[MI 157] Massimo Decimo Meridol

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Il mio commento

Traccia di mezzanotte

Il portone si apre ed entrano due uomini.
Il corpo di entrambi è ricoperto da una lunga veste bianca, che termina con un cappuccio dalla punta acuminata.
Solo due piccoli fori all’altezza degli occhi interrompono la candida uniformità delle cappe e permettono ai due l’orientamento nella grande stanza ovale.
«Biancore e lucentezza!» urlano all’unisono, quindi prendono posto: il primo alla poltrona numero sei e il secondo a quella numero undici dell’arcata superiore.
Non appena si accomodano, dal portone entrano due loro omologhi.
Di nuovo vesti bianche con cappuccio a punta.
Di nuovo fori all’altezza degli occhi.
Di nuovo «Biancore e lucentezza!»
L’unica differenza, con chi li ha preceduti, sta nelle poltrone alle quali seggono. 
Sempre numero sei il primo e numero undici il secondo, ma nell’arcata inferiore, di fronte agli altri.
Il portone si apre di nuovo e questa volta entrano quattro incappucciati.
Oltre al numero, l’altra novità del gruppetto è la forma del cappuccio: le punte sono due, perché le loro cappe si chiudono con un rettangolo. 
«Biancore e lucentezza!» e si siedono fra i primi due nell’arcata superiore.
Entrano altri quattro con la cappa che finisce a rettangolo e si siedono nell’arcata inferiore, fra i posti sei e undici.
Il portone si apre due volte ancora, per poi essere chiuso definitivamente.
Fanno il loro ingresso dieci incappucciati con la veste che termina a quattro punte, con una forma vagamente cubica.
Vanno a sedersi cinque da un lato e cinque dall’altro nell’arcata superiore.
Li seguono i loro omologhi e vanno nell’arcata inferiore.
Dopo un momento di religioso silenzio in cui tutti tengono lo sguardo fisso davanti a sé con fierezza, i primi due con il cappuccio a punta scattano in piedi.
«Fratelli e… Figli!» comincia a dire quello della poltrona numero sei dell’arcata superiore.
Allarga le braccia con fare gioviale e nella sua voce squillante si può sentire davvero quel legame che va decantando. L’affetto che prova per tutti i presenti.
«Dopo anni di formazione, studio e intensa dedizione la nuova generazione dell’arcata inferiore è pronta al passaggio di consegne. Fratelli, vi chiedo di applaudire i nostri figli! Di celebrare il tanto agognato risultato.»
Tutta l’arcata superiore si alza, seguita da quella inferiore.
I primi si sperticano le mani in applausi fragorosi. 
I secondi se ne stanno in piedi, con il petto in fuori e gli occhi sicuramente umidi dietro le cappe.
«Permettetemi di aggiungere qualcosa alle parole giustamente piene di gioia e commozione del mio fratello canino» dice l’uomo con il cappuccio a punta, dalla poltrona numero undici dell’arcata superiore.
«La Oral-B» continua «È l’azienda in cui lavorava mio padre. E oggi io cedo la mia posizione a mio figlio. Ma qui non parliamo di semplice lavoro, signori. E anche il termine “passione” credo che sia riduttivo.»
Nella sala risuonano vari mormorii di approvazione, che caricano il canino senior.
«Io credo che ci sia un solo termine. Un unico splendido termine per quello che noi tutti facciamo ogni giorno: “missione”. Se là fuori il mondo è pieno di denti bianchissimi, di gente che guarda i nostri spot e persegue l’igiene orale, piuttosto che la barbarie di carie e tartaro, è merito di ognuno di noi. Non perdiamo mai questa forza, questo fuoco che ci arde dentro. E la gente non perderà mai la freschezza dell’alito e la sanità delle gengive.»
L’uomo casca sulla poltrona, al colmo dell’esaltazione.
Dai padri nell’arcata superiore arrivano altri applausi, se possibile ancor più sentiti.
«Padri.»     
Un canino junior ha osato parlare.
Mai uno dei figli ha proferito parola durante la celebrazione del passaggio di consegne.
Non è proprio contemplato: solo a cerimonia finita si è degni.
Uno dei premolari nell’arcata superiore ha un mancamento. Il cappuccio a forma cubica ne segue la goffa caduta sulla poltrona fino a un certo punto, poi si affloscia di lato.
«Spero che tu abbia un motivo valido per…» inizia a dire uno degli incisivi senior, ma viene interrotto dalla sfrontatezza dell’altro, che riprende la parola.
«Padri, la nostra missione e la vostra coincidono. Crediamo, anzi, così tanto nei vostri insegnamenti, da voler fare ancora di più. Mai più messaggi incompleti. Mai più spot monchi.»
«Non vorrete…»
«Siamo oltre il volere. Lo esigiamo. È quella stessa “missione” a chiederci lo sforzo. Se vogliamo che tutti gli aliti siano freschi e tutte le gengive sane, dobbiamo avere la raccomandazione di dieci…»
Un molare senior cade in avanti sul pavimento davanti alla poltrona, non reggendo il colpo.
«…Esperti su dieci. Non possiamo più pensare che ne bastino nove su dieci. Che messaggio diamo?»
«Voi… Non capite. Siete giovani e illusi. Non guardate al lavoro che ci è voluto per convincerne nove. Nove! Siete degli ingrati. Ecco cosa siete!»
Nella voce del canino senior di destra c’è un dolore sordo, che viene fuori a singhiozzi.
«Convinceremo anche il decimo.»
«Nessuno di noi ci è mai riuscito. Pazzi!»
«Vi renderemo orgogliosi di noi.»  

