Commento
Traccia uno: possesso.
Ho imparato, ho imparato.
La Vita è una maestra crudele.
All’alba della vita
Pensavo di avere diritto all’amore.
Follia mista a possesso.
Da bambino pensavo che tu,
dolce Floriana,
saresti stata mia per sempre.
Sembrava eterna la vita
ma io ero impaziente.
Non capivi quanto ti amavo,
troppo orgoglioso per dirtelo.
Ridevi e mi ferivi
in quell’età felice.
Ma non per me.
In quell’ultima estate
non ti parlai più.
Guardavo il mare, allegria di bambini;
la tua allegria, la mia gelosia.
Mi allontanavo da te. Ostinato.
Le grida degli uomini mi dissero
che un’anima se n’era andata.
Corsi a vedere.
Giacevi bianca sulla sabbia nera.
Come un giglio reciso.
Ancora oggi sono solo e piango.
[LP 14] Come un giglio reciso
1Uscito sulla strada, un tale gli corse incontro e gettatosi ai suoi piedi gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?».
Gli disse Gesù: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono all’infuori di uno solo: Dio.»
Vangelo secondo Marco, 10, 17-18
Gli disse Gesù: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono all’infuori di uno solo: Dio.»
Vangelo secondo Marco, 10, 17-18