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Re: [Casa Editrice] Porto Seguro Editore

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Manca un passaggio, sia nella "spiegazione" di questa CE e sia nella valutazione che ne è stata fatta per poi sbloccarla, ed è il seguente: vero che non è direttamente previsto l'obbligo di acquisto e neppure di presa in conto vendite delle 50 copie, ma la conseguenza è che in mancanza di acquisto o di presa in conto vendita di almeno 50 copie non ti pubblicano, in forza del ragionamento "se non interessa a te promuovere e vendere il tuo romanzo, come vuoi che interessi ai lettori acquistarlo..." E' un impostazione scorretta del rapporto editore-autore. A me  - in sede di colloquio presso una loro sede, fissata perché al telefono mi avevano detto che è loro prazzi "conoscere l'autore" - è stato chiesto prendere almeno in conto vendita una cinquantina di copie, e mi è stato detto che in caso contrario non mi avrebbero pubblicato.
A me non pare una CE limpidamente free.
Poi fate come volete, io ho riportato una esperienza.

Re: [Casa Editrice] Porto Seguro Editore

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Cacciugo ha scritto: mar lug 20, 2021 5:13 pm Manca un passaggio, sia nella "spiegazione" di questa CE e sia nella valutazione che ne è stata fatta per poi sbloccarla, ed è il seguente: vero che non è direttamente previsto l'obbligo di acquisto e neppure di presa in conto vendite delle 50 copie, ma la conseguenza è che in mancanza di acquisto o di presa in conto vendita di almeno 50 copie non ti pubblicano, in forza del ragionamento "se non interessa a te promuovere e vendere il tuo romanzo, come vuoi che interessi ai lettori acquistarlo..." E' un impostazione scorretta del rapporto editore-autore. A me  - in sede di colloquio presso una loro sede, fissata perché al telefono mi avevano detto che è loro prazzi "conoscere l'autore" - è stato chiesto prendere almeno in conto vendita una cinquantina di copie, e mi è stato detto che in caso contrario non mi avrebbero pubblicato.
A me non pare una CE limpidamente free.
Poi fate come volete, io ho riportato una esperienza.
Completamente d'accordo; la CE appare "free" soltanto perché la condizione dell'acquisto e/o ordinativo in conto vendita di copie da parte dell'autore non è menzionata in contratto. Però, se non accetti la condizione imposta, non firmerai il contratto. E' anche vero che l'autore potrebbe venir meno all'impegno preso verbalmente, ma dubito che in assenza di un ordinativo firmato si dia il via all'effettiva pubblicazione e alla stampa. Il tutto, assieme alla non smentita, gravissima inadempienza sulle royalties, ne fa una CE da evitare.   
Mario Izzi
2025 - Sopravvissuti
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Re: [Casa Editrice] Porto Seguro Editore

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Io devo spezzare una lancia in loro favore, feci un post alcuni mesi fa e non so se sono stato sufficientemente chiaro.

Ho inviato loro un manoscritto e dopo un mese circa sono stato contattato, mi venne assicurato che la sede di Firenze aveva considerato il mio libro degno di pubblicazione. La ragazza che parlò con me fu molto schietta, mi disse che me lo avrebbero pubblicato gratuitamente ma che loro operano per la promozione e le presentazioni solo nelle zone dove effettivamente hanno una sede : Milano, Roma, Firenze. Essendo fuori da queste aree, io avrei dovuto badare da solo a organizzare eventuali presentazioni. 

NON MI è MAI STATO IMPOSTO L'ACQUISTO DI COPIE !!! Mi è stato detto che se ne avessi volute comprare avrei goduto di uno sconto del 30 per cento, se non ricordo male.

Ora veniamo al mio rifiuto. Fu dovuto alla mancanza di empatia che sentì nel loro modo, molto freddo, di parlare del mio libro. Non mi hanno fatto sentire coinvolto realmente nelle loro scelte editoriali, si parlò immediatamente della "fredda cronaca", senza soffermarsi minimamente sul perché avevano deciso di pubblicarmi, ad esempio. Ho apprezzato la loro chiarezza, ma ho declinato.