L’uomo siede sulla panchina in marmo, con le mani giunte e lo sguardo fisso sulla lapide davanti a sé.
Non prega, perché non ha mai creduto in nulla di diverso da sé stesso. 
La madre però era molto religiosa e quindi lui unisce le mani e finge. Dubita che l’ipocrisia funzioni anche con i morti, ma tant’è.
«Massimo.»
L’uomo si volta verso sinistra.
È stupito.
L’unico con cui parla nel piccolo cimitero è il costude, quando gli dice di cambiare l’acqua dei fiori alla madre. 
Ma quello ha una voce stridula e cacofonica.
Questa voce invece è profonda e ferma.
Chi si è preso la briga di venire a cercarlo qui?
«Chi…?» chiede, cercando di mettere a fuoco la figura che cammina verso di lui. Ma ha il sole dietro alle spalle e anche se si avvicina sempre di più, gli risulta comunque difficile capire chi sia.
E cosa voglia da lui. 
«Ti abbiamo cercato nello studio di Roma all’inizio. Ci hanno detto che il “luminare” probabilmente era in quello di Milano, perché stava facendo delle lezioni parallele all’università. E invece non eri nemmeno lì. O meglio, ci è stato riferito che le avevi annullate quelle lezioni. Perché stavi ponderando l’addio alla professione con qualche mese di anticipo. Oltre al danno la beffa, dunque.»  
Massimo non riesce a cogliere il senso nelle parole della figura, ma ne coglie l’acredine immensa e irrigidisce le cosce sulla panchina, pronto a scattare e reagire, se necessario.
«Cosa vuoi da me? Come osi disturbarmi in un momento di simile intimità? In un luogo simile?» chiede.
«Sai cosa voglio da te. Lo sai benissimo, Massimo. Sei l’ultimo che manca. La decima raccomandazione per il marchio che rappresento. L’ultimo tassello per la credibilità dei nostri spot.»
Massimo finalmente capisce e ride.
Una lunga risata di gusto, a pieni polmoni.
«Quella raccomandazione non arriverà mai, cara Oral-B. Mi è testimone la povera donna che giace qui, sotto questa fredda terra. Colei che nel momento del bisogno, della malattia che la divorava da dentro, ha trovato tutte le porte chiuse. Nessuna delle grandi case farmaceutiche aveva una cura sperimentale. Volevano soldi. Solo soldi.»
«Possiamo darli ora noi a te quei soldi. Decidi tu la cifra.»
Massimo ride di nuovo. Ancora più sguaiatamente se possibile.
«Ne ho fatti a bizzeffe in vita mia. Tanti da non averne più bisogno. Sono diventato uno dei migliori dentisti al mondo. Era il sogno di questa povera anima, umile e semplice igienista dentale. Lo sa?»
«Dacci la raccomandazione. Te lo chiedo con le buone.»
«Mai. Preferisco la Meridol.»
«La Meridol vende solo la colla per le dentiere e dentifrici da quattro soldi.»
«Questo lo dite voi» ringhia Massimo.
La figura però ha smesso di parlare. La lama di un piccolo bisturi da interventi dentali riluce nel sole e viene infilata con precisione chirurgica nel collo di Massimo.

