Re: Femminile e professioni

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swetty ha scritto: era un articolo sulle patologie della cervice e quindi si riferiva a "individui con la cervice", per escludere le donne trans, che in quanto tali la cervice non la possiedono, e per includere quegli uomini che essendo nati donna invece una cervice ce l'hanno. Usare questo per dire che adesso è probito dire "donna" è pretestuoso
Non ho scritto che è proibito ma che va in una certa direzione. Ci sono anche altre implicazioni. Ad esempio negli Stati Uniti una donna aveva affermato che non fosse giusto che partecipasse alle competizioni sportive femminili una transessuale (che vinceva tutte le gare in quanto aveva un fisico da uomo) ed è stata accusata di omotransfobia. Oppure che un uomo, senza aver iniziato un percorso di transizione, solo per il fatto di sentirsi donna possa accedere agli spazi femminili come i bagni pubblici (e a non tutte le donne fa piacere stare tutti insieme al gabinetto  specie in luoghi affollati dove non si conoscono le altre persone). Guarda caso tutto ciò va contro le donne, non scalfisce nulla ai maschietti.
swetty ha scritto: maschile/femminile è il primo passo verso l'uguaglianza e, che uno lo veda o no, è la direzione che prende la società (compreso il fatto che sempre più bagni sono misti). E non si tratta affatto di "cancellazione del femminile" o, sarebbe meglio dire, di "cancellazione delle differenze biologiche".



Si tratta, per essere molto banali, del fatto che le donne possano indossare i pantaloni senza scandalo e che gli uomini possano fare altrettanto con le gonne (e io ne ho visti e non ero in Scozia - e no, non erano neanche tonache o caffettani, erano proprio gonne-gonne e di nuovo no, non erano drag queen né in maschera). E tutte le cose simili, dal giocare coi lego o le bambole allo studiare matematica o letteratura, fino agli uomini casalinga o babysitt
Ma quello che io penso non ha niente a che vedere con il mettersi i pantaloni o la gonna . Io non mi trucco, non mi metto la gonna, ho le unghie corte, da piccola giocavo con le macchinine e mi piacciono le arti marziali, ma mi sento donna al 100 per cento. Quindi come mi devo catalogare?  Torniamo al punto di partenza: la dicotomia tra sesso e genere, che funziona bene sulla carta ma non sempre in pratica perché come tutte le teorie che tendono a semplificare la realtà rifugge la complessità di noi esseri umani.

Per tornare alla lingua  vi posto un link a un articolo lunghissimo della Crusca. Si parla di schwa alla fine.
https://accademiadellacrusca.it/it/cons ... enere/4018

Re: Femminile e professioni

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dyskolos ha scritto: da @Antaresù)
(Stavo pensando che il mio nuovo nick è utile alla fine della frase, quando si preme invio  :D )

Interessante la spiegazione di Vera Gheno (tra l'altro non avevo pensato alla questione della dislessia). Pur essendo titubante sulla schwa e sulla restante simbologia, sono d'accordo quando parla di "sperimentare" per poi in futuro trovare magari qualcosa migliore. 

Re: Femminile e professioni

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@ivalibri ma la dicotomia non è tra sesso e genere, la dicotomia è tra maschile e femminile, come sesso e/o come genere (ma sarebbe più corretto dire come biologia o come identità).

Tu sei liberissima di sentirti donna, e nel tuo caso coincide col tuo sesso biologico. Ma ci sono persone che non hanno questa coincidenza e deo gratias la società è propensa a smettere di considerare queste persone come mostri. 

La questione dei bagni non l’ho capita: ma sarà che dove faccio la fila io di solito ci si spoglia solo dopo essere entrati e se così non fosse avrei problemi anche ci fossero solo donne 100% bio e docg. Non è che non l’ho capita ora, eh: è dai tempi della polemica su Vladimir Luxuria nei bagni della Camera che non colgo il quid.
«La purezza è per l'acqua potabile, non per le persone.» (Bobby Henderson - Secondo condimento)
«Perché l'affare funzioni serve che tu voglia qualcosa in cambio di niente.» (Hustle - I signori della truffa)
«Questa idea di purezza ideologica, il fatto che non si debbano mai fare compromessi, tutte queste cose, beh, dovreste superarle rapidamente. Il mondo è un casino.» (Barack Obama)

