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[Casa Editrice] WriteUp Site

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https://www.writersdream.org/forum/foru ... teup-site/

Nome: WriteUp Site
Generi trattati: narrativa non di genere, romanzo di formazione, saggio, fantasy, manuale, letteratura per ragazzi, cucina, autoproduzione
Modalità di invio dei manoscritti: https://www.writeupbooks.com/pubblica-con-noi/
Distribuzione: fornitura diretta alle librerie
Sito: https://www.writeupbooks.com/
Facebook: https://www.facebook.com/writeupsite/
Gli esseri oscuri
Fernando Camilleri

Re: [Casa Editrice] WriteUp Site

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@Wanderer


Grazie. In realtà ho letto il contratto standard e parlano di print on demand su Amazon. Poi, spulciando bene tra i loro libri di narrativa ho scoperto che non tutti sono su Amazon e IBS, il che depone non proprio positivamente. Vedremo più in là, quando mi manderanno il contatto. Certo non mi voglio proprio impegnare con un editore che manchi dei requisiti primari, ovvero promozione e distribuzione. A quel punto meglio il selfpublishing

Re: [Casa Editrice] WriteUp Site

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Buon giorno @Rototom, grazie per averci segnalato queste mancanze: quali titoli di narrativa non trova presenti su Amazon e IBS? 
Per quanto riguarda Amazon, alcuni testi particolarmente ricchi di immagini e con formati non standard non sono gestiti dalle loro macchine a stampa.  IBS, che è stata acquisita ad inizio 2020 da Feltrinelli, viene servita dal magazzino del distributore, e comunica la disponibilità in base alla giacenza, che deve essere di almeno 10-15 volumi. A volte passa del tempo tra l'invio dei volumi a magazzino e l'aggiornamento informatico del sito.
Questo per rendere noto che le due piattaforme si servono di diversi meccanismi di approvvigionamento.
In ogni caso, se ci comunica i titoli assenti, faremo un controllo. In queste settimane stiamo avendo dei problemi con alcuni ISBN, perché abbiamo cambiato marchio, cosa che segnalo a @Ngannafoddi: non più WriteUp Site ma WriteUp Books.  
Segnalo inoltre sempre a @Rototom che il contratto standard è liberamente scaricabile dal nostro sito alla pagina "Pubblica con noi". E' uguale per tutti, non riceverà nulla di differente, quindi può già consultarlo e farsi un'idea.

@Wanderer vorrei chiedere il perché della sua affermazione
Wanderer ha scritto: Assenza di un vero e proprio piano di promozione/distribuzione.
DirectBook lavora con l'agenzia Goodfellas, che si occupa di promuovere i titoli sul circuito librario indipendente e presso le grandi catene. Gli editori pagano per questo servizio. Noi, da quando lavoriamo con DB, ci siamo ritrovati ad avere novità prenotate da tutte le Feltrinelli non solo per la saggistica, ma anche per la narrativa. Elemento non proprio scontato, giacché gli autori/autrici di narrativa esordienti presenti in queste grandi catene, per di più presentati da un marchio indipendente, non sono tantissimi/e.
Inoltre la scheda alla distribuzione, e quindi a DB, viene inviata almeno 4 mesi prima dell'uscita. Questo significa che come casa editrice lavoriamo con un anticipo di almeno sei mesi su tutte le uscite. Ad esempio, a maggio avevamo completato tutto il 2021. L'uscita di un volume comporta, almeno dal nostro punto di vista, la creazione di una cartella stampa, la diffusione presso i blog amici, le testate nazionali e locali, la promozione sui social, l'organizzazione di tutti gli eventi che ci vengono in mente insieme all'autore/autrice. Questo vuol dire vendere migliaia di copie?... Ancora no, quando accadrà saremo felici di comunicarglielo.

E' il modo con cui organizziamo la nostra promozione/distribuzione, che forse Le può apparirLe insufficiente, però mi chiedo quali altri metri di misura possiede, e se magari non abbia addirittura dei suggerimenti, che costituiscono sempre un ottimo spunto di riflessione.
Faccio notare questi aspetti perché il Suo giudizio coinvolge un'azienda amica quale è DirectBook, che si occupa proprio di promuovere e distribuire gli editori indipendenti che pubblicano esordienti.

Devo constatare purtroppo che anche questo forum si sta avviando ad essere come WD, cioè un luogo in cui tutti gli editori sono sottoposti a graticola, e gli autori/autrici si rivelano severi ed esigenti recensori.

Dal nostro punto di vista, in WD c'era un errore di fondo non previsto dalla fondatrice, che intendeva solo fare del bene (e lo ha fatto, diffondendo una serie di informazioni utili e lodevoli), errore che a lungo andare diventava evidente: il forum era diventato una piattaforma di valutazioni come un TripAdvisor qualunque, anche se non con il sistema delle stelline o dei pallini... In breve era diventato una piattaforma di valutazione di cento, dieci, mille case editrici, come se presso di queste si fosse acquistato un servizio, elemento che rende plausibile una valutazione, e non piuttosto si trattasse di una collaborazione autore/autrice/CE volta alla condivisione di cultura (il testo, appunto).
Per carità, è interessante una piazza di pubblico confronto e sentire le opinioni di tanti, però in WD non si è mai toccata una questione di fondo, cioè quella del valore letterario di un testo. Writer's Dream perché per tanti e tante era corretto rimanesse un dream, un sogno appunto: le case editrici che investono su esordienti spendono tanto tempo ed energie lavorando ad un testo con cui vogliono contribuire a disegnare una porzione del panorama culturale contemporaneo. Spesso a livello economico il ritorno c'è appena.