«Michelle, sei pronta? Ciak, si gira!»
La Hunziker sorride in camera e mostra una dentatura bianca e perfetta: «Dentifricio Oral-B! Consigliato da tutti i dentisti!»                    
       

                

   



 
  


 

Re: [MI 157] Massimo Decimo Meridol

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Ciao @Loscrittoreincolore
Un racconto veramente fuori da qualsiasi schema, per questo motivo molto difficile da giudicare. Nulla da dire sulla tua capacità di rendere plausibili anche le cose più assurde, ma al di là di questo l'ho trovato un po' troppo tirato per i capelli.
Loscrittoreincolore wrote: Il portone si apre ed entrano due uomini.
Due uomini? Così è un po' fuorviante. Sono uomini o denti antropomorfi? Oppure uomini del Ku Klux Klan vestiti da denti?
Tutta la prima parte l'ho trovata un po' troppo ridondante, il che non invoglia la lettura.
Loscrittoreincolore wrote: Dopo anni di formazione, studio e intensa dedizione la nuova generazione dell’arcata inferiore è pronta al passaggio di consegne. Fratelli, vi chiedo di applaudire i nostri figli! Di celebrare il tanto agognato risultato.
Se sono denti non ha molto senso (magari si potessero avere diverse generazioni di denti, invece ne abbiamo solo due), per cui concludo che sono uomini incappucciati, ma ancora non mi è chiaro il senso di questo passaggio di consegne.
L'unico scopo forse è quello di giustificare l'uscita fanatica del canino junior.

Poi la scena cambia.
Loscrittoreincolore wrote: L’uomo siede sulla panchina in marmo, con le mani giunte e lo sguardo fisso sulla lapide davanti a sé.
Non prega, perché non ha mai creduto in nulla di diverso da sé stesso.
La madre però era molto religiosa e quindi lui unisce le mani e finge. Dubita che l’ipocrisia funzioni anche con i morti, ma tant’è.
L'immagine è molto suggestiva e ben descritta, peccato che c'entri poco con tutto quello che viene dopo.

In conclusione. Tutto il racconto mi è sembrato un miscuglio di idee ancora troppo slegate tra loro. Ci sono problemi di coerenza interna che non permettono una interpretazione univoca, per cui anche quelle parti che potrebbero avere senso si perdono e il finale non è sufficiente a ricucire il senso della storia.

Re: [MI 157] Massimo Decimo Meridol

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Ciao! Peccato non essere riuscito a comunicare ciò che avevo in mente dunque! Tutta la storia si basa sulla nota pubblicità "9 esperti su 10" consigliano Oral - B. E su questo assunto ho costruito il gioco del contrario con questi uomini che invece di un'azienda di dentifrici portano avanti una missione che sa quasi di setta. L'ultima scena che tu vedi slegata dal resto è in realtà proprio quel famoso decimo esperto che non sono mai riusciti a convincere! Mi dispiace molto non essere riuscito a comunicare ciò che volevo, ma probabilmente fra mezza cecità e stanchezza del post operatorio ho sbarellato un po' 😂💙

Re: [MI 157] Massimo Decimo Meridol

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Ciao @Loscrittoreincolore 
Loscrittoreincolore wrote: Peccato non essere riuscito a comunicare ciò che avevo in mente dunque! 
a me è arrivato, non subitissimo, il che è un bene, perché ho continuato a leggere incuriosita e divertita fino alla chicca di Michelle  :D (emoticon appropriata per l'occasione, a quanto pare). 
Racconto veramente ben scritto, oltre che divertente. 
Già.