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Re: Femminile e professioni

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swetty ha scritto: dicotomia non è tra sesso e genere, la dicotomia è tra maschile e femminile, come sesso e/o come genere (ma sarebbe più corretto dire come biologia o come identità).
Cara Swetty ,
Eh lo so bene. È proprio questo presupposto che fa sì che la pensiamo diversamente.
swetty ha scritto: sei liberissima di sentirti donna, e nel tuo caso coincide col tuo sesso biologico. Ma ci sono persone che non hanno questa coincidenza e deo gratias la società è propensa a smettere di considerare queste persone come mostri. 
E ne sono contenta anch'io. Quello che mi lascia perplessa è che un percorso di transizione non è una passeggiata, implica il sottoporsi a trattamenti ormonali pesanti e a operazioni chirurgiche invasive. In una società più aperta e inclusiva si potrebbe accettare il proprio corpo ma essere liberi di vestirsi come si vuole e di occuparsi di ciò che si desidera senza dovere aderire a modelli stereotipati di uomo e di donna. dunque accettando il proprio corpo e il proprio sesso ma vivendo in piena libertà. I sessi alla nascita sono due, accettare questa differenza per me vuol dire accogliere una diversità insita nell'essere umano che può permettere di accettarne anche altre. Ma la mia è una visione dell'essere umano che mette al centro anche il corpo (ma non inteso come qualcosa di esteriore e di superficiale come spesso viene inteso nella culturale occidentale) e capisco che non sia condivisa da tutti.
swetty ha scritto: questione dei bagni non l’ho capita: ma sarà che dove faccio la fila io di solito ci si spoglia solo dopo essere entrati e se così non fosse avrei problemi anche ci fossero solo donne 100% bio e docg. Non è che non l’ho capita ora, eh: è dai tempi della polemica su Vladimir Luxuria nei bagni della Camera che non colgo il quid.
Hai ragione in effetti. Anch'io ai tempi di Luxuria non capivo dove fosse la questione.
Credo che molte donne abbiano timore di un liberi tutti. Il problema non sarebbero certo persone come Luxuria ma i vari maniaci o guardoni che se ne approfitterebbero per dare qualche sbirciatina. 😁

Re: Femminile e professioni

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swetty ha scritto: La decostruzione dei modelli maschile/femminile è il primo passo verso l'uguaglianza e, che uno lo veda o no, è la direzione che prende la società (compreso il fatto che sempre più bagni sono misti). E non si tratta affatto di "cancellazione del femminile" o, sarebbe meglio dire, di "cancellazione delle differenze biologiche".
Stessa cosa che penso io. La questione non dovrebbe essere "personalizzare tutto, anche la lingua, per non scontentare nessuno" (si diventerebbe pazzi), ma creare un ambiente dove le diversità biologiche e mentali esistono ma non sono rilevanti nella vita sociale e lavorativa.
La cosa più complicata da cambiare è la mentalità: se una donna mette pantaloni, scarpe da ginnastica, e non si trucca, non è femminile e quindi è sciatta. Ma chi ha deciso che le donne devono mettere gonne, tacchi e trucco e gli uomini no? È una convenzione, non è un'istinto innato nelle donne quello di truccarsi. Deriva da una mentalità dove per la donna contava solo l'aspetto, la dote e la capacità di fare figli, cose che possiamo, credo, lasciarci alle spalle senza rimpianti.
La questione dei bagni mi pare assurda. Io uso quelli delle donne solo perché ho timore di mettere in imbarazzo qualcuno, ma se in quello delle donne c'è la fila e mi posso imbucare in quello degli uomini lo faccio. Il bagno poi si chiude, quindi cosa dovrebbero sbirciare? Francamente, se mi devo pettinare o sciacquare la faccia, mi da fastidio se c'è qualcuno vicino, che sia donna o uomo, sono comunque sconosciuti.
È la stessa cosa se si va dal medico per una visita: il fatto che sia uomo o donna fa poca differenza, so che sono lì per curarmi, non per guardare se ho la cellulite o cosa (e in tal caso mi darebbe fastidio uguale)
swetty ha scritto: In realtà non è così esigua, anzi, la maggior parte delle persone per una cosa o per l'altra non si riconoscono nel modello "femminile" o "maschile" al 100%, ma sono da qualche parte tra i due estremi.
Di nuovo d'accordo. Il fatto di sentirsi maschio o femmina (al di là del sesso biologico) dipende molto da quali sono i modelli di riferimento.

