[Lab 19] Tu mancia!
1[center][b]*Racconto cancellato su richiesta dell'utente*[/b][/center]
"Scrivo per autodifesa"
Luquandus wrote: pane alla rinfusa e ficcandosele in bocca. Il suono della sirena fu sovrastato allora dalla voce metallica della macchina «tu mancia! Infermieri, presto! Lui mancia! Lui mancia!».Qui mi sono confuso assai.. Prima ho pensato che la macchina chiedesse i soldi del cibo: la mancia che si da al cameriere, poi, ho capito che era inteso che "lui mangia"! Capita quando si usa un gergo e chi legge non lo coglie.. Comunque un bel racconto. Ciao
Luquandus wrote: C’era stato un tempo in cui gli uomini erano felici di stare al mondo, questo Mauro lo ricordava, anche se facevano un lavoro di merda come il suo, impilare casse e a scaricare camion.Bell'incipit, ma ci stanno meglio i due punti esplicati, anziché la virgola, prima della spiegazione del lavoro: impilare casse e scaricare camion.
Luquandus wrote: Perché non ci andavano loro al fronte, ovviamente; i vecchi decidevano la guerra ma a morire andavano i giovani.Giusto: armiamoci e partite (si dice).
Luquandus wrote: un tot di cibo a famiglia, che in genere non bastava neanche se stavi da solo virgola figurarsi se avevi anche dei figli.
Luquandus wrote: A parlare era stato Angelo Bandelli, il caposquadra, alto e segaligno con la barba di tre giorni e due occhi duri come selce. Prima della guerra era impiegato nel recupero crediti. Allo scoppio della guerra aveva deciso di entrare nella produzione per evitare il fronte. «Metti che mi trovo in caserma con qualche stronzo di quelli a cui ho tolto la macchina - diceva - rischierei di beccarmi una fucilata». Un coro di commenti misti ad imprecazioni si sollevò dal crocchio di operai, Bandelli sorrise fra sé immaginandosi un robot con le sembianze di Cracco,Il lettore non può sapere chi sia Cracco. Se è uno del recupero crediti di cui sopra. basterebbe aggiungessi, nel citarlo:
Luquandus wrote: Mauro si sentiva rodere il culo ma doveva tacere.Meglio il verbo "prudere".
Luquandus wrote: Non sapeva come si era arrivati fin lì ma sapeva che se sei in un mare di merda non serve nuotare contro corrente, con gli spruzzi che ti arrivano in faccia, meglio lasciarsi trasportare nella direzione più sicura.Anche qui, prima dell'ultima frase, ti consiglio, invece della virgola, i due punti esplicativi.
Luquandus wrote: Al fischio della sirena virgola spense il mozzicone della sigaretta grattandolo contro la parete e se lo mise in tasca, poi si diresse verso lo spogliatoio per prendere la gamella del pranzo.
Luquandus wrote: ma almeno ti servivano il cibo in un vassoioForse meglio "su un vassoio".
Luquandus wrote: Dopo aver chiuso l’anta del suo armadietto con un calcio virgola Mauro uscì dallo spogliatoio e si diresse al piazzale della distribuzione dove qualche volontaria dell’assistSe leggi a voce alta, la senti la pausa che una virgola ti dà.
Luquandus wrote: dove qualche volontaria dell’assistenza, solitamente zitelle incarognite con rosari al collo e ginocchia ossute, versava mestolate di roba vagamente commestibile nella gamella virgola e consegnava del pane e un pacchetto di sigarette dal sapore ogni giorno più schifoso.Anche se c'è la congiunzione, cambia l'argomento e una virgola lì ci sta.
Luquandus wrote: «Preko, avanti altro che mancia». Con lo stomaco contorto esattamente a metà dai crampi delle risate e da quelli della fame, Mauro fece altri tre passi e giunse davanti alla macchina.Divertente sì.
Luquandus wrote: «Tu pesare centocinque kili per 1 metro e zettantacinque, oggi tu poko manciare. E nein fumare, che tu prende infarto». Mauro restò interdetto a fissare la macchina per qualche secondo, la voglia di ridere cancellata completamente dal suo viso. «Ma che cazzo dici?» esclamò a voce abbastanza alta mentre reprimeva a fatica l’istinto di avvicinarsi e prendere a calci quell’aggeggio. «Ja, tu ezzere sovrappeso, ta oggi tu dieta und no zigarette».Forte l'idea del robot completo, da distributore di cibo a dietologo e dottore di noialtri! La summa dell'Intelligenza artificiale applicata in ogni dove.
Luquandus wrote: Mauro sentì lo stomaco che gli si contorceva per il nervosismo. Odiava da sempre l’intelligenza artificiale perché l’aveva vista prendere in mano in maniera sempre più preponderante ogni aspetto della sua vita, ma questo era troppo. Lavorava come un mulo e mangiava in una vaschetta come i maiali, e lui se lo faceva andare bene perché almeno era un diritto acquisito. Adesso arrivava quel mucchio di circuiti con l’accento dei crucchi a rompergli le palle e a distruggergli le ultime cose che gli erano rimaste. La furia lo avvolse. Raccolse un robusto palo di ferro che stava poggiato al muro e si avvicinò al distributore. Intanto un capannello di gente si era radunata intorno a lui. Nel silenzio immoto che si era improvvisamente creato si avvertì il breve ronzio della telecamera, poi la voce metallica «preko, io avere te già consegnato razione, per oggi basta». Con gli occhi iniettati di sangue e il respiro sempre più affannoso Mauro alzò il palo di metallo tenendolo sollevato all’altezza della testa, poi con un solo colpo aprì in due lo spessore di vetro del distributore mandandolo in frantumi mentre l’aria era squarciata dal suono acuto della sirena di allarme della macchina. Senza badarci minimamente alzò il coperchio che chiudeva il contenitore del cibo e inserendo entrambe le mani a coppa iniziò a mangiare avidamente, prendendo fette di pane alla rinfusa e ficcandosele in bocca. Il suono della sirena fu sovrastato allora dalla voce metallica della macchina «tu mancia! Infermieri, presto! Lui mancia! Lui mancia!».Molto bene: finale consequenziale. @Luquandus
Luquandus wrote: Wed Jan 28, 2026 9:01 amAutocommentoPer lo spiazzamento, da uno a dieci, ci sei riuscito, con me, a sette. Discreto risultato per i tuoi intenti.
Era da un po' che pensavo ad un finale ridicolo, dove per ridicolo si intende qualcosa capace di farti ridacchiare e dire "ma va a cagare te e sto racconto". Ho scelto di provare a lavorare su qualcosa di iconico, che fosse riconoscibile ma che potesse sembrare inverosimile calato in un contesto non nativo, magari distopico come quello di un paese in guerra in cui l'intelligenza artificiale si è impadronita di molti aspetti del quotidiano (sperando che rimanga solo una distopia). Ho costruito il racconto partendo già dall'idea finale, cercando un modo per portarci il lettore, magari provando a spiazzarlo. Che ci sia riuscito poi è un altro paio di maniche, ma devo confessarvi che mi sono molto divertito a scriverlo.