Ombre dal futuro

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Immagine di copertina: vedi sopra
Titolo: Ombre dal futuro
Autore: Alessandro Maiucchi
Casa editrice: Porto Seguro Editore
ISBN / ASIN: 9788855465328
Prezzo: 22,90
Quarta di copertina, descrizione o estratto del libro: 2031. Il passato di Anselmo Pagani è fatto di ombre, dolori e quesiti insoluti. Il suo presente, in una Roma straziata dall’imperversare di bande criminali, è un amaro susseguirsi di indagini pericolose. Una loggia segreta, tramite il progetto Nuova Italia, tenta di riportare il paese all’antico splendore dell’Impero Romano, potenziato da una tecnologia sempre più forte e pervasiva.
La futura società italiana assume tinte distopiche in Ombre dal futuro, un romanzo che riesce a proiettarci in un domani inquieto e turbolento, ma al tempo stesso vivido e credibile. Il potere e l’innovazione costituiscono un binomio che, tramite l’estro dell’autore, dà vita a un intreccio di conflitti e colpi di scena.
Link all'acquisto: http://www.portoseguroeditore.com/produ ... al-futuro/ e a breve tutti gli altri
Alessandro
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Re: Ombre dal futuro

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Aggiungo la prima recensione, ricevuta da https://queen4everblog.blogspot.com/ su Instagram:

Provate ad immaginare Romanzo criminale che incontra la fantascienza distopica, ovvero una realtà alternativa nella quale Roma è una città proiettata nel futuro ma anche irrimediabilmente arroccata sul proprio passato, ritornato in auge per volontà di quella malavita che si muove tra le ombre e sfrutta i desideri, le ossessioni e i vizi del popolo, per dominarlo e per nutrire la propria sete di potere.
E’ questo il tema portante del romanzo scritto da Alessandro Maiucchi. Un libro che intreccia generi differenti, con una trama disseminata di riferimenti alla cultura pop(olare) contemporanea, con citazioni cinematografiche, letterarie e musicali (ci sono anche i Queen, di cui Alessandro è anche un fan).
L’aspetto forse più sorprendente del racconto è la capacità dell’autore di immaginare il mondo di domani (un domani assai prossimo al nostro
presente) in modo assolutamente credibile, con una tecnologia versione ‘upgrade’ di quella già oggi disponibile e, proprio per questo, verosimile e inquietante. Un vero e proprio sguardo al futuro come potrebbe diventare se il mondo degli affari (sporchi) si legasse a doppio filo con quello della tecnologia, dei social network e, immancabile, con quello della politica.
La lettura pretende attenzione, per via dei tanti personaggi e delle sotto-trame che lentamente si intrecciano fino all’epilogo, mentre sullo sfondo
domina una Roma disturbante, che appare intrappolata tra due mondi, il glorioso passato che ritorna prepotente e un presente fatto di inganni, criminalità e corruzione. Il ritratto che emerge è quello di una società svuotata dei suoi più elementari valori positivi, a vantaggio di una crudeltà che sembra permeare ogni ambito.
La scrittura di Maiucchi è asciutta, ma capace anche di scandagliare I’animo dei protagonisti, donando loro personalità riconoscibili. Un libro fatto di azione ma anche di dialoghi significativi, con descrizioni efficaci che catturano il lettore. Un romanzo originale ma anche radicato nella tradizione dei crime italiani contemporanei.
Alessandro
www.alexmai.it

Re: Ombre dal futuro

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Mercoledì ho fatto un "firmacopie" alla libreria Mondadori di Grosseto: è andato a meraviglia, con l'aiuto delle preziose e competenti libraie ho trovato 15 nuovi lettori... abbiamo dato via anche la copia che era in vetrina, un successone!

Vedere negli occhi la curiosità del futuro lettore, che spesso ti sta dando fiducia perchè il romanzo magari non è del tipo che legge abitualmente, non ha prezzo... spero di trovare tanti altri lettori in zona e fuori col passaparola!

Alessandro
www.alexmai.it

Re: Ombre dal futuro

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E' tanto che non aggiorno... ne approfitto per inserire qualche recensione.

