I più "anziani" qui dentro magari ricorderanno di un ragazzo che pubblicizzò un sondaggio letterario. Quel sondaggio arrivò a 1062 persone (o meglio, lettori) che risposero su abitudini letterarie; in particolare, alcune domande erano rivolte al tema del "racconto". Il dato più significativo fu che più del 50% aveva letto un racconto e lo avrebbe riletto senza problemi.
Quel specifico dato fu una delle scintille che mi fece fare il salto nel vuoto e aprire una casa editrice solo di racconti, dopo la ben nota Racconti e a qualche mese di distanza da Tetra.
Oggi.
I ruoli sono cambiati, non sono più un semplice lettore o scrittore fallito. Oggi pubblico racconti di autori italiani. Ma la domanda che c'era già allora e che c'è da quasi un secolo è sempre la stessa. E con essa tutte le domande relative.
Perché il racconto non vende? Il racconto come viene percepito dai lettori, scrittori e altri addetti ai lavori? Ci sono ostacoli, pregiudizi, limiti che ne ostacolano il modo in cui se ne parla o propone al mercato? È davvero un hobby se paragonato al romanzo? Queste e altre domande a cui vengono date risposte a volte incerte, altre di parte. Insomma, mai che si faccia un passo in avanti.
Cattedrale, con il suo Osservatorio sul racconto, ha provato in un paio di occasioni a dare delle risposte intervistando direttamente le librerie, una fonte sicuramente interessante e autorevole che ha il polso della situazione.
Non ho trovato altro. Qualche articolo datato in cui si parlava di come i racconti non fossero interessanti al pari di un romanzo secondo gli intervistati, per svariati motivi, e basta.
Probabilmente è vero. Non c'è abbastanza interesse.
Per questo ho deciso di avviare un progetto per me molto importante che è quello di mappare lo stato e la percezione del racconto in Italia attraverso un sondaggio rivolto a 3 differenti categorie: lettori, scrittori e librerie.
Attraverso delle semplici domande chiedo il parere di questi tre gruppi per provare a delineare un quadro dell'attuale situazione attraverso dei dati chiari.
Non ho l'ufficialità di un GFK o Istat, ma credo che, con le dovute pinze, si possano interpretare i dati che riuscirò a ottenere.
Il sondaggio rimarrà attivo per tutto l'anno solare, per raccogliere quante più risposte possibili e solo nel 2027 elaborerò i dati finali, rendendoli pubblici.
Il mio è un invito a partecipare e condividere il sondaggio con chi volete. Se potrete dedicare 10 minuti (massimo) del vostro tempo vi ringrazierò fin da ora.
Questo è il link al sondaggio
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