Re: [MI 157] Massimo Decimo Meridol

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Ilaris wrote: Ciao @Loscrittoreincolore  a me è arrivato, non subitissimo, il che è un bene, perché ho continuato a leggere incuriosita e divertita fino alla chicca di Michelle  :D (emoticon appropriata per l'occasione, a quanto pare). 
Racconto veramente ben scritto, oltre che divertente. 
Ma ciao! Grazie mille! Felicissimo davvero perché credevo di essere stato molto criptico 😂 grazie mille di nuovo per passaggio e commento 💙

Re: [MI 157] Massimo Decimo Meridol

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@Loscrittoreincolore ciao. Ogni volta che ti leggo mi aspetto sempre una storia intricata, umoristica e dissacrante.



Il portone si apre ed entrano due uomini.
Il corpo di entrambi è ricoperto da una lunga veste bianca, che termina con un cappuccio dalla punta acuminata.
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Anch'io ho pensato a una seduta di incappucciati in stile Ku Klux Klan. Si capisce che sono uomini per quanto l'appartenenza a questi gruppi è tutta al maschile.
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Solo due piccoli fori all’altezza degli occhi interrompono la candida uniformità delle cappe e permettono ai due l’orientamento nella grande stanza ovale.
«Biancore e lucentezza!» urlano all’unisono, quindi prendono posto: il primo alla poltrona numero sei e il secondo a quella numero undici dell’arcata superiore.
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L'effetto ambiguo su chi possano essere comunque attrae alla lettura. Già avverto il registro e il tuo stile.
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Il portone si apre di nuovo e questa volta entrano quattro incappucciati.
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qui comincio a pensare  l'attinenza alla traccia...
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Entrano altri quattro con la cappa che finisce a rettangolo e si siedono nell’arcata inferiore, fra i posti sei e undici.
Il portone si apre due volte ancora, per poi essere chiuso definitivamente.
Fanno il loro ingresso dieci incappucciati con la veste che termina a quattro punte, con una forma vagamente cubica.
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Cosa centra questo rituale degli ingressi degli incappucciati? qual'è l'attinenza? penso che tu voglia creare una specie di metafora, una rappresentazione di un parlamento inserito in un contesto dentale, dove gli uomini sono invece dei denti. Mi domando per cosa si sono riuniti?
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«La Oral-B» continua «È l’azienda in cui lavorava mio padre. E oggi io cedo la mia posizione a mio figlio. Ma qui non parliamo di semplice lavoro, signori. E anche il termine “passione” credo che sia riduttivo.»
Nella sala risuonano vari mormorii di approvazione, che caricano il canino senior.
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beh! a questo punto è una assemblea di denti in piena regola.
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«Io credo che ci sia un solo termine. Un unico splendido termine per quello che noi tutti facciamo ogni giorno: “missione”. Se là fuori il mondo è pieno di denti bianchissimi, di gente che guarda i nostri spot e persegue l’igiene orale, piuttosto che la barbarie di carie e tartaro, è merito di ognuno di noi.
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non capisco il perché abbiano il merito...
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«…Esperti su dieci. Non possiamo più pensare che ne bastino nove su dieci. Che messaggio diamo?»
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e sì! che messaggio sarebbe quella di una bocca sdentata?
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La madre però era molto religiosa e quindi lui unisce le mani e finge. Dubita che l’ipocrisia funzioni anche con i morti, ma tant’è.
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questo capovolgimento di scena è molto repentino ma di effetto! 
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«Sai cosa voglio da te. Lo sai benissimo, Massimo. Sei l’ultimo che manca. La decima raccomandazione per il marchio che rappresento. L’ultimo tassello per la credibilità dei nostri spot.»
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il dente che manca si materializza in un uomo... non è incappucciato ma è un uomo tranquillo che mette i fiori sulla tomba della moglie ex igienista dentale: assurdo, da schizzati mentalmente!! oltre ad essere una genialata...però il racconto è molto dispersivo...
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«La Meridol vende solo la colla per le dentiere e dentifrici da quattro soldi.»
«Questo lo dite voi» ringhia Massimo.
La figura però ha smesso di parlare. La lama di un piccolo bisturi da interventi dentali riluce nel sole e viene infilata con precisione chirurgica nel collo di Massimo.
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in perfetto stile pulp.. d'altronde tra sette sataniche dentali e spot televisivi, come poteva finire?
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«Michelle, sei pronta? Ciak, si gira!»
La Hunziker sorride in camera e mostra una dentatura bianca e perfetta: «Dentifricio Oral-B! Consigliato da tutti i dentisti!»   
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Come al solito ci trovo del genio nei tuoi scritti. Certo la lettura è difficile in quanto sei stato criptico. hai scelto vari piani di elaborazione della trama, varie figure astratte e da collocare nel pazzesco contesto. Fare un commento al tuo scritto   senza citare il tuo stile non è possibile. Non è solo quello che scrivi ma anche di come lo scrivi. Forse questa volta ti sei dimenticato, o meglio, non hai avuto rispetto delle nostre povere meningi! :D meno male che riesci a mantenere salda almeno la forma, e questo aiuta nell'individuare meglio il senso del tuo racconto..Anche a me fa un po di senso lo spot della Michelle, trovandolo adatto alla tua velata critica... questa è la parte che mi piace al netto delle tue stravaganze...e della traccia che hai percorso... bravo... (y)               
       

