Visto che l'ho proposto io, apro le danze

Ciò che chiedo:
- Di essere citata sulla copertina in piccolo con la scritta "da un'idea di" o "in collaborazione con"
- Mi piacerebbe ricevere aggiornamenti in anteprima su cio che succede, non di leggere i capitoli, solo un piccolo riassunto man mano.
- Se mai dovesse diventare un film mi piacerebbe essere coinvolta in qualche scelta e comunque essere citata in piccolo
- Non voglio soldi, non voglio diritti.
La immagino come una storia malinconica, a tratti molto profonda e angosciante.
Inizia leggera per poi sprofondare man mano.
Trama:
Inprotagonisti sono due fratelli non si parlano da anni. Il motivo della loro rottura, una cosa molto grave
sarà a scelta di chi svilupperà la storia.
Tutto ha inizio quando il padre viene ricoverato in ospedale, capisce di avere ormai poco tempo da vivere ed esprime un ultimo desiderio: vuole che i suoi figli facciano pace. Per farlo decide di ricorrere al ricordo più felice della loro infanzia: una caccia al tesoro, come quando erano piccoli. Così ne organizza un'ultima.
All'inizio rifiutano entrambi di partecipare, ma il loro amore per il padre spinge entrambi almeno a provarci.
Inizia il viaggio, ogni tappa contiene un nuovo indizio e, accanto a esso, il padre ha lasciato il denaro necessario per raggiungere la destinazione successiva: i soldi per un autobus, un treno, un taxi, un traghetto. Ha pensato a tutto, proprio come faceva quando erano bambini.
All'inizio il viaggio è gelido. I due si parlano appena, evitano ogni confidenza e collaborano solo perché costretti. Ma chilometro dopo chilometro le difese iniziano a cedere. Emergono gli anni perduti, le difficoltà affrontate da entrambi, le ferite che ognuno ha nascosto all'altro. Uno vive una grave situazione economica, l'altro combatte problemi di natura completamente diversa. Per la prima volta dopo anni ricominciano davvero ad ascoltarsi.
Ma più si va avanti più la caccia al tesoro cambia volto.
Gli indizi iniziano a suggerire che il premio finale non è soltanto simbolico: alla fine del percorso sembra esserci l'eredità del padre, una somma enorme di denaro. E da quel momento tutto cambia.
Quello che era iniziato come un viaggio di riconciliazione si trasforma lentamente in una competizione spietata. I vecchi rancori riaffiorano con ancora più forza. Entrambi iniziano a desiderare quei soldi, convinti di averne più diritto dell'altro. Non esiste un notaio, non esistono divisioni: chi troverà per primo il tesoro prenderà tutto.
Cominciano così gli inganni. Piccoli sabotaggi diventano dispetti sempre più crudeli. Ognuno cerca di rallentare l'altro, di confonderlo, di superarlo. Fino a quando, proprio a causa della loro rivalità, finiscono coinvolti in una situazione estremamente pericolosa, arrivando a sfiorare la morte. Non per colpa della caccia al tesoro, che era stata progettata dal padre con estrema semplicità, ma esclusivamente a causa delle loro azioni.
Quando finalmente raggiungono quella che credono essere la destinazione finale, trovano una cassa.
La aprono.
È vuota.
Qualcuno potrebbe essere arrivato prima di loro? Tutto il viaggio, tutti i litigi, tutto il dolore sembra essere stato inutile. Alla rabbia si aggiunge la vergogna per il modo in cui si sono trattati. Tornano a casa sconfitti, incapaci di guardarsi negli occhi.
Durante il viaggio di ritorno, mentre regna il silenzio, uno dei due nota per caso un dettaglio — un'immagine, una frase sentita alla televisione o qualcosa che richiama l'ultimo enigma — e ha un'intuizione improvvisa. Ripensando all'ultima tappa, capisce che la cassa trovata era diversa da tutte le altre. Non apparteneva al padre. Avevano interpretato male l'ultimo indizio.
Ripartono immediatamente.
Seguendo la soluzione corretta, raggiungono il vero nascondiglio e trovano finalmente una valigia piena di denaro: un'eredità enorme, molto più grande di quanto avessero immaginato.
Il finale è a scelta di chi scrive, io ho pensato questo:
Per colpa dei continui litigi, dei sabotaggi e del tempo perso a combattersi, un viaggio che avrebbe richiesto appena tre giorni è durato più di una settimana.
Quando tornano in ospedale, il padre è già morto.
Non sono riusciti a salutarlo.
Quell'ultimo abbraccio che lui desiderava non c'è mai stato.