Re: [1]Campagna - Il mistero di La Fontaine

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Mattia

C'è una strana polverina sul corpo del defunto dico, indicando quanto scoperto a chi è nella stanza con me, alzando anche il biglietto da visita per ispezionarlo meglio, cercando qualche altra informazione oltre a quello che, penso, sia il nome ah, qualcuno sa leggere il cinese? Purtroppo è una lingua che non ho mai approfondito; potremmo chiedere alla servitù, credo che un asiatico sia abbastanza facile da riconoscere 

Re: [1]Campagna - Il mistero di La Fontaine

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Eleonor

Quest'uomo non mi piace, il suo tono accusatorio mi sembra tipico di chi attacca per difendersi. Non so cosa sia successo nell'altra stanza, ma ho l'impressione che sappia molto più di quello che sta dicendo a parole.
[Master: posso fare un tiro su qualcuna delle mie caratteristiche per provare a capire se Napoleon sta mentendo?]
Vedo che si avvicina all'altro uomo, il giardiniere. Le sue intenzioni non mi sembrano buone e ci manca solo che qui si scateni un litigio, siamo in tanti e stanno dicendo tutti cose strane.
Cerco di mettermi in mezzo fra lui e il giardiniere, per evitare che gli vada più vicino e possa fargli male e parlo a Napoleon per cercare di prendere tempo e farlo parlare. 
<Suvvia, cerchi di essere ragionevole. Risponda alle domande di quel signore, aiuterà tutti noi.>
Tanto la notte capirà: http://www.argentovivoedizioni.it/scheda.aspx?k=capira
"Anna, non fare come quelle band che mi parlano del loro secondo disco quando devono ancora pubblicare il primo!" (cit.)

Re: [1]Campagna - Il mistero di La Fontaine

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Comincio a non sopportare questo caos. 
Sono qui, sulla soglia, e penso che dovrei dividermi in due: una parte di me dovrebbe rimanere nello studio, per aiutare quel ragazzo a soccorrere Miss Brown, che pare abbia avuto un altro malore; l'altra metà dovrebbe tornare nell'anticamera, dove tutte quelle persone sbraitano e si agitano. Ecco, difatti vedo Napoleon avvicinarsi. Cosa vuole? Sembra quasi che cerchi protezione.

Ora, però, non posso tornare in anticamera, perché sento il giovane dall'accento italiano nominare la servitù a proposito di qualche scritta in cinese, o almeno così mi pare, ma soprattutto perché noto con grande disappunto che ha tra le mani uno dei preziosi manoscritti del mio padrone! 
Non posso di certo lasciare quell'uomo sconosciuto lì, nel mezzo dello studio e accanto al corpo senza vita del signor Gabriel, senza prima averlo informato che quei volumi sono preziosissimi e vanno maneggiati con estrema cura.

 
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