Re: [Casa Editrice] Porto Seguro Editore

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TaoMao ha scritto: sab lug 24, 2021 11:12 am  La mia domanda a Porto Seguro è: nel momento in cui un autore si dimostra, come chiede la c.e., collaborativo e desideroso di promuovere il libro attraverso acquisti di copie, conto vendita, organizzazione in proprio di presentazioni etc., perché poi la medesima c.e. non corrisponde le royalties dovute rispettando il contratto?
Bella domanda, alla quale non credo che la CE risponderà, visto che nel suo unico intervento ha glissato sull'argomento.
Comunque, il diritto dell'autore a ricevere il puntuale pagamento delle royalties sul venduto prescinde dal rispetto di qualsiasi altro accordo, contrattuale o extra contrattuale: hai incassato il prezzo di copertina su un'opera da me concepita e da te pubblicata, quindi dammi la mia parte, che è mia, anche se temporaneamente in mano tua. Il fatto è che a praticare questo sport sono in molti, perché nessuno promuoverà mai un'azione giudiziaria, dal costo anticipato quantificabile in qualche migliaio di Euro, per recuperarne cento, o poco meno, o poco più.  Non c'è niente da fare, siamo la parte debole e tale restiamo, anche nei (pochi) casi in cui l'ordinamento giuridico ci tutela.
Mario Izzi
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Re: [Casa Editrice] Porto Seguro Editore

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@TaoMao @Cheguevara Se hai un contratto (e più o meno tutti gli autori lo hanno) e il resoconto delle vendite (e questo in tanti casi le case editrici sono parecchio reticenti a fornirlo o lo forniscono dopo una snervante serie di solleciti in crescente tono d'incazzamento), allora la somma che tu autore hai diritto di ottenere è certa ed esigibile. Vero che dovrai anticipare le spese per l'intervento di un avvocato ma alla fine ti verranno rimborsate dall'editore inadempiente che sarà stato condannato in sede civile, insieme alla somma per i tuoi diritti d'autore che saranno maturati. Io credo che, anche senza bisogno di attivare una causa civile, non appena si vede arrivare la lettera di messa in mora da parte di uno studio legale, l'editore inadempiente comprenderà che è suo interesse pagare (magari pietendo una rateizzazione) quando deve all'autore piuttosto che vedersi trascinare in un giudizio che alla fine sarà per lui perdente e costoso. Comunque sì, anche io, da autore, ho notato quanto poco propense siano certe piccole case editrici 1) a dare puntuali, esatti e completi resoconti dell'andamento delle vendite e 2) a pagare i diritti all'autore.

Re: [Casa Editrice] Porto Seguro Editore

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Cacciugo ha scritto: sab lug 24, 2021 2:46 pm @TaoMao @Cheguevara Se hai un contratto (e più o meno tutti gli autori lo hanno) e il resoconto delle vendite (e questo in tanti casi le case editrici sono parecchio reticenti a fornirlo o lo forniscono dopo una snervante serie di solleciti in crescente tono d'incazzamento), allora la somma che tu autore hai diritto di ottenere è certa ed esigibile. Vero che dovrai anticipare le spese per l'intervento di un avvocato ma alla fine ti verranno rimborsate dall'editore inadempiente che sarà stato condannato in sede civile, insieme alla somma per i tuoi diritti d'autore che saranno maturati. Io credo che, anche senza bisogno di attivare una causa civile, non appena si vede arrivare la lettera di messa in mora da parte di uno studio legale, l'editore inadempiente comprenderà che è suo interesse pagare (magari pietendo una rateizzazione) quando deve all'autore piuttosto che vedersi trascinare in un giudizio che alla fine sarà per lui perdente e costoso. Comunque sì, anche io, da autore, ho notato quanto poco propense siano certe piccole case editrici 1) a dare puntuali, esatti e completi resoconti dell'andamento delle vendite e 2) a pagare i diritti all'autore.
Il problema, caro Cacciugo, è che la maggior parte delle piccole CE è costituita in Srls, con 1 Euro di capitale con cui rispondere ai creditori. Se invii una raccomandata, spesso ti torna indietro con la dicitura "sconosciuto all'indirizzo". Fare causa a chi non ha niente da perdere è due volte rischioso perché, in virtù del cosiddetto "obbligo di solidarietà" tra le parti, se l'editore, citato in giudizio e condannato, non paga le spese processuali, sarà l'attore a doverlo fare, salvo rivalersi. Inoltre, l'azione di pignoramento promuovibile dopo la sentenza, oltre a presentare ulteriori costi, ha un senso qualora il debitore perdente possieda qualcosa di pignorabile. E nelle società di capitali, persone giuridiche, non esiste una persona fisica patrimonialmente responsabile. E' un Far West: i piccoli editori, che spuntano come i funghi, se sono disonesti fanno come gli pare. E gli aspiranti scrittori, spuntati anch'essi come i funghi, che bramano di vedersi pubblicati a qualunque costo, alimentano questo tipo di mercato: così è, se vi pare.
Mario Izzi
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Re: [Casa Editrice] Porto Seguro Editore