Giovanni:

Ispirato anche da una copertina molto allettante, ho subito ordinato il libro. Spaventato forse un po’ dalla sua mole (500 pagine e rotte) ma tranquillizzato dall’autore (“si legge facilmente anche da sdraiati”), l’ho quindi immediatamente incominciato.
Il libro è ambientato, come da titolo, nel futuro. Un futuro vicino (dieci anni), ma un futuro che prende e deve molto al proprio passato. In questo caso l’Impero Romano. In effetti volendo si potrebbe anche riassumere così, ovvero “Repubblica romana 2031 d.C.”. Ma è in verità molto di più, è tecnologia, è distopia, è poliziesco, è mafia, è thriller, è epico.
Ed è tante citazioni, dalla musica ai fumetti, passando ovviamente per i film (Blade Runner in primis).
I “tanti” generi sono così bene amalgamati tra loro alla stregua dei non pochi personaggi presenti. In un intreccio via via sempre più lineare e comprensibile.
Alla base della storia c’è anche un mistero, un mistero che prima o poi bisognerà chiarire, e che personalmente è stato anche cardine del mio sprint finale di lettura (cento pagine in un giorno) fino alla rivelazione e la conclusione del libro stesso. Libro tra parentesi non consigliato, ma straconsigliato.

Ilaria:

Criminalità e corruzione, le colonne portanti di questo romanzo. Punto di forza: l’immaginazione, l’idea di una vita futura inquietante e insieme terribilmente contemporanea è stata sapientemente impressa su carta dalla penna geniale di Alessandro Maiucchi. Passato e futuro si intrecciano e il lettore è proiettato in una dimensione in cui la gloria della Roma imperiale, cui si ispira il romanzo, viene rivisitata in un futuro che sembra vicinissimo, con una chiave di lettura “malvagia”, dove i social network sono complici di un mondo politico corrotto e di un’umanità svuotata di ogni valore positivo. Un futuro distopico, dove la tecnologia, da sempre sinonimo di progresso per l’umanità, si rivela una fonte di un’involuzione per la figura umana che regredisce verso forme di violenza, vizi e crudeltà davvero poco immaginabili. Per tutto il romanzo si respira aria di inganno, nessun personaggio è come sembra ad una prima lettura. Ogni personalità è studiata e ritratta con tratti semplici e diretti ma mai banali o superficiali, affinché il lettore possa ricavarne un lato buono e uno cattivo, rimanendo sempre in sospeso. La lettura non è mai pesante, ma consiglio di prestare attenzione ai numerosi personaggi che si dipanano nel corso del romanzo, per non perdere l’orientamento in questo intreccio di storie parallele. La prima stesura del romanzo risale al 2009, eppure sorprende il parallelismo con gli eventi dei nostri giorni. Sarà davvero questo il futuro che ci attende?

Silvia:

Finito di leggerlo qualche giorno fa. Trama affascinante e anche ben articolata. I personaggi poi sono molto ben descritti e delineati tanto che potrebbero essere tutti considerati personaggi principali. Ambientato in una Roma di un futuro non molto lontano, anche se con una visione del tutto inedita… Vi consiglio vivamente di leggerlo, perché appena lo inizierete non riuscirete più a chiuderlo!
Alessandro
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Re: Ombre dal futuro