Io nel modello femminile per eccellenza mi riconosco poco, forse al 60%. Non ho dubbi sul mio genere, solo che non mi riconosco nello stereotipo. Quindi per me è quest'ultimo che va cambiato.
Molti dei miei modelli di vita e di scrittura sono maschili, e sarebbe normale se gli uomini prendessero a modello figure femminili riconosciute come notevoli (anche se, ma solo per ora, sono in minoranza)
Non è tanto la lingua che deve adattarsi, ma gli stereotipi e le divisioni che devono essere superati. Se chiamo una donna "ministra", ma poi quando devo criticare il suo operato non so trovare di meglio che insulti sul suo aspetto o a sfondo sessuale (e purtroppo succede spesso), allora è inutile.
Non sono un visionario. Mi professo un idealista pratico. (Gandhi)
Qualunque sia il tuo nome (HarperCollins)
La salvatrice di libri orfani (Alcheringa)
Il lato sbagliato del cielo (Arkadia)
Il tredicesimo segno (Words)

Re: Femminile e professioni

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Silverwillow ha scritto: Io uso quelli delle donne solo perché ho timore di mettere in imbarazzo qualcuno, ma se in quello delle donne c'è la fila e mi posso imbucare in quello degli uomini lo faccio. Il bagno poi si chiude, quindi cosa dovrebbero sbirciare?

Beh, a Torbole (provincia autonoma di Trento) trovai un simbolo sulla porta di un bagno dove si vedeva un tizio che si arrampicava sulla parete per sbirciare e sopra c'era una croce. :-)
Comunque mi piace questa idea del bagno come creatore d'identità. De facto hanno costruito un terzo genere: il disabile. Devo provare per scoprire la differenza :-)
Ogni volta non so se andare dentro a curiosare :)
Silverwillow ha scritto: La cosa più complicata da cambiare è la mentalità: se una donna mette pantaloni, scarpe da ginnastica, e non si trucca, non è femminile e quindi è sciatta. Ma chi ha deciso che le donne devono mettere gonne, tacchi e trucco e gli uomini no?

Sono d'accordo con te. A me, quelle che mettono pantaloni, scarpe da ginnastica e zero trucco piacciono di più :)

Silverwillow ha scritto: La questione non dovrebbe essere "personalizzare tutto, anche la lingua, per non scontentare nessuno" (si diventerebbe pazzi)

Infatti. Io oggi mi sento un facocero, ieri mi sentivo un elefante e l'altro ieri una betulla. Voglio essere incluso anche io e non mi basta lo scevà.
Poi mi chiedo perché inserire, inventando nuovi suffissi, chi legittimamente non sa se è maschio o femmina (una minoranza) e non me (la maggioranza) che lo so bene? Per me, che notoriamente sono un gran maschilista di m***a, il maschile sovraesteso funziona bene. Ho sperimentato anche il femminile sovraesteso e nessuno capiva che volevo dire. Ho dovuto ritornare al maschile.



P.S.: Nemmeno io ho capito il fatto di Vladimir Luxuria nei bagni della Camera.
Il Sommo Misantropo

