Crudo Studio Editoriale

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Segnalo questa nuova realtà, che rappresenta una terza via tra un'agenzia di servizi e un'agenzia di intermediazione editoriale.

https://crudostudio.it/

Il progetto, diretto da Michele Vaccari (noto editor e scrittore) viene così descritto nel sito: 

La filosofia del progetto si fonda su quattro principi: responsabilità reciproca, trasparenza, mutualismo e qualità. Crudo non è un’agenzia letteraria, non rappresenta autori presso le case editrici. Non è neanche una casa editrice, non pubblica opere, non ha rapporti fiduciari con le librerie. La missione di Crudo è creare una filiera editoriale virtuosa: per questo ha inventato un sistema di partnership innovativo che permette rapporti diretti con alcune delle più prestigiose case editrici specializzate in narrativa italiana. Questa collaborazione si basa sull’idea dello scambio reciproco di competenze e non sul rapporto commerciale. Crudo premia la qualità offrendo agli autori uno spazio virtuale dove i testi migliori possono essere letti direttamente dagli editori.

In sostanza, l'iter è il seguente:

1. L'autore propone un estratto (trenta cartelle) della propria opera gratuitamente e riceve risposta in tempi brevi. 
2. Se l'opera viene ritenuta convincente, vengono proposti uno o più servizi editoriali, a seconda dei casi e delle necessità. 
3. Se il risultato finale è buono, l'opera viene inserita in una vetrina del sito, a disposizione degli editori, senza alcun altro costo. 

Gli editori in partnership sono rinomati e di qualità, e si tratta di questi
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Re: Crudo Studio Editoriale

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@Cacciugo 

Sono loro stessi che non si definiscono "agenzia", ma "service editoriale" (lo Staff valuti se aggiungere l'etichetta "agenzia" o meno).
Questo perché in realtà andrebbero considerate "agenzie letterarie" solo quelle che offrono rappresentanza. 

Per il resto, le differenze sostanziali con le sedicenti "agenzie" che vendono servizi editoriali sono due:

- Le "agenzie" di servizi editoriali non subordinano la vendita all'accettazione della proposta (quando c'è, quello step è una pura formalità).  
- Non si pongono come intermediari degli editori, non hanno una vetrina, e in genere non hanno alcun rapporto con editori di qualità. 

Va aggiunto anche che spesso quelle "agenzie" sono senza arte né parte, mentre qui c'è un editor di comprovata esperienza. 

Non mi sembrano differenze così trascurabili. 
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Re: Crudo Studio Editoriale

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Fabioloneilboia ha scritto: A me sembra che offra i soliti servizi (a prezzi alti), senza neanche la possibilità di una rappresentanza.
Non vedo perché mai un autore debba preferire questo a un'agenzia. 
Dipende. Se l'autore intende proporsi a certi medi editori di qualità spesso meno approcciabili dei "big" (come minimum fax o NNE) io credo che abbia qualche chance in più con Crudo rispetto alle solite agenzie. Credo che un editore come NNE si fidi di più di un'opera che è stata editata da uno dei suoi stessi autori - che, in qualche modo ci mette la faccia - che non da un perfetto sconosciuto. In altri termini, il valore aggiunto di Crudo (se c'è) consiste nella rete di contatti e nel "nome" di Michele Vaccari.

In ogni caso, mi sembrano soldi meglio spesi quelli in un editing o "coaching" di qualità (cosa che comunque resta all'autore) che non quelli buttati in un'inutile valutazione a pagamento con il miraggio della rappresentanza (la quale non è garanzia di pubblicazione nemmeno quando si realizza, come dimostra il caso di un utente con l'agenzia Kalama).
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Re: Crudo Studio Editoriale

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Wanderer ha scritto: In ogni caso, mi sembrano soldi meglio spesi quelli in un editing o "coaching" di qualità (cosa che comunque resta all'autore) che non quelli buttati in un'inutile valutazione a pagamento con il miraggio della rappresentanza (la quale non è garanzia di pubblicazione nemmeno quando si realizza).
Su questo non ci piove, l'editing rimane.
Per la possibilità di venire pubblicati da una big (o simili) grazie ad un'agenzia credo ne abbiamo già parlato abbastanza e, purtroppo, le esperienze degli utenti sono al 99% negative, qui, come su WD.
Per quanto ho visto gli esordienti sconosciuti pubblicati dalle grandi case vengono praticamente tutti da concorsi letterari.

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Fabioloneilboia ha scritto: Per quanto ho visto gli esordienti sconosciuti pubblicati dalle grandi case vengono praticamente tutti da concorsi letterari.
In realtà vengono per la maggior parte da amicizie/conoscenze negli ambienti che contano.

Non so quante probabilità in più ci siano con Crudo rispetto a una "normale" agenzia, ma il processo mi sembra abbastanza convincente, rispetto ad altri, almeno sulla carta. 