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Prologo


Non ci conosciamo.
Magari ci siamo anche incrociati, se hai mai percorso via Nazionale, a Roma.
Sono una persona che non si nota. Del resto, non potrei fare il mio mestiere altrimenti.
Oppure dovrei ucciderti, se mi hai notato, ma lascio queste battute ai film. Io parlo poco.
Ho due grandi passioni.
Tante meno grandi, sono umano come te, ma due sono grandi.
Una è Roma. La città più importante del mondo antico.
L’altra è l’Italia, il paese dove è concentrata la bellezza.
Da quando ho iniziato a lavorare al mio piano, ho avuto questi due obiettivi.
Far rinascere l’Italia, attraverso Roma. La Roma dei libri di storia.
L’Italia, il paese dove evadere le tasse è un gesto da furbi.
Come fai a cambiare questa convinzione?
Ci viene incontro quello che accadeva a Roma. Non a caso.
Nella Roma che era padrona del mondo, pagare le tasse era un vanto.
Chi pagava le tasse deteneva il potere e i ruoli che contano.
Da ragazzino trovai in cantina un libro meraviglioso, si chiamava Storia di Roma e l’autore era un certo Indro Montanelli. Lo so, questo nome non ti dice niente se non hai i capelli bianchi. Molto bianchi, come me.
E’ stato pubblicato molto prima che io nascessi, ma quando si parla della storia di Roma, anche fosse stato scritto altri cinquant’anni prima non sarebbe stato meno aggiornato.
Insomma, per sedere nel Senato di Roma dovevi pagare tante tasse, per farla breve.
Bei tempi, quelli del Senato. Poi è arrivato l’Impero e i senatori hanno perso potere.
Ho riletto quel libro diverse volte, quando nel 1992 sono entrato in Polizia ne conoscevo a memoria lunghi brani.
La Roma che si andava modellando nella mia mente aveva l’Imperatore a guidarla, ma anche un Senato forte che tenesse a bada le sue brame. La rovina della Roma originale era stata proprio rappresentata da quel potere quasi sconfinato.
Una trentina d’anni dopo il mio ingresso in Polizia, e oltre venticinque anni dopo il mio ingresso nei servizi segreti del nostro Paese, il mio migliore amico e io eravamo pronti.
La “nostra” Roma era pronta a nascere.
In effetti era nata alcuni anni prima, ma in quel momento era ancora un segreto.
Cominciammo a spingere l’opinione pubblica verso alcune riforme a cui tenevamo molto.
Volevamo trasformare in un fiume di tasse i vizi degli italiani: che poi, sono gli stessi vizi che hanno anche all’estero, ma là fanno finta di non averli. La droga, la prostituzione e il gioco d’azzardo vengono visti come la fonte di tutti i mali: morte, violenza, malattie, crimine, illegalità.
Aurelio, il mio amico di cui dicevo prima, era convinto che potessero essere riformati attraverso controlli sanitari, psicologici, di ordine pubblico. Che potessero produrre ricchezze sconfinate, prima di tutto per le cittadine e i cittadini italiani che avrebbero lavorato al loro interno.
Ci sarebbero stati ruoli da medico, da psicologo, da agente di sicurezza, da addetto alle pulizie. Poi ci sarebbero stati ristoranti a tema, con camerieri e cuochi di ambo i sessi. Ci sarebbero state camere a tema, oppure saloni per decine di persone: sia che si voglia fare sesso, sia che si vogliano assumere droghe, ognuno deve essere libero di farlo in mezzo ad altra gente o in un ambiente discreto. L’importante è che si paghi, e che si paghino le tasse su ogni piccolo flusso di denaro in circolazione.
Immagina un palazzo di sei o sette piani, ognuno diviso in decine di stanze.
Immagina di poter prenotare una stanza a tema, e di poter portare in essa un uomo o una donna o un componente di ogni altro sesso che esista: si contratta il compenso e le modalità, si è già stati sottoposti a esami medici al momento dell’ingresso, si è mangiato magari qualcosa al ristorante del sesto piano dove servono cibi afrodisiaci, si è bevuto qualcosa in un locale che può essere un saloon del west al secondo piano o un cocktail bar dei primi del Novecento all’ultimo piano, magari si indossa un costume da nobile francese o da matrona romana, l’unico limite è la propria fantasia per vivere la serata dei sogni, o il pomeriggio, o la mattina.
Immagina persone che puliscono e rassettano le camere, che servono da bere o da mangiare, che intervengono per motivi di ordine pubblico in modo che l’esperienza di gioco, o di sballo o di seduzione sia la migliore che si possa immaginare.