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Cheguevara ha scritto: sab lug 24, 2021 4:28 pm Il problema, caro Cacciugo, è che la maggior parte delle piccole CE è costituita in Srls, con 1 Euro di capitale con cui rispondere ai creditori. Se invii una raccomandata, spesso ti torna indietro con la dicitura "sconosciuto all'indirizzo". Fare causa a chi non ha niente da perdere è due volte rischioso perché, in virtù del cosiddetto "obbligo di solidarietà" tra le parti, se l'editore, citato in giudizio e condannato, non paga le spese processuali, sarà l'attore a doverlo fare, salvo rivalersi. Inoltre, l'azione di pignoramento promuovibile dopo la sentenza, oltre a presentare ulteriori costi, ha un senso qualora il debitore perdente possieda qualcosa di pignorabile. E nelle società di capitali, persone giuridiche, non esiste una persona fisica patrimonialmente responsabile. E' un Far West: i piccoli editori, che spuntano come i funghi, se sono disonesti fanno come gli pare. E gli aspiranti scrittori, spuntati anch'essi come i funghi, che bramano di vedersi pubblicati a qualunque costo, alimentano questo tipo di mercato: così è, se vi pare.
Temo che tu abbia ragione, il quadro è desolante. 

Re: [Casa Editrice] Porto Seguro Editore

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Buongiorno,

rispondo a tutti brevemente, in quanto, comprenderete, non è compito di un editore controllare giornalmente ogni forum che ne parla. Chi ha necessità di avere risposte in merito al nostro modo di fare editoria, perché anche solo minimamente interessato, può scrivere all'email, o telefonare a una qualsiasi delle nostre sedi territoriali.
In un panorama editoriale in cui il 90% e forse più delle case editrici lasciano i propri autori a loro stessi a tentare di autopromuoversi, noi siamo fieri di dire che agiamo diversamente. Abbiamo aperto diverse sedi territoriali (e ne apriremo ancora) perché gli autori vanno seguiti, vanno aiutati a organizzare presentazioni, a inviare i libri per ottenere recensioni, a far uscire articoli, a creare i giusti post sui social media... Solo una minuscola parte degli autori emergenti è consapevole di come far sì che il proprio libro venga letto, ma la pubblicazione non è mai il punto di arrivo. Un libro ha senso se viene letto da qualcuno, altrimenti poteva tranquillamente rimanere nel pc dell'autore.
Ovviamente nessuno pretende che l'autore sia ufficio stampa di se stesso. Come la casa editrice interviene su editing, correzione di bozze, redazione dell'abstract, studio della copertina e impaginazione, interviene anche sulla creazione del materiale promozionale, sulla creazione di eventi, sulla diffusione del libro. Ma tutto ciò non si può fare senza l'autore. O meglio, si può fare, ma la ricaduta è parziale. La presenza attiva sul proprio territorio prima e su più larga scala successivamente, assicura una visibilità e una ricaduta infinitamente maggiore rispetto a un articoletto sul giornale locale. Ma se l'autore non è disposto a far presentazioni, se non gli interessa comunicare a chi gli sta intorno che ha scritto un libro, se dimostra lui per primo di non credere in quanto ha scritto, ma di voler solo inserire la pubblicazione a curriculum, perché dovremmo investire tempo e denaro su un libro le cui potenzialità sono affossate da chi lo ha creato? Penserete che la colpa è nostra, ma vi assicuro che a far parte un minimo di questo mondo, non è raro sentire di persone pubblicate anche dalle big e lasciate tragicamente a loro stesse, con un rendiconto a fine anno che sfiora le 50 copie. Pensate una po': quando esce un suo libro, persino Dan Brown fa presentazioni e reading in giro per il mondo. Chissà perché, però, l'utente medio in questo thread ritiene che la promozione non sia ANCHE suo compito.
Chiamatelo pure un test, ma se un autore mi dice che non sa come impiegare 50 copie (per altro mai imposte, ma consigliate e in una formula non onerosa), significa che il suo interesse è la pubblicazione e non che il suo romanzo venga letto. Se fate parte di questa categoria, il mio consiglio è di rivedere i vostri piani, perché non otterrete soddisfazioni. Scrivere, in questi casi, è e deve rimanere un hobby.
Figuriamoci poi se scegliamo gli autori in base alla bella presenza! Ma per favore! Va bene che la pandemia ci ha tutti impigriti, ma quando voi dovete aprire un conto in banca, chiedete di farlo in videocall? Credo sia essenziale per entrambe le parti incontrarsi, a maggior ragione per l'autore rendersi conto che c'è una redazione che lavora, avere un esempio della resa dei libri, parlare a tu per tu con il grafico se si hanno dei dubbi per la copertina, conoscere gli editor che eventualmente cureranno il proprio lavoro. Poi cosa c'entra, se la cura nella confezione del libro non interessa, se avere un esempio della stampa non è importante, Amazon Publishing è sempre un'opzione. Senza volermi dilungare, la bellezza di un libro la fanno anche la carta, l'impaginazione, il carattere scelto, tutte cose che, ahimè, indicano la passione e la cura per il proprio lavoro. Le condizioni, a chi ce le chiede, le forniamo anche prima dell'invio del manoscritto, sia per telefono che per mail, figuriamoci se è un problema di venire registrati (cosa che comunque si può fare anche di persona).