Re: Femminile e professioni

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Silverwillow ha scritto: erebbe pazzi), ma creare un ambiente dove le diversità biologiche e mentali esistono ma non sono rilevanti nella vita sociale e lavorativa.
La cosa più complicata da cambiare è la mentalità: se una donna mette pantaloni, scarpe da ginnastica, e non si trucca, non è femminile e quindi è sciatta. Ma chi ha deciso che le donne devono mettere gonne, tacchi e trucco e gli uomini no? È una convenzione, non è un'istinto innato nelle donne quello di truccarsi. Deriva da una mentalità dove per la donna contava solo l'aspetto, la dote e la capacità di fare figli, cose che possiamo, credo, lasciarci alle spalle senza rimpianti.
E su questo siamo perfettamente d'accordo. 
Silverwillow ha scritto: Molti dei miei modelli di vita e di scrittura sono maschili, e sarebbe normale se gli uomini prendessero a modello figure femminili riconosciute come notevoli (anche se, ma solo per ora, sono in minoranza)
Questo invece è un aspetto problematico su cui non mi trovo tanto d'accordo (mi riferisco solo a quanto scrivi tra parentesi).
Le donne sono assenti nel canone letterario, assenti tra i nomi di grandi scienziati o di altre discipline perché non ci sono o perché così viene narrato? Prendi un manuale di storia, di filosofia o di letteratura e si vede un'assenza imbarazzante. Ma le donne scrittrici esistono e non solo nel '900, così come le filosofe, ecc. eppure compaiono come sparute eccezioni. Questa impostazione di pensiero andrebbe scardinata. E non solo chiamando la ministra con il suo nome, cosa che non ho mai affermato nei miei commenti. 

Re: Femminile e professioni

110
dyskolos ha scritto: Presente ;)
Bravo!
dyskolos ha scritto: A me, quelle che mettono pantaloni, scarpe da ginnastica e zero trucco piacciono di più :)
Presente!

Che poi va bene i bagni ché tanto ti chiudi dentro (sempre se funziona la chiave) ma i camerini nei negozi con quelle tendine vedo non vedo come la vedete? C'è sempre qualcuno che la scosta per vedere se è occupato. 
Va beh, non sarà tutto sto problema, mi direte, sempre se non c'è @dyskolos che viene apposta per sbirciare!
😄

Re: Femminile e professioni

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ivalibri ha scritto: Presente!

Già mi sono innamorato di te, o donna dei miei sogni :)


ivalibri ha scritto: ma i camerini nei negozi con quelle tendine vedo non vedo come la vedete? C'è sempre qualcuno che la scosta per vedere se è occupato.

Fai come me, compra online, che lì non ci sono camerini e tendine :P
Così mentre compri, s'impenna il fatturato, taaac!


ivalibri ha scritto: sempre se non c'è @dyskolos che viene apposta per sbirciare!

State attente, donne :asd:
Comunque devo sbirciare nei bagni per disabili, almeno per vedere come sono fatti. Che poi io penso che le cose per disabili semplificherebbero la vita a tutti, abili e non abili, maschi con il seno e femmine senza trucco, betulle ed elefanti… :)
Ve lo dice un facocero :)


Visto che ti piacciono i video, a proposito di bagni e sbirciatine, eccotene uno divertentissimo, da sganasciarsi dalle risate:

Il Sommo Misantropo

Re: Femminile e professioni

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dyskolos ha scritto: De facto hanno costruito un terzo genere: il disabile. Devo provare per scoprire la differenza :-)
Solo perché a nessuno è ancora venuto in mente di fare bagni e insegne diverse per disabili maschi e femmine. Ma di questo passo ci arriveremo :asd:
Ci sono posti dove per trovare il bagno giusto ci ho messo un po', come decifrare geroglifici: maschi, femmine, disabili, femmine accompagnate da bambini, fasciatoio, riservato al personale, ecc.
ivalibri ha scritto: C'è sempre qualcuno che la scosta per vedere se è occupato. 
Vero, anche se basterebbe guardare se spuntano dei piedi. Io infatti mi provo le cose sempre in fretta :lol: A parte gli sbircioni di professione come @dyskolos , ci sono anche quelli (ma più spesso sono donne, molti uomini pensano "ma sì è la taglia giusta, andrà bene", spesso lo faccio anch'io) che vedono la tenda chiusa ma non sono convinti che non ci sia nessuno, magari è solo per tenerla in ordine che è stata chiusa.
ivalibri ha scritto: Le donne sono assenti nel canone letterario, assenti tra i nomi di grandi scienziati o di altre discipline perché non ci sono o perché così viene narrato? Prendi un manuale di storia, di filosofia o di letteratura e si vede un'assenza imbarazzante. Ma le donne scrittrici esistono e non solo nel '900, così come le filosofe, ecc. eppure compaiono come sparute eccezioni.
Le donne non sono assenti, ma nei secoli scorsi molte non hanno avuto la possibilità concreta di studiare o di intraprendere carriere artistiche, quelle che ci sono riuscite sono in netta minoranza rispetto agli uomini. È un dato oggettivo ed è normale che fossero molte di meno, se perfino quelle benestanti non potevano studiare, viaggiare o altro, a meno di non avere un padre/marito che glielo permettesse (o di avere il denaro e il coraggio per essere indipendenti). Penso ad Artemisia Gentileschi, il cui padre era a sua volta pittore, o Ipazia, che aveva un padre matematico e filosofo.
Nonostante ciò, ci sono state filosofe, teologhe, pittrici, poetesse, scienziate, regine, ecc. molto influenti nel loro ambiente e nel loro tempo. Il problema è che spesso le loro figure sono state messe in secondo piano, perché a tramandare la storia sono stati uomini (mannaggia, era il settore storico, quello a cui dovevamo puntare da subito :si:  ). Da un po' di tempo si è cominciato a recuperare queste figure attraverso saggi, romanzi e film. Quelle di cui non ci è stato tramandato niente purtroppo non potremo mai conoscerle, ma le cose sono cambiate, adesso i modelli femminili (e tutt'altro che stereotipati) ci sono e aumenteranno in futuro.
ivalibri ha scritto: Questa impostazione di pensiero andrebbe scardinata. E non solo chiamando la ministra con il suo nome, cosa che non ho mai affermato nei miei commenti. 
Certo, non era riferito a te. È solo che a volte finisco il post e mi accorgo di aver divagato troppo, quindi cercavo di riagganciarmi al discorso iniziale :lol:
Non sono un visionario. Mi professo un idealista pratico. (Gandhi)
Qualunque sia il tuo nome (HarperCollins)
La salvatrice di libri orfani (Alcheringa)
Il lato sbagliato del cielo (Arkadia)
Il tredicesimo segno (Words)

Re: Femminile e professioni

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Silverwillow ha scritto: Ci sono posti dove per trovare il bagno giusto ci ho messo un po', come decifrare geroglifici: maschi, femmine, disabili, femmine accompagnate da bambini, fasciatoio, riservato al personale, ecc.

A chi lo dici! Io mi confondo sempre :)
Ho visto di tutto e di più ;)

A questo punto lancio una mia proposta. Tutti i trans non operati dovrebbero farsi dichiarare disabili, così saprebbero in quale bagno andare :) Visto che poi alcune oche si lamentano se vanno nei bagni delle femmine…


Silverwillow ha scritto: Le donne non sono assenti, ma nei secoli scorsi molte non hanno avuto la possibilità concreta di studiare o di intraprendere carriere artistiche, quelle che ci sono riuscite sono in netta minoranza rispetto agli uomini. È un dato oggettivo ed è normale che fossero molte di meno, se perfino quelle benestanti non potevano studiare, viaggiare o altro, a meno di non avere un padre/marito che glielo permettesse (o di avere il denaro e il coraggio per essere indipendenti). Penso ad Artemisia Gentileschi, il cui padre era a sua volta pittore, o Ipazia, che aveva un padre matematico e filosofo.
Nonostante ciò, ci sono state filosofe, teologhe, pittrici, poetesse, scienziate, regine, ecc. molto influenti nel loro ambiente e nel loro tempo. Il problema è che spesso le loro figure sono state messe in secondo piano, perché a tramandare la storia sono stati uomini (mannaggia, era il settore storico, quello a cui dovevamo puntare da subito :si:  ). Da un po' di tempo si è cominciato a recuperare queste figure attraverso saggi, romanzi e film. Quelle di cui non ci è stato tramandato niente purtroppo non potremo mai conoscerle, ma le cose sono cambiate, adesso i modelli femminili (e tutt'altro che stereotipati) ci sono e aumenteranno in futuro.

