Re: Ma quindi non esistono delle agenzie letterarie oneste e serie?

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Irene wrote: Ci sono molte agenzie oneste, sicuramente le più note, quelle che hanno come clienti scrittori affermati. Il problema è rendersi conto del valore oggettivo del romanzo che abbiamo scritto e considerare chi abbiamo di fronte: non il collega di lavoro o l'amico più caro, ma gente con grande professionalità, esperienza e soprattutto con un prestigio da difendere. Loro si chiedono: "Questo romanzo soddisfa le esigenze del mercato di oggi? Potrebbe interessare un editore? " Se la risposta è no, anche se hai scritto benissimo, se i tuoi personaggi sono fantastici, ecc. ecc. non ti rappresenteranno. I loro lettori esterni hanno il diritto di essere pagati da noi scrittori in fieri, non dall'agenzia che riceve centinaia di proposte al mese e non è un ente benefico. Su internet trovi i nomi di almeno una decina di agenzie serie e affermate. 
Mi dispiace ma non sono d’accordo. Le agenzie non sono enti benefici? Certo, ma se non sono in grado di ammortizzare il costo dello scouting… Be’ possono semplicemente non farlo in quelle modalità! Mica sono obbligate ad accettare manoscritti in modo spontaneo.
Troppo comodo incassare sugli scrittori e dire che sono loro i cattivi se non vogliono pagare una scheda editoriale.
Lo scouting si può fare su wattpad o mandare ai lettori esterni solo i testi che possono risultare interessanti. Professionisti veri, già con una sinossi ben fatta e le prime 10 pagine, possono capire se il testo è valido a livello di struttura narrativa e scrittura... e commerciabile. 
Se ti mando un dark fantasy con un personaggio alla Conan il barbaro lo sai già che non lo comprerà nessuno perché il periodo editoriale è diverso. Non c’è bisogno di prendere 500-900€ da un autore. A meno che non abbia 80.000 letture su wattpad per quel libro, ma allora probabilmente saranno le agenzie a contattare te.
Se mi arriva un rosa con una idea creativa che rispetta tutti i beat commerciali (lo vedo dalla sinossi) e le prime dieci pagine sono scritte con competenza e leggerezza, be’ posso mandarli ai lettori esterni.
Ma questo significherebbe assumersi il rischio di impresa, che però si vuole scaricare sul cliente.

Centinaia e a volte migliaia di euro servono solo per alimentare un mercato che altrimenti non starebbe a galla, e colpevolizzare i produttori (scrittori) perché non vogliono pagare i loro stessi prodotti (libri). 
Sarebbe come andare dal contadino e colpevolizzarlo perché devo pagargli la bottiglia di latte e la cassa di verdura per poi rivenderla. Anzi, volere che sia lui a pagare me per la verdura che ha coltivato.
Mi basta dire no se non sono interessato, o chiudere proprio la possibilità di accettare manoscritti spontanei.

Mi ripeto: basta un giro sui siti delle agenzie estere per trovare avvisi sul fatto che chi chiede soldi agli scrittori è una truffa etica e morale.
Alla fine è editoria a pagamento, solo che una volta le facevano le CE e adesso lo fanno tutti.

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