Venendo alla questione royalties, se ci sono stati ritardi in alcuni pagamenti, è situazione del tutto eccezionale. Vi invito a visionare la nostra contabilità: troverete ricevute, con tanto di ritenuta d'acconto pagata, con cifre anche importanti. Se non avessimo il desiderio di pagare i nostri autori, glisseremmo malamente anche sulla rendicontazione, che invece ha valore legale.

A questo punto, quello che mi chiedo io: che senso ha l'accanimento?
L'editoria è piena di editori, ognuno con caratteristiche diverse che possono rispondere a esigenze diverse. Se un editore non rispecchia le mie necessità, guardo e passo avanti. Commentare per il gusto di farlo, tra l'altro con palesi insulti nascosti dal barrato e falsità, nel tentativo di mettere in cattiva luce il lavoro degli altri, lo trovo sterile e piuttosto vuoto, sempre che non si voglia pensar male. In tal caso si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

Infine, vi assicuro che gran parte degli autori che ci inviano il manoscritto e con cui ci ritroviamo a parlare, sono rimasti talmente scottati dall'editoria a pagamento, spesso e volentieri malcelata dietro incredibili formule, che sarebbe un insulto alla loro intelligenza definirci a pagamento, non limpidi o quanto da voi insinuato.

@B.B. Mutt  mi spiace sinceramente che tu non ci abbia trovati appassionati durante il colloquio, che non so se sia stato fatto online o in sede (mi pare di capire che sia capitato in piena pandemia). Normalmente lo siamo un bel po'. Probabilmente era una giornata no  :)

Re: [Casa Editrice] Porto Seguro Editore

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Lunga spiegazione dell'editore Porto Seguro ma c'è un punto sul quale continua a glissare e non risponde. Si può sapere con chiarezza se, ove l'autore non accetti di prendere le 50 copie (che definite "mai imposte, ma consigliate") in conto vendita, Porto Seguro lo pubblica ugualmente oppure no? Sul punto le vostre parole sono elusive. Trovo legittimo che un editore, se l'autore non accetta le sue regole (fra le quali può benissimo esservi quella dell'obbligo di prendere 50 copie in conto vendita) non lo pubblichi, ma non mi pare giusto né corretto che sul punto l'editore sia vago e lasci la cosa nell'ambiguità.

Re: [Casa Editrice] Porto Seguro Editore

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Buona sera @Porto Seguro Editore
l'accanimento, almeno da parte mia, non è contro di voi, con cui non ho mai avuto rapporti: non ci sarebbe motivo. L'accanimento è contro un sistema, ampiamente diffuso, che, in un mercato in cui gli aspiranti scrittori sono tantissimi e i lettori scarseggiano, consiste nel pretendere dagli autori prestazioni, sia in termini di impegno, che finanziarie, che toccano (dovrebbero toccare) all'editore. Per vendere decine o centinaia di migliaia di copie non sono sufficienti presentazioni in libreria, menzioni e recensioni in vari blog, articoli su stampa locale, interviste su emittenti a diffusione minima, spoiler su FB e simili. Le 100 o 500 copie che riuscirà a vendere l'autore che, tra l'altro, manca della professionalità specifica nel campo, non lo ripagheranno del tempo e dei quattrini investiti, mentre saranno sufficienti ad assicurare alla CE un margine di utile che, moltiplicato per il numero di titoli pubblicati, le consente, nella maggior parte dei casi, una stentata sopravvivenza e, per un numero limitato di aziende non "micro", una certa prosperità.
Non ce l'ho con voi, ma con il sistema, e del sistema facciamo parte anche noi scrittori o aspiranti tali, che ambiamo soltanto vederci pubblicati, costi quel che costi, quando addirittura non pensiamo di raggiungere il successo riservato a chi, due o più volte l'anno, pubblicizza le sue opere facendo il giro dei talk-show sulle maggiori TV a diffusione nazionale.
Per quanto riguarda il sospetto che non pagare le royalties sia un'abitudine, non sarebbe nato se, nel vostro primo intervento, non aveste glissato sull'argomento.
Dell'insulto "camuffato", ma solo accennato, mi accuso, con due scusanti: era rivolto a un certo tipo di CE, di cui potreste anche non fare parte, e ci ho messo la faccia, visto che in ogni mio intervento sono visibili, oltre al nickname, le mie generalità complete.
I miei migliori auguri, sperando che li meritiate.
Mario Izzi
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[/De gustibus non est sputazzellam (Antonio de Curtis, in arte Totò)]

