sfasamenti non indifferenti.
Però in un fumetto, non essendoci descrizioni narrative che possano essere rese in maniera differente e personale (è tutto lasciato all'immagine), quanto piuttosto inquadrature e dialoghi, ciò che temo è una narrazione ripetitiva, nella sostanza, rispetto agli altri media.

Re: Gli incubi dello scrittore

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Paradossalmente, non sono preoccupato per me. Ho fiducia nella mia maturità (almeno in questo). Se toppo o scrivo cavolate, in genere dopo un primo momento di scoramento/rabbia so riprendermi e ragionare a mente fredda, per fare del mio meglio nell'imparare dagli sbagli.

Il mio incubo è di esser frenato da fattori fuori dal mio controllo, su cui non posso far nulla.
"Bello, ma non c'è mercato per questo." / "Bello, ma alla gente non piace questo oggigiorno" possono essere un esempio di incubo, razionale o irrazionale che sia, perché so di aver fatto bene, ma so altrettanto che non ne è valsa la pena.