                

   



 
  


 
Tratti di pioggia sopra Auschwitz. Tra oblio e orgoglio

Re: [MI 157] Massimo Decimo Meridol

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bestseller2020 wrote: @Loscrittoreincolore ciao. Ogni volta che ti leggo mi aspetto sempre una storia intricata, umoristica e dissacrante.



Il portone si apre ed entrano due uomini.
Il corpo di entrambi è ricoperto da una lunga veste bianca, che termina con un cappuccio dalla punta acuminata.
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Anch'io ho pensato a una seduta di incappucciati in stile Ku Klux Klan. Si capisce che sono uomini per quanto l'appartenenza a questi gruppi è tutta al maschile.
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Solo due piccoli fori all’altezza degli occhi interrompono la candida uniformità delle cappe e permettono ai due l’orientamento nella grande stanza ovale.
«Biancore e lucentezza!» urlano all’unisono, quindi prendono posto: il primo alla poltrona numero sei e il secondo a quella numero undici dell’arcata superiore.
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L'effetto ambiguo su chi possano essere comunque attrae alla lettura. Già avverto il registro e il tuo stile.
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Il portone si apre di nuovo e questa volta entrano quattro incappucciati.
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qui comincio a pensare  l'attinenza alla traccia...
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Entrano altri quattro con la cappa che finisce a rettangolo e si siedono nell’arcata inferiore, fra i posti sei e undici.
Il portone si apre due volte ancora, per poi essere chiuso definitivamente.
Fanno il loro ingresso dieci incappucciati con la veste che termina a quattro punte, con una forma vagamente cubica.
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Cosa centra questo rituale degli ingressi degli incappucciati? qual'è l'attinenza? penso che tu voglia creare una specie di metafora, una rappresentazione di un parlamento inserito in un contesto dentale, dove gli uomini sono invece dei denti. Mi domando per cosa si sono riuniti?
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«La Oral-B» continua «È l’azienda in cui lavorava mio padre. E oggi io cedo la mia posizione a mio figlio. Ma qui non parliamo di semplice lavoro, signori. E anche il termine “passione” credo che sia riduttivo.»
Nella sala risuonano vari mormorii di approvazione, che caricano il canino senior.
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beh! a questo punto è una assemblea di denti in piena regola.
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«Io credo che ci sia un solo termine. Un unico splendido termine per quello che noi tutti facciamo ogni giorno: “missione”. Se là fuori il mondo è pieno di denti bianchissimi, di gente che guarda i nostri spot e persegue l’igiene orale, piuttosto che la barbarie di carie e tartaro, è merito di ognuno di noi.
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non capisco il perché abbiano il merito...
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«…Esperti su dieci. Non possiamo più pensare che ne bastino nove su dieci. Che messaggio diamo?»
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e sì! che messaggio sarebbe quella di una bocca sdentata?
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La madre però era molto religiosa e quindi lui unisce le mani e finge. Dubita che l’ipocrisia funzioni anche con i morti, ma tant’è.
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questo capovolgimento di scena è molto repentino ma di effetto! 
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«Sai cosa voglio da te. Lo sai benissimo, Massimo. Sei l’ultimo che manca. La decima raccomandazione per il marchio che rappresento. L’ultimo tassello per la credibilità dei nostri spot.»
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il dente che manca si materializza in un uomo... non è incappucciato ma è un uomo tranquillo che mette i fiori sulla tomba della moglie ex igienista dentale: assurdo, da schizzati mentalmente!! oltre ad essere una genialata...però il racconto è molto dispersivo...
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«La Meridol vende solo la colla per le dentiere e dentifrici da quattro soldi.»
«Questo lo dite voi» ringhia Massimo.
La figura però ha smesso di parlare. La lama di un piccolo bisturi da interventi dentali riluce nel sole e viene infilata con precisione chirurgica nel collo di Massimo.
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in perfetto stile pulp.. d'altronde tra sette sataniche dentali e spot televisivi, come poteva finire?
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«Michelle, sei pronta? Ciak, si gira!»
La Hunziker sorride in camera e mostra una dentatura bianca e perfetta: «Dentifricio Oral-B! Consigliato da tutti i dentisti!»   
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Come al solito ci trovo del genio nei tuoi scritti. Certo la lettura è difficile in quanto sei stato criptico. hai scelto vari piani di elaborazione della trama, varie figure astratte e da collocare nel pazzesco contesto. Fare un commento al tuo scritto   senza citare il tuo stile non è possibile. Non è solo quello che scrivi ma anche di come lo scrivi. Forse questa volta ti sei dimenticato, o meglio, non hai avuto rispetto delle nostre povere meningi! :D meno male che riesci a mantenere salda almeno la forma, e questo aiuta nell'individuare meglio il senso del tuo racconto..Anche a me fa un po di senso lo spot della Michelle, trovandolo adatto alla tua velata critica... questa è la parte che mi piace al netto delle tue stravaganze...e della traccia che hai percorso... bravo... (y)               
       