Essendo nati da poco, ci vorrebbero dei riscontri.
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Re: Crudo Studio Editoriale

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Wanderer ha scritto: In realtà vengono per la maggior parte da amicizie/conoscenze negli ambienti che contano.

Non so quante probabilità in più ci siano con Crudo rispetto a una "normale" agenzia, ma il processo mi sembra abbastanza convincente, rispetto ad altri, almeno sulla carta. 

Essendo nati da poco, ci vorrebbero dei riscontri.
Sicuramente, infatti non a caso precisavo esordienti “sconosciuti”.
Sui riscontri trovo strano che ci siano solo recensioni di editing e corsi e nessun libro pubblicato dai loro autori ma, come dicevi, sono nati da poco.

Re: Crudo Studio Editoriale

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Fabioloneilboia ha scritto: Sui riscontri trovo strano che ci siano solo recensioni di editing e corsi e nessun libro pubblicato dai loro autori ma, come dicevi, sono nati da poco.
Sì, infatti, è molto probabile che ancora nessun libro selezionato da loro abbia visto la luce, anche perché quella tipologia di editori hanno già i piani editoriali al completo per i prossimi due anni. 

La mia opera, invece, i primi di marzo non è stata selezionata, quindi non mi è stato proposto alcun servizio editoriale e la cosa è finita lì.

Questo prova che il passaggio dall'1) al 2) non è affatto scontato, come invece avviene per le solite agenzie di servizi editoriali, in cui la pre-valutazione gratuita è solo uno specchietto per le allodole, un modo per guadagnare nello step successivo. 
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Re: Crudo Studio Editoriale

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Personalmente, la mia unica perplessità su Crudo riguarda non il metodo (che secondo me è virtuoso, in confronto ad altri, e non è nemmeno ad esclusivo scopo di lucro) ma il merito, ed era una perplessità che avevo sin da prima di inviare l'opera. 

Essendo un progetto gestito da un personaggio con una visione forte e “di parte” (anche dal punto di vista politico), c’è il rischio che la scelta delle opere sia subordinata alla condivisione di una sorta di estetica militante, o comunque al fatto di incontrare i gusti personali del fondatore. 

Vale a dire:

Se il protagonista del romanzo non è un paranoico anarchico con fobie sociali e dipendente da benzodiazepine – e se l’autore non fa uso di un linguaggio “crudo” – magari l’opera difficilmente rientrerà nei loro canoni estetici e in quello di alcuni editori.

Può essere una buona idea rivolgersi a Crudo se: 1) la propria opera è “non di genere” (niente fantasy, romanzi storici o altro); 2) si conosce il mercato editoriale, e si in anticipo che la propria opera è in sintonia con ciò che pubblicano editori come Hacca, Racconti Edizioni, NNE, Pidgin, e affini; 3) quegli editori rientrano in anticipo nel proprio target e si cerca un modo per raggiungerli.

In caso contrario, potrebbe essere una perdita di tempo, ma non di soldi, perché l'opera verrà scartata, e dunque non si spenderà nulla. 

Insomma, mi sembra che ci si stia concentrando su un aspetto abbastanza secondario (quanto si spende) mentre il punto è che nella maggior parte dei casi per l'autore non ci sarà alcun costo, perché l'opera non solleverà il loro interesse. 
TaoMao ha scritto: Dal sito non si capisce però se la lettura delle prime trenta pagine è davvero gratuita,
Sì, confermo che lo è, come è specificato anche qui.
Cheguevara ha scritto: Al di là dei risultati, quello testato e quelli da testare, rimane il fatto di spendere soldi per arrivare a un'eventuale pubblicazione. 
Questo è innegabile, ma ormai è diventata la prassi.
Almeno in questo caso sono soldi ben spesi e possono rappresentare un "investimento".
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Re: Crudo Studio Editoriale

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A me pare la solita zuppa. Poi noto che
1} Vaccari prima lavorava con Kalama, se non sbaglio.
2) Mai farsi leggere da altri scrittori, specie se per soldi: come minimo sarà un concorrente e se la tua idea è buona ma zoppica un po', diciamo così, non è detto che non ti distrugga per rubarti quello che c'è di buono 
3} Odio gli scrittori narcisi e lui lo è al top

4) I miei soldi stanno meglio nelle mie tasche che nelle sue

Re: Crudo Studio Editoriale

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Rototom ha scritto: 2) Mai farsi leggere da altri scrittori, specie se per soldi: come minimo sarà un concorrente e se la tua idea è buona ma zoppica un po', diciamo così, non è detto che non ti distrugga per rubarti quello che c'è di buono
Beh, questo può capitare con chiunque a cui sottoponi un manoscritto. 