Immagina che di questi Dioniso, palazzi dell’oblio, o Afrodite, palazzi della passione, o Fortuna, palazzi del gioco, ce ne siano decine in ogni città.
Immagina quante centinaia o migliaia di persone lavorerebbero in ognuno di questi edifici che non dormono mai, con dispositivi elettronici per l’acquisto di servizi o di bevande o di qualsiasi altra cosa, che sull’estratto conto bancario ovviamente saranno citati nel modo che si desidera, per non dover spiegare nulla a nessuno.
Immagina uomini e donne che lavorano part-time negli Afrodite a tema: offrono servizi che regalerebbero all’amante di turno, ma che invece permettono loro di guadagnare magari mezzo stipendio del loro lavoro abituale in quattro ore, durante le quali potranno scegliere partner e prezzo della prestazione senza nessun obbligo pregresso.
Anche nella Roma antica esisteva la prostituzione, così come esisteva il gioco e si assumevano cibi e bevande che facevano evadere la mente.
A fianco di queste attività, però, nella Roma di allora ce ne erano altre: sembrava impossibile portarle nel ventunesimo secolo, viviamo in un mondo che sembra così diverso.
Mi hai capito subito, sei una persona sveglia.
L’arena e i suoi duelli tra esseri umani, oppure tra questi e gli animali feroci.
La realtà, come si dice, supera la fantasia.
La prima arena della Roma moderna è nata in quel periodo, ma non faceva parte del nostro progetto. Osservammo l’idea crescere: un imprenditore aveva rilevato lo Stadio dei Marmi a un’asta pubblica in cui lo Stato vendeva alcuni dei suoi gioielli per risanare il bilancio, e aveva cominciato a organizzare dei duelli in costume. Qualcosa di simile ai gladiatori con cui i turisti si facevano le foto fuori dal Colosseo qualche anno fa.
Abbiamo lasciato che diventasse normale, che la gente si abituasse. Quell’imprenditore ci vedeva lungo, ne fece una trasmissione televisiva spettacolare che ebbe un grosso successo sia online che sui canali televisivi a pagamento. A quel punto gli facemmo la classica offerta che non si può rifiutare. E lui non la rifiutò: sapevamo bene chi c’era dietro di lui e potevamo convincere chiunque, con le buone o con le cattive. Ampliammo il sistema delle scommesse che era stato lanciato già dal 2024, quel progetto era diventato una macchina da soldi.
In pochi anni abbiamo fatto germogliare anche quella idea, fino ad arrivare alle arene di quartiere dove si fanno le qualificazioni per le arene principali: lo spettacolo televisivo e online faceva sembrare tutto normale, come le partite di calcio.
Siamo arrivati al momento della presentazione al pubblico, questo 2031 sarà l’ultimo anno del vecchio mondo.
Guardati intorno. Ci sono i Dioniso, gli Afrodite, i Fortuna, gli anfiteatri: la gente comune vede tanti elementi apparentemente slegati. Vede un partito politico che ha permesso tutto questo, la Nuova Italia. Finora abbiamo dovuto utilizzare questo mezzo, questo residuato del ventesimo secolo, perché la popolazione non era pronta. Ora però gli italiani sono felici, vedono i soldi girare come non accadeva dai tempi di cui hanno letto nei libri di storia, vedono che il lavoro generato dalle nostre riforme permette a tutti di vivere bene. Sono disincantati, sanno che la politica deve far funzionare le cose, non deve essere bella e profumata. Deve promettere e mantenere, è tutto qui.
La Nuova Italia ha fatto questo, ha promesso e mantenuto. Le facce dei candidati a cui li abbiamo abituati erano simili alla nuova generazione che sta arrivando. Però quelli erano prestanome, a partire da Gianluca Moretti, il presidente del consiglio. Questi che stanno arrivando per le elezioni del 2032 invece sono i membri del Senato, quello che già esiste dietro le quinte e che finalmente può uscire allo scoperto.
L’ultimo atto dell’attuale governo sarà la riforma di cui più di tutte l’Italia ha bisogno, quella verso una nuova versione della repubblica presidenziale.
La repubblica imperiale.
Una camera unica, il Senato, e un solo responsabile politico, l’Imperatore.
Roma è tornata!
Questo è il prologo del mio prossimo romanzo, che racconta alcune delle cose che troverete su #ombredalfuturo
Spero di avervi incuriosito...

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Alessandro
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