E' triste ritrovarsi in un contesto in cui, invece di parlare di idee, di letteratura contemporanea, della proposta editoriale del singolo marchio, anche facendo domande dirette agli editori, che hanno sempre frequentato il forum, ci si ritrova a parlare di tempi di attesa, percentuali, copie vendute, mail alle quali non si è ricevuta risposta, eccetera. Questioni che hanno sempre e soltanto un oggetto: l'ego autoriale.

Mai sentite sfiorare questioni del tipo: perché voler pubblicare un libro, cosa intendo dimostrare a me/al mondo con questa pubblicazione, come il mio testo può contribuire allo sviluppo di quel genere narrativo che tanto mi appassiona, qual è la qualità della mia scrittura, qualcuno/a ha dei testi da consigliarmi, e così via.

Noi di @WriteUp Books saremo sempre pronti a rispondere a queste domande sia sul forum, che in altri luoghi reputati idonei.

Le questioni di cui si parlava nel forum, rubricate sotto il nome della singola casa editrice, avevano a che fare con esperienze e valutazioni molto personali, sul destino della propria scrittura come focus principale. Poi il web è grande, è di tutti, e va bene anche così. Sarebbe però bello vedere questo nuovo luogo virtuale esulare dalla semplice valutazione dei marchi editoriali, ed affrontare questioni relative alla proposta culturale che ciascuno di essi fa, in un mondo dove la pluralità di voci e idee è schiacciata dal pensiero unico.

P.S. Come casa editrice, ci piacerebbe molto non vendere i nostri libri in una delle note piattaforme di vendita online enunciate prima. Ma non siamo ancora nessuno nel panorama editoriale contemporaneo per permetterci un'azione del genere. Circa la piattaforma in questione, è anche divertente rilevare come gli autori/autrici, da tifosi/e del verbo dell'indipendenza della propria voce, dell'unicità dell'esordiente, si tramutino poi in freddi analisti di mercato quando vedono che la propria opera non si trova nella summenzionata... Forse se il forum si arricchisse con vere "puntate" nel mondo dell'editoria contemporanea, che dessero veramente l'idea di come funziona oggi il meccanismo della domanda e dell'offerta, e di chi governa quello che in Italia è nei fatti un monopolio, farebbe un ulteriore passo avanti. Un suggerimento che ci permettiamo di proporre in qualità di ospiti, ringraziando sempre per questo spazio di libero confronto che viene messo gratuitamente a disposizione.

Re: [Casa Editrice] WriteUp Site

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@WriteUp Books Grazie per il lungo, appassionato e competente intervento. Anche se non tutto ciò che affermate sull'uso del WD prima e di CdM poi è condivisibile. Lo scopo non è stato, e non è, di mettere gli editori sulla graticola, ma di consentire ad un qualsiasi autore esordiente privo di esperienza di formarsi un'idea di come funzioni il mondo dell'editoria, un mondo difficile anche perché in questo Paese a leggere sono in pochi e a pretendere di saper scrivere sono in tanti. L'editore, come testimonia il vostro caso, ha avuto sempre la possibilità di intervenire, ribattere, confutare. Purtroppo in questo mercato "malato" il successo di un'opera, quindi del suo autore e del suo editore, sempre più spesso non dipende dalla qualità, ma dal numero di follower sui social e, molto più, dalle comparsate sulle TV nazionali, pubbliche e private. Purtroppo, così come i piccoli editori seri sono soffocati, oltre che dai due o tre grandi monopoli, dallo spropositato numero di quanti, senza investire in selezione, editing e promozione, puntano su come guadagnare sull'autore e suoi parenti, amici e follower, anche le opere qualitativamente valide si perdono nel mare magnum di aspiranti autori in grado a malapena di stilare, senza errori, la lista della spesa. Autori che pure, pagando costosi editing quando non addirittura  l'editore stesso, riescono spesso a riversare robaccia sul mercato. Non era colpa del WD, non è colpa di Cdm se le cose stanno, innegabilmente, in questo modo. Sinceri auguri di successo per chi, come senz'altro voi, si sforza di operare seriamente ed onestamente.
Mario Izzi
2025 - Sopravvissuti
(in)giustizia & dintorni
[/De gustibus non est sputazzellam (Antonio de Curtis, in arte Totò)]