Io mi preoccuperei più degli anonimi "lettori" di alcune case editrici che non di qualcuno di cui sai nome, cognome e pubblicazioni. 
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Re: Crudo Studio Editoriale

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Wanderer ha scritto: Questo è innegabile, ma ormai è diventata la prassi.
Significa che è impossibile pubblicare senza pagare? Ho pubblicato tre volte (quattro, se si considera un racconto vincitore di concorso gratuito e pubblicato in un'antologia da Libromania) senza sborsare un centesimo, quindi è possibile. Il risultato economico è stato comunque prossimo a zero, ma non è che pagandosi una valutazione, un editing o una rappresentanza (potenziale, finché l'agenzia non riesce a farti pubblicare da una CE ben attestata sul mercato) le cose, sotto quel profilo, vadano alla grande.  Credo che a un giovane talento, non a una vecchia cariatide come me, convenga cimentarsi nel self-publishing, per farsi le ossa e farsi conoscere in giro; almeno, pagata la piattaforma, gli incassi, grossi o piccoli che siano, saranno suoi. 
Mario Izzi
2025 - Sopravvissuti
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[/De gustibus non est sputazzellam (Antonio de Curtis, in arte Totò)]

Re: Crudo Studio Editoriale

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Cheguevara ha scritto: Significa che è impossibile pubblicare senza pagare? 
Pubblicare senza pagare, in sé, oggi è facilissimo, basta saper usare Amazon. 

Non è quindi tanto o soltanto questo il punto, secondo me.  

Il punto è che è (quasi) impossibile pubblicare con certe case editrici senza una revisione professionale della propria opera. 
O comunque è (quasi) impossibile proporsi senza un intermediario qualificato, che in un modo o nell'altro vuole essere pagato. 

Non dico che tutto ciò è auspicabile, ma è la realtà dei fatti. 
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Re: Crudo Studio Editoriale

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Wanderer ha scritto: Pubblicare senza pagare, in sé, oggi è facilissimo, basta saper usare Amazon. 

Non è quindi tanto o soltanto questo il punto, secondo me.  

Il punto è che è (quasi) impossibile pubblicare con certe case editrici senza una revisione professionale della propria opera. 
O comunque è (quasi) impossibile proporsi senza un intermediario qualificato, che in un modo o nell'altro vuole essere pagato. 

Non dico che tutto ciò è auspicabile, ma è la realtà dei fatti. 
Le mie pubblicazioni non sono state in self, ma con case editrici, ovviamente piccole, senza editing preventivo. Se pagando un editor o un'agenzia si avesse la certezza di essere pubblicati da una CE prestigiosa, potrebbe valerne la pena, ma: 
1) nessun editor o agenzia può dartene certezza;
2) ho letto più di una testimonianza di chi ha pubblicato con primarie CE, senza per questo aver raggiunto risultati accettabili sia in senso economico, che riguardo alla notorietà.
Pagando, l'unica certezza è quella di aver finanziato, magari facendo sacrifici, il circo editoriale.
Mario Izzi
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Re: Crudo Studio Editoriale

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@Cheguevara 

Ma il circo in questione si fonda pur sempre sulla legge di mercato: dura lex, sed lex. 

Considerato che molti autori si trovano comunque a dover fare delle scelte, anche economiche, io trovo comunque preferibile investire in un editing di qualità (che sia con Crudo o altri) per avere qualche concreta possibilità di essere seriamente considerati, che non buttare soldi dalla finestra in schede di valutazione a pagamento, nel miraggio di una rappresentanza. Infatti, quando anche la rappresentanza si realizza, anche in quel caso si ha garanzia di nulla, in particolare quando l'agenzia ha già guadagnato nella valutazione dell'opera. Ci sono autori che attendono da oltre un anno un contratto, pur essendo rappresentati. A che pro? 

Io credo che la rappresentanza sia qualcosa di sempre più obsoleto e fuori mercato (tranne per autori già noti e raccomandati), e sta diventando sempre più una mera velleità degli autori fine a sé stessa, che li porta a pagare per (poter dire di) essere "rappresentati", anche se poi pubblicano con CE scadenti o non pubblicano affatto. Quindi, vedo positivamente la proposta di Crudo, che non vende fuffa e illusioni, seppure con le riserve di altra natura che ho espresso sopra. 
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Re: Crudo Studio Editoriale

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Prima di valutare un servizio bisognerebbe verificare i risultati.
Allo stato, essendo una realtà nuova, se ho ben capito, nessuno dei testi selezionati è ancora arrivato ad una casa editrice.
Dall'altra parte, sono stati selezionati decine di romanzi che hanno avuto un editing a pagamento.
Io non ho la sfera di cristallo e, tutto sommato, l'idea alla base non mi sembra malvagia, però allo stato delle cose gli unici soldi che sono transitati da Crudo sono quelli dalle tasche degli autori a quelle della piattaforma.
In ottica futura, me lo auguro per loro, gli scrittori avranno investito saggiamente il loro denaro che gli tornerà indietro moltiplicato. Questo, però, bisognerà vederlo.  