                

   



 
  


 
Ciao! Felice che ti sia piaciuto e che, nonostante l'idea un po' contorta tu l'abbia apprezzata! Grazie 💙

Re: [MI 157] Massimo Decimo Meridol

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Cicciuzza wrote: Caspita! Non mi era assolutamente venuta in mente la pubblicità, non me la ricordavo per niente, perdonami! 
Ma ti pare? 😂 Ho dato io per scontato che siccome era ormai un meme molto diffuso fosse una cosa che saltava subito agli occhi! Grazie per il commento anzi e per le riflessioni 💙

Re: [MI 157] Massimo Decimo Meridol

10
@Loscrittoreincolore ti dirò che il tuo è stato il primo racconto che sono andata a leggere, anche visto che sei stato l'unico a scegliere la traccia di mezzanotte! 
Purtroppo non mi ricordavo assolutamente la pubblicità con Michelle, perchè al fatto che fossero i denti a parlare ci ero arrivata non troppo tardi (non so dire esattamente quando, comunque prima che se ne parli in modo esplicito), e quindi la prima parte mi è piaciuta molto. Per questo motivo, allo stesso tempo, mi sono un po' persa nel finale, comunque l'idea complessiva mi è piaciuta molto, così come il modo in cui è stata espressa. Ho capito bene, che la sequenza in cui appaiono i denti rispecchia la sequenza con cui spuntano normalmente quando si è bambini? Anche lo slogan "Biancore e lucentezza!", una volta capito che erano i denti a parlare, mi è sembrato perfetto! Insomma, ho trovato nel racconto molte idee buone, soprattutto plaudo al tuo spirito di iniziativa, perchè hai scelto quella che, a mio parere, era la traccia più difficile da trattare.  :)
Tanto la notte capirà: http://www.argentovivoedizioni.it/scheda.aspx?k=capira
"Anna, non fare come quelle band che mi parlano del loro secondo disco quando devono ancora pubblicare il primo!" (cit.)