Re: [Casa Editrice] Porto Seguro Editore

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Buonasera, rispondo sulla parte che riguarda i miei precedenti interventi: conosco almeno altri quattro autori (in pratica il 100% di quelli da me contattati) che non hanno avuto le loro royalties liquidate secondo contratto, quindi la cosa non può essere considerata un'eccezione o un "ritardo", soprattutto, nel mio caso, a fronte di numerose sollecitazioni e un rendiconto ricevuto e accettato nel luglio 2020 e mai saldato!
Che significa inoltre "visionare la nostra contabilità"? Dove è possibile farlo? O è solo un modo di dire?
Comunque, viste le vostre precisazioni, giusto per non passare da "cornuto e mazziato" o come si dice dalle mie parti "becco e bastonato", sarà mia cura fare un ulteriore tentativo, sul cui esito poi informerò gli utenti del forum.

Re: [Casa Editrice] Porto Seguro Editore

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un paio di anni fa una Big di cui non posto il nome lasciò partire delle notifiche di avvenuta cancellazione dei manoscritti in coda di lettura.

Espressi il mio disappunto su Facebook, anche se in realtà il romanzo aveva già trovato una casa, ma ciò non bastò a scoraggiare un dirigente della Porto Seguro, un signore il cui cognome ricorda un gelatino biscottoso anni '80.

Come detto il "Dirigente" mi invitò a gran voce a inviargli il manoscritto, ma di fronte alle mie perplessità (avevo già firmato con un altro editore e onestamente Porto Seguro non mi sembrava esattamente una Big editoriale) cominciò a offendere, dandomi del presuntuoso e del fallito.

La cosa che mi ha fatto ridere è stato il suo esibire fior di pubblicazioni con la stessa big che mi aveva respinto il manoscritto senza aprirne nemmeno la mail di invio.

Cioè... credeva nel suo progetto al punto da pubblicare con altri?

La querelle finì presto, anche perchè lo bloccai; di certo da me non riceverà mai nemmeno la lista della spesa, malgrado il suo ultimo sinistro avvertimento: chi non pubblica con lui non sarà mai degno di approdare a una big.

Dopo averlo bannato mi sono concesso due scongiuri, spero di non avere mai a che fare con questa CE, salvo radicali cambiamenti in direzione.

Re: [Casa Editrice] Porto Seguro Editore

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Porto Seguro Editore ha scritto: mar lug 27, 2021 3:13 pm 

@B.B. Mutt  mi spiace sinceramente che tu non ci abbia trovati appassionati durante il colloquio, che non so se sia stato fatto online o in sede (mi pare di capire che sia capitato in piena pandemia). Normalmente lo siamo un bel po'. Probabilmente era una giornata no  :)
@Porto Seguro Editore Salve, non dubito che siate molto appassionati nel vostro lavoro, mi riferivo in realtà al fatto che mi è stato detto "il suo libro è stato ritenuto degno di pubblicazione" in maniera molto fredda, senza farmi partecipe del perché la mia opera era stata scelta e cosa vi aveva colpito di essa (si, il colloquio è stato puramente telefonico). Ma ripeto, ho molto apprezzato la schiettezza sulle possibilità di promozione e in nessun caso mi è stato prospettato l'obbligo di acquistare le famose copie in conto vendita, mi è stato consigliato ma chiarendomi che se anche non le avessi acquistate, il libro sarebbe comunque stato pubblicato. Rimane quindi un'opinione positiva su di voi. Per intenderci, il mio libro non è ancora stato pubblicato e non ho accettato l'offerta di altre due case editrici che mi sono sembrate molto meno limpide di voi nel modus operandi. Vi ho rifiutati a denti stretti, con tanti ripensamenti nel tempo, ma probabilmente in qualità di nuovo autore avevo bisogno di sentirmi più coccolato, in prima battuta. 
Probabilmente avrò fatto un errore nel rifiutarvi, maProbabilmente avrò fatto un errore nel rifiutarvi, ma

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