Re: Crudo Studio Editoriale

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@Wanderer Posso anche concordare sul fatto che dare soldi a Crudo sia meno peggio che darne a tanti altri. Meno peggio, non meglio. Per il resto, rimango dell'opinione che chi scrive cose che vengono pubblicate dovrebbe essere pagato, non pagare per avere l'opportunità di farlo. E' un mercato dai valori ribaltati, in cui editor e agenzie, col contorno di scuole di scrittura e affini, incassano non dai lettori, ma dagli autori. Io giudico quest'andazzo immorale e, piuttosto che contribuirvi, smetto di scrivere.
Mario Izzi
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Re: Crudo Studio Editoriale

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Fabioloneilboia ha scritto: Dall'altra parte, sono stati selezionati decine di romanzi che hanno avuto un editing a pagamento.
Questa è una tua supposizione, potrebbero essere una sola decina o meno.  

A me non è stato proposto nulla, e tutto porta a supporre che questo valga per la maggior parte degli invii. 
Cheguevara ha scritto:  Per il resto, rimango dell'opinione che chi scrive cose che vengono pubblicate dovrebbe essere pagato, non pagare per avere l'opportunità di farlo. 
Siamo d'accordo in teoria, ma in pratica oggi essere pagati per pubblicare è l'eccezione, mentre la regola sta diventando che devi pagare per farlo. Per rientrare nell'eccezione ci sono soltanto quattro possibilità: 1) avere doti eccezionali; 2) avere eccezionali santi in paradiso; 3) avere eccezionali numeri social; 3) tentare di eccellere avvalendosi del supporto di professionisti del settore, i quali però vogliono essere pagati, come è ovvio. Il che è forse un po' contraddittorio, perché sembra confermare la regola, ma non si può comunque paragonare la situazione di chi - magari senza arte né parte, e con un testo indecente - pubblica con un EAP alla situazione di chi riesce a pubblicare con un buon editore di qualità, pur avvalendosi di un servizio a pagamento, che gli consente di affinare un testo in partenza già buono. Sarebbe meglio se così non fosse, sono d'accordo, ma è decisamente il male minore: è un peccato veniale, in confronto ad altre situazioni.  
Cheguevara ha scritto: Posso anche concordare sul fatto che dare soldi a Crudo sia meno peggio che darne a tanti altri. Meno peggio, non meglio. 
Il migliore dei mondi possibili è sempre quello che non è il mondo, purtroppo. 
Bisogna comunque fare i conti con la "cruda" realtà.

Secondo il il tuo discorso, a rigore, l'autore dovrebbe rifiutare non soltanto tutte quelle situazioni in cui deve pagare (o investire che sia) qualcosa per giungere a una pubblicazione, ma anche tutte quelle in cui l'editore guadagna e l'autore (pur non pagando nulla) non guadagna abbastanza. Non c'è molta differenza, dato che un mancato guadagno per la cessione di un bene con valore di mercato equivale a una perdita economica. E quindi, come la mettiamo, dato che è questa è la situazione tipica del 95% dei contratti che propone la piccola editoria e spesso anche la media? 
Ultima modifica di Wanderer il mar lug 26, 2022 7:47 pm, modificato 13 volte in totale.
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Re: Crudo Studio Editoriale

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Wanderer ha scritto: Questa è una tua supposizione, potrebbero essere una sola decina o meno. 

A me non è stato proposto nulla, e tutto porta a supporre che questo valga per la maggior parte degli invii. 
Ho preso l'informazione dalla loro pagina su Facebook, ad aprile sottolineavano di aver ricevuto una cinquantina di manoscritti ed averne selezionati una ventina da lavorare. Oggi, visto che siamo a luglio, credo siano parecchi di più.

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Fabioloneilboia ha scritto:
Ho preso l'informazione dalla loro pagina su Facebook, ad aprile sottolineavano di aver ricevuto una cinquantina di manoscritti ed averne selezionati una ventina da lavorare. Oggi, visto che siamo a luglio, credo siano parecchi di più.
Sì, d'accordo, ma questo non significa che per tutti i manoscritti sia stato necessario un lavoro lungo e dispendioso come un editing strutturale. Comunque, chiunque si sia rivolto a loro - me compreso - sapeva bene cosa offrivano e cosa non offrivano, i costi erano espliciti, e non è stato abbagliato da promesse di mirabolanti rappresentanze... 

Sarebbe piuttosto interessante capire quante (e quali) opere superano il primo step, e quante raggiungono l'ultimo step.

Quando qualche opera sarà pubblicata lo sapremo presto, perché sicuramente la promuoveranno nei loro canali. 
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