Re: [MI 157] Massimo Decimo Meridol

11
@Loscrittoreincolore ciao!

Leggere un tuo racconto è come indovinare dove si ferma la pallina della roulette: puoi indovinare il colore (mezzogiorno o mezzanotte?), ma il numero? Quello è impossibile: non si può prevenire dove andrai a parare con la tua fantasia!
(N.B. quanto sopra è inteso come un complimento).
Anche questo tuo racconto mi è piaciuto seppur, a denti stretti (...), devo dire che altre volte ti ho trovato più efficace!
Punto preferito: Oral-B vs Meridol
Punto non colto: non ricordo lo spot con Michelle!
Bravò (alla francese)!
A rileggerti!
Chi ha ucciso Vania Bennett https://amzn.eu/d/87cxhrQ

Re: [MI 157] Massimo Decimo Meridol

12
Sempre imprevedibile e divertente,  @Loscrittoreincolore    :)

Dovresti fare una raccolta delle tue perle comiche in un libro. Come nick dovresti cambiarlo, che so, prendendo spunto da
questo racconto sui denti, con @Loscrittoreincisivo.  :D
Di sabbia e catrame è la vita:
o scorre o si lega alle dita.


Poeta con te - Tre spunti di versi

Re: [MI 157] Massimo Decimo Meridol

13
L'incipit é disorientante come tutti gli inizi di storie strane e mai sentite.
Poi capisco che é una seduta della dirigenza, che annuncia una promozione.
Mi piace l'atmosfera da Ku Klux Klan, mi piace come un inferiore prenda in mano la situazione.
Pronti a uccidere pur di avere il cento per cento di gradimento.
Me lo sono bevuto il tuo racconto e l'ho apprezzato davvero moltissimo.

Re: [MI 157] Massimo Decimo Meridol

14
pale star wrote: @Loscrittoreincolore ti dirò che il tuo è stato il primo racconto che sono andata a leggere, anche visto che sei stato l'unico a scegliere la traccia di mezzanotte! 
Purtroppo non mi ricordavo assolutamente la pubblicità con Michelle, perchè al fatto che fossero i denti a parlare ci ero arrivata non troppo tardi (non so dire esattamente quando, comunque prima che se ne parli in modo esplicito), e quindi la prima parte mi è piaciuta molto. Per questo motivo, allo stesso tempo, mi sono un po' persa nel finale, comunque l'idea complessiva mi è piaciuta molto, così come il modo in cui è stata espressa. Ho capito bene, che la sequenza in cui appaiono i denti rispecchia la sequenza con cui spuntano normalmente quando si è bambini? Anche lo slogan "Biancore e lucentezza!", una volta capito che erano i denti a parlare, mi è sembrato perfetto! Insomma, ho trovato nel racconto molte idee buone, soprattutto plaudo al tuo spirito di iniziativa, perchè hai scelto quella che, a mio parere, era la traccia più difficile da trattare.  :)
Ciao! Felice che ti sia piaciuto e grazie per il commento approfondito! Mi sono reso conto solo ora di aver scelto solo io la traccia! Almeno abbiamo onorato entrambi i giudici 😂 grazie di nuovo 💙

Re: [MI 157] Massimo Decimo Meridol

15
L wrote: @Loscrittoreincolore ciao!

Leggere un tuo racconto è come indovinare dove si ferma la pallina della roulette: puoi indovinare il colore (mezzogiorno o mezzanotte?), ma il numero? Quello è impossibile: non si può prevenire dove andrai a parare con la tua fantasia!
(N.B. quanto sopra è inteso come un complimento).
Anche questo tuo racconto mi è piaciuto seppur, a denti stretti (...), devo dire che altre volte ti ho trovato più efficace!
Punto preferito: Oral-B vs Meridol
Punto non colto: non ricordo lo spot con Michelle!
Bravò (alla francese)!
A rileggerti!
Lo spot è quello che va ora in tivù, ma io mi riferivo a questa loro storica reclame del "dentifricio consigliato da 9 esperti su 10", che mi ha sempre fatto pensare a questo unico esperto "stronzo" 😂 felice che ti sia piaciuto e per le belle parole! Davvero grazie 💙