Re: [Casa Editrice] WriteUp Site

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Anch’io ho apprezzato l’intervento di WriteUp Books: lucido, franco e competente, e anch’io però vorrei spezzare una lancia per il vecchio WD (e pure per il nuovo CdM). Questa relazione di coppia autore/editore ha alla radice una profonda asimmetria, perché chi scrive (l’autore) lo fa sempre spinto da un groviglio di motivi, non tutti positivi, che si possono riassumere col termine “passione”; chi pubblica (l’editore) è spesso anch’egli mosso dalla passione, ma ad essa deve unire una professione e una professionalità. Chi scrive lo fa al 99% in perdita (si sa, le passioni sono così), chi pubblica deve avere di necessità un utile. Chi scrive insomma, al netto del narcisismo e delle velleità da cui tutti più o meno siamo affetti, permette l’esistenza di un settore merceologico che muove oltre tre miliardi di euro, dà da vivere a centinaia di persone (editor, agenti, editori, scuole di scrittura, distributori, librai…) ma deve procurarsi pane e companatico in altro modo. Dunque avere informazioni su un editore non è come cercare il n. di stelline su booking o su tripadvisor, perché scrivere un romanzo non è come andare una sera a cena da qualche parte. Piuttosto chi ha un manoscritto con su scritto la parola fine si trova subito dopo in un bosco pieno di insidie, dove può trovare di tutto, e dove orientarsi è davvero complicato senza confrontarsi con altri che sono nella stessa situazione: questo era il grande merito del WD.

Re: [Casa Editrice] WriteUp Site

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WriteUp Books ha scritto: Devo constatare purtroppo che anche questo forum si sta avviando ad essere come WD, cioè un luogo in cui tutti gli editori sono sottoposti a graticola, e gli autori/autrici si rivelano severi ed esigenti recensori.

Dal nostro punto di vista, in WD c'era un errore di fondo non previsto dalla fondatrice, che intendeva solo fare del bene (e lo ha fatto, diffondendo una serie di informazioni utili e lodevoli), errore che a lungo andare diventava evidente: il forum era diventato una piattaforma di valutazioni come un TripAdvisor qualunque
In realtà siamo solo in fase di avvio. 
L'intento era ricostruire subito un posto in cui gli scrittori e aspiranti potessero ritrovarsi nuovamente per allenarsi e confrontarsi.
L'obiettivo non è ricreare qui WD, né daremo luogo a nuove liste.
Di contro useremo criteri ancora più selettivi, creando un'unica lista di CE solo free che (a nostro parere e quindi secondo una valutazione strettamente personale) conterrà quelle che rispecchieranno i nostri criteri di qualità (sui quali stiamo lavorando e non sarà tutto così immediato, ma frutto di un lavoro nel tempo).
L'obiettivo è coinvolgere anche gli editori della lista per creare un reale spazio di cooperazione, in cui gli editori interessati all'interazione (o editor delle CE) possano avere più spazio e voce e anche una sorta di data base autori, cui gli stessi potranno attingere e attraverso cui potranno fare scouting.
Buon proseguimento.

Re: [Casa Editrice] WriteUp Site

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@WriteUp Books 

Forse, più che di "piano di promozione", che è un concetto un po' indefinito, avrei dovuto parlare di rete di promozione. La figura del promotore editoriale è innanzitutto una figura “fisica”: qualcuno che va fisicamente nella libreria a promuovere i nuovi titoli, quali sono ad esempio i promotori di PDE. DirectBook offre questo? Non credo. Quindi, così come si definisce “meta-distribuzione”, forse si potrebbe parlare di “meta-promozione”. In ogni caso, nella mia affermazione non c’era un giudizio di merito, ma un tentativo di circoscrivere il campo e sgombrarlo da equivoci, dato che fin troppo spesso il termine "distributore" viene associato alla presenza in libreria, mentre in molti casi non è assolutamente così. Fin troppo spesso, gli editori sbandierano "distribuzione nazionale" - non solo con DB ma anche con altri distributori - quando ciò non equivale ad alcuna certezza che il libro sia negli scaffali delle principali catene librarie, e a volte nemmeno nelle librerie indipendenti. 

Per il resto, DirectBook offre un pacchetto di servizi che può essere conveniente per un piccolo-medio editore. Non è in diretta competizione con Messaggerie perché si rivolge a un target di editori che – vuoi per tirature inferiori, vuoi per minori risorse economiche – non possono essere distribuiti da Messaggerie. Sostenere però che sia un equivalente di Messaggerie – che abbia un’infrastruttura paragonabile – mi sembra fuori luogo. Sarebbe come paragonare la rete Tim a un altro operatore che si appoggia - in virtù di accordi commerciali - sulla rete Tim. Per alcuni versi, hanno alcuni canali in comune (DirectBook si appoggia su FastBook, che è il grossista di Messaggerie), ma la rete Tim consiste innanzitutto in un’infrastruttura fisica sul territorio, non soltanto in una copertura di campo. "Distribuzione" con Messaggerie significa innanzitutto poter contare su una rete di agenti su tutto il territorio nazionale, che vanno a promuovere e distribuire fisicamente il libro. DirectBook invece si auto-definisce "meta-distribuzione", quindi è una cosa leggermente diversa. Di fatto, DB offre a tariffe vantaggiose dei "servizi di distribuzione", ma non si può propriamente definire un "distributore" nel senso tradizionale del termine, a monte del fatto che offra o meno un buon servizio. 
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