Tutto vero. Però ho una mia ipotesi in proposito. La chiamo "ipotesi" perché forse sto per dire una cretinata di proporzioni siderali e dunque devo mettere le mani avanti in qualche modo :asd:

Per me ci sono poche donne in politica perché le donne stesse non sono tanto interessare all'articolo :)


Silverwillow ha scritto: Solo perché a nessuno è ancora venuto in mente di fare bagni e insegne diverse per disabili maschi e femmine. Ma di questo passo ci arriveremo :asd:

:asd: :asd: :asd:
Ahahahahahahah :D
Il Sommo Misantropo

Re: Femminile e professioni

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ivalibri ha scritto: C'è sempre qualcuno che la scosta per vedere se è occupato. 
Sì, a me è capitato che un bambino la scostasse completamente mentre provavo dei pantaloni...   :bestem:  
dyskolos ha scritto: Già mi sono innamorato di te, o donna dei miei sogni
Ah, mi tradisci così?   O_-
dyskolos ha scritto: Per me ci sono poche donne in politica perché le donne stesse non sono tanto interessare all'articolo
Eppure a me sembra che a livello locale (comuni, province ecc.) e  il genere femminile sia abbastanza rappresentato, anche se non ho statistiche sotto mano... Bisognerebbe vedere quante sono le iscritte a Scienze Politiche. 
Ma non sarà la solita questione della carriera più difficile per le donne, soprattutto se mamme? 

Re: Femminile e professioni

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Antares ha scritto: Sì, a me è capitato che un bambino la scostasse completamente mentre provavo dei pantaloni...   :bestem:  
Ah, eri tu quella che provava i pantaloni? :o
Ogni tanto mi travesto da bambino e comincio a lavorare. Comunque i tanga leopardati non mi piacciono :P

Antares ha scritto: Eppure a me sembra che a livello locale (comuni, province ecc.) e  il genere femminile sia abbastanza rappresentato

Non saprei, però lì ci sono più cose concrete da fare. Non è come giocare alla play station tra Brunetta e Renzi :)


Antares ha scritto: Ma non sarà la solita questione della carriera più difficile per le donne, soprattutto se mamme? 

Può essere, ma io adoro le mammine. Anche quella è produzione. Comunque la principale indiziata è pure donna e si chiama Madre di nome e Natura di cognome :-)


Se vuoi capire la regola delle doppia F, l'importanza della produzione, e produzione porta fatturato (taaac!), ti basta vedere questo video del "milanese imbruttito":

Il Sommo Misantropo

Re: Femminile e professioni

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dyskolos ha scritto: Per me ci sono poche donne in politica perché le donne stesse non sono tanto interessare all'articolo :)
Be' no, non è una cretinata (non da linciaggio, comunque :P ) , è un dato di fatto che ci siano meno donne in politica. La domanda è: per quale motivo? Non certo per le incombenze materne (fare turni in fabbrica o in ospedale è molto più difficoltoso per chi ha dei figli).
La questione comunque è tutt'altro che banale, perché i motivi possono essere diversi. Per prima cosa è doppiamente difficile per una donna avere accesso al mondo politico. Qualsiasi cosa faccia, ci sarà un troglodita che pensa "ma perché questa qui non se ne sta a casa a badare alla famiglia?" (sembra da medioevo, ma purtroppo non lo è); in seconda istanza, la consapevolezza della difficoltà può scoraggiare molte ragazze dall'iscriversi a Scienze politiche, preferendo magari altre strade per realizzare gli stessi obiettivi, in campi dove possono avere più opportunità di fare una differenza (quello medico, scientifico o sociale). Il fatto che il voto alle donne sia stato concesso molto tardi (specie in Italia), ha fatto sì che intere generazioni crescessero con la convinzione inconscia di non essere autorizzate ad avere idee politiche, e di conseguenza se ne siano tenute alla larga (trasmettendo questa sensazione ai loro figli). Ma è un'altra delle cose che stanno cambiando in fretta, visto che alcune delle figure politiche più influenti d'Europa sono donne. Prevedo che in un futuro prossimo si arriverà a un sostanziale pareggio, senza bisogno di forzature.