Re: [MI 157] Massimo Decimo Meridol

16
Poeta Zaza wrote: Sempre imprevedibile e divertente,  @Loscrittoreincolore    :)

Dovresti fare una raccolta delle tue perle comiche in un libro. Come nick dovresti cambiarlo, che so, prendendo spunto da
questo racconto sui denti, con @Loscrittoreincisivo.  :D
Ahahahaha! Grazie, cara! E viva il nuovo nick! Ci sta 😂💙

Re: [MI 157] Massimo Decimo Meridol

17
Almissima wrote: L'incipit é disorientante come tutti gli inizi di storie strane e mai sentite.
Poi capisco che é una seduta della dirigenza, che annuncia una promozione.
Mi piace l'atmosfera da Ku Klux Klan, mi piace come un inferiore prenda in mano la situazione.
Pronti a uccidere pur di avere il cento per cento di gradimento.
Me lo sono bevuto il tuo racconto e l'ho apprezzato davvero moltissimo.
Grazie davvero di cuore. Hai colto tutto il coglibile e per come scrivi te, avere un tuo apprezzamento così sincero è meraviglioso! Grazie davvero 💙

Re: [MI 157] Massimo Decimo Meridol

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@Loscrittoreincolore, nel mio immaginario, la tua interpretazione della traccia mi ha spiazzato, e non è una novità. Hai un meccanismo di sviluppo creativo davvero imprevedibile. Non si può fare altro che rimanere sempre a bocca aperta. Ho dovuto leggere più volte per riuscire a cogliere appieno quello che la scrittura offriva, compreso il titolo. Non guardo molto la tv e non conoscevo la pubblicità, anche se il contesto risulta comunque chiaro autonomamente. Mi sembra che in altre occasioni ti sei ispirato a fatti o consuetudini legati alla contemporaneità: consumismo, social ecc. e riscontro sempre una capacità satirica beffarda. Non vedo l'ora di leggere altre cose.

Re: [MI 157] Massimo Decimo Meridol

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Kasimiro wrote: @Loscrittoreincolore, nel mio immaginario, la tua interpretazione della traccia mi ha spiazzato, e non è una novità. Hai un meccanismo di sviluppo creativo davvero imprevedibile. Non si può fare altro che rimanere sempre a bocca aperta. Ho dovuto leggere più volte per riuscire a cogliere appieno quello che la scrittura offriva, compreso il titolo. Non guardo molto la tv e non conoscevo la pubblicità, anche se il contesto risulta comunque chiaro autonomamente. Mi sembra che in altre occasioni ti sei ispirato a fatti o consuetudini legati alla contemporaneità: consumismo, social ecc. e riscontro sempre una capacità satirica beffarda. Non vedo l'ora di leggere altre cose.
Ma grazie! Grazie davvero di cuore! Parole bellissime che davvero mi scaldano il cuore 💙

Re: [MI 157] Massimo Decimo Meridol

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Ciao, Mattia! Ogni tuo racconto mi conferma, una volta di più, che hai una fantasia fantasmagorica.
Qui, oltretutto, la traccia complessa non ti aiutava: nonostante questo sei riuscito a onorarla, e non era compito facile. 
Come spesso nei tuoi testi, anche qui vi è una denuncia delle ipocrisie e delle ingiustizie che caratterizzano la società: forse, nel finale, l'aspetto didascalico è un pochino troppo marcato.
Grazie per la lettura, @Loscrittoreincolore.
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Re: [MI 157] Massimo Decimo Meridol

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Ippolita wrote: Ciao, Mattia! Ogni tuo racconto mi conferma, una volta di più, che hai una fantasia fantasmagorica.
Qui, oltretutto, la traccia complessa non ti aiutava: nonostante questo sei riuscito a onorarla, e non era compito facile. 
Come spesso nei tuoi testi, anche qui vi è una denuncia delle ipocrisie e delle ingiustizie che caratterizzano la società: forse, nel finale, l'aspetto didascalico è un pochino troppo marcato.
Grazie per la lettura, @Loscrittoreincolore.
Grazie a te per il passaggio e per il commento approfondito, cara 💙

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