Alcuni video del milanese imbruttito li avevo visti. Questo mi pare ricalcare un po' Mrs. Doubtfire, ma senza la simpatia di Robin Williams. Carino, comunque  :lol: 
Non sono un visionario. Mi professo un idealista pratico. (Gandhi)
Qualunque sia il tuo nome (HarperCollins)
La salvatrice di libri orfani (Alcheringa)
Il lato sbagliato del cielo (Arkadia)
Il tredicesimo segno (Words)

Re: Femminile e professioni

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dyskolos ha scritto: Comunque i tanga leopardati non mi piacciono
Neanche a me, mi sa che non ero io :P 
dyskolos ha scritto: Se vuoi capire la regola delle doppia F, l'importanza della produzione, e produzione porta fatturato (taaac!), ti basta vedere questo video del "milanese imbruttito":
Eeh, figurati, l'Imbruttito lo conosco già a menadito :D 
Silverwillow ha scritto: Prevedo che in un futuro prossimo si arriverà a un sostanziale pareggio, senza bisogno di forzature.
In effetti proprio di recente in Islanda le donne erano la metà (o forse poco ci mancava) di tutti i parlamentari.

Re: Femminile e professioni

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Silverwillow ha scritto: Alcuni video del milanese imbruttito li avevo visti. Questo mi pare ricalcare un po' Mrs. Doubtfire, ma senza la simpatia di Robin Williams. Carino, comunque  :lol: 
Antares ha scritto: Eeh, figurati, l'Imbruttito lo conosco già a menadito :D 

Beh, dopo Casa Surace e i Badaboom (please cfr., taaac) non potevo che approdare al "milanese imbruttito" :)
Tra l'altro ho notato che lui, per riferirsi a se stesso, dice "F205". OMG Anche io ho F205 nel codice fiscale: forse mi sto imbruttendo :o


Silverwillow ha scritto: Qualsiasi cosa faccia, ci sarà un troglodita che pensa "ma perché questa qui non se ne sta a casa a badare alla famiglia?" (sembra da medioevo, ma purtroppo non lo è)

Peccato che spesso sono le donne stesse a pensarlo e a dirlo :P



Antares ha scritto: In effetti proprio di recente in Islanda le donne erano la metà (o forse poco ci mancava) di tutti i parlamentari.

Beh, attualmente hanno (o almeno così dicono) il parlamento nazionale (caso unico al mondo) in cui le uome sono in maggioranza. Anche la prima ministra è di sesso femminile (e anche di identità :P )
Comunque in Islanda sono quattro gatti, eh.


[Maschilista mode ON]
Basta aspettare il primo mal di testa e non vanno più a schiacciare bottoni in parlamento. Poi ogni ciclo lunare, secondo me, si danno il turno. E poi immagino la prima legge che fanno: via l'IVA dagli assorbenti.
[Maschilista mode OFF]

:hm: :hm: :hm:


Pensavo a una cosa. Finora abbiamo parlato di professioni prima destinate a uomini e oggi occupate manu militari da uome. Ma esiste anche il contrario. Dovevo volgere al maschile la frase "Questa situescion sta andando a put****" e non ho trovato di meglio che "Questa situescion sta andando a gigolò", ma non regge. Con il femminile avrei più scelta: put****, tr***, escort… Io ero rimasto a quando l'ultima era una macchina, ma pare che non sia più così.
Mi manca la varietà lessicale. Posso cambiare la vocale finale anche in questo caso? Finirei con put***o, tr**o, ecc… :P
Il Sommo Misantropo

Re: Femminile e professioni

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Antares ha scritto: Ah, sei nato a Milano?

Eh, sì :-)
Ma è stato tanto tempo fa, quando Milano si chiamava ancora Mediolanum e si viaggiava sulla schiena di dinosauri ;)
Il milanese imbruttito mi chiamerebbe "giargiana", dato che abitavo a Corsico, quindi oltre la circonvalla.


Antares ha scritto: Sull'ultima questione non so aiutarti, magari c'è qualcosa tipo "meretrice" - "meretore"?  :P

Giàààààà, mi hai creato la svolta! Ti assumo nella mia nuova fabbrichetta, che ho appena aperto nella city (taaac!), come "creativa", così posso seguire la regola della doppia F: F**a e Fatturato (taaac!) :P
Il Sommo Misantropo
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